Dipingere la musica

In un’epoca di grandi effetti speciali e produzioni dai costi esorbitanti, c’è chi riesce invece a produrre una meraviglia assoluta come questo video con mezzi semplicissimi, tanta fantasia e un tocco di rara poesia.

Le mani della disegnatrice – Alice Ninni – sembrano quasi liberare le immagini dalle note musicali del brano “Lacrime di Giulietta”, prodotto dal giovane compositore torinese Matteo Negrin.

Potrebbe anche essere un interessante stimolo da cui partire per avviare dei laboratori artistici con gli alunni, un po’ come avevo suggerito tempo fa anche in questo post.

» Anche questo passerà… .» A volte basta poco… .» La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!

Anche questo passerà…

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Sviluppando le idee del geniale fumettista statunitense Rube Goldberg, noto per i suoi incredibili “marchingegni”, la band degli OK Go ha realizzato un video-clip davvero pazzesco per il brano “This too shall pass” (“Anche questo passerà”), tratto dal nuovo album “Of the Blue Colour of the Sky”.

 

Il video, diretto da James Frost, OK Go e Syyn Labs, è prodotto da Shirley Moyers.

 

Il “marchingegno” è stato disegnato e costruito dai componenti stessi della band, insieme ai membri dei Syyn Labs nel corso di diversi mesi di lavoro.

 

Mi pare la dimostrazione esemplare di cosa si possa realizzare quando si crede davvero in un progetto e ci si impegna, insieme, per realizzarlo con passione!!!

 

A mio avviso potrebbe essere un prezioso strumento per la didattica; andrebbe mostrato a tutti gli alunni, per farli riflettere sulla meraviglia che ciascuno di noi custodisce dentro di sé, e sui propri talenti che occorre scoprire per poterla “liberare” dal guscio.

 

 

La musica è la voce di Dio!

Un muto che canta??? Leggendolo molti avranno subito pensato all’ennesimo caso di truffa di un falso invalido…

 

E invece no. Si tratta della pura realtà!

 

La musica, secondo il Prof. Gottfried Schlaug, insegnante di neurologia a Harvard, puo’ servire come terapia per chi ha l’emisfero sinistro del cervello, sede della parola, danneggiato per un ictus o un altro fatto accidentale.

 

JosephKarlStieler_1820Index.jpgAl congresso annuale della American Association for Advancement of Science (AAAS) Schlaug ha mostrato un filmato in cui si poteva vedere un suo paziente, colpito da ictus, che non era in grado di pronunciare le parole della canzone Happy Birthday, ma poteva cantarle se qualcuno lo aiutava a seguirne il ritmo con la mano.

 

In altri filmati si vedevano persone che non riuscivano a parlare ma potevano cantare semplici frasi, come ”ho sete” o il proprio indirizzo.

 

Secondo il Prof. Schlaug, infatti, “cantare coinvolge aree cerebrali differenti da quelle utilizzate nel linguaggio; la musica è una esperienza multisensoriale che attiva simultaneamente numerose regioni del cervello e le mette in contatto tra loro. Se a causa dell’ictus, dunque, nel cervello risulta danneggiata l’area deputata alla formazione dei discorsi, i pazienti possono re-imparare a parlare allenandosi a cantare.”

 

Sono già noti e ampiamente dimostrati gli effetti positivi della musicoterapia non solo sulla psiche (autismo, psicosi, Alzheimer, etc…) ma anche per quanto riguarda la riabilitazione dalle disabilità motorie, fino ad arrivare agli innumerevoli casi di risveglio dal coma rilevati in diverse parti del pianeta.

 

Se poi pensiamo che Beethoven era completamente sordo mentre compose alcune delle sue indimenticabili melodie, la cosa appare ancora più incredibile e mi ricorda molto qualcosa:

 

“I ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i morti risorgono,
la salvezza viene annunciata ai poveri…”

 

La musica è la voce di Dio!

 

 

Solo le pido a Dios…

Quest’oggi voglio condividere con voi la mia grande passione per questa stupenda canzone contro la guerra!

 

Si tratta di “Solo le pido a Dios” scritta nel 1978 da León Gieco, uno dei più popolari cantautori argentini, e divenuta immensamente popolare quattro anni dopo con la guerra delle Malvinas-Falkland e con la fine della sanguinaria dittatura militare argentina.

 

Il brano fu poi reso noto in tutto il mondo dalla grandissima Mercedes Sosa, cantautrice ed interprete anch’essa argentina, definita “la voz de America”, durante l’esilio nei paesi europei impostogli dal regime che governava il suo paese.

 

In questa esecuzione meravigliosa e commovente li potete ascoltare insieme, davanti ad un pubblico in visibilio!

 

 

Qui di seguito riporto la traduzione in italiano del testo. Credo che possa essere anche un ottimo strumento didattico per riflettere, partendo dall’ascolto della canzone, sul tema della Pace in classe.

 

SOLAMENTE CHIEDO A DIO

Solamente chiedo a Dio
che il dolore non mi sia indifferente
che la morte secca non mi trovi
vuoto e solo, senza aver fatto abbastanza.

Solamente chiedo a Dio,
che l’ingiustizia non mi sia indifferente
che non mi schiaffeggino l’altra guancia
dopo che un artiglio graffiò il mio destino.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

Solamente chiedo a Dio
che l’inganno non mi sia indifferente
Se un traditore può più che alcuni,
che questi non lo dimentichino facilmente.

Solamente chiedo a Dio
che il futuro non mi sia indifferente
Sfortunato è colui che deve andarsene
a vivere una cultura diversa.

Solamente chiedo a Dio
che la guerra non mi sia indifferente
è un mostro grande e calpesta ferocemente
tutta la povera innocenza della gente.

 

 

In questo ricchissimo sito di canzoni contro la guerra potete trovare la traduzione del testo anche in Inglese, Francese, Tedesco, Portoghese, Olandese, Svedese, Ungherese, Rumeno…

 

Il desiderio di Pace è davvero nel cuore di tutti i popoli e tutte le culture.

 

 

>> La pace è una bambina…

>> -100… si avvicina la partenza della Marcia Mondiale per la Pace e la Non-Violenza

>> Un’ottima idea! Non avrei saputo fare di meglio…

>> “Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

>> L’Africa compatta contro le bombe a grappolo


“Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

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Ho appena finito di vedere un film meraviglioso, “Joyeux Noel”, e posso dire senza ombra di dubbio che è il film che più mi è piaciuto di tutta la mia vita!

 

Scrivo con l’emozione ancora intensa nel cuore, nel sangue, nella pelle, nelle ossa e nei muscoli, e con il desiderio forte di condividere tutto questo con tutti.

 

Non tento neppure di raccontarvi la storia del film, tanto sarebbe inutile… e incredibile!

 

Posso solo dire che la storia narrata, ispirata ad un reale fatto storico, è l’esempio più nitido e pulito che io conosca di fraternità umana universale, capace di andare persino – sulle note della musica – oltre  alle trincee e alle divisioni create dalla propaganda militare, mostrando in maniera incontrastabile l’assurdità totale della guerra.

 

Un film quasi sconosciuto, che pare addirittura non sia mai stato trasmesso in tv, ma che tutti – a incominciare dai nostri giovani- dovrebbero vedere.

 

Dal film è nata anche una associazione, per conservare la memoria storica dei fatti straordinari di fraternizzazione avvenuti durante il Natale del 1914.

 

la musica e la danza come ponte fra le culture

Ritmo, suono, parole…

Villaggi che ritmano periodicamente la notte, suonatori che scandiscono il lavoro nei campi, giovani che ringraziano il Creato con un canto spontaneo, centri culturali che fanno della danza e della musica linguaggi per promuovere educazione e sensibilità sociale.

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C

Conoscere l’Africa attraverso la musica e la danza

Un viaggio in Burkina Faso che offre la possibilità di muovere corpo e spirito, con l’obiettivo di condividere e scambiare i linguaggi musicali e le relative danze, oltre che toccare con mano una grande cultura africana.

 

Un itinerario fra tradizione e modernità

Dalle danze e ritmi tradizionali dei villaggi, alla rinomata cultura percussiva di Bobò-Dioulassò, per terminare con la musica moderna nei locali, nelle sale prove e negli studi di registrazione della capitale Ouagadougou, dove sarà possibile valorizzare i rapporti di collaborazione intessuti con bands e musicisti locali.

 

Il  viaggio è promosso da T-ERRE e Progetto Afromagna.

 

Per info: T-ERRE: Giorgio Gatta – 0546/634280 –  393.2237343

Nicola Dotti – 320/2787723

mostra Burkina