Cosa si può fare con un bicchiere…

Una vera meraviglia!!! 600 ragazzi coordinati in maniera straordinaria, che trasmettono un’energia vitale trascinante.

Il brano “Amhrán na gCupán” (la canzone della coppa) è in gaelico, con un accompagnamento strumentale davvero particolare…

La voce solista è Laoise Nolan, irlandese di appena 16 anni, che ha di recente prodotto un album dal titolo “In The Pink” in aiuto del National Breast Cancer Research Institute. Sua madre è una sopravvissuta al cancro.

Il video mostra una classe durante un’immersione estiva nel linguaggio gaelico.

(L’idea è presa dallo splendido video Pitch Perfect’s “When I’m Gone” di Anna Kendrick)

Assolutamente da sperimentare coi ragazzi a scuola!

Tra il dire e il fare…

Quasi due mesi senza scrivere un post. Non lo avrei mai immaginato. E dire che in questo periodo ce ne sarebbero da dire…

Invece, in un momento in cui tutti commentano tutto, come tanti allenatori della nazionale, io ho preferito concentrarmi sull’impegno concreto, educativo e culturale.

Perché credo fermamente che non potrà esserci un cambiamento reale, profondo e durevole, se non partendo dalla formazione delle persone, dalla promozione di una sensibilità e di una consapevolezza nuova su certi temi che ancora, purtroppo, non sono patrimonio condiviso, nonostante siano stati fatti tanti passi avanti in tale senso.

paracadute,gioco,cre,bambini,colori,allegria,educazione,cooperazionePer questo ho vissuto questi due mesi di impegno educativo con i bambini e ragazzi dei nostri Centri estivi Kaleidos cercando di offrire loro tante occasioni di crescita e di arricchimento personale, oltre naturalmente al giusto svago e divertimento!

Sono stati mesi intensi, che mi hanno davvero rapito, non lasciandomi altro tempo ed energie per portare avanti i tanti progetti che ho in cantiere e che a giorni riprenderanno: libri, incontri, video, spettacoli… sempre con l’obiettivo che ho appena dichiarato, di promuovere consapevolezza e una sensibilità che a mio avviso sono il vero motore del cambiamento.

Ora però trovo giusto condividere con tutti voi, amici del mio blog, le esperienze di questa estate con i ragazzi e i miei progetti in cantiere, ai quali lavorerò nei prossimi mesi.

Alla scoperta dei propri talenti

“Ogni persona è un genio. Ma, se giudichi un pesce dalla sua capacità di scalare un albero, passerà tutta la sua vita pensando di essere stupido.”
(Albert Einstein)

Da questa frase è nata l’idea della nostra Cooperativa Kaleidos per i Centri Estivi di questa estate. Il nostro impegno, infatti, è sempre quello ad “educare” nel senso originale del termine, cioè “tirare fuori” il meglio dalle persone.

L’obiettivo che ci poniamo è pertanto quello di aiutare i nostri bambini e ragazzi a scoprire se stessi e i propri talenti.

Per fare questo abbiamo pensato di valorizzare le migliori risorse del nostro territorio, coinvolgendole attivamente e facendole incontrare ai bambini e ragazzi dei nostri CRE, affinché ciascuno potesse esplorare le differenti arti e mestieri e iniziare a cogliere le proprie personali inclinazioni.

teatro,maschere,cooperazione,bambini,cre,estate,educazioneAbbiamo incontrato musicisti, ceramisti, attori di teatro, registi cinematografici, acrobati, ma anche fornai, giornalisti, storici, speleologi… e altri ancora!

E non sono state persone qualunque, ma testimoni che abbiamo scelto con cura, per la passione e la gioia con cui svolgono il proprio mestiere.

Voglio ringraziare per la loro disponibilità Pippo Giordano per la sua bellissima testimonianza sulla legalità e contro la mafia, Stefano Visani e Matteo Tondini per averci introdotti al mondo del cinema, Michael Capozzi pippo giordano,incontro,legalità,bambini,cre,educazioneche ci ha fatto scoprire la magia del circo, Renzo Boldrini e Alessandro Gentili che ci hanno avvicinato al teatro, Manuele Preti e Nicola Dotti al mondo della musica, Manuel Poletti al giornalismo, Goffredo Gaeta alla ceramica, Devis Servadei alla panificazione, Stefano Saviotti alla storia, Sandro Bassi alla geologia e speleologia,  e tutti gli altri che ci hanno permesso di offrire ai nostri ragazzi un così grande viaggio, alla scoperta del territorio e soprattutto alla scoperta di sé!!!

Perché io credo sia vero quello che recitava una bellissima canzone brasiliana: “Põe a Semente na terra, não será em vão. Não te preocupe a colheita, plantas para o irmão”. (“Poni un seme nel terreno, non sarà invano. Non ti preoccupare di raccogliere, pianta per il fratello”)

Un cantiere sempre aperto

Sono tanti i progetti culturali nei quali sono impegnato e che intendo portare avanti anche dopo l’estate.

Insieme a Marco Boschini stiamo lavorando alla seconda edizione del libroL’Anticasta“. La prima è completamente esaurita, anche nella seconda ristampa, e ha rappresentato per noi, e credo di poter dire anche per la EMI, una tappa importante di un cammino da cui sono nati poi moltissimi altri sentieri e relazioni.

anticasta,libro,comuni virtuosi,marco boschini,michele dotti,emiDi sicuro posso dire che il libro non porterà lo stesso titolo, perché ci pare che in questi ultimi anni il termine abbia assunto una connotazione emotiva differente da quella che aveva quando abbiamo scritto la prima edizione, della quale porterà invece lo stesso taglio costruttivo, propositivo, la stessa voglia di raccontare le migliori esperienze per vederle diffondersi sempre più.

La vera novità è che abbiamo deciso di allargare il campo dalla sola sostenibilità ambientale, che era quasi la prospettiva unica della prima edizione, ad una serie di altre prospettive che costituiranno i vari capitoli del libro: pace, solidarietà, integrazione, cultura, educazione, famiglia, giovani, partecipazione, Europa (ovviamente quella dei popoli e non certo della finanza).

Abbiamo quindi deciso di iniziare a ragionare su queste prospettive guardandoci intorno, con l’intento di coinvolgere attivamente, dove possibile, le varie reti di comuni e associazioni che hanno realizzato progetti virtuosi in questi ambiti.

Il titolo, in via informale e ancora ufficiosa, potrebbe essere questo:
“L’ALTRA ITALIA: cambiare è possibile! ecco come…”

E questa la possibile quarta di copertina:
“Anche se non sembra stiamo vincendo! Nonostante la crisi drammatica del nostro Paese, continuano a diffondersi inarrestabili le tante esperienze virtuose che danno speranza ed indicano una via diversa possibile.”

L’intenzione, infatti, mettendo insieme i tanti progetti come fossero pezzi di un puzzle, è proprio quella di indicare una via portatrice di una visione alternativa della società.

Non vado oltre, altrimenti la casa editrice mi lincia, giustamente. Ma prometto che vi aggiornerò sugli sviluppi del libro, che dovrebbe uscire ad inizio 2014.

Chiunque volesse può segnalarci progettualità concrete nei territori che ritiene meriterebbero di essere raccontate!

teatro,spettacolo,sogno e son desto,michele dotti,cinema,sarti,pace,giustizia,ecologia,intercultura,solidarietàUn altro progetto a cui sto lavorando con tanto impegno -e per il quale voglio ringraziare infinitamente Andrea Bosi di Flat Mind– è uno spettacolo di teatro, che ho già portato in scena alcune volte con grande soddisfazione e che vorrei far girare per tutta Italia, visto l’ottimo riscontro che ha raccolto fino ad ora.

Si intitola “Sogno e son desto: stavo cambiando il mondo e ho dimenticato la pentola sul fuoco” e già da questo si può facilmente intuire di cosa tratti e con quale taglio io intenda farlo.

Devo dire grazie a Jacopo Fo per avermi fatto comprendere in questi ultimi anni la straordinaria forza di cambiamento che l’ironia può portare con sé, anche quando si affrontano i temi più seri.

Lo spettacolo raccoglie 20 anni di esperienze personali, riflessioni, incontri sui temi che a me stanno più a cuore e intende condividerli in modo semplice e divertente.

Un altro progetto a cui sto lavorando è un format per la tv sul tema dell’intercultura rivolto ai ragazzi, al quale abbiamo iniziato a ragionare insieme ad Andrea Bosi e all’amico regista Matteo Tondini.

Poi ci sono i laboratori didattici sulla pace, l’ecologia, i diritti e l’intercultura e i progetti di formazione per gli insegnanti, le famiglie, i mediatori culturali, che riprenderanno numerosi a settembre-ottobre.

incontro,Jesi,libro,equo,anticasta,comuni virtuosiA Cesena dovrebbe partire un bel progetto per sensibilizzare sulle energie rinnovabili in collaborazione col Comune (che ha realizzato un piano energetico tutto orientato in questa direzione!) attraverso diversi linguaggi pensati per i vari target d’età, dai bambini, alle famiglie, fino agli anziani nelle circoscrizioni di quartiere.

Ad ottobre riprendono anche i lavori del Consiglio comunale dei bambini di Cervia, che seguo da alcuni anni come facilitatore.

Ma già in settembre ho diversi appuntamenti in agenda: il 14 e 21 sarò a Pavia per un Corso di formazione sulla creatività promosso dal Centro Servizi per il Volontariato e dall’Associazione AINS-onlus; il 28 sarò a Rimini per dei laboratori sull’impronta idrica all’interno del Festival francescano, poi dovrei andare in Puglia, fra Brindisi, Ostuni e Molfetta, per incontri pubblici e nelle scuole.

In settembre, appunto. Perché come dice il proverbio: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”… e io ci conto, credo proprio che in agosto non mi farà male un po’ di stacco e di riposo in spiaggia!

Coraggio, possiamo farcela!!!

Non voglio scrivere nulla. Per scaramanzia, ma anche per l’emozione che in queste ore mi toglie il fiato e mi fa sognare un domani diverso per il nostro paese. Lascio la parola alle immagini… ci ritroviamo domani sera.

 

 

Come è stato in principio…

Dal documentario “Suonando per il cambiamento: la Pace attraverso la musica” una straordinaria interpretazione del celebre brano “One love” di Bob Marley eseguita da musicisti di tutto il mondo.

 

 

“There is one question I’d really love to ask—-“C’è una sola domanda che davvero vorrei fare

Is there a place for the hopeless sinner—.-–..-Esiste un posto per il peccatore senza speranza

Who has hurt all mankind—–—–—–—–—-Che ha ferito tutta l’umanità

Just to save his own—–—–—–—–—–—–Soltanto per fare il proprio interesse?


Believe me—–—–—–—–—–—–—–—–Credi in me

One love—–—–—–—–—–—–—–—-..–Un solo amore

One heart—–—–—–—–—–—–—--.--.—Un solo cuore

Let’s get together and feel alright—–—.–.–Uniamoci e sentiamoci bene

As it was in the beginning—–—–—–—.-Com’è stato in principio

So shall it be in the end”“—–—–—–—–— –Così sarà alla fine”

 

 

» “…teneva in piedi l’intero mondo” .» La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini! .» Anche questo passerà… .» Grande Bobby!!!

“…teneva in piedi l’intero mondo”

Uno splendido videoclip dei RIO con la partecipazione straordinaria di Paolo Rossi e Fiorella Mannoia.

Spetta a noi costruire “quell’abbraccio grande e rotondo”… e poi pregare che il vento soffi ancora e che la coccinella ci aiuti!

» La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini! .» Anche questo passerà…
»
Grande Bobby!!! .» “Che prezzo dare alla vita? Più o meno, pagandola bene, 6 bottiglie di acqua minerale…”

La memoria, dipinta nella sabbia

Non ho parole per descrivere questa meraviglia assoluta. Ma forse non servono neppure.

Voglio solo dirvi che lei si chiama Kseniya Simonova, è una giovane artista ucraina di 25 anni che dipinge con la sabbia e nel 2009 ha vinto l’ Ucraina’s Got Talent raccontando in questo modo l’invasione nazista del suo paese durante la seconda guerra mondiale.

La rabbia, che a tratti si alterna alla dolcezza nelle mani di Kseniya, ci parla di quasi 1 milione di ebrei ucraini sterminati dai nazisti.

Per non dimenticare mai.


» Giornata della memoria: ricordare non basta! .» “Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

Dipingere la musica

In un’epoca di grandi effetti speciali e produzioni dai costi esorbitanti, c’è chi riesce invece a produrre una meraviglia assoluta come questo video con mezzi semplicissimi, tanta fantasia e un tocco di rara poesia.

Le mani della disegnatrice – Alice Ninni – sembrano quasi liberare le immagini dalle note musicali del brano “Lacrime di Giulietta”, prodotto dal giovane compositore torinese Matteo Negrin.

Potrebbe anche essere un interessante stimolo da cui partire per avviare dei laboratori artistici con gli alunni, un po’ come avevo suggerito tempo fa anche in questo post.

» Anche questo passerà… .» A volte basta poco… .» La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!

Anche questo passerà…

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Sviluppando le idee del geniale fumettista statunitense Rube Goldberg, noto per i suoi incredibili “marchingegni”, la band degli OK Go ha realizzato un video-clip davvero pazzesco per il brano “This too shall pass” (“Anche questo passerà”), tratto dal nuovo album “Of the Blue Colour of the Sky”.

 

Il video, diretto da James Frost, OK Go e Syyn Labs, è prodotto da Shirley Moyers.

 

Il “marchingegno” è stato disegnato e costruito dai componenti stessi della band, insieme ai membri dei Syyn Labs nel corso di diversi mesi di lavoro.

 

Mi pare la dimostrazione esemplare di cosa si possa realizzare quando si crede davvero in un progetto e ci si impegna, insieme, per realizzarlo con passione!!!

 

A mio avviso potrebbe essere un prezioso strumento per la didattica; andrebbe mostrato a tutti gli alunni, per farli riflettere sulla meraviglia che ciascuno di noi custodisce dentro di sé, e sui propri talenti che occorre scoprire per poterla “liberare” dal guscio.

 

 

La musica è la voce di Dio!

Un muto che canta??? Leggendolo molti avranno subito pensato all’ennesimo caso di truffa di un falso invalido…

 

E invece no. Si tratta della pura realtà!

 

La musica, secondo il Prof. Gottfried Schlaug, insegnante di neurologia a Harvard, puo’ servire come terapia per chi ha l’emisfero sinistro del cervello, sede della parola, danneggiato per un ictus o un altro fatto accidentale.

 

JosephKarlStieler_1820Index.jpgAl congresso annuale della American Association for Advancement of Science (AAAS) Schlaug ha mostrato un filmato in cui si poteva vedere un suo paziente, colpito da ictus, che non era in grado di pronunciare le parole della canzone Happy Birthday, ma poteva cantarle se qualcuno lo aiutava a seguirne il ritmo con la mano.

 

In altri filmati si vedevano persone che non riuscivano a parlare ma potevano cantare semplici frasi, come ”ho sete” o il proprio indirizzo.

 

Secondo il Prof. Schlaug, infatti, “cantare coinvolge aree cerebrali differenti da quelle utilizzate nel linguaggio; la musica è una esperienza multisensoriale che attiva simultaneamente numerose regioni del cervello e le mette in contatto tra loro. Se a causa dell’ictus, dunque, nel cervello risulta danneggiata l’area deputata alla formazione dei discorsi, i pazienti possono re-imparare a parlare allenandosi a cantare.”

 

Sono già noti e ampiamente dimostrati gli effetti positivi della musicoterapia non solo sulla psiche (autismo, psicosi, Alzheimer, etc…) ma anche per quanto riguarda la riabilitazione dalle disabilità motorie, fino ad arrivare agli innumerevoli casi di risveglio dal coma rilevati in diverse parti del pianeta.

 

Se poi pensiamo che Beethoven era completamente sordo mentre compose alcune delle sue indimenticabili melodie, la cosa appare ancora più incredibile e mi ricorda molto qualcosa:

 

“I ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i morti risorgono,
la salvezza viene annunciata ai poveri…”

 

La musica è la voce di Dio!

 

 

Solo le pido a Dios…

Quest’oggi voglio condividere con voi la mia grande passione per questa stupenda canzone contro la guerra!

 

Si tratta di “Solo le pido a Dios” scritta nel 1978 da León Gieco, uno dei più popolari cantautori argentini, e divenuta immensamente popolare quattro anni dopo con la guerra delle Malvinas-Falkland e con la fine della sanguinaria dittatura militare argentina.

 

Il brano fu poi reso noto in tutto il mondo dalla grandissima Mercedes Sosa, cantautrice ed interprete anch’essa argentina, definita “la voz de America”, durante l’esilio nei paesi europei impostogli dal regime che governava il suo paese.

 

In questa esecuzione meravigliosa e commovente li potete ascoltare insieme, davanti ad un pubblico in visibilio!

 

 

Qui di seguito riporto la traduzione in italiano del testo. Credo che possa essere anche un ottimo strumento didattico per riflettere, partendo dall’ascolto della canzone, sul tema della Pace in classe.

 

SOLAMENTE CHIEDO A DIO

Solamente chiedo a Dio
che il dolore non mi sia indifferente
che la morte secca non mi trovi
vuoto e solo, senza aver fatto abbastanza.

Solamente chiedo a Dio,
che l’ingiustizia non mi sia indifferente
che non mi schiaffeggino l’altra guancia
dopo che un artiglio graffiò il mio destino.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

Solamente chiedo a Dio
che l’inganno non mi sia indifferente
Se un traditore può più che alcuni,
che questi non lo dimentichino facilmente.

Solamente chiedo a Dio
che il futuro non mi sia indifferente
Sfortunato è colui che deve andarsene
a vivere una cultura diversa.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

 

 

In questo ricchissimo sito di canzoni contro la guerra potete trovare la traduzione del testo anche in Inglese, Francese, Tedesco, Portoghese, Olandese, Svedese, Ungherese, Rumeno…

 

Il desiderio di Pace è davvero nel cuore di tutti i popoli e tutte le culture.

 

 

>> La pace è una bambina…

>> -100… si avvicina la partenza della Marcia Mondiale per la Pace e la Non-Violenza

>> Un’ottima idea! Non avrei saputo fare di meglio…

>> “Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

>> L’Africa compatta contro le bombe a grappolo


“Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

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Ho appena finito di vedere un film meraviglioso, “Joyeux Noel”, e posso dire senza ombra di dubbio che è il film che più mi è piaciuto di tutta la mia vita!

 

Scrivo con l’emozione ancora intensa nel cuore, nel sangue, nella pelle, nelle ossa e nei muscoli, e con il desiderio forte di condividere tutto questo con tutti.

 

Non tento neppure di raccontarvi la storia del film, tanto sarebbe inutile… e incredibile!

 

Posso solo dire che la storia narrata, ispirata ad un reale fatto storico, è l’esempio più nitido e pulito che io conosca di fraternità umana universale, capace di andare persino – sulle note della musica – oltre  alle trincee e alle divisioni create dalla propaganda militare, mostrando in maniera incontrastabile l’assurdità totale della guerra.

 

Un film quasi sconosciuto, che pare addirittura non sia mai stato trasmesso in tv, ma che tutti – a incominciare dai nostri giovani- dovrebbero vedere.

 

Dal film è nata anche una associazione, per conservare la memoria storica dei fatti straordinari di fraternizzazione avvenuti durante il Natale del 1914.

 

la musica e la danza come ponte fra le culture

Ritmo, suono, parole…

Villaggi che ritmano periodicamente la notte, suonatori che scandiscono il lavoro nei campi, giovani che ringraziano il Creato con un canto spontaneo, centri culturali che fanno della danza e della musica linguaggi per promuovere educazione e sensibilità sociale.

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C

Conoscere l’Africa attraverso la musica e la danza

Un viaggio in Burkina Faso che offre la possibilità di muovere corpo e spirito, con l’obiettivo di condividere e scambiare i linguaggi musicali e le relative danze, oltre che toccare con mano una grande cultura africana.

 

Un itinerario fra tradizione e modernità

Dalle danze e ritmi tradizionali dei villaggi, alla rinomata cultura percussiva di Bobò-Dioulassò, per terminare con la musica moderna nei locali, nelle sale prove e negli studi di registrazione della capitale Ouagadougou, dove sarà possibile valorizzare i rapporti di collaborazione intessuti con bands e musicisti locali.

 

Il  viaggio è promosso da T-ERRE e Progetto Afromagna.

 

Per info: T-ERRE: Giorgio Gatta – 0546/634280 –  393.2237343

Nicola Dotti – 320/2787723

mostra Burkina

“La musica un ponte fra le culture”: un anno fa…

…qualche passante, attraversando per caso la piazzetta del Teatro Masini, era rimasto davvero stupito dal livello della qualità artistica proposta, dalla forza espressiva che nasceva dalla contaminazione di artisti italiani e africani, dal “clima” di amicizia e fraternità che la musica diffondeva nell’aria.

3b52b755a5275afe86bada832037b638.jpgEra la giornata mondiale della musica (21 giugno) e per Mani Tese, in collaborazione con “T-ERRE”, con l’Associazione Afromagna, con il “MEI” , con il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Faenza e grazie al sostegno dell’Agenzia “Faventia Tourist”, avevo promosso questo straordinario evento, portando in piazza grandissimi artisti come Irene Grandi e “Alif Naaba”, del Burkina Faso, accompagnati dai Biskers, da Paco J, e da alcuni artisti del Centro “Desiré Someé” di Bobò Dioulassò.

Lo spirito della serata che alternava musica e parole, era quello di gettare un ponte fra Italia e Africa, un ponte inteculturale che potessero attraversare gli artisti (musicisti, danzatori, attori di teatro) per contaminarsi, arricchirsi, scambiarsi idee e sensibilità artistiche.

Un ponte che nasceva dall’incontro fra Irene e Alif che già avevano cantato insieme in Burkina Faso, ma anche dall’esperienza di contaminazione dei “Natural Biskers”, da cui è nata l’Associazione Afromagna proprio con l’obiettivo di promuovere l’incontro fra artisti italiani e africani.

800d4580885562025e7f53d420fed0f0.jpgUn ponte che si potesse concretizzare anche in esperienze di viaggio, ed è bello che ora questo si stia realizzando, grazie all’impegno di T-ERRE e dell’Associazione Afromagna che già per questo inverno stanno organizzando un viaggio in Burkina Faso di soli artisti, alla scoperta delle sonorità, dei ritmi e delle melodie del continente nero.
Un viaggio che permetterà di incontrare e suonare insieme ad alcuni dei più noti artisti burkinabé.

Se qualcuno fosse interessato a partecipare a questo viaggio può rivolgersi direttamente agli amici di Afromagna:
bruno: b.orioli@racine.ra.it – nicola: nidotti@tin.it