16/11/2009

"Nuntio vobis gaudium magnum: habemus probum"

Finalmente è arrivata la fumata bianca! Abbiamo il Comune Virtuoso del 2009...

 

Il vincitore assoluto del Premio Comuni a 5 stelle, giunto quest’anno alla sua terza edizione è il comune di Bra in provincia di Cuneo.

 

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Ad annunciarlo è il Presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti, al termine della valutazione degli oltre 170 progetti presentati dai 55 comuni iscritti al bando 2009.

 

La giuria, composta da amministratori locali, giornalisti ed esperti in campo ambientale, ha ritenuto di premiare la qualità e la trasversalità delle proposte messe in campo dal Comune di Bra, in tutte e cinque le categorie del Premio.

 

La giuria ha anche proclamato i 5 vincitori nelle rispettive categorie:

 

- Gestione del territorio: Santa Caterina dello Ionio (CZ)

- Impronta ecologica: San Benedetto del Tronto (AP)

- Rifiuti: ex equo Mercato San Severino (SA) e Pettorano Sul Gizio (AQ)

- Mobilità: Castelfranco Veneto (TV)

- Nuovi stili di vita: Sasso Marconi (BO)

 

Il Comune di Bra si è aggiudicato l’attivazione di un progetto sperimentale di mobilità sostenibile, che verrà donato dall’azienda partner del Premio Comuni a 5 stelle 2009 "Ecomotion".

 

La cerimonia di premiazione avverrà domenica 22 novembre, a partire dalle ore 10.00, presso il Comune di Camigliano (CE), all’interno di un ricco programma culturale promosso dall’amministrazione comunale.

 

L'anno scorso, alla premiazione che si teneva a Capannori, eravamo gli unici con una video-camera. Proprio da lì  è partita la nostra video-inchiesta "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle", da cui poi è nata l'idea del libro "L'anticasta".

 

Dopo un solo anno, questa volta credo proprio che saremo in buona compagnia...

 

10/11/2009

La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!

Credo che una delle più grandi battaglie da combattere nel nostro tempo sia quella contro il cinismo e l'ipocrisia.

Entrambi questi veleni mi paiono il frutto di una perdita di memoria. La memoria di quando eravamo bambini, che ci porta alla consapevolezza profonda che dentro di noi lo siamo ancora (lo saremo per sempre!) e se lo desideriamo davvero possiamo continuare a guardare al mondo con quegli stessi occhi pieni di stupore.

La poesia è l'antidoto! Non solo la poesia scritta, ma la poesia vissuta ogni giorno, nei piccoli gesti, che può risvegliarci in un istante dal torpore e riportarci a quella meravigliosa consapevolezza.

E a saper guardare con attenzione, nonostante tutto, ne è ancora pieno il mondo intorno a noi...


07/11/2009

L'ANTICASTA da Fabio Fazio!

Dopo l'intervento di martedì a Geo&Geo, in cui Marco ha presentato a Sveva Sagramola l'esperienza dei Comuni Virtuosi, che insieme abbiamo cercato di raccontare nel nostro libro "L'anticasta", questa sera Luca Mercalli ha presentato il libro da Fabio Fazio in una delle più importanti vetrine per i libri di tutta la tv italiana!

 

La foresta che cresce fa sempre più rumore...

 

06/11/2009

Solo le pido a Dios...

Quest'oggi voglio condividere con voi la mia grande passione per questa stupenda canzone contro la guerra!

 

Si tratta di "Solo le pido a Dios" scritta nel 1978 da León Gieco, uno dei più popolari cantautori argentini, e divenuta immensamente popolare quattro anni dopo con la guerra delle Malvinas-Falkland e con la fine della sanguinaria dittatura militare argentina.

 

Il brano fu poi reso noto in tutto il mondo dalla grandissima Mercedes Sosa, cantautrice ed interprete anch’essa argentina, definita “la voz de America”, durante l’esilio nei paesi europei impostogli dal regime che governava il suo paese.

 

In questa esecuzione meravigliosa e commovente li potete ascoltare insieme, davanti ad un pubblico in visibilio!

 

 

Qui di seguito riporto la traduzione in italiano del testo. Credo che possa essere anche un ottimo strumento didattico per riflettere, partendo dall'ascolto della canzone, sul tema della Pace in classe.

 

SOLAMENTE CHIEDO A DIO

Solamente chiedo a Dio
che il dolore non mi sia indifferente
che la morte secca non mi trovi
vuoto e solo, senza aver fatto abbastanza.

Solamente chiedo a Dio,
che l'ingiustizia non mi sia indifferente
che non mi schiaffeggino l'altra guancia
dopo che un artiglio graffiò il mio destino.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

Solamente chiedo a Dio
che l'inganno non mi sia indifferente
Se un traditore può più che alcuni,
che questi non lo dimentichino facilmente.

Solamente chiedo a Dio
che il futuro non mi sia indifferente
Sfortunato è colui che deve andarsene
a vivere una cultura diversa.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

 

 

In questo ricchissimo sito di canzoni contro la guerra potete trovare la traduzione del testo anche in Inglese, Francese, Tedesco, Portoghese, Olandese, Svedese, Ungherese, Rumeno...

 

Il desiderio di Pace è davvero nel cuore di tutti i popoli e tutte le culture.

05/11/2009

Mi sento un po' tuareg anch'io...

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Sarà per il fatto di avere da poco ricevuto i documenti -di cui sono davvero orgoglioso- che attestano la mia cittadinanza del Burkina Faso, il "Paese degli uomini integri", o forse perché sono sempre più nomade, con il vento sulla pelle e la valigia in mano per i tanti incontri.

 

Ad ogni modo, ultimamente mi sento un po' tuareg anch'io e nell'attesa di ritornare, in dicembre, nel mio amato Sahel burkinabè, continuo a girovagare lungo lo stivale per i miei tanti incontri...

 

Venerdì 6 novembre sarò a Ravenna, per presentare L'Anticasta in un incontro organizzato dal Villaggio Globale presso il MAMA'S CLUB - Performing Arts Cafè, il circolo ARCI di Via San Mama 75.

 

Giovedì 12 e venerdì 13 novembre sarò a Reggio Calabria per due incontri, di cui uno presso l'Università, organizzati dall'Associazione AZIMUT Alta Formazione.

 

Sabato 14 novembre ore 18,30 ritornerò a Faenza per un intervento alla Fiera "Semi di futuro", al Palazzo delle esposizioni.

 

Lunedì 16 e mercoledì 25 sarò a Cervia per condurre il Consiglio Comunale dei Bambini e delle Bambine.

 

Martedì 24 sarò a Casola Valsenio, ancora una volta per presentare l'Anticasta e le esperienze Virtuose che questo Comune ha deciso di volere sviluppare.

 

Sabato 28 presenterò il libro alla Fiera del libro di Mogliano Veneto, dove il sindaco leghista ha concesso il patrocinio del Comune alla presentazione del libro "Gentilini, un sindaco sceriffo", biografia ufficiale del vicesindaco di Treviso condannato per istigazione all'odio razziale, accendendo le proteste di molte associazioni di volontariato locali.
Al Festival la rappresentanza sociale sarà nutrita; oltre a me ci sarà Oliviero Beha e altre presentazioni di autori libanesi e palestinesi. Lo sponsor dell'evento sarà una famosa catena in franchising di Kebab.

 

Domenica 29 sarò al M.E.I. - Meeting delle Etichette Indipendenti, per presentare L'anticasta all'interno della Casa di Booklet.

 

Il 3 dicembre a Forlì per una relazione alla Scuola di politica internazionale, cooperazione e sviluppo organizzato dall'LVIA.

Il mio intervento sarà sul tema "Educazione allo sviluppo: conoscenza dei contesti culturali."

 

L'11, il 19 novembre e il 4 dicembre insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, sarò a Ferrara per la realizzazione di un video sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto, attraverso un percorso partecipativo che coinvolgerà gli alunni in tutte le fasi, dalla stesura della sceneggiatura, alle riprese, fino al montaggio.

 

E quasi ogni mattina sono in una scuola diversa per i Laboratori didattici che conduco con la Cooperativa Kaleidos!

 

Come diceva un mio caro amico poeta: "Voglio assaporare il vento sulla pelle..."

02/11/2009

Domani l'Anticasta a Geo & Geo, RAI3

Domani l'amico Marco Boschini sarà di nuovo ospite della trasmissione di RAI 3Geo & Geo”, intervistato da Sveva Sagramola.

Sarà in onda alle 18.15 e alle 18.50 circa, poco prima del TG3.

 

Una nuova opportunità di far conoscere l’esperienza dei Comuni Virtuosi, del Premio dei Comuni a 5 stelle e del nostro libro “L’Anticasta: l’Italia che funziona”, già esaurito dopo soli 5 mesi e in ristampa per la EMI proprio in questi giorni.

 

"Porta a porta": grande successo a Faenza!

Dopo averne parlato per anni in tutti i miei incontri pubblici, nei laboratori didattici, nei tanti articoli su questo tema, finalmente lo scorso anno anche nel mio Comune, a Faenza, si è arrivati a considerare seriamente l'ipotesi della raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti.

 

E il 15 giugno di quest'anno è partito il "progetto pilota" in tre frazioni: Borgo Tuliero, Granarolo e Reda.

Sulla necessità di sperimentare questa modalità con un "progetto pilota", dopo che centinaia di Comuni in tutta Italia lo praticano con successo già da diversi anni, non mi esprimo.

 

porta a porta agosto.jpgPreferisco sottolineare invece il grande successo che già nei primi mesi ha riscosso questa nuova modalità, anche grazie all'impegno di tanti volontari che hanno generosamente sostenuto l'avvio del progetto sensibilizzando la popolazione delle tre frazioni coinvolte.

Fra tutti voglio ricordare gli amici del Meetup di Grillo che per settimane sono andati con pazienza e amore a spiegare a tutti, specialmente agli anziani, come si dividono correttamente i rifiuti a domicilio. Persino la domenica mattina all'uscita della Messa. Fantastici!

Questo è vero volontariato, assolutamente gratuito, per il solo bene della comunità e dell'ambiente.

 

Ritornando ai risultati della raccolta, presentati da Hera all'ultimo incontro dell'Osservatorio sul porta a porta, possiamo dire che sono andati oltre ogni più ottimistica previsione.

 

L'Assessore all'Ambiente Stefano Argnani, che sperava si sarebbe arrivati verso fine anno al 68% ha potuto riscontrare come la percentuale già nel mese di luglio fosse al 73,5%, per salire poi ulteriormente ad un ragguardevole 77,8% nel mese di agosto.

 

Buona anche la diminuzione dell'indifferenziato, che è passato dal 26,5% di luglio al 22,2% di agosto.

 

Ancora più significativo è stato l'incremento di raccolta dell'organico, che è passato dal 18,2% al 24,5%, nonostante sia ragionevole immaginare che in agosto molte famiglie fossero via per le ferie.

 

Ovviamente, per un miglior resoconto sull'andamento della raccolta, occorrerà aspettare i dati di settembre e ottobre, che saranno forniti al prossimo incontro dell'Osservatorio, in dicembre.

Ma già da ora possiamo dire che i primi mesi, fondamentali per l'impatto con questa nuova modalità, sono stati superati con successo!

 

La popolazione ha accolto senza troppi problemi questa modifica nelle proprie abitudini quotidiane.

 

Ma chissà perché io non sono affatto stupito.

Mi sembra di assistere ad un film già visto altrove... un bel film!

 

26/10/2009

La guerra dei Roses, da "Illogica allegria"

Dal sito di LifeGate Radio, riprendo quest'oggi un'altra splendida puntata di "Illogica allegria", prodotta da Basilio Santoro con un riadattamento dei testi tratti dal magnifico paragrafo "Vincere la Paura del Cambiamento" scritto dall'amico Jacopo Fo per il libro "L’anticasta".

 

Amo la poesia che Basilio riesce a infondere a queste riflessioni itineranti...


22/10/2009

La teologia del vento

Michele_Checco.jpgSecoli, anzi millenni di teologia e filosofia, fra simposi, concili, seminari...

Ignaro di tutto questo, mio figlio Francesco oggi mi guarda e mi chiede: "Babbo, ma perché il vento non vuole farsi vedere?"


Un attimo di stupore e silenzio -siamo frammenti di stelle dinanzi all'Universo- poi umilmente gli rispondo: "Non lo so Checco, secondo te?"

Francesco riprende la parola: "Mi sa che è fatto così. Come l'uomo invisibile."

"Ma allora come facciamo a sapere che esiste?" gli ribatto io.

"Perché si sente! E' per questo che lo sappiamo."


E nonostante tutto qualcuno ancora si ostina a credere che debbano essere i grandi ad educare i bambini...

20/10/2009

Gli interventi di alcuni "compagni di viaggio"

Pubblico oggi i contributi di alcuni volti noti, estratti dalla video-inchiesta "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle", che ho realizzato insieme a FLATMIND, uscita dapprima in allegato al libro "L'ANTICASTA" e da poco inviata in DVD a tutti gli 8.102 sindaci d'Italia con un'importante operazione culturale promossa dall'Associazione dei Comuni Virtuosi!

 

Grazie ancora a Maurizio, Beppe, Jacopo e Dario per la loro disponibilità e una buona visione a tutti.

 

 

 

 

18/10/2009

EFFECORTA: il "supermercato" del futuro!

Presentando l'esperienza virtuosa di Capannori nel libro L'anticasta abbiamo parlato diffusamente della strategia "Rifiuti Zero" come alternativa concreta a discariche e inceneritori.

Questa strategia non si fonda soltanto sulla crescita della raccolta differenziata -attraverso il modello "porta a porta"- ma soprattutto su una serie di progettualità volte a prevenire la produzione dei rifiuti.

 

Fra queste una in particolare merita grande attenzione, affinché possa diffondersi sempre più nel nostro Paese: si tratta del progetto Effecorta messo in campo, guarda caso, proprio nel Comune di Capannori.

 

Effecorta è il primo punto in Toscana con oltre 100 prodotti completamente alla spina, disimballati e provenienti da una filiera corta!

 

 

Secondo un’ indagine di Federconsumatori, scegliendo i prodotti alla spina al posto di quelli confezionati una famiglia italiana può arrivare a risparmiare fino a 64 euro al mese, cioé oltre 770 euro all’anno.

 

Inoltre, eliminando gli imballaggi, che occupano il 50% dello spazio nella nostra spazzatura, non solo il prodotto ha un prezzo notevolmente inferiore, ma si inquina anche di meno.

 

Questa mattina l’esperienza del progetto Effecorta è stata ospite della trasmissione "Uno mattina" in onda su RAI 1 e nella stessa sera intorno alle ore 20,40 a “Striscia la notizia” in onda su Canale 5 all’interno della rubrica "Occhio allo spreco".

 

Prosegue così la collaborazione dell’Associazione dei Comuni Virtuosi con le due trasmissioni televisive di RAI 1 e CANALE 5, volta a segnalare settimanalmente alcune delle più significative esperienze nel campo della tutela ambientale e dei nuovi stili di vita, sperimentate ogni giorno da centinaia di realtà locali sparse in tutta Italia.

 

L’attenzione dei mass media nazionali nei confronti di queste esperienze non sembra attenuarsi; proprio oggi il nuovo quotidiano “Il fatto” ha dedicato un articolo al piano a crescita zero del Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), e più in generale ai Comuni Virtuosi.

ILLOGICA ALLEGRIA: su LifeGate Radio un viaggio interiore e alla scoperta delle esperienze virtuose

 

 

Sabato 24 ottobre su LifeGate Radio, alle 7 di mattina circa, inizierà "Illogica Allegria" un programma di Basilio Santoro e Marcello Cantoni, che sarà per alcune puntate ispirato al libro "L'anticasta".

 

La prima puntata sarà dedicata al Comune di Cassinetta di Lugagnano e alla sua ormai celebre esperienza di gestione del territoro a crescita zero.

 

Sono in programma diverse puntate, dedicate ad altri Comuni virtuosi, che verranno anche inserite nel sito della radio.

 

Buon viaggio a tutti!

16/10/2009

Autarchia energetica

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di Miriam Giudici dal sito Terranauta.it


Quest’anno i Colloqui di Dobbiaco del 2 e 3 ottobre, storico convegno sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, si sono aperti con lo slogan “Osare più autarchia”: una riflessione sulla necessità impellente di eliminare i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, anche nell’ottica di abbandonare certe strutture economiche a favore di altre che privilegiano il decentramento e le autonomie locali.

 

Il concetto è: l’energia deve essere prodotta là dove viene consumata. Molto semplice. Ma è fattibile? Evidentemente sì, se l’intera Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di crederci. Proprio ai Colloqui di Dobbiaco, infatti, è arrivata la dichiarazione ufficiale dell’Alto Adige che ha deciso di eliminare la sua dipendenza dai combustibili fossili entro il 2020.

L’Assessore all’Ambiente e all’Energia, Michl Laimer, ha dichiarato che “le fonti energetiche rinnovabili sono disponibili in loco, la capacità di sfruttamento è in fase di sviluppo, garantiscono la continuità dell’approvvigionamento, consentono di creare nuovi posti di lavoro, hanno prezzi stabili, sono eco-sostenibili, non danneggiano l’ambiente ed hanno emissioni molto basse o pari a zero”. E gli amministratori locali sono convinti che già entro il 2013 l’Alto Adige potrà dipendere al 75% da fonti rinnovabili, e completare il processo in altri sette anni.

 

La centrale di biomasse a Dobbiaco è gestita da una cooperativa di cui fanno parte 700 famiglie e il Comune. Questo in un territorio che in termini ambientali è già un’isola felice: ad oggi il ricorso a fonti energetiche rinnovabili è al 56%.

Un dato strabiliante se si confronta con quello italiano (5,2% la quota delle rinnovabili nel 2005) ed eccellente anche nel raffronto con la performance nazionale migliore d’Europa, quella della Svezia (39,8% nel 2005). L’elettricità altoatesina è attualmente prodotta integralmente da centrali idroelettriche che forniscono un’energia che eccede del 50% i bisogni locali. È la domanda termica ad essere coperta, per ora, al 44% con combustibili fossili, e sono appunto questi che gli amministratori locali intendono rimpiazzare nel 2020.

 

Con quali fonti? Si punta sull’eolico, ma soprattutto sulle centrali solari (sia per l’energia elettrica che per quella termica) e a biomasse. Sul fronte del fotovoltaico, in Alto Adige si concentra già il 50% degli impianti presenti in Italia, e si è scelto con decisione di proseguire su questa strada con l’intenzione di arrivare ad installare un impianto sul tetto di ogni casa.

Sul fronte delle centrali a biomasse e biogas, invece, – che si avvalgono del patrimonio boschivo, degli scarti della lavorazione del legno, delle deiezioni animali e dei rifiuti organici – la Provincia ha predisposto nuovi piani di taglio delle piante vecchie e di riforestazione, anche in un’ottica di cura continua e meticolosa del territorio e delle foreste.

 

In tutto questo è molto forte l’intenzione di insegnare ai cittadini ad amministrare meglio, e direttamente, l’energia che producono e utilizzano. L’esempio trainante è quello della centrale a biomasse di Dobbiaco-San Candido, grazie alla quale Dobbiaco ha vinto per il secondo anno consecutivo il premio “Comuni rinnovabili” di Legambiente. Questa centrale non è nelle mani dei privati, ma è gestita da una cooperativa di cui fanno parte 700 famiglie e il Comune, e beneficiano di 600mila euro di utili l’anno. Come li useranno? La loro idea è di comprare la vicina centrale idroelettrica, di proprietà privata.

Infine, in Alto Adige non si tralasceranno il geotermico e l’idrogeno: i 291 piccoli impianti geotermici attuali aumenteranno di numero, mentre stazioni di servizio che distribuiranno l’idrogeno come carburante per l’autotrazione saranno installate sul tratto dell’Autobrennero che va da Verona a Monaco di Baviera. Questo nuovo combustibile sarà prodotto da impianti eolici al valico di frontiera (con la partecipazione di Austria e Baviera), idroelettrici a Bolzano e fotovoltaici a Rovereto.

 

Tutto questo è considerato dall’assessore Laimer come un obiettivo “assolutamente realistico”: battere la strada delle rinnovabili e presentarsi alla prossima Conferenza sul clima di Copenaghen con un progetto realizzabile si può. L’Alto Adige dimostra così che l’autarchia energetica non è un risultato alla portata solo di comunità isolane o piccoli centri abitati.

 

Un esempio che ha molto da dire in un Paese come il nostro dove soffiano sempre più forti i venti del nucleare.

15/10/2009

IO MANGIO LOCALE... senza speculazioni aggiunte!

Domani, in occasione della Giornata Mondiale per l’Alimentazione, Mani Tese lancia la campagna: Io mangio locale. Senza speculazioni aggiunte.

 

iomangiolocale1.jpg

Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.
IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).
Gli obiettivi della campagna:
- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;
- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;
- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE
- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;
- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;
- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;
- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;
- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.
Mani Tese e il diritto al cibo
Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.
Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.
Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Per saperne di più
Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.
Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.
Obiettivi oggi sempre più lontani.
A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.
Le cause della crisi alimentare
La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.
Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.
Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo questo testo di Valeria Sodano: http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf
La sovranità alimentare come soluzione
Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.
• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.
• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.
• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.
• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.
• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.
A breve maggiori informazioni sugli appuntamenti di ottobre, le iniziative in piazza, le modalità di adesione!

 

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte che spesso partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.

 

IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.

 

Proprio nel momento in cui la FAO lancia l'allarme per il drammatico aumento della fame nel mondo, Mani Tese attraverso questa campagna intende sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.

 

Occorre ricordare infatti che la crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei loro derivati come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.

 

Non basta l'elemosina, occorre cambiare le regole del gioco, riportando tutti i paesi all'autonomia alimentare. Noi siamo testimoni che questo si può fare; i progetti che abbiamo realizzato in questi anni lo dimostrano concretamente, ma occorre promuovere una diffusa consapevolezza al riguardo e pretendere una reale volontà politica di cancellare la fame dalla storia.

Questa deve diventare una delle priorità assolute da considerare in futuro, altro che il Ponte sullo stretto...

 

Clicca QUI per scoprire le proposte della Campagna "IO MANGIO LOCALE".


Mani Tese: dall' aiuto alla cooperazione from Mani Tese on Vimeo.

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