27/01/2012

Oltre il ricordo, per cercare di comprendere



Si celebra oggi la giornata internazionale della memoria, in occasione dell'anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz.

Non è facile scrivere qualcosa su questo tema, tanto fu l'orrore.

Giornata.jpgQuando alcuni anni fa visitai a Trieste la Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, non riuscii a condividere nulla di quello che provai attraverso questo blog.

Troppo assurdo, disumano, incredibile... la stessa sensazione che avevo provato alcuni anni prima a Ouhidah, in Benin, visitando un fortino portoghese da cui partirono milioni di schiavi verso le americhe: senza parole.

Solo a distanza di un anno riuscii a trovarle quelle parole, in una riflessione che oggi voglio riprendere, per i tanti amici che da poco hanno iniziato a visitare questo blog.
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"In questa giornata un po' ovunque si sono tenuti importanti momenti di celebrazione e ricordo di quello che fu l'orrore dell'olocausto. Milioni di alunni si sono fermati per non dimenticare! E questo è un primo passo fondamentale. Ma a mio avviso non sufficiente.

Liquidare la questione parlando della "follia di Hitler" e del suo disegno, infatti, non aiuta a capire cosa avvenne e come evitare che possa accadere ancora!

Non è sufficiente ricordare, occorre anche riflettere per cercare di capire e per questo vorrei provare a porre alcune domande che possano aiutarci ad inquadrare la Shoah e le sue origini:

1) quali idee stavano alla base del disegno di società nazista?

2) perché si diffusero fra il popolo al punto di legittimare un tale orrore?

3) come vennero diffuse queste idee?

Pongo la prima domanda perché prima di diventare azione, tragedia, il nazismo fu un'ideologia, una visione della vita e della storia fondata sull'idea che la diversità -in tutte le sue forme- fosse un problema, una minaccia, un intoppo da eliminare.

Del resto, secondo le idee deliranti dei teorici razzialisti dell'epoca, la selezione naturale avrebbe comunque finito con l'eliminare i più deboli, selezionando i membri migliori della società... tanto valeva darle una piccola mano, accelerando un processo che appariva comunque come "naturale".

Fu su queste idee che Hitler fondò la sua visione di una società perfetta, in cui tutti avrebbero dovuto essere uguali, puri, non contaminati dai "diversi": non solo gli ebrei, infatti, ma anche i nomadi, gli omosessuali, i dissidenti politici, gli apolidi, gli handicappati... chiunque fosse diverso, da qualunque punto di vista, finì nel mirino della follia nazista.

contrassegni-lager.jpg.
Riassumendo molto possiamo dire che l'idea di fondo era quella di cancellare la diversità, per creare una società perfetta nel domani.

Per questo io ritengo ogni percorso educativo fondato sul valore della diversità il migliore antidoto contro questa e contro qualunque altra forma di ideologia!

Che si rifletta sulla diversità culturale -attraverso l'intercultura- sulla biodiversità -in biologia- sul pluralismo -come rispetto delle diverse opinioni- qualunque progetto volto a mostrare esplicitamente la diversità come una ricchezza contribuisce a creare gli anticorpi necessari contro ogni forma di discriminazione.

Anche la seconda domanda mi pare centrale: perché si diffusero queste idee fra la popolazione?

Perché qualcuno strumentalizzò le differenze per creare dei mostri, alimentare le paure, additando alcuni come nemici da combattere...

In questo modo la popolazione, un po' alla volta, finì per assorbire la proposta nazista come una valida "soluzione al problema" che si era voluto creare!

Vi fu cioè una sorta di "legittimazione preventiva" che creò le basi perché la visione nazista potesse essere accettata favorevolmente dal popolo.

Come avvenne questo? Attraverso la propaganda! Hitler capì che la Germania aveva perso la prima guerra mondiale sul piano della comunicazione e decise che non avrebbe commesso una seconda volta questo errore. Così stabilì di investire enormi cifre nella creazione di filmati, riviste, supporti di ogni genere volti a creare consenso e una presunta legittimazione scientifica per la sua visione.

 Fermiamoli.jpgCredo che sia fondamentale oggi, se davvero vogliamo trarre una lezione dalla storia, essere sempre attenti a quanto ci circonda, per sapere riconoscere i segnali che paiono riproporre queste logiche e non tacere di fronte ad essi.

Come diceva Martin Luther King: "Non ho paura tanto delle parole dei violenti, quanto del silenzio degli onesti."

E soprattutto ritengo indispensabile continuare ad essere propositivi, mostrando in modo chiaro ed inequivocabile il valore della diversità in ogni sua forma!

 

» Per quanti pensano che il razzismo in Italia sia "ormai" scomparso...

25/01/2012

Ora

E' un'altra settimana intensa questa... e io me ne rallegro!

Lunedì ho tenuto dei laboratori nelle scuole superiori a Cervia, all'interno del progetto "Testimoni privilegiati" promosso dal Comune.

Domani sarò a Reggio Emilia per un corso di formazione in un Istituto grafico sulla "comunicazione inclusiva" per la favorire l'accessibilità ai disabili, promosso dal CRIBA.

IMG_4710.jpgVenerdì mattina a Ravenna una troupe di "Report" verrà a incontrarmi per una breve intervista e per alcune riprese di un mio laboratorio sull'intercultura e contro il razzismo all'interno del progetto "Chi è straniero?" promosso dalla Casa delle Culture.

Sabato sarò a Napoli per il "Forum dei Comuni per i Beni Comuni", promosso dal sindaco Luigi De Magistris come punto di incontro fra amministratori, movimenti, associazioni, cittadine e cittadini.
Un momento di confronto sul tema della "difesa dei beni comuni, fondamento irrinunciabile dei diritti, ma anche pilastro della democrazia partecipativa".

Domenica a Roma per partecipare alla prima riunione dell'Assemblea Federale di "Ecologisti e Reti civiche-Verdi Europei", il percorso che sto seguendo concretamente da un anno e mezzo, come evoluzione dell'appello "Abbiamo un sogno" che lanciai in rete nell'agosto 2010.

Continuo il mio impegno con passione ed entusiasmo, passo dopo passo, anche rispetto alle difficili sfide del nostro tempo che a volte sembrano più grandi di noi, perché come canta Jovanotti nella bellissima canzone "Ora":

     "non c'è montagna più alta di quella che non scalerò,
      non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò... ora!"

20/01/2012

Finalmente... "vada a bordo, cazzo!"

Come le corde di uno strumento musicale possono vibrare per "risonanza", anche senza bisogno di essere toccate, così le corde del nostro cuore possono vibrare se nell'aria si muove qualcosa vicino al nostro sentire.

In questo senso è fondamentale saper cogliere quegli episodi che acquisiscono un valore simbolico, in grado di far risuonare il sentire collettivo, perché essi indicano in qualche modo i segni dei tempi.

Vada-a-bordo-frase-Costa-Concordia.jpgLa frase "vada a bordo, cazzo!" pronunciata dal capitano De Falco al comandante Schettino, in pochi giorni è divenuta un vero e proprio simbolo del nostro momento storico.

Sono nati spontaneamente gruppi con questo nome su Facebook e Twitter, la frase è rimbalzata immediatamente sui giornali, in tv, nei blog, nelle piazze...

Si sono stampate persino le magliette!!!

A me pare che essa segni metaforicamente un importate spartiacque, il punto di un risveglio etico collettivo, uno scatto di orgoglio e dignità, atteso da tempo, che non ha nulla a che vedere con l'eroismo -evocato a mio avviso impropriamente- ma semplicemente con una sacrosanta voglia di normalità! Una normalità che per troppi anni ha abbandonato il nostro paese e di cui ora si sente ovunque una profonda sete. Nulla a che fare con l'aspetto economico della crisi. Si tratta piuttosto di un moto d'animo, di una indignazione, di un richiamo alla responsabilità e al dovere morale, che finalmente hanno vinto l'inerzia prodotta da quel senso di rassegnazione ed impotenza su cui erano proliferati i tanti "Schettini" del nostro paese.

Ho la sensazione che si sia raggiunto, collettivamente, quel famoso "fondo" che da tempo aspettavamo di toccare per poter finalmente incominciare a risalire!!! E' come se un intero paese si fosse risvegliato dal torpore e ora si stesse guardando allo specchio, un po' spaventato di sé certamente, ma sicuramente con il desiderio di sciacquarsi la faccia per incominciare una nuova giornata.

"Vada a bordo, cazzo!" è la frase che da oggi ognuno di noi può gridare in faccia a chiunque non compia responsabilmente il proprio dovere, ovunque, in qualunque momento, come un monito che ora ha acquisito la forza di un richiamo non solo individuale ma collettivo!

Ma attenzione, perché dentro ciascuno di noi c'è un po' di Schettino e un po' di De Falco. Impariamo dunque a riconoscerli e a non rimanere neutrali di fronte ad essi. E soprattutto non torniamo ad adagiarci in quella rassegnata autocommiserazione che per anni ha massacrato il nostro paese.

Se dovesse rendersi necessario, troviamo il coraggio di guardarci negli occhi, davanti allo specchio, e gridarlo anche a noi stessi: "Vada a bordo, cazzo!"

10/12/2011

I diritti umani sono universali?

Esattamente 63 anni fa, il 10 dicembre 1948, veniva firmata a Parigi la Dichiarazione universale dei Diritti umani, un documento la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite, appena nate, perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Da allora molti passi avanti sono stati fatti, ma il cammino per la piena realizzazione di questa Dichiarazione, come sappiamo, è ancora lungo e richiede un impegno da parte di ciascuno di noi.

Per ricordare questo storico evento, vorrei oggi condividere una breve riflessione tratta dal mio libro "Non è vero che tutto va peggio", scritto insieme a Jacopo Fo:

"Si è molto discusso in questi anni sull’universalità dei diritti umani, sostenendo che essa sarebbe solo presunta poiché essi sarebbero viziati alla nascita e non esprimerebbero che la visione di una sola cultura, quella "occidentale".

Eleanor_Roosevelt_and_Human_Rights_Declaration.jpgIo non condivido questo dubbio perché ritengo che i diritti umani vengano ancora prima del livello culturale; essi rappresentano molto semplicemente i più elementari "bisogni" dell’uomo, e sono dunque validi a qualunque latitudine egli si trovi e in qualunque epoca egli viva.

Credo che questa riflessione di Umberto Eco possa risultare illuminante al riguardo:

"Siamo animali a postura eretta, per cui è faticoso rimanere a lungo a testa in giù, e pertanto abbiamo una nozione comune dell’alto e del basso, tenendo a privilegiare il primo sul secondo. Parimenti abbiamo nozioni di destra e di sinistra, dello star fermi o del camminare, dello star ritti o sdraiati, dello strisciare o del saltare, della veglia e del sonno. Siccome abbiamo degli arti, sappiamo tutti cosa significhi battere una materia resistente, penetrare una sostanza molle o liquida, spappolare, tamburellare, pestare, prendere a calci, forse anche danzare.
La lista potrebbe durare a lungo, e comprende il vedere, l’udire, mangiare o bere, ingurgitare o espellere. E certamente ogni uomo ha nozioni su cosa significhi percepire, ricordare, avvertire desiderio, paura, tristezza o sollievo, piacere o dolore, ed emettere suoni che esprimano questi sentimenti.
Pertanto (e già si entra nella sfera del diritto) si hanno concezioni universali circa la costrizione: non si desidera che qualcuno ci impedisca di parlare, vedere, ascoltare, dormire, ingurgitare o espellere, andare dove vogliamo; soffriamo che qualcuno ci leghi o ci costringa in segregazione, ci percuota, ferisca o uccida, ci assoggetti a torture fisiche o psichiche che diminuiscano o annullino la nostra capacità di pensare.
Dobbiamo anzitutto rispettare i diritti della corporalità altrui, tra i quali anche il diritto di parlare e pensare. Se i nostri simili avessero rispettato questi ‘diritti del corpo’ non avremmo avuto la Strage degli Innocenti, i cristiani nel circo, la notte di San Bartolomeo, il rogo per gli eretici, i campi di sterminio, la censura, i bambini in miniera, gli stupri della Bosnia".


(Umberto Eco, In Che cosa crede chi non crede?, Atlantide Editoriale, Roma 1996; ora in Cinque scritti morali, Bompiani, Milano 1997.)


Ma anche facendo un’analisi antropologico-culturale, che vada al di là dei più banali stereotipi sulle diverse culture, scopriamo che i loro valori di fondo sono sempre gli stessi.

Quella che segue è la conferma che l’etica laica di cui parla Umberto Eco, alla base dei diritti umani, è patrimonio comune di tutti i popoli!

regola d'oro,intercultura,religioni,diritti umani,fedi,etica universaleBuddhismo (Udanavarga 5, V,18)
Non offendete gli altri con quello che offende pure voi.

Cristianesimo (Matteo 7,12)
Tutto quello che volete che gli altri facciano a voi, fatelo voi a loro: questa è la Legge ed i Profeti.

Confucianesimo (Analecta XV,23)
Vi è qualche massima che si dovrebbe applicare per tutta la vita? Certamente, la massima della gentilezza amorevole che consiste di non fare agli altri quello che non si vorrebbe venisse fatto a voi

Ebraismo (Talmud)
Ciò che offende voi non fatelo al vostro prossimo. Questa regola riassume tutta la “Torah”.

Induismo (Mahabharata V,1517)
Quest’è il dovere: non fare agli altri quello che se fosse fatto a te, ti darebbe dispiacere.

Islamismo (Detti di Maometto)
Nessuno è un vero credente fino a quando non desidera per il suo prossimo quello che desidera per sé stesso.

Jainismo (Jogashastra II,20)
Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dobbiamo considerare tutte le creature come consideriamo noi stessi, dobbiamo perciò astenerci dall’infliggere agli altri qualsiasi offesa che sarebbe indesiderabile se fosse inflitta a noi stessi.

Sikhismo (Kabir)
Come consideri te stesso, così considera gli altri.

Taoismo (T’ai shan kan Ying p’ien)
Considera il guadagno del tuo prossimo come fosse il tuo guadagno e considera la perdita del tuo prossimo come fosse la tua perdita.

Zoroastrismo(Dadistan-i-dinik XCIV,5)
Solo quella natura è buona che non restituisce agli altri quello che non fa piacere a lei stessa.

Questo tuttavia non significa che dalle varie culture non possano venire contributi anche significativi, complementari alla Dichiarazione dei Diritti dell’Onu.

Un esempio molto interessante è rappresentato dalla Carta Africana dei Diritti dei Popoli, che porta l’attenzione anche sui diritti collettivi, oltre che su quelli dell’individuo e che può dare per questo un’importante contributo non solo a livello del continente ma dell’intero pianeta, dinanzi alle sfide globali che esso si trova ad affrontare, come – ad esempio –la questione dell’acqua come diritto."


» La memoria, dipinta nella sabbia  » Giornata della memoria: ricordare non basta!
» "Joyeux Noel": la fraternità umana, oltre le trincee...

Silenzio... ascoltiamo il linguaggio della natura

Tutti parlano, anzi gridano, ognuno certo di aver trovato la verità. Mi guardo intorno e spesso non vedo dialoghi ma solo tanti monologhi.

Io credo invece che sarebbero opportuni un po' di umiltà e di ascolto. Reciproco anzitutto, ma forse ancor più della natura, che cerca in ogni modo di comunicarci qualcosa.

bambini,natura,ascolto,educazione,ecoliteracy,ecologiaDopo aver cercato per secoli di trasformare la natura secondo le nostre ideologie, con evidenti catastrofici effetti, è giunto il momento di ribaltare completamente il nostro approccio ed iniziare ad improntare la costruzione delle nostre società sulla base di quello che io amo chiamare il "linguaggio della vita", che la natura parla da sempre e che grazie all'ecologia noi iniziamo negli ultimi decenni a conoscere sempre meglio!

Come ci ha insegnato il grande Fritjof Capra, ci sono alcuni principi che sorreggono ogni sistema vivente, dai quali non si può in alcun modo prescindere. Andrebbero insegnati a scuola a partire dalle scuole elementari!!!

I principali sono questi:

1) diversità: è una vera costante in natura, essenziale in qualunque organismo vivente, dal più minuscolo dei batteri fino al più grande degli ecosistemi. E' un valore imprescindibile, invece spesso ci viene presentato come un problema.

2) interdipendenza: siamo tutti collegati fra noi e con tutti gli altri organismi viventi del pianeta. Chi parla di indipendenza non ha un'idea di cosa essa sia. Provate a immaginare a quali condizioni noi potremmo essere indipendenti da un punto di vista delle materie prime, tanto per intenderci. Non avremmo rame, ferro, alluminio, stagno...

3) cooperazione: pensate al nostro corpo; se i diversi organi seguissero la logica della competizione (su cui sembra fondarsi tutta la nostra società) moriremmo immediatamente! La vita è possibile perché c'è cooperazione fra i diversi organi, tutti collegati fra loro.

4) ciclicità: tutto in natura è ciclico, dall'acqua all'energia, dalle stagioni alla nostra respirazione... l'aver interrotto i cicli a favore di una visione lineare è una delle grandi fonti di catastrofi moderne!!! Dalla folle gestione dei rifiuti al dissesto idrogeologico, passando attraverso le fonti di energia non rinnovabile e l'idea delirante di una crescita illimitata in un mondo limitato.

Occorre prendere coscienza che il consumismo è una malattia! C'è una sola cosa che in natura si moltiplica all'infinito, senza limiti: è la cellula tumorale. E sappiamo bene, purtroppo, cosa questo comporti.

cammino,natura,scuola,ecologia,coscienza,cambiamento,culturaEinstein diceva che "l'uomo intelligente risolve i problemi, ma l'uomo saggio li previene". Io credo proprio che avesse ragione e che oggi più che mai ci sia bisogno di cambiare prospettiva e rivedere completamente il nostro modo di organizzare le società, impostandole sulla base di questi elementari principi vitali.

Si tratta di una rivoluzione culturale più che tecnologica. Abbiamo già tutto quello che occorre per una conversione ecologica delle nostre società, mancano solo una corretta educazione e informazione che creino le condizioni per una matura volontà di cambiamento.

Non è facile, lo so perfettamente, ma se abbiamo chiara la direzione in cui camminare siamo già a metà del cammino.

 

» L'arte di ascoltare si può imparare!

21/11/2011

I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile


E' appena uscito il libro “I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile” al quale io ho dato con grande piacere un mio contributo di riflessione.

copertina.jpgIl libro, edito da Agra editrice, è il frutto di un viaggio iniziato il 28 agosto e terminato il 25 settembre, dal Trentino alla Sicilia, e riporta circa quaranta storie di chi ha scelto di investire in agricoltura senza trascurare il “valore di legame” con le proprie comunità di appartenenza.

Gli autori Angela Galasso, Francesca Durastanti, Giuseppe Orefice, Margherita Rizzuto e Silvia Paolini, sono cinque tecnici che da anni si occupano di agricoltura civica e di didattica in ambito rurale su tutto il territorio nazionale.

Il libro raccoglie, inoltre, i contributi di alcune personalità che in modi diversi hanno sostenuto il progetto: Francesco Di Iacovo, Saverio Senni, Carlo Hausmann, Andrea Segrè, Roberto Burdese, Michele Dotti, Marco Boschini, Francesco Mele, Gregorio Arena e Jacopo Fo.

Tante storie anche di giovani agricoltori come “Contadini per Passione”, agrumicoltori di Ribera (AG) che hanno realizzato il sogno di poter rimanere in Sicilia e attraverso il web riuscire a veicolare le loro arance, o “Madrenatura”, azienda campana, che ha fatto della vendita diretta “responsabile” la propria bandiera e la chiave del proprio successo.

O le tante storie di chi, senza cessare di essere agricoltore, offre servizi alla persona, come l’agrinido “Piccoli frutti” di Cremona inaugurato a settembre, o la giovane cooperativa piemontese “AgriCooPecetto” che promuove progetti formativi e inserimenti lavorativi di persone disabili, o ancora l’associazione “Il Giardino di Filippo” che realizza attività didattiche e riabilitative in un’azienda agricola utilizzando il contesto agricolo ed il cavallo.

Tante storie che gli autori raccontano riportando non solo motivazioni e valori, ma anche numeri ed elementi di successo affinché si possano generare effetti moltiplicatori e possa essere favorita la replicabilità di realtà virtuose.

Ecco un estratto dal contributo di Andrea Segrè (Preside Facoltà di Agraria Università di Bologna – Presidente Last Minute Market):

"Il viaggio che ha portato a questo libro – che è stato un po’ anche il mio idealmente – credo abbia dimostrato che le nostre azioni, anche se piccole, possono portare a un mondo nuovo.

Dobbiamo solo credere nel nostro ruolo di individui attivi nella società, fuggendo dalla passività e dal vuoto che ci circonda. Basta poco. Sarebbe sufficiente rinnegare la pervasiva cultura del consumo e del rifiuto che genera lo spreco di cui siamo circondati: di cibo e altri beni, ma soprattutto di relazioni.

Attraverso queste esperienze di agricoltura civica è possibile far vedere e riconoscere nuovamente il valore di legame, gli si ridà – appunto – valore, senza negare gli altri due – lo scambio e l’uso – in modo da rivoluzionare, veramente, il nostro sistema.

La speranza è che altri copino da queste esperienze: esse ci fanno vedere che la relazione civile esiste ancora e dimostrano che è possibile rendere l’economia più efficiente e anche più civile, proprio a partire dall’agricoltura e dai suoi buoni frutti. Ne ero sicuro, ne ho la conferma. Questo libro lo fa sapere a tutti."


per informazioni:
Francesca Durastanti 320.2119686 / Margherita Rizzuto 393.9824709
e-mail: info@ibuonifrutti.it

16/11/2011

Affinché si possa un giorno dire: "Qui in Italia noi facciamo così..."


Mi impressiona sempre rileggere il famoso discorso di Pericle agli Ateniesi, pronunciato nell'anno 461 A.C.


L%2527et%25C3%25A0+di+Pericle+%2528da+laescueladeateanas.wordpress.com%2529.JPG"Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così."


E' esattamente per promuovere questo spirito e questa consapevolezza che io continuo a viaggiare, a fare incontri, a promuovere con passione la cultura dei diritti e dei beni comuni...

E' per questo che quasi ogni mattina sono nelle scuole per Laboratori didattici su pace, sostenibilità, diritti e intercultura.

E' per questo che domani, giovedì 17, sarò a Bologna per un incontro pubblico insieme ad Angelo Bonelli di presentazione del nostro percorso ecologista e civico, venerdì 18 sarò a Mogliano Veneto per un incontro dal titolo "La scuola come bene comune" all'interno della Scuola della Decrescita di Treviso e sabato 19 parteciperò a Venezia all'incontro "Nuove esperienze di abitare: tra ecologia, decrescita e altreconomia" promosso dall'Associazione In Transizione-Architettura ed Etica.

Affinché si possa un giorno dire: "Qui in Italia noi facciamo così..."

10/11/2011

Ecologisti e reti civiche, verso l'Assemblea Costituente


Le nostre "primarie del simbolo" sono state uno straordinario momento di partecipazione e democrazia diretta!!!

315084_2321397126514_1597143853_2213985_835273998_n.jpgOltre 600 volontari impegnati in 200 banchetti in tutta Italia, per un'affluenza oltre i 15 mila votanti: una vera festa per l'ecologismo e per la società civile tutta.

E il tutto con una spesa di circa 500 euro complessive a livello nazionale. Altro che i 107 mila euro della stazione Leopolda...
San Francesco sarebbe orgoglioso di noi!

Ha vinto nettamente il simbolo proposto dalla Federazione dei Verdi con 9.339 voti a fronte di 2.922 per il simbolo che noi avevamo proposto come appello "Abbiamo un sogno"; seguono il simbolo presentato dalla Costituente Ecologista con 2.078 voti e quello dei Sindaci della Buona Amministrazione con 1.163 voti.

primarie del simbolo,ecologisti,civici,FaenzaIl nostro simbolo è stato comunque il più votato in cinque Regioni: Emilia Romagna, Sardegna, Marche, Veneto e Sudtirolo e ha inoltre prevalso nel voto online con il 42% delle preferenze.
Abbiamo avuto grande visibilità sui mass media con servizi su TG1, TG3, LA7, RaiNews e articoli su Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e altri ancora...

Questo importante risultato dà a tutti noi nuovi stimoli per proseguire nella costruzione del nuovo movimento ecologista e civico che ci vede tutti impegnati, per ridare voce e speranza alla parte sana del paese, alla società civile, al mondo della cultura, a quanti sognano un domani diverso e si battono soncretamente per realizzarlo!

La prossima scadenza che ci siamo dati è quella del 26 e 27 novembre per l'Assemblea Costituente che si terrà a Roma, presso il Teatro Vittoria, e che ci darà le ali e gli strumenti concreti per l'organizzazione del nuovo soggetto.

Voglio ringraziare pubblicamente tutti i volontari che si sono impegnati in questa occasione e invitarli a seguirci anche nei prossimi importanti passaggi del nostro percorso.

In questi giorni sono stato impegnatissimo, non mi sono fermato un attimo, ho girato molto e ascoltato tante voci, idee e opinioni diverse...

Da tutti c'è qualcosa da imparare!!! E mi convinco sempre più che solo insieme, unendo tutte le nostre migliori energie, potremo costruire una proposta forte e credibile che sappia raccogliere la forza necessaria per ricostruire quel tessuto sociale e culturale profondamente lacerato in questi decenni da Berlusconi e ancor più dal "berlusconismo", penetrato purtroppo in molti ambiti della nostra società e anche della nostra politica tutta.

Occorre ripartire dalle fondamenta, dall'educazione ai valori, cosa che peraltro io non ho mai smesso di fare negli ultimi 20 anni della mia vita a livello educativo e formativo.

In questi giorni drammatici, in cui sembra che tutto dipenda dai mercati finanziari e dai poteri forti dell'economia, mi ritornano forti alla mente le parole di Francesco De Gregori: "La storia siamo noi".

Dimostriamolo con i fatti!

15/10/2011

Su RAINEWS il mio reportage "Una scuola diversa è possibile!"

Domani pomeriggio (domenica) alle 14,30 andrà in onda su RAINEWS il mio reportage "Una scuola diversa è possibile!", realizzato insieme a FLATMIND Video Productions.

Il video racconta l'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, come spunto di partenza per una riflessione più ampia sul mondo della scuola.

Laboratori e progetti su sostenibilità ambientale, diritti umani, antimafia, teatro, cinema, musica, archeologia sperimentale.... queste sono solo alcune delle tante attività che questo Liceo pubblico promuove e che i suoi alunni, insieme agli insegnanti, hanno deciso di raccontare direttamente, partecipando attivamente alla realizzazione del video in tutte le sue fasi: sceneggiatura, riprese e montaggio.

Un esempio emblematico di una "scuola che funziona" e che andrebbe tutelata come un prezioso bene pubblico.

Un modello di scuola che si potrebbe replicare ovunque, con l'impegno di tutti.

09/10/2011

Scegli il tuo simbolo!

Come forse saprete se avete seguito gli ultimi sviluppi del nostro percorso, fra poche settimane si terrà un passaggio decisivo per il nostro progetto di "Ecologisti e Civici"!

Stiamo organizzando infatti per il 29 e 30 ottobre, in tutta Italia, una consultazione popolare, che abbiamo voluto chiamare "SCEGLI IL TUO SIMBOLO", per decidere tutti insieme democraticamente il nome e il simbolo che ci rappresenterà negli anni futuri.

bambini pace

E' la prima volta nella storia della nostra Repubblica che un movimento politico costituente sottopone a deliberazione collettiva anche la questione del nome e del simbolo, di solito posta nelle mani di pochi esperti di comunicazione e marketing politico.

Ciascuno dei quattro soggetti promotori del percorso di "Ecologisti e Civici" -cioè "Costituente Ecologista", "Verdi", "Sindaci della Buona Amministrazione" e "Abbiamo un sogno"- ha elaborato un proprio simbolo che verrà presentato alla consultazione popolare.

Nei prossimi giorni renderemo pubblici questi simboli, non appena saranno stati sottoposti alla necessaria tutela legale presso la Camera di Commercio e il Parlamento.

Questo passaggio ci è parso coerente con lo spirito inclusivo e partecipativo con cui stiamo portando avanti tutto il percorso di creazione del nostro nuovo soggetto politico ecologista e civico.

Dopo il Seminario tenutosi ai primi di settembre ad Alcatraz (Gubbio) su "Disarmo, diritti umani, immigrazione e cooperazione", prosegue infatti il percorso di elaborazione partecipata dei contenuti programmatici.

Ad inizio novembre si terranno altri due Seminari tematici:
- il primo su "Etica e legalità" ad Ottaviano (un luogo simbolo per la lotta alla criminalità organizzata!);
- il secondo su "Biodiversità, parchi e agricoltura" a Torino.

Altri ancora seguiranno nei prossimi mesi.

Contemporaneamente stanno fiorendo i Circoli locali e le Agorà, elemento fondamentale per il radicamento del nostro progetto nei territori, fra la gente.

Affinché la consultazione "SCEGLI IL TUO SIMBOLO" possa raggiungere il maggior numero possibile di persone è necessario che ognuno di noi si attivi fin da subito per organizzare uno o più banchetti nella propria città!!!

Alla consultazione partecipata potranno prendere parte le donne e gli uomini, a partire dai 16 anni, cittadini italiani, o cittadini stranieri residenti in Italia, che abbiano sottoscritto i due appelli originari "Io cambio" e "Abbiamo un sogno" e/o la "Carta degli Intenti" di Ecologisti e Civici, anche contestualmente alla stessa consultazione, nelle seguenti modalità:

a.       Presso seggi ai "gazebo" attivati in tutta Italia, con la donazione di almeno 1 € a titolo di rimborso delle spese organizzative (i minori di anni 20 potranno prescindere dal versamento del contributo); i seggi potranno essere attivati e gestiti da almeno tre sottoscrittori della "Carta degli Intenti", d’intesa con il Coordinamento, anche se non ancora appartenenti ad un circolo locale ("Agorà") del percorso costituente;

b.      Tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) ad un indirizzo mail che verrà appositamente attivato, unendo una scansione del proprio documento di identità;

c.       Tramite fax, unendo una copia del proprio documento di identità, al numero che verrà comunicato con l'indizione della consultazione.

Contiamo sulla disponibilità e sull'impegno di tutti per riuscire a organizzare il maggior numero possibile di banchetti e nel modo più capillare possibile.

fermare_il_ventoA tale scopo può essere molto utile anche lo strumento del Mappamondo Ecologista e Civico che permette di scoprire con molta facilità gli altri attivisti presenti nella propria zona.

In un momento così difficile per la storia del nostro paese, avvertiamo ancora più forte la responsabilità di concretizzare il nostro "sogno" di un nuovo soggetto politico ecologista e civico, coerente e credibile, che sappia raccogliere tutte le energie positive e ridare voce alla società civile, per rispondere concretamente alle sfide di oggi, con una visione chiara della società che vorremmo domani.

Abbiamo le idee, le proposte e le persone per poterlo fare.

E' ora di unirsi, come ama dire l'amico Domenico Finiguerra!

29/09/2011

Con il male alle gambe, ma il cuore leggero!

4623-1.jpgDavvero non ho più il fisico (quasi io l'avessi mai avuto!): i 24 km della Marcia per la pace Perugia-Assisi mi hanno ridotto ad uno straccio. Dopo diversi giorni ho ancora male alle gambe per la camminata.

Però il mio cuore è leggero e ritorna spesso con grande gioia all'immagine di quell'interminabile e meraviglioso fiume colorato -simbolo della diversità ma anche di un sogno di pace condiviso- dentro al quale ho avuto il privilegio di "nuotare" domenica scorsa.

Abbiamo camminato tutti insieme, con gli amici del Coordinamento operativo di "Ecologisti e Civici", quasi a voler tradurre in realtà la metafora del "cammino comune" che da diversi mesi ci accompagna. Ed è stato davvero bello!

Dico spesso che non importa da dove veniamo, ma dove insieme vogliamo andare! E voglio aggiungere che è decisivo anche "come" vogliamo arrivarci.

marcia per la pace,perugia,assisi,ecologisti e civiciNon credo infatti nelle scorciatoie, credo nel dialogo, nella coerenza, nella trasparenza, in un paziente impegno per unire e insieme costruire il cambiamento. E ho imparato che tutto questo può anche essere un grande divertimento!

Chi ha inventato il detto odioso "prima il dovere e poi il piacere" ?!?
Perché dobbiamo scindere le due cose? Perché il dovere non può essere anche un profondo piacere?

La storia della cicala e della formica è una balla cosmica.

wangarimaathai.jpg

Se non riusciamo a vivere ogni momento della nostra vita come se fosse l'ultimo, se non riusciamo a divertirci anche per le piccole cose, se non trasformiamo ogni gesto e ogni parola in una meraviglia allora ditemi voi: cosa siamo vivi a fare?

Voglio concludere dedicando il mio male alle gambe (e il mio cuore leggero) ad una donna straordinaria che ci ha lasciato pochi giorni fa, Wangari Maathai, che attraverso il suo esempio vissuto ci ha invitati tutti a metterci in cammino con speranza!

Grazie di cuore, mamma Wangari.

15/09/2011

Inizia la scuola, ma non per tutti

Lunedì per mio figlio Francesco sarà il primo giorno di scuola, è emozionatissimo; sua sorella Eleonora incomincerà invece la quinta elementare.

E' stupendo osservarli, tutti presi nella preparazione degli zaini, degli astucci, dei pennarelli...

Potete dunque immaginare quali emozioni io abbia provato leggendo questa lettera, inviata da una mamma al Comitato Donne per Taranto, e perché abbia deciso di condividerla con tutti voi attraverso questo blog.


donne,taranto,parma,diossina,pil,salute,figlio,lavoro,vita,comitato"Scrivo da Parma in uno dei miei soliti viaggi della Vita per curare mio figlio da un male che sappiamo tutti avere una causa ambientale.

Le ragioni che cercano di impormi non mi bastano, io so solo che mio figlio oggi non ha potuto iniziare la sua PRIMA MEDIA e il suo zaino nuovo ("perchè ora sono grande mamma!") comprato con tanto entusiasmo è rimasto nella sua cameretta che ormai vede così raramente perchè è sempre in corsie d'ospedale.

E' questa la vita che vogliono imporci? E' questa la vita che vogliono dare ai nostri figli? Siamo ancora disposti a far pagare a loro la nostra incapacità di tutelarli fino in fondo?

Io non ci sto e per il mio ometto lotterò fino allo stremo delle forze perchè a lui venga ridata la Vita e agli altri bambini di Taranto non gli venga mai più negata.

Non ci sono ragioni che tengano: la salute di mio figlio non vale il posto di un operaio, nè il pil che vogliono far girare. Provi qualcuno a dirmi ancora questa cosa e gli farò vedere le braccia di mio figlio!

Lui oggi doveva essere tra i banchi di scuola e non con una flebo nel suo debole e fragile braccino.

Grazie per tutto ciò che fate per noi, non stancatevi di lottare e fatelo anche per il mio piccolo ometto".
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Io mi domando, come faceva anche Bob Dylan nella splendida Blowin' in the wind: "quante volte un uomo può voltare la testa fingendo di non vedere?"

12/09/2011

E' ora di toccare gli intoccabili!

Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti?

Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere.

untouchables.jpgE infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguadare i privilegi di pochi potenti intoccabili.

Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono!

La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino.

E così, in un momento di grandissima difficoltà per milioni di persone, si può valutare di tagliare qualunque cosa: sanità, istruzione, diritti dei lavoratori, tutele di base ai disabili, tutto... fuorché mettere in discussione gli enormi investimenti in armi.

cacciabombardieri,asilo nido,manovra finanziaria,armi,spese,ecologisti e civici,MontecitorioCome Ecologisti e Civici noi abbiamo scelto di non tacere su questo punto decisivo e qualche giorno fa a Piazza Montecitorio abbiamo presentato una contromanovra tutta incentrata sul disarmo, sui tagli agli sprechi e alle grandi opere inutili.

Chiedo a tutti voi di diffondere queste informazioni a tutti i vostri contatti e con ogni canale possibile!

ELENCO DELLE SPESE PER ARMAMENTI DA TAGLIARE:

CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)

EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.

AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.

ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO

NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO

SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.

SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO

Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perché a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.

OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.

OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.

SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.
Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all'estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
     
IL TOTALE E' SCONVOLGENTE: Con 68,3 MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
Basti pensare che con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 183 asili nido. Sarebbe praticamente risolto il problema delle liste d’attesa degli asili nido a Roma.


La gente deve sapere!!! Anche il diritto ad un'informazione corretta è un bene comune da difendere.

 

» Fra nucleare e grandi opere che differenza c'è?  » Ma chi se ne frega della pace!

02/09/2011

L'arte di ascoltare si può imparare!

Uno dei problemi più grandi della nostra società, secondo me, è l'incapacità di ascoltare. Niente di cui stupirsi considerando che nessuno ce l'ha mai insegnata.

Spesso ho la sensazione di trovarmi di fronte a tanti monologhi, più che a dei veri dialoghi. Non stupiamoci quindi se i nostri ragazzi non ci ascoltano... da chi dovrebbero imparare?

Su questo punto mi concentro spesso nella mia attività formativa, attraverso metodologie attive, giochi, aneddoti, stimoli audio e video... per invitare a riflettere e sperimentare possibilità diverse.

Fra le altre cose, mostro frequentemente l'ideogramma cinese che indica il verbo "ascoltare", imparato dall'amico Arnado De Vidi:

ascoltare,cina,ideogrammi,scrittura,simbolo,orecchio,occhio,altro,cuore"Se noi volessimo rendere il verbo ascoltare in modo pittorico, rappresenteremmo un orecchio stilizzato. È questo che anche i cinesi disegnano. Ma non si fermano qui: vi aggiungono un simbolo che indica l’alterità (il rispetto per l’altro e la sua identità); quindi il simbolo dell’occhio (e c’è sotto tutta la filosofia del volto di Lévinas); e infine anche il cuore (perché si ascolta bene solo con il cuore). Oh, l'arte di ascoltare!"

Voglio oggi condividere con voi anche questo elenco di "regole" per l'ascolto attivo, steso dalla professoressa Marianella Sclavi, che ho trovato davvero illuminante:

arte,ascoltare,marianella sclavi,ideogramma,cina,formazione,maradona,esercizio,regole1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

2. Quel che vedi dipende dalla prospettiva in cui ti trovi. Per riuscire a vedere la tua prospettiva, devi cambiare prospettiva.

3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a capire come e perché.

4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.

5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti perché incongruenti con le proprie certezze.

6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

7. Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad   ascoltare, l'umorismo viene da sè.
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Proviamo a sperimentare queste semplici regole nella nostra vita quotidiana.

In fin dei conti, neppure Maradona fece mille palleggi la prima volta che prese in mano la palla!!! Tutto si impara, è solo questione di esercitarsi.