Ora che hanno chiuso i porti!

Vi siete accorti di com’è cambiata la nostra vita negli ulltimi giorni? È davvero incredibile… una vera pacchia!!!

Come sprecare le nostre occasioni

Non lasciamo che sia il destino a rovinarci la vita, possiamo riuscirci tranquillamente anche da soli!!!

Un piccolo tributo al mio amico Jacopo Fo e alla “filosofia Shanghai” che lui promuove -e pratica con successo- da molti anni…

Arrivederci Dario!

Voglio ricordarti così Dario, con la straordinaria carica di energia e vitalità che ci hai sempre regalato, anche in occasione della indimenticabile festa per i tuoi 90 anni!!!

Mi stringo in un abbraccio a Jacopo, Nora, Mattea, Jaele, a Mario, Gabriella, Simone, e a quanti ti sono stati cari.

Che dire: grazie di cuore per tutto quello che ci hai dato! Ci mancherai.

Cercherò di portare avanti, nel mio impegno, la tua creativa e geniale “rivoluzione gentile”.

Festa-90-anni-Dario

Torna ECOFUTURO, il Festival delle ecotecnologie e dell’autocostruzione

Dopo il successo delle prime due edizioni, torna EcoFuturo, il Festival delle EcoTecnologie e dell’Autocostruzione che si svolgerà quest’anno dal 26 al 31 luglio presso Ecoarea di Rimini, in via Rigardara 39 a Cerasolo.
1-ECOAREA

L’idea di questo Festival nasce da una lettura precisa della nostra realtà che con Jacopo Fo e gli altri promotori abbiamo condiviso.
Siamo convinti che in Italia si trovino risorse straordinarie e spesso sconosciute nei vari ambiti dell’ecologismo: dalla ricerca all’impresa, dall’associazionismo alle esperienze amministrative, dall’impegno per i propri territori alla cooperazione internazionale.
In molti di questi ambiti possiamo vantare delle vere eccellenze, talvolta di livello mondiale, eppure – paradossalmente – l’ecologismo appare nel suo complesso molto debole, proprio poiché estremamente frammentato. Ciascuno cura il proprio spazio, manca una visione d’insieme che colga l’importanza di unire le forze e il risultato è che tutti sono in difficoltà e le potenzialità dell’insieme non sono mai espresse pienamente.
Siamo convinti che riuscire a fare incontrare tutti questi mondi, farli comunicare fra loro, farli sognare, riflettere, giocare, cantare e sperimentare insieme per un’intera settimana, possa portare a nuove e preziose sinergie.

Ecofuturo, alla sua terza edizione, è un’iniziativa finalizzata alla condivisione e alla diffusione di nuovi modi di pensare ed utilizzare le tecnologie. Un momento d’incontro e di confronto sulla mobilità sostenibile, l’energia alternativa, le case ecologiche, il risparmio energetico, le tecnologie dolci, l’open source, il riuso e il riciclo, e molto altro ancora.

Tra i partner dell’evento AlcatrazGIGAItalia che CambiaCoordinamento FREEQualEnergiaEcquologiaASSIEMEAssociazione Comuni VirtuosiRete dei Comuni SolidaliBorghi più belli d’Italia e molti altri… oltre a diverse associazioni locali.

«Per chi ha idee, speranze, progetti la strada è in salita anche se la vista all’orizzonte è meravigliosa – afferma Fabio Roggiolani di GIGA – come abbiamo visto in questi due anni trascorsi dal primo Ecofuturo nei quali niente di quanto scoperto, annunciato e reso pubblico è scomparso, ma poco è diventato economia affermata. Lo sanno i lavoratori che anche nel mondo del Green hanno perso il lavoro e lo sanno gli imprenditori che tra agguati bancari, fiscali e burocratici provano a resistere nello scenario sotto controllo delle fossili. Era più facile quando dimostravamo per la prima volta di essere capaci di far un kW dal Sole, eravamo simpatici e ci lasciavano fare, ma oggi che ci candidiamo a produrre tutta l’energia da fonti rinnovabili e a ridurre i consumi con l’efficienza energetica del 50%, siamo avversari».

2-ECOAREAEd ecco allora che Ecofuturo, quest’anno, non lascia ma raddoppia ovvero dal 26 al 31 luglio saremo a Rimini in una struttura nata apposta che si chiama Ecoarea, un edificio di cinque livelli in altezza con il tetto inerbito, dove l’energia è rinnovabile e se ne consuma comunque il 70% in meno grazie al legno, ai vetri termici e a una serie di sistemi che ci consentono di riconciliarci con l’idea di Fiera.

Ecofuturo è Ecoarea d’estate, mentre a ottobre per tre giorni sarà ad Alcatraz come luogo di confronto di idee e per creare la rete di promozione delle eco-innovazioni.

«La qualità dei partecipanti e le novità che presenteremo sia sul piano delle tecnologie sia per le iniziative che verranno lanciate in vari settori – afferma Jacopo Fo, ideatore del Festival – ci fanno sperare che da questo evento scaturirà un’ondata di rinnovamento spinta dal basso, grazie a quel movimento poco visibile che è impegnato a costruire macchine e sistemi per un futuro migliore.
Possiamo scardinare il vecchio sistema perché è superato e antieconomico oltre che ingiusto.

3-ECOAREAE lo possiamo fare se ci mettiamo insieme a pensare e agire.
Non vogliamo fare un partito ma vogliamo connetterci in rete.
Abbiamo scoperto che se ti metti a costruire i tuoi sogni, a farli vivere, anche solo per un giorno, questo ti dà un’allegrezza strepitosa e un desiderio selvaggio di averne ancora di pezzi di sogni realizzati.

E abbiamo visto che tutte le persone, quando le fai entrare in un pezzo del tuo sogno, fai assaggiare loro gli spaghetti dei tuoi sogni, i massaggi dei tuoi sogni, i giochi dei tuoi sogni, restano a bocca aperta. Perché noi siamo veramente bravi a sognare e quando costruiamo ci piace l’esattezza dei centimetri, la perfezione delle dosi di cannella, la durezza dell’acciaio delle viti che non si spezzano».

Ci saranno oltre 140 relatori che partecipano gratuitamente al festival, oltre ai volontari che lo presiederanno, e questo dimostra che a ispirarlo c’è anzitutto una profonda comunità d’intenti.

Ogni sera spettacoli e concerti, con Paolo JannacciGiobbe CovattaCecco e CipoNada e Fausto MesolellaJacopo Fo e l’ultimo giorno una serata speciale: “PACE CON LA TERRA: Ecologia e spiritualità” fra parole, note e immagini con Mario Pirovano che recita “Lu Santo Jullare Francesco” di Dario Fo, Stefano Fucili che canta e importanti testimoni delle varie fedi.

Qui trovi il programma completo del Festival

serate-ecofuturo

 

SPOLVERIAMOCI! Come liberarsi dall’inquinamento da polveri sottili, in dieci mosse

spolveriamoci

Mercoledì 18 maggio torniamo in Senato con EcoFuturo insieme a tanti amici illustri (Valerio Rossi Albertini, Jacopo Fo, Mario Tozzi, Luca Mercalli), per presentare un piano di azioni -semplici e concrete- che qualunque Sindaco potrebbe mettere in campo da subito per ridurre drasticamente l’inquinamento da polveri sottili nella propria città!
Niente polemiche, solo proposte costruttive.

Per saperne di più leggi l’articolo su Ecquologia

 

‘EcoFuturo’, altro che ripresina: ecco il Libro Bianco

testata-ecofuturo-videoChi si accontenta gode, ci hanno sempre detto. Io credo però che non ci si possa accontentare dei microscopici segnali positivi (+0,1% del Pil), che lasciano sperare alcuni in una possibile -lentissima- inversione di tendenza, a fronte della gravità e della profondità dei danni che la crisi ha prodotto sul piano non solo economico, ma anche occupazionale, sociale, ambientale e culturale in questi ultimi anni.

Soprattutto non ci si può accontentare quando si ha la consapevolezza che si potrebbero fare scelte di ben altra portata, che potrebbero produrre in breve tempo benefici immensi, sotto ogni punto di vista.

libro-bianco-copertina-sitoAl Festival “EcoFuturo”, lo scorso anno, abbiamo provato a mettere insieme tutte le migliori esperienze dell’ecologismo italiano per elaborare e raccogliere le proposte che potrebbero davvero cambiare l’Italia.

E ora, dopo mesi di lavoro, siamo pronti per presentarle in un Libro Bianco che lancia un messaggio forte di speranza e indica una via concreta per uscire dalla crisi.

Il Libro Bianco, che presenteremo mercoledì 18 marzo alla sala Tatarella in via degli Uffici del Vicario 21 (Palazzo dei Gruppi – piano 5), mostra infatti come riuscire a risparmiare 200 miliardi di euro (circa l’8% del nostro Pil!) dallo spreco di energia e di materia, creando milioni di posti di lavoro, difendendo salute e ambiente, promuovendo pace e diritti umani!

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Viaggio fra le reti delle eccellenze italiane

Ho girato molto, in questi ultimi anni, per scoprire e raccontare le reti nate nel nostro Paese con lo scopo di scambiare esperienze virtuose ed eccellenze in ogni ambito.

Penso anzitutto alle reti della società civile, nate per promuovere Campagne di pressione su governi e multinazionali e cooordinare le iniziative di solidarietà, giustizia e pace a livello nazionale, che ho seguito come volontario con l’Associazione Mani Tese.

festa_referendumPoi alla Rete dei Comuni Virtuosi, che raccoglie le migliori esperienze amministrative, cercando di diffonderle e arricchirle in un fecondo scambio reciproco, che insieme a Marco Boschini abbiamo cercato di raccontare nel libro “L’anticasta, l’Italia che funziona”.

giovanni-maioloE alla Rete dei Comuni Solidali che, sempre nel campo delle amministrazioni, realizza bellissimi progetti sia per i bisogni presenti nei nostri territori che verso i paesi del sud del mondo, promuovendo protagonismo e restituendo a tanti speranza e dignità.

Quindi alle eccellenze nel campo della ricerca e delle ecotecnologie che insieme a Jacopo Fo, Fabio Roggiolani, Cristiano Bottone e tanti altri amici abbiamo raccolto per una meravigliosa settimana ad Alcatraz questo agosto, con il primo Festival “EcoFuturo”.

italia-che-cambiaNon potrei certo dimenticare lo straordinario lavoro di connessione che sta facendo Daniel Tarozzi -con la sua squadra de L’Italia che cambia– fra associazioni, movimenti, cooperative, scuole e ogni autentico agente del cambiamento, molti dei quali ho avuto la fortuna di conoscere personalmente al Centro Panta Rei poche settimane fa nel primo incontro nazionale degli “Agenti del Cambiamento” e che potete trovare in questa mappa appena andata on-line e in continuo aggiornamento.

agenti-cambiamentoUn’altra realtà splendida che ho scoperto, grazie all’amicizia con Claudia Bettiol, e di cui vorrei qui parlarvi è quella di Energitismo, un Movimento nato oltre 3 anni fa che mette in rete imprenditori, artisti e artigiani che amano definirsi “creatori di sogni”.
Questo sabato, per la seconda volta a livello nazionale, gli associati di Energetismo si incontreranno, a Marostica, per raccontarsi e mettere in mostra le loro realizzazioni, alcune delle quali nate da collaborazioni in cui è difficile tracciare un confine fra impresa e arte.

energitismo“Selezioniamo in base alla sostenibilità e bellezza delle realizzazioni -mi dice orgogliosa la presidente Claudia Bettiol- e alla disponibilità delle persone di mettesi in gioco e creare sempre cose nuove. Guardiamo le persone negli occhi perché quello che cerchiamo sono i Tesori dell’Umanità, persone che abbiamo dedicato il loro tempo alla gioia di creare”.

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EcoFuturo: un sogno diventato realtà!

Mi dicono che bisogna lasciare sedimentare, elaborare e scrivere a freddo.
Beh, sono già passate più di due settimane. Quanto dovrei aspettare ancora?

Non è facile raccontare l’emozione per quello che è successo ad Alcatraz durante il Festival “EcoFuturo“. Men che meno provare a trarne qualche lezione, ma voglio provarci ugualmente.

testata-ecofuturo-videoQuando scrissi questo articolo, in maggio, non potevo certo immaginare cosa sarebbe accaduto e come la realtà avrebbe superato i miei sogni. Anzi, per essere più precisi, i nostri sogni!

Perché proprio in questo sta la forza del Festival incredibile che insieme a Jacopo Fo e ad altri amici siamo riusciti ad organizzare in soli due mesi: nel condividere sogni, valori e obiettivi, nell’unire le forze, nel mettere in rete con spirito conviviale e cooperativo le tante, tantissime realtà stupende che si stanno muovendo per cambiare il nostro Paese (certi giorni -ma non sempre- ho proprio voglia di scriverlo con la P maiuscola).

Realtà che sono state le vere protagoniste del Festival e che qui voglio, ancora una volta, ringraziare di cuore e abbracciare tutte insieme.

tavola-rotonda-ecofuturoPosso dire che è sembrato realmente di catapultarsi nel futuro, per vedere quello che sarà! E non mi riferisco solo alle straordinarie ecotecnologie innovative che sono state presentate -che da sole hanno il potenziale di rivoluzionare le nostre società non solo da un punto di vista ambientale ma anche economico, occupazionale, della pace e dei diritti- ma anche all’energia umana pazzesca che si è respirata nell’aria per tutta la settimana.

ecofuturo-abbraccio-alberiUn’energia palpabile, che l’evento non ha certo creato, ma semplicemente messo in circolo e reso visibile. Un po’ come se la famosa “moltitudine inarrestabile“, magistralmente descritta dal grande Paul Hawken, avesse finalmente preso coscienza della propria forza!

bottone-ecofuturoPerché di questo si è trattato. Non solo di un eccezionale scambio di idee sui tanti temi trattati, sempre ad altissimo livello, dai tanti ospiti intervenuti. Ma di un salto di qualità che ha portato -finalmente!- i nostri contenuti all’attenzione del grande pubblico, uscendo fuori dalla nicchia ristretta degli addetti ai lavori ed arrivando attraverso i diversi canali comunicativi ad un’audience vastissima.

Del resto, già la rete delle nostre reti ci permetteva di raggiungere sul web quasi 1 milione e 700 mila contatti. Da soli avrebbero anche potuto ignorarci, ma tutti insieme no!
Abbiamo dimostrato che se ci uniamo rappresentiamo un punto di riferimento importante per tutti i mass media, anche per quelli main stream.

Al FattoQuotidiano, infatti, che era media partner dell’iniziativa insieme ad altri canali radio e tv, si sono sono presto affiancati Repubblica, poi RadioCapital, quindi Radio24 e infine sono venuti per realizzare un bellissimo servizio anche gli amici de Le Iene.

Senza contare i numerosi altri articoli e servizi dei media locali, da Messaggero e Corriere dell’Umbria, a Rai3 regionale e tanti altri ancora…

iene-ecofuturoE lo stesso potremmo dire anche per la politica; sono diversi, infatti, i Deputati e Senatori che sono venuti personalmente o che ci hanno chiamato per esprimere attenzione e disponibilità al dialogo.

Questo dovrebbe farci riflettere. E non poco! Solo unendoci riusciamo a portare i nostri contenuti, le nostre analisi, le nostre proposte ad un tale livello di visibilità e attenzione. E’ la rete delle reti. Quello di cui avevamo scritto qualche anno fa insieme all’amico Marco Boschini nell’ultimo capitolo del nostro libro “L’anticasta, l’Italia che funziona”.

stand-ecofuturo(Fra parentesi, con Marco stiamo lavorando proprio in questo periodo ad una nuova edizione, che parlerà non solo di ambiente ma anche di pace, solidarietà, integrazione, giovani, cultura, educazione, partecipazione e altro ancora.)

Questo è il primo messaggio forte che arriva da EcoFuturo, ben riassumibile nel famoso proverbio burkinabé: “Quando le formiche uniscono le loro bocche, possono sollevare un elefante”.

Ma unirsi non basta, occorre farlo in un modo ben preciso, con un certo stile.

Anzitutto in modo trasversale, portando ad incontrarsi e confrontarsi mondi diversi e che troppo spesso non comunicano fra loro come occorrerebbe: associazionismo, amministrazioni, mondo dell’impresa, della ricerca, della cooperazione internazionale…

Poi bisogna creare una cornice che favorisca la fiducia e il rispetto reciproco, che non pretenda di omologare ma sappia fare delle diverse identità e specificità un valore, che si sforzi continuamente di sospendere il giudizio per poter ascoltare gli altri in modo davvero aperto e profondo, al fine di promuovere una cooperazione realmente efficace!

E possibilmente fare questo in modo leggero, conviviale, divertendosi anche in questo cammino comune verso un domani migliore.
Perché come cantano i Modena City Ramblers, citando il grande poeta Luis Sepulveda: “Alla meta arriviamo cantando o non arriva nessuno.”

http://www.molacasanova.it/wp-content/uploads/2014/07/1.jpgEcco perché ad EcoFuturo non sono mancati concerti, spettacoli teatrali ed altri momenti di espressività artistica, per tutte le fasce d’età, anche per i più piccoli.

Per chi non avesse potuto partecipare al Festival o seguirlo da casa in diretta, qui potete trovare tutti i video girati, comprese le otto puntate andate in onda sulla tv del FattoQuotidiano e su Italia7.

Sicuramente ripeteremo il Festival anche il prossimo anno e se in due mesi siamo riusciti ad organizzare questo, immaginate un po’ cosa riusciremo a fare con un anno intero a disposizione!!!

Ma attenzione: facciamo sì che questo spirito non sia circoscritto ad un solo evento, ma diventi il nostro quotidiano modo di operare.

Continuiamo a camminare insieme verso il futuro, EcoFuturo.

Io voglio farne parte!

C’è un’Italia che agisce e reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro! Non vi piacerebbe farne parte?

E’ l’Italia delle reti di economia etica e solidale, della decrescita, dell’associazionismo, della difesa del territorio, del cambiamento negli stili di vita…

Provate per un attimo a immaginare cosa accadrebbe se tutti questi decidessero di mettersi insieme. Sono tutte persone e realtà che, spesso senza neppure conoscersi l’un l’altra, ottengono risultati incredibili. Dove potrebbero arrivare insieme?

Immaginate di spostarvi per il paese in modo sostenibile, fare acquisti in maniera consapevole, apprendere tecniche di autoproduzione, vendere o scambiare beni e servizi con chi ha la vostra stessa sensibilità.

italia_che_cambiaE’ per questa ragione che gli amici Daniel Tarozzi e Andrea Degli Innocenti hanno lanciato il Progetto “L’Italia che cambia”, per creare uno strumento che metta insieme tutti gli attori silenziosi di quell’Italia che esiste ma che attualmente è invisibile dall’esterno, per raccontare e rappresentare quei milioni di cittadini fino ad oggi esclusi dai circuiti informativi, offrendo loro allo stesso tempo una serie di servizi fondamentali alla valorizzazione e alla messa in rete delle loro azioni.

E’ con questo stesso spirito che stiamo organizzando il Festival “Eco-Futuro” ad Alcatraz, per cui non possiamo che sostenere e appoggiare la sfida lanciata da Daniel, Andrea e dagli altri amici!

Scoprite come sostenere questo progetto su Eppelà…

 

Ritorno al futuro… Eco-Futuro!

Avete presente il gioco del labirinto nella settimana enigmistica?
Chi di noi -almeno una volta- non ha tracciato il percorso a ritroso, dall’arrivo alla partenza?
Personalmente non lo considero una truffa, ma una scelta saggia, dettata da uno spontaneo istinto che ci spinge, fin dalla notte dei tempi, a cercare le risposte più efficaci ai nostri problemi.

Partire direttamente dalla soluzione, per poi risalire al percorso che ha condotto ad essa, evitando i tanti possibili errori che altrimenti incontreremmo lungo il cammino, mi pare una strategia fondata su un principio di assoluto buonsenso. E una strategia di grande efficacia!
Per questo da anni mi impegno principalmente nel dare spazio e voce a tutte le buone prassi e alle tante esperienze virtuose, in ogni ambito, perché sono profondamente convinto -per riprendere il titolo del mio ultimo libro- che “sbagliando non s’impara” e che solo facendo tesoro dei successi -nostri e altrui- e imparando a replicarli, possiamo cambiare il mondo e anche noi stessi.

Per questo ho accolto l’invito dell’amico Jacopo Fo ad organizzare, insieme, un Festival che abbiamo chiamato Eco-Futuro, il primo “Festival delle eco-tecnologie e dell’autocostruzione”.
Si terrà tra fine luglio e inizio agosto ad Alcatraz… Sì, avete capito bene, ma non si tratta della celebre prigione bensì della splendida struttura gestita da Jacopo nelle colline umbre a pochi km da Perugia.

Da questo luogo magico sono partiti alcuni dei percorsi più interessanti del variegato e ricchissimo “arcipelago delle alternative” del nostro Paese: da quì sono nate l’Associazione dei Comuni Virtuosi così come Transition Italia, il meraviglioso viaggio nell’Italia che cambia dell’amico Daniel Tarozzi come molte altre associazioni e realtà straordinarie, sempre frutto dell’incontro fecondo di persone di buona volontà, in una cornice che indubbiamente favorisce la convivialità, la cooperazione e l’ispirazione culturale e sociale.

In un certo senso, quindi, potremmo dire che da anni ormai ad Alcatraz si provano a immaginare visioni di un mondo diverso possibile e poi a sperimentarle direttamente attraverso percorsi concreti!

Ma questo Festival rappresenta in modo ancora più esplicito e intenzionale un vero e proprio “viaggio nel tempo”, alla scoperta del mondo che verrà -e che per certi aspetti è già iniziato- e di come è stato possibile arrivarvi. Un po’ come nel nostro gioco del labirinto, partendo dalle soluzioni per poi risalire ai percorsi che le hanno rese possibili.

L’idea di questo Festival nasce da una lettura precisa della nostra realtà che con Jacopo e gli altri promotori abbiamo condiviso. Siamo convinti che in Italia si trovino risorse straordinarie -e spesso sconosciute- nei vari ambiti dell’ecologismo: dalla ricerca all’impresa, dall’associazionismo alle esperienze amministrative, dall’impegno per i propri territori alla cooperazione internazionale.

In molti di questi ambiti possiamo vantare delle vere eccellenze, talvolta di livello mondiale, eppure -paradossalmente- l’ecologismo appare nel suo complesso molto debole, proprio poiché estremamente frammentato! Ciascuno cura il proprio orticello, manca una visione d’insieme che colga l’importanza di unire le forze e il risultato è che tutti sono in difficoltà e le potenzialità dell’insieme non sono mai espresse pienamente.

Siamo convinti che riuscire a fare incontrare tutti questi mondi, farli comunicare fra loro, farli sognare, riflettere, giocare, cantare e sperimentare insieme per un’intera settimana, possa portare a nuove e preziose sinergie.

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Alla scoperta di significati… la differenza fra informazione e conoscenza!

Come osservavo sulla mia pagina facebook qualche settimana fa, ispirato da questa illuminante immagine sulla differenza fra informazione e conoscenza:

“Creare le connessioni è la vera sfida del nostro tempo,
il solo processo in grado di aiutarci a scoprire o costruire significati.”

informazione-conoscenza

fonte: www.gapingvoidart.com

 E dicendo questo non mi riferivo solo alle connessioni mentali -fondamentali e che cerco di promuovere continuamente nell’attività educativa e culturale- ma anche a tutte quelle reti di relazioni, necessariamente reali e non solo virtuali, fra le persone, le comunità, le realtà associative che permettono di arricchirsi reciprocamente attraverso un proficuo scambio di idee, esperienze, emozioni…

Se non scrivo da tempo in questo blog -e un po’ mi spiace- è proprio per questa intensa e meravigliosa attività culturale di costruzione di ponti, che mi rende difficile trovare il tempo per condividere il “viaggio” e le tante riflessioni che esso ogni giorno mi suggerisce.

Ci provo ora, in estrema sintesi, quasi a voler tracciare una mappa delle relazioni e delle attività che in questa rete di connessioni si intrecciano in questo periodo.

Quasi tutte le mattine, in questi mesi, sono nelle scuole per laboratori con i ragazzi.

cesena,energie per la città,energie rinnovabili,fotovoltaico,solare,risparmio energetico,efficienza,educazione ambientale,scuole,kaleidos,michele dotti,lia montaltiHo appena finito gli incontri a Cesena con le 12 classi delle scuole medie coinvolte nel Progetto “Con l’energia giusta possiamo essere tutti supereroi” e stiamo ora lavorando con questi ragazzi alla preparazione di elaborati (video, cartelloni, installazioni, musiche, testi…) da presentare negli eventi pubblici, in programma a breve.

Sul tema dell’intercultura, sempre con le scuole, sto seguendo il Progetto “Chi è straniero?” con la Casa delle Culture di Ravenna e il Progetto “Testimoni Privilegiati” con il Centro Risorse a Cervia, dove a breve dovrebbe partire anche un bel Progetto sull’Educazione alla Legalità, a cavallo fra educazione civica e ai valori, in collaborazione con la Polizia Municipale, il Comune e la Regione.

In parallelo a questo, continua, sempre più intensa, l’attività di formazione e divulgazione, attraverso incontri pubblici in giro per l’Italia.

Lunedì 10 marzo sarò a Cervia per una serata con i genitori all’interno del Percorso “E adesso che facciamo?” dal titolo “Ma ha iniziato lui!!! Giustizia, libertà… e altri valori”.

Mercoledì 12 sarò a Bastia (Padova) per un incontro pubblico promosso dalla Diocesi sul tema “Presente e Futuro: possibilità di lavoro e globalizzazione”.

Giovedì 13 nel pomeriggio terrò una formazione per gli insegnanti presso l’auditorium della scuola Don Milani a Faenza, all’interno del bel Progetto “Formarsi Partecipando”. Si tratta di un percorso promosso da Confcooperative, che punta a promuovere metodologie e processi partecipativi e che ci vede attivi, con la nostra Cooperativa Kaleidos, anche a Ravenna, Forlì, Cesena e San Marino.

incontro-energia-san-carloVenerdì 14 dalle 20,30 sarò a San Carlo per la prima di dodici serate pubbliche all’interno del Progetto Energia a Cesena. Sarà l’occasione per promuovere una maggiore consapevolezza sul tema del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale, occupazionale e in rapporto ai temi della pace, dei diritti e della qualità di vita, per tutti!

Lunedì 17 tornerò a Cervia per un’altra serata di formazione con i genitori, che prende il titolo dal mio nuovo libro “Sbagliando non s’impara”.

Sabato 22 a Cesena dalle 17 alle 19 per il primo evento pubblico del Progetto Energia, che coinvolgerà anche le scuole, sotto il loggiato del Municipio.

Lunedì 24 a Gorizia con l’amico Marco Boschini per incontri sull’energia con le scuole e con gli amministratori pubblici.

Martedì 25 a Martorano di Cesena, presso il Circolo ENDAS – La palazeta, per un’altra serata del Progetto Energia.

Venerdì 28 ancora per la formazione genitori a Cervia, sul tema “Ognuno è perfetto. Alla ricerca dei propri talenti.”

scheda-tecnica.jpgDal 31 marzo al 6 aprile sarò in Sicilia, fra Caltanissetta, Agrigento e Messina per una fitta serie di incontri pubblici e di formazione con insegnanti, oltre ad incontri nei teatri con i ragazzi delle scuole superiori con “Sogno e son desto!”.

L’8 aprile ancora a Cesena, presso il quartiere Cervese Nord, sempre per il Progetto Energia.

Il 9 al Teatro San Giuseppe di Faenza, insieme agli alunni dell’Istituto “Strocchi”, con “Sogno e son desto!”.

E infine, ultimo ma non certo per ordine di importanza, sto iniziando a collaborare con Jacopo Fo all’organizzazione del 1° Festival delle Ecotecnologie che si terrà ad dal 26 luglio al 2 agosto ad Alcatraz.

Sarà un grande evento, in cui cercheremo di far incontrare e mettere in connessione fra loro il mondo della ricerca, quello dell’impresa, l’associazionismo ambientale, i Comuni virtuosi, il mondo della cooperazione internazionale e chiunque altro abbia a cuore questo tema e ne comprenda il ruolo centrale in tutte le scelte per il prossimo futuro.
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Un occhio all’agenda e uno alla famiglia

Settembre e ottobre sono ogni anno mesi intensi, per i tanti eventi pubblici in calendario e perché si programmano in questo periodo quasi tutte le iniziative culturali dell’anno.

Questa è la mia agenda delle prossime settimane:

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Giovedì 20
e venerdì 21 settembre sarò a Venezia per la terza Conferenza Internazionale sulla Decrescita, un appuntamento straordinario con un programma ricchissimo di workshop e conferenze.

Sabato 22 e domenica 23 andrò ad Alcatraz, dall’amico Jacopo Fo che ci ha invitati e si è reso disponibile a condurre un Seminario sulla Comunicazione Ecologica Creativa, per esplorare pratiche innovative di comunicazione per il movimento “Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei”.

Giovedì 27
, nel pomeriggio, sarò a Ravenna presso la Casa delle culture per un incontro di presentazione del progetto “Chi è straniero?” che coinvolge scuole, associazioni e comitati cittadini.

laboratori_kaleidos_2009-2010.jpgLa sera stessa invece in Casa Kaleidos a Faenza presenteremo alle famiglie tutte le attività pomeridiane e serali proposte dalla nostra Cooperativa per l’anno scolastico che incomincia.

Venerdì 28 sarò a Bologna, in Regione, per un incontro sulla Proposta di Legge regionale “Disposizioni a sostegno della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata domiciliare con tariffa puntuale e dell’impiantistica funzionale al riuso e al riciclaggio”.
Questo Progetto di Legge, di cui è estensore l’amico faentino Natale Belosi dell’Eco Istituto, è partito dal basso, dalle realtà territoriali e condiviso da Associazioni, Comitati ed Enti Locali  e ha iniziato ora il suo iter istituzionale, che è bene seguire per valutare eventuali modifiche del testo.

Domenica 30 sarò a Roma per l’Assemblea Federale del nostro movimento “Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei” e il 2 ottobre volerò a Bruxelles per partecipare ad un incontro di tutti gli ecologisti e parlamentari Verdi europei, come portavoce del movimento.
 

incontro,venezia,decrescita,conferenza,alcatraz,jacopo fo,comunicazione creativa,bologna,rifiuti,ecolgisti,civiciInfine, giovedì 4 sarò a Cervia per iniziare la programmazione dell’attività di quest’anno del Consiglio Comunale dei bambini e delle bambine.

Una bellissima esperienza che seguo già da quattro anni, che unisce educazione civica, partecipazione e politica vera, fatta dai bambini!

 

E poi sto lavorando ad un manuale per la nostra casa editrice, preparando i corsi di formazione per insegnanti e mediatori culturali e i laboratori didattici per i ragazzi!

incontro,venezia,decrescita,conferenza,alcatraz,jacopo fo,comunicazione creativa,bologna,rifiuti,ecolgisti,civiciUna mia amica qualche giorno fa mi ha detto: “Non capisco proprio come tu riesca a portare avanti tante cose contemporaneamente!”

In realtà nulla di tutto ciò mi spaventa, anzi faccio tutto volentieri, con passione, gioia ed entusiasmo.

L’unica vera sfida per me è riuscire in tutto questo senza venire meno al mio impegno di babbo e marito! 

I diritti umani sono universali?

Esattamente 63 anni fa, il 10 dicembre 1948, veniva firmata a Parigi la Dichiarazione universale dei Diritti umani, un documento la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite, appena nate, perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Da allora molti passi avanti sono stati fatti, ma il cammino per la piena realizzazione di questa Dichiarazione, come sappiamo, è ancora lungo e richiede un impegno da parte di ciascuno di noi.

Per ricordare questo storico evento, vorrei oggi condividere una breve riflessione tratta dal mio libro “Non è vero che tutto va peggio“, scritto insieme a Jacopo Fo:

“Si è molto discusso in questi anni sull’universalità dei diritti umani, sostenendo che essa sarebbe solo presunta poiché essi sarebbero viziati alla nascita e non esprimerebbero che la visione di una sola cultura, quella “occidentale”.

Eleanor_Roosevelt_and_Human_Rights_Declaration.jpgIo non condivido questo dubbio perché ritengo che i diritti umani vengano ancora prima del livello culturale; essi rappresentano molto semplicemente i più elementari “bisogni” dell’uomo, e sono dunque validi a qualunque latitudine egli si trovi e in qualunque epoca egli viva.

Credo che questa riflessione di Umberto Eco possa risultare illuminante al riguardo:

“Siamo animali a postura eretta, per cui è faticoso rimanere a lungo a testa in giù, e pertanto abbiamo una nozione comune dell’alto e del basso, tenendo a privilegiare il primo sul secondo. Parimenti abbiamo nozioni di destra e di sinistra, dello star fermi o del camminare, dello star ritti o sdraiati, dello strisciare o del saltare, della veglia e del sonno. Siccome abbiamo degli arti, sappiamo tutti cosa significhi battere una materia resistente, penetrare una sostanza molle o liquida, spappolare, tamburellare, pestare, prendere a calci, forse anche danzare.
La lista potrebbe durare a lungo, e comprende il vedere, l’udire, mangiare o bere, ingurgitare o espellere. E certamente ogni uomo ha nozioni su cosa significhi percepire, ricordare, avvertire desiderio, paura, tristezza o sollievo, piacere o dolore, ed emettere suoni che esprimano questi sentimenti.
Pertanto (e già si entra nella sfera del diritto) si hanno concezioni universali circa la costrizione: non si desidera che qualcuno ci impedisca di parlare, vedere, ascoltare, dormire, ingurgitare o espellere, andare dove vogliamo; soffriamo che qualcuno ci leghi o ci costringa in segregazione, ci percuota, ferisca o uccida, ci assoggetti a torture fisiche o psichiche che diminuiscano o annullino la nostra capacità di pensare.
Dobbiamo anzitutto rispettare i diritti della corporalità altrui, tra i quali anche il diritto di parlare e pensare. Se i nostri simili avessero rispettato questi ‘diritti del corpo’ non avremmo avuto la Strage degli Innocenti, i cristiani nel circo, la notte di San Bartolomeo, il rogo per gli eretici, i campi di sterminio, la censura, i bambini in miniera, gli stupri della Bosnia”.


(Umberto Eco, In Che cosa crede chi non crede?, Atlantide Editoriale, Roma 1996; ora in Cinque scritti morali, Bompiani, Milano 1997.)


Ma anche facendo un’analisi antropologico-culturale, che vada al di là dei più banali stereotipi sulle diverse culture, scopriamo che i loro valori di fondo sono sempre gli stessi.

Quella che segue è la conferma che l’etica laica di cui parla Umberto Eco, alla base dei diritti umani, è patrimonio comune di tutti i popoli!

regola d'oro,intercultura,religioni,diritti umani,fedi,etica universaleBuddhismo (Udanavarga 5, V,18)
Non offendete gli altri con quello che offende pure voi.

Cristianesimo (Matteo 7,12)
Tutto quello che volete che gli altri facciano a voi, fatelo voi a loro: questa è la Legge ed i Profeti.

Confucianesimo (Analecta XV,23)
Vi è qualche massima che si dovrebbe applicare per tutta la vita? Certamente, la massima della gentilezza amorevole che consiste di non fare agli altri quello che non si vorrebbe venisse fatto a voi

Ebraismo (Talmud)
Ciò che offende voi non fatelo al vostro prossimo. Questa regola riassume tutta la “Torah”.

Induismo (Mahabharata V,1517)
Quest’è il dovere: non fare agli altri quello che se fosse fatto a te, ti darebbe dispiacere.

Islamismo (Detti di Maometto)
Nessuno è un vero credente fino a quando non desidera per il suo prossimo quello che desidera per sé stesso.

Jainismo (Jogashastra II,20)
Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dobbiamo considerare tutte le creature come consideriamo noi stessi, dobbiamo perciò astenerci dall’infliggere agli altri qualsiasi offesa che sarebbe indesiderabile se fosse inflitta a noi stessi.

Sikhismo (Kabir)
Come consideri te stesso, così considera gli altri.

Taoismo (T’ai shan kan Ying p’ien)
Considera il guadagno del tuo prossimo come fosse il tuo guadagno e considera la perdita del tuo prossimo come fosse la tua perdita.

Zoroastrismo(Dadistan-i-dinik XCIV,5)
Solo quella natura è buona che non restituisce agli altri quello che non fa piacere a lei stessa.

Questo tuttavia non significa che dalle varie culture non possano venire contributi anche significativi, complementari alla Dichiarazione dei Diritti dell’Onu.

Un esempio molto interessante è rappresentato dalla Carta Africana dei Diritti dei Popoli, che porta l’attenzione anche sui diritti collettivi, oltre che su quelli dell’individuo e che può dare per questo un’importante contributo non solo a livello del continente ma dell’intero pianeta, dinanzi alle sfide globali che esso si trova ad affrontare, come – ad esempio –la questione dell’acqua come diritto.”


» La memoria, dipinta nella sabbia  » Giornata della memoria: ricordare non basta!
» “Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile

E’ appena uscito il libro “I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile” al quale io ho dato con grande piacere un mio contributo di riflessione.

copertina.jpgIl libro, edito da Agra editrice, è il frutto di un viaggio iniziato il 28 agosto e terminato il 25 settembre, dal Trentino alla Sicilia, e riporta circa quaranta storie di chi ha scelto di investire in agricoltura senza trascurare il “valore di legame” con le proprie comunità di appartenenza.

Gli autori Angela Galasso, Francesca Durastanti, Giuseppe Orefice, Margherita Rizzuto e Silvia Paolini, sono cinque tecnici che da anni si occupano di agricoltura civica e di didattica in ambito rurale su tutto il territorio nazionale.

Il libro raccoglie, inoltre, i contributi di alcune personalità che in modi diversi hanno sostenuto il progetto: Francesco Di Iacovo, Saverio Senni, Carlo Hausmann, Andrea Segrè, Roberto Burdese, Michele Dotti, Marco Boschini, Francesco Mele, Gregorio Arena e Jacopo Fo.

Tante storie anche di giovani agricoltori come “Contadini per Passione”, agrumicoltori di Ribera (AG) che hanno realizzato il sogno di poter rimanere in Sicilia e attraverso il web riuscire a veicolare le loro arance, o “Madrenatura”, azienda campana, che ha fatto della vendita diretta “responsabile” la propria bandiera e la chiave del proprio successo.

O le tante storie di chi, senza cessare di essere agricoltore, offre servizi alla persona, come l’agrinido “Piccoli frutti” di Cremona inaugurato a settembre, o la giovane cooperativa piemontese “AgriCooPecetto” che promuove progetti formativi e inserimenti lavorativi di persone disabili, o ancora l’associazione “Il Giardino di Filippo” che realizza attività didattiche e riabilitative in un’azienda agricola utilizzando il contesto agricolo ed il cavallo.

Tante storie che gli autori raccontano riportando non solo motivazioni e valori, ma anche numeri ed elementi di successo affinché si possano generare effetti moltiplicatori e possa essere favorita la replicabilità di realtà virtuose.

Ecco un estratto dal contributo di Andrea Segrè (Preside Facoltà di Agraria Università di Bologna – Presidente Last Minute Market):

“Il viaggio che ha portato a questo libro – che è stato un po’ anche il mio idealmente – credo abbia dimostrato che le nostre azioni, anche se piccole, possono portare a un mondo nuovo.

Dobbiamo solo credere nel nostro ruolo di individui attivi nella società, fuggendo dalla passività e dal vuoto che ci circonda. Basta poco. Sarebbe sufficiente rinnegare la pervasiva cultura del consumo e del rifiuto che genera lo spreco di cui siamo circondati: di cibo e altri beni, ma soprattutto di relazioni.

Attraverso queste esperienze di agricoltura civica è possibile far vedere e riconoscere nuovamente il valore di legame, gli si ridà – appunto – valore, senza negare gli altri due – lo scambio e l’uso – in modo da rivoluzionare, veramente, il nostro sistema.

La speranza è che altri copino da queste esperienze: esse ci fanno vedere che la relazione civile esiste ancora e dimostrano che è possibile rendere l’economia più efficiente e anche più civile, proprio a partire dall’agricoltura e dai suoi buoni frutti. Ne ero sicuro, ne ho la conferma. Questo libro lo fa sapere a tutti.”

per informazioni:
Francesca Durastanti 320.2119686 / Margherita Rizzuto 393.9824709
e-mail: info@ibuonifrutti.it

Il bicchiere mezzo pieno!

“You may say i’m a dreamer, but i’m not the only one.”

(John Lennon)

 

 

Scrivo questo post con grande gioia e soddisfazione!!!

 

Quando due anni fa, insieme a Jacopo Fo, decidemmo di scrivere il libro Non è vero che tutto va peggio molti ci presero per matti (forse non avevano tutti i torti…) anche perché nessuno -o quasi- riusciva in quel momento ad osservare la realtà secondo una prospettiva che permettesse di cogliere anche i numerosi segnali dei cambiamenti positivi in corso.

 

Ottimismocompresso.JPGQuasi nessuno, come ho detto, perché il grande Simone Canova (un vero pioniere!) da 10 anni porta avanti con passione e continuità il mitico Cacao delle buone notizie, Sergio Tripi ha fatto lo stesso con Good News Agency e dal 2001 anche Silvio Malvolti ha lanciato Buone Notizie prima come rivista, e poi con un ricchissimo sito internet. Di recente si è aggiunto anche il sito Good News.

 

Ma si trattava soltanto di esperienze isolate, come delle oasi nel deserto.

Ora invece la cosa si sta diffondendo molto rapidamente…

 

workshop1.jpgMi piace pensare che i tanti incontri di presentazione in giro per l’Italia, seguiti al successo del nostro libro, e il Seminario “Cambiare prospettiva” sulle buone notizie, che organizzammo ad Alcatraz il 18-19 aprile 2009, abbiano giocato un ruolo nella promozione di questa prospettiva più costruttiva e fedele alla realtà.

 

Riscontro infatti con grande soddisfazione che essa si è diffusa in maniera capillare nella nostra società, penetrando in mondi assai diversi fra loro e portando a tanti la possibilità di una visione di speranza, alternativa rispetto a quella cupa rassegnazione, alla paura o alla disperazione, che le tv vogliono intenzionalmente produrre ogni giorno con secondi fini poco nobili.

 

In quest’ultimo anno infatti si sono moltiplicati i blog, i siti e le riviste che ospitano una rubrica fissa di buone notizie.

Si va dalle testate generaliste come Zip news a siti specializzati come “Io amo internet“, per un uso responsabile e libero della rete, a blog come questi:

http://www.cuntrastamu.org/wordpress/?cat=12 (contro le mafie)

http://buone-notizie.myblog.it/

http://www.fabiobe.com/p/category/buone-notizie/

http://www.solobuonenotizie.it/

 

…fino alle rubriche in testate di cronaca locale come la Gazzetta di Parma, Buone Notizie Bologna o Sanremo Buone Notizie.

 

Vi sono inoltre diversi siti con una rubrica di buone notizie, su temi specifici come questi:

 

LaNuovaEcologia_dicembre.jpgPace: Peacereporter


Diritti umani: Diritti globali e Amnesty International che ospita una sezione Buone notizie e ha scritto anche un servizio sulle migliori buone notizie del 2009.


Ambiente: La nuova ecologia, dopo lo speciale che io scrissi per il numero di dicembre 2008 sulle 10 migliori notizie per l’ambiente del 2008 continua in questa sua attenzione alle buone notizie come dimostrano vari articoli fra cui vi segnalo questo.

Altri siti ambientalisti con una rubrica fissa di buone nuove sono Ecoalfabeta e Bioest.

 

C’è addirittura chi ha avuto il coraggio di raccogliere in un libro tutte le “Buone notizie da Napoli“: è questo infatti il titolo di un volume scritto da Giovanni Lucianelli, da cui sono nati anche dei forum tematici sulle sei sezioni in cui è diviso il libro (sanità, ambiente, solidarietà, tecnologia, cultura&lavoro ed economia).


premio_buone_notizie.jpgE’ nato anche un Premio“Buone Notizie – Civitas Casertana” vinto alla sua prima edizione da Giovanni Minoli e con una menzione speciale al vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, da sempre attento al rapporto del mondo dei media con la società.


Pare persino che stia per nascere un tg web e satellitare esclusivamente di buone notizie; di sicuro ci sono già rubriche di buone notizie in diverse radio, come quella di Radio Bue.

 

E naturalmente, ma forse questo non c’è neppure bisogno di scriverlo, le mitiche “Good news” alla fine di Report!

 

Per chi parla inglese poi c’è l’imbarazzo della scelta: Happy NewsGlobal Good NewsGood News Network.

 

A questo punto, visto che le possibilità di trovare ogni giorno buone notizie non mancano davvero, vorrei concludere con le parole di Mons. Giuseppe Zenti, già vescovo di Verona e oggi sulla cattedra di San Zeno:

 

“Oserei lanciare una proposta: concertare uno sciopero in grande nei confronti dei media che non si decidono a dare pubblicità a tutti i fatti significativi di bene. A dare voce e volto alle belle notizie. Almeno al 50%.

Il bene torni ad essere il vero protagonista dei media!

Fatti di bene ve ne sono tutti i giorni. Molto più numerosi di quelli segnati dalla cattiveria o dalla sventura”.

 

Mi pare un’ottima proposta, affinché la nostra denuncia, doverosa, di ogni forma di ingiustizia sia sempre affiancata dall’annuncio delle alternative concrete possibili, attraverso tanti esempi concreti.

E’ questo il bicchiere mezzo pieno!