08/02/2010

Il bicchiere mezzo pieno!

"You may say i'm a dreamer, but i'm not the only one."

"(John Lennon)

 

 

Scrivo questo post con grande gioia e soddisfazione!!!

 

Quando due anni fa, insieme a Jacopo Fo, decidemmo di scrivere il libro Non è vero che tutto va peggio molti ci presero per matti (forse non avevano tutti i torti...) anche perché nessuno -o quasi- riusciva in quel momento ad osservare la realtà secondo una prospettiva che permettesse di cogliere anche i numerosi segnali dei cambiamenti positivi in corso.

 

Ottimismocompresso.JPGQuasi nessuno, come ho detto, perché il grande Simone Canova (un vero pioniere!) da 10 anni porta avanti con passione e continuità il mitico Cacao delle buone notizie, Sergio Tripi ha fatto lo stesso con Good News Agency e dal 2001 anche Silvio Malvolti ha lanciato Buone Notizie prima come rivista, e poi con un ricchissimo sito internet. Di recente si è aggiunto anche il sito Good News.

 

Ma si trattava soltanto di esperienze isolate, come delle oasi nel deserto.

Ora invece la cosa si sta diffondendo molto rapidamente...

 

workshop1.jpgMi piace pensare che i tanti incontri di presentazione in giro per l'Italia, seguiti al successo del nostro libro, e il Seminario "Cambiare prospettiva" sulle buone notizie, che organizzammo ad Alcatraz il 18-19 aprile 2009, abbiano giocato un ruolo nella promozione di questa prospettiva più costruttiva e fedele alla realtà.

 

Riscontro infatti con grande soddisfazione che essa si è diffusa in maniera capillare nella nostra società, penetrando in mondi assai diversi fra loro e portando a tanti la possibilità di una visione di speranza, alternativa rispetto a quella cupa rassegnazione, alla paura o alla disperazione, che le tv vogliono intenzionalmente produrre ogni giorno con secondi fini poco nobili.

 

In quest'ultimo anno infatti si sono moltiplicati i blog, i siti e le riviste che ospitano una rubrica fissa di buone notizie.

 

Si va dalle testate generaliste come Zip news a siti specializzati come "Io amo internet", per un uso responsabile e libero della rete, a blog come questi:

http://www.cuntrastamu.org/wordpress/?cat=12 (contro le mafie)

http://buone-notizie.myblog.it/

http://www.fabiobe.com/p/category/buone-notizie/

http://www.solobuonenotizie.it/

 

...fino alle rubriche in testate di cronaca locale come la Gazzetta di Parma, Buone Notizie Bologna o Sanremo Buone Notizie.

 

Vi sono inoltre diversi siti con una rubrica di buone notizie, su temi specifici come questi:

 

LaNuovaEcologia_dicembre.jpgPace: Peacereporter


Diritti umani: Diritti globali e Amnesty International che ospita una sezione Buone notizie e ha scritto anche un servizio sulle migliori buone notizie del 2009.


Ambiente: La nuova ecologia, dopo lo speciale che io scrissi per il numero di dicembre 2008 sulle 10 migliori notizie per l'ambiente del 2008 continua in questa sua attenzione alle buone notizie come dimostrano vari articoli fra cui vi segnalo questo.

Altri siti ambientalisti con una rubrica fissa di buone nuove sono Ecoalfabeta e Bioest.

 

C'è addirittura chi ha avuto il coraggio di raccogliere in un libro tutte le "Buone notizie da Napoli": è questo infatti il titolo di un volume scritto da Giovanni Lucianelli, da cui sono nati anche dei forum tematici sulle sei sezioni in cui è diviso il libro (sanità, ambiente, solidarietà, tecnologia, cultura&lavoro ed economia).


premio_buone_notizie.jpgE' nato anche un Premio"Buone Notizie - Civitas Casertana" vinto alla sua prima edizione da Giovanni Minoli e con una menzione speciale al vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, da sempre attento al rapporto del mondo dei media con la società.


Pare persino che stia per nascere un tg web e satellitare esclusivamente di buone notizie; di sicuro ci sono già rubriche di buone notizie in diverse radio, come quella di Radio Bue.

 

E naturalmente, ma forse questo non c'è neppure bisogno di scriverlo, le mitiche "Good news" alla fine di Report!

 

Per chi parla inglese poi c'è l'imbarazzo della scelta: Happy News - Global Good News - Good News Network.

 

A questo punto, visto che le possibilità di trovare ogni giorno buone notizie non mancano davvero, vorrei concludere con le parole di Mons. Giuseppe Zenti, già vescovo di Verona e oggi sulla cattedra di San Zeno:

 

"Oserei lanciare una proposta: concertare uno sciopero in grande nei confronti dei media che non si decidono a dare pubblicità a tutti i fatti significativi di bene. A dare voce e volto alle belle notizie. Almeno al 50%.

Il bene torni ad essere il vero protagonista dei media!

Fatti di bene ve ne sono tutti i giorni. Molto più numerosi di quelli segnati dalla cattiveria o dalla sventura".

 

Mi pare un'ottima proposta, affinché la nostra denuncia, doverosa, di ogni forma di ingiustizia sia sempre affiancata dall'annuncio delle alternative concrete possibili, attraverso tanti esempi concreti.

E' questo il bicchiere mezzo pieno!

06/02/2010

Un piccolo gesto, mille benefici!

Che mondo strano.

 

Da una parte 900 milioni di persone soffrono la fame e 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per cause che si potrebbero facilmente prevenire (basterebbe molto spesso l'accesso all’acqua potabile).

 

statua-obesa.jpgDall'altra parte le cose non vanno affatto meglio, poiché sono 1 miliardo e 142 milioni  le persone in sovrappeso e più di 29 milioni quelle che ogni anno muoiono per eccesso di cibo (17,5 milioni per patologie cardiovascolari, 9 per patologie tumorali, 3,8 per diabete...).

 

Possibile che non si possa fare qualcosa per riequilibrare questi divari così assurdi, nell'interesse di tutti?

 

Vorrei provare a suggerire una semplice proposta, che parte da una riflessione sul consumo di carne, inquadrandolo consapevolmente nello scenario internazionale.

 

Per produrre 1 kg di carne occorrono 16 kg di cereali, come nutrimento per gli animali.

E il numero di animali allevati ogni anno per produrre carne non è davvero trascurabile: 1.300.000.000 bovini, 1.000.000.000 suini, 1.700.000.000 fra ovini e caprini e addirittura  12.000.000.000 di avicoli!!!

 

Il risultato è che 2/3 delle terre fertili del pianeta sono usate per coltivare cereali e legumi per gli animali che saranno poi macellati.

 

mega_hamburger.jpgE’ stato calcolato che per l’alimentazione dei soli ruminanti del pianeta si utilizzano cereali che sfamerebbero 9 miliardi di persone!!!

 

Quindi le produzioni attuali di cereali sarebbero già più che sufficienti a sfamare tutti: basterebbe ridistribuire la risorse e diminuire il consumo di carne dei paesi ricchi.

Se solo si diminuisse la produzione di carne quanto più cibo ci sarebbe per i più poveri? Quanta più acqua? E quante meno malattie legate al consumo eccessivo che noi spesso ne facciamo?

 

Paiono averlo capito in molti, a giudicare dal fatto che i vegetariani in Italia sono raddoppiati in soli 7 anni, passando da 3 a 6 milioni, e arrivando a superare così il 10% della popolazione del nostro paese.

 

Tuttavia, senza bisogno di arrivare ad una scelta così radicale, per cui io sinceramente non mi sento pronto, credo che potremmo fare tutti la nostra parte anche in un modo molto più semplice.

 

Voglio pertanto rilanciare la proposta di assoluto buonsenso avanzata qualche tempo fa da Rajendra Pachauri, delle Nazioni Unite: rinunciare alla bistecca una volta alla settimana!

 

Si tratta in fin dei conti di un piccolo gesto, ma che porterebbe grandi vantaggi anzitutto per la nostra salute, oltre che per l'ambiente e per i nostri fratelli più poveri.

 

Mi rivolgo a tutti voi, cari lettori del blog: vogliamo provarci insieme? Scrivetemi le vostre impressioni se già ci siete riusciti, o i vostri dubbi se intendete provare insieme a me...

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30/01/2010

Haiti: uccisi dalla povertà più che dal terremoto

I giorni scorsi, come tanti, ho dato un piccolo contributo di solidarietà per le popolazioni di Haiti, in questo momento così tragico della loro storia.

 

L'ho fatto attraverso l'Associazione Yele, consigliatami da Jacopo Fo che li conosce da tanti anni e con i quali lui ha collaborato per alcuni progetti in passato.

 

edifici_crollati1265104999.jpgUn aiuto, per quanto piccolo, può essere davvero determinante in questi momenti, e lo sarà ancor più fra poche settimane quando i riflettori delle tv si spegneranno su questo dramma e molti se ne dimenticheranno.

 

Ma la solidarietà non è sufficiente e io non posso accettare che di fronte ad una simile catastrofe passi l'idea che si tratti semplicemente di una fatalità naturale!

 

Occorre dire in modo chiaro che moltissimo dipende dalle tecniche di costruzione degli edifici e dai materiali utilizzati!

 

Lo hanno dimostrato le oltre 300 vittime del terremoto in Abruzzo, con un sisma di magnitudo 5,8 della scala Richter, mentre nel giugno del 2008, quando un sisma d’intensità 7,2 della scala Richter -esattamente come quello di Haiti- colpì il nord est del Giappone, 29.000 abitazioni collocate nella zona colpita rimasero senza elettricità, ma le vittime furono solo sei, e i feriti duecento.

 

Com'è possibile questo? Si tratta di prevenire. Nella costruzione degli edifici, per esempio, i giapponesi ricorrono a cuscinetti, sistemati alle fondamenta e tra un piano e l’altro in modo da attutire i colpi, e all’acciaio elastico e alla fibra di carbonio per i pilastri delle strutture. In tal modo, il rischio di crollo risulta estremamente ridotto.

 

Insomma le conoscenze e le tecniche esistono già, e possono non essere affatto costose. Forse non tutti sanno che in Trentino è stata realizzata una casa in legno antisismica alta 7 piani che può resistere senza danni a un sisma di magnitudo 7.2 della scala Richter.

 

Guardate un po' questo filmato davvero impressionante:

 

 

Ad Haiti la catastrofe è stata disumana, perché disumane erano già le condizioni di miseria in cui la popolazione di questo poverissimo paese era costretta a vivere. La riprova è il fatto che le case dei ricchi non sono affatto crollate!

 

Ma vorrei porre alcune domande che mi paiono di assoluto buonsenso: se le montagne di soldi che si spenderanno ora (secondo la FAO servono subito 700 milioni di dollari!!!) per portare soccorsi e ricostruire si fossero utilizzate prima, non si sarebbe forse potuto risparmiare ed evitare un disastro simile?

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28/01/2010

Incontri in agenda nelle prossime settimane...

colorno_riciclalbero2.jpgDopo l'incontro bellissimo dell'altro giorno a Colorno, con più di 500 bambini che avevano partecipato al progetto "RicicAlbero", addobbando gli alberi della città con materiali riutilizzati, e che hanno ritirato un premio in natura per le loro classi, domani sarò al Liceo Torricelli, qui a Faenza, su invito degli alunni che intendono guardare il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle" durante l'Assemblea d'Istituto e mi hanno chiesto di introdurlo.

 

Sabato 30 gennaio alle 20,30 sarò a Forlì per un incontro con i giovani, all'interno della Festa della Pace, promosso dalla Diocesi presso la parrocchia dei Romiti.

 

colorno_riciclalbero4.jpg

Sabato 13 sarò a Ravenna, insieme all'amico Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, per un incontro sul tema del consumo di territorio presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani in via Corrado Ricci 26.

 

Venerdì 19 febbraio alle 20,45 sarò nuovamente a Forlì questa volta per presentare L'anticasta.

 

colorno_riciclalbero6.jpgLa serata è organizzata dalla Libreria del Duomo in collaborazione con Associazione Forlì Terzo Mondo, Cooperativa Equamente, Caritas, Ass. Incontri, Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, pastorale sociale e del lavoro. L'incontro, che sarà moderato da Fabio Gavelli, si terrà nella saletta della banca in via Bruni.

 

Martedì 23 febbraio sarò a Piove di Sacco, invitato dagli amici dell'Associazione LIBERA, per un incontro dal titolo "Vivere meglio? Una scelta!" all'interno di un ciclo di incontri dal titolo "Cambiare? E' possibile!".

 

colorno_riciclalbero3.jpgSabato 27 febbraio a San Vincenzo (Livorno) parteciperò a PODERE AI GIOCHI!: un appuntamento nazionale sul gioco creativo, invitato dal grande Bobo Mainaretti, presso il Residence Podere San Giuseppe, in Via Aurelia Sud 21.

 

Sarà un week-end di confronto e scambio arricchito dai contributi di diversi ospiti importanti.

 

Venerdì 5 marzo sarò invece a Treviso, ospite del Meet-up locale degli amici di Grillo per presentare L'anticasta.

 

 

 

 

Giornata della memoria: ricordare non basta!

Si è celebrata ieri la giornata della memoria, in occasione del 65° anniversario della liberazione di Auschwitz.

 

Giornata.jpgNon è facile scrivere qualcosa su questo tema, tanto fu l'orrore. Quando lo scorso anno visitai a Trieste la Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, non riuscii a condividere nulla di quello che provai attraverso questo blog.

Troppo assurdo, disumano, incredibile... la stessa sensazione che avevo provato alcuni anni prima a Ouhidah, in Benin, visitando un fortino portoghese da cui partirono milioni di schiavi verso le americhe: senza parole.

 

Ma questa volta voglio impegnarmi e provare a condividere una riflessione sulla giornata della memoria che è appena passata.

 

A parte qualche isolato episodio di stupidità, su cui i mass media hanno prontamente portato l'attenzione -col solito rischio di rinforzare gli autori di questi gesti- nell'insieme penso si possa dire che ieri si sono tenuti un po' ovunque importanti momenti di celebrazione e ricordo di quello che fu l'orrore dell'olocausto.

 

Milioni di alunni si sono fermati per non dimenticare! Ed è un primo passo fondamentale. Ma a mio avviso non sufficiente.

 

Liquidare la questione parlando della "follia di Hitler" e del suo disegno, infatti, non aiuta a capire cosa avvenne e come evitare che possa accadere ancora!

 

Non è sufficiente ricordare, occorre anche riflettere per cercare di capire e per questo vorrei provare a porre alcune domande che possano aiutarci ad inquadrare la Shoah e le sue origini:

1) quali idee stavano alla base del disegno di società nazista?

2) perché si diffusero fra il popolo al punto di legittimare un tale orrore?

3) come vennero diffuse queste idee?

 

Pongo la prima domanda perché prima di diventare azione, tragedia, il nazismo fu un'ideologia, una visione della vita e della storia fondata sull'idea che la diversità -in tutte le sue forme- fosse un problema, una minaccia, un intoppo da eliminare.

 

Del resto, secondo le idee deliranti dei teorici razzialisti dell'epoca, la selezione naturale avrebbe comunque finito con l'eliminare i più deboli, selezionando i membri migliori della società... tanto valeva darle una piccola mano, accelerando un processo che appariva comunque come "naturale".

 

Fu su queste idee che Hitler fondò la sua visione di una società perfetta, in cui tutti fossero uguali, puri, non contaminati dai "diversi": non solo gli ebrei, infatti, ma anche i nomadi, gli omosessuali, i dissidenti politici, gli apolidi, gli handicappati... chiunque fosse diverso, da qualunque punto di vista, finì nel mirino della follia nazista.

 

contrassegni-lager.jpg

 

Riassumendo molto possiamo dire che l'idea di fondo era quella di cancellare la diversità, per creare una società perfetta nel domani.

 

Per questo io ritengo ogni percorso educativo fondato sul valore della diversità il migliore antidoto contro questa e contro qualunque altra forma di ideologia!

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24/01/2010

Anche l’Abruzzo dichiara l’acqua "bene pubblico"

di Laura Pavesi, da Buone Notizie.it


Dopo il Comune di Venezia, anche la Regione Abruzzo riconosce l’acqua come “diritto umano” e il servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”.

save-water-save-life.jpg

 

Il 2009 si chiude con un’ottima notizia: il Consiglio Regionale abruzzese ha approvato all’unanimità un emendamento che impegna la regione a preservare il carattere pubblico dell’acqua e che sancisce che il servizio idrico è da ritenersi privo di rilevanza economica.

 

La notizia arriva a un mese di distanza da un altro importante riconoscimento:  quello del Consiglio Comunale di Venezia dell’acqua come “diritto umano, universale, indivisibile e inalienabile” e del servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”.

 

Nonostante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, lo scorso 25 settembre 2009, del Decreto-legge 135/2009 (e in particolare dell’Art. 15), singoli comuni, province e regioni si stanno muovendo in controtendenza rispetto alla normativa nazionale in materia di gestione dei servizi idrici.

Ricordiamo, a questo proposito, che l’Art. 15 del Decreto-legge 135/2009 ha modificato l’Art. 23-bis della Legge 133/200. L’Art. 23-bis prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara.

 

L’Art. 15 del D.L.135/2009, invece, sancisce l’affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica in favore di imprenditori o di società, in qualunque forma costituite o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata, con capitale privato non inferiore al 40%, e decreta la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni, alla data del 31 dicembre 2011 (limitatamente a quelli in essere alla data del 22 agosto 2008). Dal 1° gennaio 2012, cioè, la gestione delle acque potabili italiane dovrebbe passare interamente in mani private.

 

Dal momento che la normativa nazionale rischia di vanificare qualsiasi sforzo in difesa della gestione pubblica dell’acqua a livello locale, cosa possono fare comuni, province e regioni? A loro, almeno per il momento, non resta che riportare nei propri Statuti il riconoscimento dell’acqua “come un diritto umano e bene comune pubblico“ e il conseguente riconoscimento dei servizi idrici quali “servizi pubblici locali privi di rilevanza economica”.

 

Questo è ciò che stanno chiedendo molti privati cittadini, associazioni e movimenti italiani che difendono la gestione pubblica dell’acqua, ed è proprio ciò che intendono fare, in tempi brevi, sia il Comune di Venezia che la Regione Abruzzo.

 

Per approfondire: D.L. 135/2009

 

>> Ecco come riappropriarsi dell'acqua pubblica

>> Sei la massima ricchezza che esista al mondo...

>> Difendiamo l'acqua pubblica

Non è un paese per giovani!

non-e-un-paese-per-giovani.jpgIncontro ogni settimana centinaia di ragazzi nelle scuole, anche Superiori. Lavorando con metodologie partecipative, respiro quotidianamente le loro preoccupazioni, le loro insicurezze, la loro paura del futuro.

 

Loro non hanno bisogno di complesse analisi sociologiche per capire cosa sta avvenendo; lo sentono in casa, dagli amici, dai fratelli...

Sentono che qualcosa non va, per loro. Non comprendono forse il perché, ma intuiscono che tira una brutta aria.

 

Ora, volendo giustificarsi si può dire quello che si vuole, ma io preferisco dire semplicemente, e in tutta sincerità, che hanno ragione!

 

L'Italia non è un paese per giovani.

 

Forse perché sono in netta minoranza, come sostiene in una lucida analisi Federico Fubini sul Corriere della Sera: 14 milioni di giovani, nella fascia di età fino a 34 anni, contro i 25,5 milioni della fascia fra i 35 e i 64 anni.

E la "maggioranza" sembra tutelarsi in modo davvero determinato!

I giovani infatti, pur essendo in minoranza da un punto di vista demografico, rappresentano quasi il 60% dei disoccupati e stanno pagando da tutti i punti di vista il maggiore prezzo di questa crisi, sia nei livelli di occupazione che nelle retribuzioni.

 

La cosa incredibile è che non solo fra i precari, ma anche fra quanti hanno un lavoro permanente sono i giovani ad essere licenziati per primi (10,5% per gli under-35, contro il 5,8% per gli over-35). E anche la forbice salariale si è allargata in questi anni. Al punto da farli risultare i più penalizzati fra tutti i loro coetanei dei paesi dell'OCSE. Altro che "bamboccioni", come li definisce Brunetta...

 

Insomma, siamo davvero un paese "democratico", in cui la maggioranza anziana fa valere la propria forza a scapito dei propri figli e nipoti. (Ma quanto ne è consapevole?)

 

Forse non è un caso, dunque, se i giovani italiani risultano da una Ricerca di Gallup i più pessimisti al mondo rispetto al proprio avvenire.

E non sono poi così immaturi e superficiali come spesso li si dipinge se attribuiscono proprio all'insicurezza circa il proprio futuro lavorativo la principale causa del proprio pessimismo.

 

La consapevolezza che l'impegno e il merito nel nostro Paese non siano tanto facilmente premiati produce nei nostri ragazzi un senso di impotenza e una disillusione terribile, contro cui io lotto ogni giorno a livello educativo, invitandoli a reagire, a tirare fuori il meglio di sè, rifiutando con sdegno l'immagine che è stata loro affibbiata e mostrando nei fatti che valgono molto più di quanto gli adulti spesso pensino!!!

 

Ed è meraviglioso vederli risvegliarsi, riprendere fiducia in sé, sentirli esprimere i propri desideri e sogni più profondi...

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15/01/2010

Rieccomi qua!!!

gruppo_oursì.jpgSono rientrato due giorni fa dal Burkina Faso, dopo un mese trascorso in questo meraviglioso paese del Sahel insieme ai compagni di viaggio dell'Altro Fratello.

 

Non è certo la prima volta che rientro. Dovrei esserci abituato ormai.

 

Invece mi ritrovo, come ogni volta, spaesatissimo, quasi fossi allunato in questo grigio invernale, che si fonde e confonde con l'asfalto all'orizzonte... in netto contrasto con il rosso della terra africana che porto ancora negli occhi, nel cuore, e un poco anche sui vestiti.

 

Sono forzatamente chiuso nella mia casetta, al calduccio, lontano dai mille rapporti che si sviluppano sulla strada in Africa e mi ripeto continuamente che verrà la primavera anche qui... fra qualche mese.

 

Porto con me, ancora una volta, un bagaglio ricchissimo di volti, esperienze, progetti, sogni, ferite, speranze, passione, fede, impegno... che abbiamo raccolto durante il viaggio!!!

 

Sarà tutto questo che cercherò di condividere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei tanti incontri che mi aspettano in giro per l'Italia e attraverso il video di "Sambiiga, l'altro fratello", a cui abbiamo lavorato sodo durante il viaggio, raccogliendo oltre 60 ore di splendido materiale girato.

 

Daniel e Andrea (grandissimi!) avranno il loro da fare a montare una simile montagna di materiale... che bella sfida.

 

Le mie attività educative sono riprese. Già ieri ho ricominciato i Laboratori nelle scuole, con un percorso sull'educazione alla mondialità; domani sarò a Padova per un incontro sulla Globalizzazione e inevitabilmente non potrò che collegare le analisi sociologiche, economiche e culturali alle esperienze concrete dei tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino.

 

Poi ci sarà la formazione per i genitori con Kaleidos, che parte fra poche settimane, il video sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, che stiamo concludendo insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, i tanti incontri di presentazione dell'Anticasta e ancora tanti altri progetti in cantiere...

 

L'avventura non finisce mai. Come diceva Carlo Carretto: "camminando si apre cammino."

14/12/2009

Ci vediamo a gennaio...

Domattina parto per il Burkina Faso!!!

 

Finalmente, dopo due anni, torno a mettere piede sulla terra rossa che tanto amo e che ormai è divenuta la mia seconda patria (non solo metaforicamente, visto che ora ho anche la cittadinanza burkinabé...).


Saro' giù per un mese, fino al 12 gennaio. Fra quattro giorni io e Jeannette festeggeremo il nostro decimo anniversario di matrimonio, in una grande festa insieme ai parenti e a tutti gli amici che in questi anni ci sono stati "vicini"; si fa per dire, siamo a 4.000 km di distanza... ma il cuore non conosce confini e come dice un proverbio africano: "Il cammimo attraverso la foresta è lungo solo se non si ama la persona che si va a trovare."

 

E a partire dal 24 dicembre ci raggiungerà uno splendido gruppo di 11 persone, che ci accompagneranno in un viaggio di conoscenza e condivisione alla scoperta del Burkina, della sua popolazione, dei sogni, dei progetti, di quella incredibile ricchezza umana e culturale che questo Paese sa offrire a chi si avvicina con rispetto e sincerità.

 

Cercheremo di raccontare tutto questo attraverso il progetto "sambiiga, l'altro fratello", il prima reality show responsabile!

 

Il mio blog, quindi, non sarà aggiornato fino a metà gennaio, ma vi invito tutti a seguirci nel nostro viaggio attraverso il blog dell'ALTRO FRATELLO!!!

 

Ci saranno testi, foto e collegamenti via radio tre volte alla settimana. E al nostro ritorno monteremo -con il linguaggio del reality- tutto il materiale video girato durante il viaggio da Andrea e Daniel, due operatori professionisti che saranno in Burkina insieme a noi...


Da uno degli incontri di preparazione alla partenza insieme ai compagni di viaggio, abbiamo tratto questo breve video in cui invito a riflettere sull'enorme scarto economico fra noi e i fratelli burkinabè e sulla possibilità che una partita di calcio, per un attimo almeno, possa cancellarlo e possa farci sentire tutti uguali.

 

04/12/2009

E' nato "SAMBIIGA, l'altro fratello": il primo reality show responsabile...

 

Dalla collaborazione fra diverse realtà della società civile italiana è nato "SAMBIIGA, l'altro fratello", il primo reality show responsabile, che accompagnerà il viaggio di 15 italiani in Burkina Faso, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010.


sambiiga_nero.jpg


Si tratta di un progetto di comunicazione integrata che attraverso internet, radio e video vuole dare voce alle realtà straordinarie che i partecipanti scopriranno lungo il loro cammino, invitando così ad una riflessione su quell’Africa normalmente invisibile nei mass-media e sul senso del viaggio come opportunità di incontro fra culture diverse.

 

“Sambiiga” è un’espressione della lingua moorè del Burkina Faso che significa “fratello”, non tanto però come fratello di sangue, della stessa famiglia, quanto piuttosto come “Fratello” in senso più ampio, con riferimento alla fraternità umana universale.

 

In questo senso traduce perfettamente lo spirito del progetto “L’altro fratello”, che si fonda proprio su questa visione dell’umanità intesa come una grande famiglia, che va al di là di ogni frontiera fra gli uomini.

 

Ognuno di noi è “sambiiga”… con tutti i fratelli del pianeta.

Continua...

29/11/2009

A scuola con passione!

Sto lavorando in questi giorni ad un progetto davvero entusiasmante: la realizzazione di un video (nuovamente insieme ad Andrea Bosi, di FLATMIND) sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, attraverso il coinvolgimento diretto di un gruppo di alunni in tutte le fasi, dalla stesura della sceneggiatura, alle riprese, fino al montaggio.

 

L'idea di questo video è nata quasi per caso a marzo di quest'anno, quando fui invitato in questo Liceo a presentare il mio libro "Non è vero che tutto va peggio" all'interno della rassegna "Galeotto fu il libro".

Una rassegna che ha ospitato nel corso degli anni molti ospiti illustri, intervistati direttamente dagli alunni dopo un percorso di preparazione che passa dalla lettura del testo che viene presentato e da una riflessione critica su di esso.

 

Quel giorno, appena entrato, mi resi subito conto di qualcosa di strano: si respira infatti, all'Ariosto, un clima molto particolare, di entusiasmo, di partecipazione, di straordinaria apertura che traspare già a partire dai rapporti fra gli alunni e i docenti.

 

archeologia_ariosto.JPGVi sono poi le mille iniziative che animano questa scuola, non solo in orario scolastico, ma anche di pomeriggio, in un grande fermento culturale: dai laboratori di educazione ambientale e alimentazione naturale, a quelli di cinema, teatro, archeologia, fino ad un gruppo spontaneo antimafia, autogestito dai ragazzi che organizzano iniziative, incontri e si ritrovano a discutere sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.

 

Si è sviluppata anche un'intensa attività di educazione ai diritti umani, recuperando la memoria storica dei fatti tragici che videro proprio in questa scuola l'espulsione degli alunni ebrei con l'emanazione delle leggi razziali del fascismo. Si è creato inoltre un gemellaggio con delle classi argentine e con le madri de plaza de mayo per la questione dei desaparecidos.

 

C'è poi il rapporto con il territorio, attraverso stages formativi presso aziende o enti, sia in estate che durante l'anno scolastico, che permettono ai ragazzi di sperimentare concretamente quanto hanno studiato sui banchi, di scoprire i propri talenti e di avere un primo impatto col mondo del lavoro.

 

Non manca neppure l'arte con una corale che coinvolge alunni, insegnanti, genitori ed ex-alunni, che si esibisce anche in veri spettacoli a teatro!

 

Per quanto riguarda l'attenzione all'ambiente il Liceo Ariosto è stato il secondo Istituto superiore in Italia ad ottenere la Certificazione EMAS per l'impegno ambientale volto al risparmio di energia, carta ed acqua attraverso percorsi di coinvolgimento attivo dei ragazzi e dei docenti. Non si tratta quindi soltanto di soluzioni impiantistiche, come l'impianto fotovoltaico sul tetto, ma di una serie di piccole abitudini quotidiane che vengono monitorate dai ragazzi stessi, opportunamente sensibilizzati e formati al proposito.

 

Il coinvolgimento degli alunni, del resto, è il punto di forza di tutte le esperienze che questa scuola propone ai ragazzi.

 

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16/11/2009

"Nuntio vobis gaudium magnum: habemus probum"

Finalmente è arrivata la fumata bianca! Abbiamo il Comune Virtuoso del 2009...

 

Il vincitore assoluto del Premio Comuni a 5 stelle, giunto quest’anno alla sua terza edizione è il comune di Bra in provincia di Cuneo.

 

logo5stelle.jpg

Ad annunciarlo è il Presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti, al termine della valutazione degli oltre 170 progetti presentati dai 55 comuni iscritti al bando 2009.

 

La giuria, composta da amministratori locali, giornalisti ed esperti in campo ambientale, ha ritenuto di premiare la qualità e la trasversalità delle proposte messe in campo dal Comune di Bra, in tutte e cinque le categorie del Premio.

 

La giuria ha anche proclamato i 5 vincitori nelle rispettive categorie:

 

- Gestione del territorio: Santa Caterina dello Ionio (CZ)

- Impronta ecologica: San Benedetto del Tronto (AP)

- Rifiuti: ex equo Mercato San Severino (SA) e Pettorano Sul Gizio (AQ)

- Mobilità: Castelfranco Veneto (TV)

- Nuovi stili di vita: Sasso Marconi (BO)

 

Il Comune di Bra si è aggiudicato l’attivazione di un progetto sperimentale di mobilità sostenibile, che verrà donato dall’azienda partner del Premio Comuni a 5 stelle 2009 "Ecomotion".

 

La cerimonia di premiazione avverrà domenica 22 novembre, a partire dalle ore 10.00, presso il Comune di Camigliano (CE), all’interno di un ricco programma culturale promosso dall’amministrazione comunale.

 

L'anno scorso, alla premiazione che si teneva a Capannori, eravamo gli unici con una video-camera. Proprio da lì  è partita la nostra video-inchiesta "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle", da cui poi è nata l'idea del libro "L'anticasta".

 

Dopo un solo anno, questa volta credo proprio che saremo in buona compagnia...

 

 

>> L'anticasta da Fabio Fazio

>> Domani L'anticasta a Geo & Geo, RAI3

>> Gli interventi di alcuni "compagni di viaggio"

>> La "foresta che cresce" sta iniziando a fare rumore!

>> Una finestra nazionale

>> Sindaco, c'è posta per te...

10/11/2009

La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!

Credo che una delle più grandi battaglie da combattere nel nostro tempo sia quella contro il cinismo e l'ipocrisia.

Entrambi questi veleni mi paiono il frutto di una perdita di memoria. La memoria di quando eravamo bambini, che ci porta alla consapevolezza profonda che dentro di noi lo siamo ancora (lo saremo per sempre!) e se lo desideriamo davvero possiamo continuare a guardare al mondo con quegli stessi occhi pieni di stupore.

La poesia è l'antidoto! Non solo la poesia scritta, ma la poesia vissuta ogni giorno, nei piccoli gesti, che può risvegliarci in un istante dal torpore e riportarci a quella meravigliosa consapevolezza.

E a saper guardare con attenzione, nonostante tutto, ne è ancora pieno il mondo intorno a noi...




07/11/2009

L'ANTICASTA da Fabio Fazio!

Dopo l'intervento di martedì a Geo&Geo, in cui Marco ha presentato a Sveva Sagramola l'esperienza dei Comuni Virtuosi, che insieme abbiamo cercato di raccontare nel nostro libro "L'anticasta", questa sera Luca Mercalli ha presentato il libro da Fabio Fazio in una delle più importanti vetrine per i libri di tutta la tv italiana!

 

La foresta che cresce fa sempre più rumore...

 

 

 

>> Domani L'anticasta a Geo & Geo, RAI3

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>> Con L'anticasta la EMI vince il "Premio Green" al Pisa Book Festival

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