Come risollevarsi?

Spesso ci sentiamo schiacciati e ci sembra impossibile risollevarci dalle difficoltà.

Ma in realtà non importa quanto lungo sia il cammino, l’importante è avere chiara la direzione!

‘Visione 2040’: non siamo spettatori, scegliamoci la società che vorremmo

logohomeSapete leggere? Beh, se state leggendo questo articolo la domanda è superflua. Eppure provate ad appoggiare il naso alla pagina di un libro e a capire cosa c’è scritto.
Non ci riuscirete, perché siete troppo vicini! Per capire il significato del testo dovete allontanarvi un po’, in modo da poter osservare la pagina intera. Lo stesso accade con la realtà: se ci avviciniamo troppo ad essa non riusciamo più a leggerla e comprenderla. La cronaca, normalmente, osserva la storia da una distanza troppo ridotta, e può forse informarci – per carità, anche questo è importante – ma non ci permette di cogliere il senso dei processi, di creare connessioni logiche, di abbracciare la realtà con un respiro più ampio.

E, a mio avviso, è proprio di questo che abbiamo bisogno oggi! Di alzare lo sguardo dalle punte dei nostri piedi, liberarci dalle piccole beghe quotidiane che ci zavorrano all’esistente e dai vincoli di ogni tipo che sembrano paralizzare la nostra società, per scorgere i segni di un cambiamento che è già in atto e tornare a immaginare un “mondo diverso possibile” (una espressione un po’ desueta, mi rendo conto, ma che andrebbe a mio avviso recuperata perché solo sognando un cambiamento si può sperare di riuscire a realizzarlo). Immaginare un orizzonte più ampio, sognare cioè – insieme – quello che potrebbe essere il nostro futuro a medio e lungo termine è il primo fondamentale passo per comprendere quali potrebbero essere i successivi passi, anche a breve termine, che possono permetterci di andare in quella direzione.

continua a leggere nel mio blog sul FattoQuotidiano.it…

 

Piccoli consiglieri crescono: una speranza per il nostro domani


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In barba allo scenario scoraggiante della politica nazionale, continuano a diffondersi inarrestabili nei territori tante progettualità che danno speranza!

Una di queste, a Cervia, è il percorso del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi: una stupenda esperienza di partecipazione dei più piccoli che io sto seguendo come facilitatore già da sei anni.

Si tratta di un’esperienza che è andata crescendo nel corso del tempo, anche qualitativamente, e che mi sta lasciando moltissimo su un piano umano oltre che professionale. E’ una vera palestra di educazione civica per i bambini ma anche per me.

Ogni volta mi sorprende la capacità di questi “piccoli consiglieri” (delle scuole elementari e medie) di discutere civilmente e ordinatamente fra loro, individuando dei temi, approfondendoli con pazienza, ordinandoli per priorità e traducendoli poi in proposte semplici ma concrete, sempre con spirito costruttivo, da presentare al “Consiglio dei grandi”, come lo chiamano loro.
E la cosa importante è che il sindaco e la giunta hanno avuto la saggezza, in questi anni, di ascoltare con attenzione queste proposte e tradurle in pratica, nella misura del possibile, contribuendo quindi a valorizzare il lavoro svolto dai bambini che hanno potuto vedere il proprio impegno tradursi in benefici concreti per la propria città.

Da questa specie di “think-tank” (come si ama dire oggi) di bambine/i e ragazze/i sono nati infatti tanti progetti che sono stati poi realizzati: nuovi spazi verdi, piste ciclabili, piedibus, interventi nelle scuole sull’elettromagnetismo, promozione della raccolta differenziata dei rifiuti e produzione di materiale su questi temi, cartelli antismog -disegnati dai bambini- che invitano i genitori a spegnere i motori delle auto per non inquinare mentre aspettano i figli all’uscita dalla scuola e molti altri ancora.

L’esperienza si è anche aperta ad altri territori, come in occasione dell’incontro con gli alunni di Rovereto e alla dimensione regionale attraverso la partecipazione al Progetto “Concittadini” promosso dalla Regione Emilia Romagna. In alcuni momenti abbiamo anche abbracciato la dimensione europea, come in occasione dell’incontro con i ragazzi del Progetto “Flow4yu” e non abbiamo mai perso l’attenzione alla dimensione internazionale dei diritti, specialmente quelli dell’infanzia.

Abbiamo approfondito inoltre il tema della legalità anche scoprendo tante realtà di impegno sociale come quella di Libera.

Inoltre, alla riflessione sui contenuti si è sempre affiancata quella sul metodo, sulle regole e sulla comunicazione per crescere nella consapevolezza del proprio ruolo di consiglieri e di cittadini.

Tutto questo, ovviamente, senza mai smettere di sognare e di giocare!!!

Il lavoro di quest’anno si sviluppato in modo parzialmente itinerante, per andare incontro ai diversi plessi sul territorio, e si è orientato verso alcune idee, fra le quali i bambini hanno scelto democraticamente di sviluppare quella dei “bidoni creativi in pineta“. Una modalità che mi ricorda molto la fantastica “fun-theory” per promuovere scelte responsabili attraverso lo stupore e il divertimento.

Infine i bambini e ragazzi hanno deciso di raccontare se stessi e il proprio impegno attraverso un video.

Sono questi amministratori “virtuosi” di domani che ci danno speranza per il futuro!

Il circo della farfalla, per imparare a volare…

Ho scoperto in rete e voglio condividere con tutti voi questo meraviglioso cortometraggio di 20 minuti, che ci parla di speranza, fiducia in se stessi, coraggio e della bellezza che può nascere anche dalla cenere.

Il protagonista è Nick Vujicic, predicatore e oratore motivazionale che tocca profondamente per la sua gioia di vivere, il suo coraggio e la sua fede in Dio, nonostante la sua gravissima disabilità.

Mi sembra uno splendido spunto per riflettere sulla diversità e sull’importanza decisiva di scoprire i propri talenti, perché come diceva Albert Einstein: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido.”

Possa questo video offrire a tutti noi lo slancio necessario per imparare a volare.

Arriva l’onda! Un’alleanza per i beni comuni

Cari amici e amiche, il momento è giunto, finalmente il “sogno” prende forma!!! Sono davvero entusiasta!

Gli amici amministratori virtuosi, nel pieno spirito del “sogno” e coerentemente con quanto approvato all’ultima Assemblea Federale di “Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei“, hanno appeno lanciato un appello a costruire un’alleanza per i beni comuni, che sta dilagando in rete e probabilmente uscirà anche in diverse testate nazionali.

snoopy,libro,pagina,cambiamento,politica,momento,tempoChiedo a tutti di contribuire a diffondere questo appello, affinché cresca come una valanga, come un’onda che spazza via tutto il marcio del nostro paese e porta una ventata di aria nuova…

Insieme torneremo a respirare e restituiremo una speranza per il futuro ai nostri figli e nipoti.

Come scrisse il grande poeta Paul Éluard:

“Non verremo alla meta ad uno ad uno ma a due a due.
.Se ci conosceremo a due a due noi ci conosceremo tutti,
.e i figli un giorno rideranno della leggenda nera
.dove un uomo lacrima in solitudine.”

 
 
Ecco il testo dell’appello:

alleanza.beni.comuni

Rivolgiamo questo appello alle cittadine e ai cittadini, alle forze sane e alle realtà civiche e ambientaliste disperse, alle centinaia di amministratori locali, che da troppo tempo manifestano l’urgenza di agire per cambiare questo paese, ma che non riescono a trovare una sintesi politica e dare vita ad un’unico progetto con ambizioni di governo e che sappia essere realmente attrattivo e credibile per gli elettori.

Le prossime elezioni, probabilmente, vedranno una contesa tra poli costruiti e strutturati attorno alla cosiddetta Agenda Monti. Qualcuno persegue in maniera molto chiara il Monti Bis, altri si definiscono alternativi ma sono in realtà portatori delle stesse ricette, ormai provate e riprovate, che non possono essere la soluzione alla crisi economica, ambientale e morale del paese.

Ma esiste lo spazio per un’alternativa?

Se esiste, e noi siamo convinti che esista, questo è il momento di costruirla.

Un’alternativa che sappia indicare una nuova strada verso la riconversione ecologica dell’economia, che trovi in essa nuove opportunità di lavoro, abbandonando il vigente e dominante modello di sviluppo che sta privatizzando i beni comuni, e annullando i diritti delle persone, compresi quelli sanciti dalla Costituzione;

benecomunebann.jpgche sappia essere un vero attrattore ed incarnare le aspettative della miriade di movimenti locali, ambientalisti e solidali che animano e difendono i territori e che promuovono la cultura della pace e della convivenza civile;

che voglia riprendere e rilanciare la vittoria referendaria del 2011 chiedendo il rispetto del voto dei 27.637.943 di italiani che hanno detto SI all’Acqua Pubblica e No al Nucleare e che sia protagonista anche della prossima sfida referendaria sul lavoro;

….

Continua a leggere nel blog  alleanzabenicomuni.wordpress.com/

In camper per incontrare l’Italia che cambia

Lo confesso, sto seguendo con molta attenzione questo viaggio in camper attraverso l’Italia, che di tappa in tappa diventa sempre più intenso e appassionante!

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloOccorre riconoscerlo: per vivere mesi in un camper è necessaria davvero una grande motivazione e specialmente per un giovane abbandonare un porto sicuro per navigare in mare aperto è indice di un “coraggio che è più forte della comodità” e di una capacità di “speranza che prende il posto della rassegnazione!”

Sono proprio queste le caratteristiche che sta dimostrando Daniel Tarozzi (ma a chi stavate pensando?!?), un carissimo amico giornalista e videomaker, con il suo progetto “Viaggio nell’Italia che cambia”.

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloUn’esperienza che lo porterà a percorre lo stivale in lungo e in largo per 5 mesi, per andare ad incontrare e poter così raccontare attraverso un libro e un documentario quell’Italia che cerca di reagire ai problemi economici, ambientali e sociali, senza aspettare che siano altri a risolverli.

Perché per cambiare il mondo occorre anche cambiare se stessi. E questo non si può certo farlo da soli, ma soltanto in relazione con gli altri, in particolare con chi già ha iniziato a cambiare se stesso, e quindi anche il mondo.

A Daniel, con il quale tre anni fa ho avuto la fortuna di condividere un altro meraviglioso viaggio -in Burkina Faso- per realizzare il progetto “Sambiiga-altro fratello”, faccio i migliori auguri di saper cogliere in profondità l’umanità che incontrerà, per poterla condividere con tutti noi.