Il diritto alla furbizia e all’illecito

La storia che voglio raccontare accade curiosamente proprio nel giorno della condanna a Berlusconi a quattro anni per frode fiscale; una condanna che ha generato la consueta reazione di sdegno nei suoi avvocati e nel Pdl che hanno parlato (tanto per cambiare) di accanimento giudiziario, arrivando addirittura a chiedere l’ergastolo per i giudici.
Potremmo pensare che questa ostentata insofferenza rispetto alla legge e la presunzione di intoccabilità, accada semplicemente per lo strapotere e la ricchezza del Cavaliere.
Il fatto che voglio raccontare, invece, ci porta a riflettere su quanto, purtroppo, questo ventennio di “diseducazione collettiva” a reti unificate abbia abbruttito il nostro paese. Ma al contempo, per fortuna, non sia riuscita a piegarlo fino in fondo.
 
Sono le 8,30 circa di questa mattina quando Andrea Artioli passa vicino alla scuola elementare di via Cuneo, a Carpi, rientrando a casa da una salutare corsetta mattutina.
L’occhio gli cade casualmente su un’auto parcheggiata nello spazio per disabili, senza il dovuto contrassegno. Si ferma a guardare un istante.
Dall’interno dell’auto, il proprietario, che sta accompagnando a scuola i due figli, gli rivolge la parola indispettito: “C’è forse qualcosa che non va?”

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Andrea, un uomo buono, un pacifista ed ecologista che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente, gli risponde pacatamente, come è nel suo stile, con limpido senso civico:
“Non si potrebbe parcheggiare nello spazio per disabili”.

L’uomo non perde un attimo, scende dall’auto ed aggredisce Andrea iniziando a prenderlo a pugni; lo colpisce violentemente al volto, ripetutamente, davanti agli occhi increduli di tanti genitori che stanno accompagnando i propri figli a scuola. 

Andrea non reagisce, mette le mani dietro alla schiena dimostrando un coraggio e una forza d’animo che successivamente i passanti dichiareranno stupefacente.

 

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Il tempo dell’onestà

di Marco Boschini

 

La corruzione, per come la intendo io, non è soltanto una mazzetta consegnata nelle mani di un imprenditore ad un politico che non sa fare il suo dovere (amministrare la comunità per conto di essa, con un misto di spirito di servizio, concretezza, trasparenza e, ovviamente, onestà).

images?q=tbn:ANd9GcS90xMf5dTfmEvSsiSHOQOx9EzbFLfBmWuqtQvNt4YTvUfKiD-DLa corruzione è anche, e forse prima di tutto, nella pigrizia di un sindaco che siccome è abituato da sempre ad amministrare sempre nello stesso modo non ha il tempo, la voglia, la curiosità, di alzare il sedere dalla poltrona e di guardarsi intorno, per vedere se c’è qualcuno (e c’è, c’è sempre) più bravo di lui, che è riuscito ad affiancare alla gestione dell’ordinario, la progettazione dello straordinario, il cantiere del futuro, che è poi ciò di cui dovremmo occuparci sempre, noi che pretendiamo fare la politica.

La corruzione ristagna nelle stanze di un sindaco che a tavolino, con i quattro furbetti del quartierino, decide di metter mano per l’ennesima volta al piano regolatore, e trasformare quel poco di terreno agricolo rimasto in spazi da cementificare, un’altra volta ancora, in cambio non di una mazzetta ma di una scuola, o un palazzetto, o una piscina, che serviranno al sindaco per farsi rieleggere al turno successivo.

La corruzione ha il volto e le sembianze del vizio marcio di questa politica stantia, che non sa immaginare altro che crescita, sviluppo, sicurezza, produzione

La corruzione è la megalomania di istituzioni che denunciano carenza endemica di risorse e sperperano denaro pubblico, inutilmente, e vivono il governo delle cose come fanno i bambini ingordi, di fronte all’albero di Natale: cercando sempre il pacco più colorato, e pesante, e grande.

La corruzione è anche l’allineamento della politica nazionale su questioni che possono mutare, o meno, il nostro futuro: e se mai c’è stato un momento per parlare, questo è quel momento. Questo è il tempo.

Perché l’orologio scorre inesorabile e il 2013 si avvicina, e allora non ci saranno Europe, Monti, scuse, a nascondere questa politica in default di credibilità. Lo dico con forza e spero che il messaggio possa arrivare a chi si candida a governare questo Paese dopo il ventennio berlusconiano.

Per essere credibili dobbiamo mettere al centro una rivoluzione, semplicemente. L’onestà è il mezzo su cui saliremo per raggiungere la destinazione, che dev’essere a mio modesto avviso una società fatta di tante comunità locali in cui la sostenibilità, l’integrazione, il buon senso, saranno i mattoni per far su le case, e accogliere le persone.

Per essere credibili dovremo poter contare su una politica che dialoga, ma in cui il dialogo non sia come dicono tutti i partiti sul TAV: “parliamo poi però l’opera si fa ugualmente“

Per essere credibili, e appetibili, dobbiamo poter proporre un modello di società davvero altro, alto: in cui i rifiuti non si bruciano, ma si riciclano; in cui le centrali si spengono, e si accende il sole; in cui si ha cura del suolo, e l’acqua resta pubblica (qualcuno si ricorda, per caso, dei referendum?); in cui si fanno asili per i nostri figli e assistenza per i nostri anziani e non si buttano risorse per acquistare cacciabombardieri che esportano democrazia a suon di bombe. In cui gli onesti, e le persone perbene, vengono premiati e presi a modello, mentre i corrotti e i farabutti vengono espulsi dai partiti, e presi a pedate.

Se mai c’è stato un momento per parlare, questo è quel momento. Questo è il tempo. Di dire no al TAV e sì al futuro, e di immaginare un futuro in cui il Ministero più importante sia quello delle Piccole Opere di Buonsenso, ciò di cui il nostro trasandato Paese avrebbe proprio un gran bisogno.

Per quando saremo bambini

di Marco Boschini

 

Il tempo passa e la politica non cambia.

Per quando saremo bambini voglio una città che parli di futuro, dove le classi dirigenti non si facciano dettare l’agenda politica e la programmazione del territorio dal consiglio di amministrazione di una qualche cooperativa rossa, bianca, gialla o nera.

marco boschini,michele dotti,domenico finiguerra,ecologisti e civici,abbiamo un sogno,convention,RomaPer quando saremo bambini voglio una città in cui le cose buone e giuste si possano fare non più soltanto nonostante la politica, ma grazie ad essa.
Dove le persone per bene e le scelte di buonsenso non siano una rincorsa, un affanno, un gesto eroico, ma la razionale e sana quotidianità.

Il tempo passa, continua a passare, ma la politica non cambia.

Per quando saremo bambini voglio una città che si tenga stretta i beni comuni, l’acqua, l’aria, la terra, e li difenda, valorizzandoli e consentendone un utilizzo per l’intera comunità, per chi ha meno, soprattutto.

Per quando saremo bambini voglio una città fatta di case che si producono l’energia di cui hanno bisogno, fatta di uffici a basso impatto ambientale, fatta di edifici verdi e spazi aperti dove ci passi in mezzo il sole, e dentro le persone. Senza telecamere, barriere, recinzioni.

Il tempo passa, inesorabile, e la politica non cambia.

Per quando saremo bambini voglio una città libera, da attraversare a piedi, o in bicicletta, senza l’osceno spettacolo di capannoni vuoti e grigi, di auto ammassate come tanti bufali affamati di asfalto ai bordi delle strade, sui marciapiedi.

Il tempo passa, un secondo in fila all’altro, ma la politica si ostina a non cambiare.

Per quando saremo bambini voglio una città in cui i bambini, finalmente, potranno spiegare come si fa politica a questo mondo folle di adulti, maschi, idioti. Dove a spuntarla, sempre, non sia la legge del più forte, ma la solidarietà dell’onesto, la condivisione del buon padre o madre di famiglia, l’atto rivoluzionario di una stretta di mano, di un sorriso dolce.

Il tempo passa, guardalo come corre veloce in questo crepuscolo di società infinita nel Pianeta finito, e la politica non cambia.

Oppure sì, se passerà la convinzione che un giorno, oggi, potremo essere di nuovo bambini, e usciremo dalle sale per convegni e dai profili di facebook, per ritornare in piazza, nei luoghi di un ritrovato gusto di democrazia partecipata, sobria e inclusiva.

Per quando saremo bambini avremo staccato l’ombra delle città dalla loro terra, e potremo portare in dono ai nostri vecchi genitori ciò che loro non hanno saputo nemmeno immaginare, agire.

Per quando saremo bambini vorrò questa città, questa comunità.

The times they are a-changin’

Videos tu.tv

“I tempi stanno cambiando” cantava profeticamente Bob Dylan nel 1964, appena pochi anni prima della rivoluzione culturale che nessuno si aspettava avrebbe cambiato così rapidamente la storia e la visione del mondo.

Io ho la sensazione che oggi ci troviamo, contrariamente a quanto sembrerebbe guardando la tv, in una situazione simile a quella raccontata nelle parole di Dylan.

Girando l’Italia per i miei incontri respiro una crescente sete di verità.
La stanchezza e lo scoraggiamento che hanno paralizzato il nostro paese negli ultimi anni si stanno rapidamente traformando in una straordinaria energia di rinnovamento dal basso, capace di mobilitare le parti più attente e sensibili della nostra società e anche di coagulare ampi consensi quando sa mostrarsi credibile nelle proposte.
Backminster Fuller scrive: “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”. E’ questo che sta avvenendo nel nostro paese, nonostante l’assordante silenzio delle tv al proposito!

Certo, la situazione italiana è difficilissima. L’Italia è un paese in ginocchio, con problemi difficili da risolvere perché frutto di scelte folli stratificatesi nei decenni. Basti pensare alla cementificazione selvaggia che devasta il nostro territorio, alla disoccupazione giovanile che è ormai al triplo della media europea, ai danni alla salute provocati dagli inceneritori e da una mobilità insostenibile, all’assurdità delle enormi spese militari a fronte di tante emergenze sociali…

Però esiste anche “un’altra Italia”, sempre più consapevole!
E non mi riferisco solo ai 4 milioni e 400mila attivisti che operano nel volontariato e che con il loro impegno quotidiano tengono in piedi questo paese nonostante le scelte scellerate della nostra classe dirigente. Credo che anche fra la gente comune non ci sia bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che sognano un paese più onesto, accogliente, solidale.
Il fatto che i grandi media spesso non li mostrino non significa che queste persone oneste non esistano e non stiano già creando un cambiamento concreto con le loro scelte quotidiane; io sono fermamente convinto che essi rappresentino la maggioranza dei nostri concittadini!

Se studiamo storia ci accorgiamo che i grandi cambiamenti sono sempre partiti dal basso. Non è una novità. Se avessimo aspettato che le grandi rivoluzioni partissero dall’altro avremmo ancora la schiavitù! Il potere ha sempre avuto come principale obiettivo quello di conservare i propri privilegi. E’ per questo che tutte le rivoluzioni sono sempre partite da chi ha interesse a cambiare e capisce di poterlo fare davvero.

La moralità della popolazione oggi non è certo quella dei nostri “rappresentanti” politici nazionali, nonostante il continuo tentativo di farci credere mediaticamente che siamo tutti uguali, che siamo tutti “furbetti” allo stesso modo. Ma il gioco, per fortuna, non regge più! La gente finalmente sta iniziando a capire che si tratta di un inganno e pretende più trasparenza e onestà da parte di chi amministra.

Io credo che molti cittadini siano già sensibili su questi temi, ma si sentano un po’ stanchi. Si tratta di risvegliare queste energie e rimetterle in gioco, valorizzandone anche la creatività, la fantasia, la capacità di comunicare attraverso linguaggi diversi, che possano raggiungere altre persone ancora.

Occorre proporre una visione alternativa a quella dominante, che vive solo del presente perché ha paura del futuro e così facendo legittima un consumismo sfrenato e folle, sia per la qualità di vita che in termini di sostenibilità ambientale.
Dobbiamo restituire ai nostri ragazzi, ma anche agli adulti direi, la capacità di sognare un futuro migliore, il piacere di impegnarsi insieme per realizzarlo e la consapevolezza di poterlo fare realmente!
Bisogna coltivare quella che Paulo Freire chiamava la “nostalgia del futuro”, di un futuro migliore, più giusto, pacifico e solidale.
Allora credo proprio che il protagonismo dei cittadini sboccerà da sé come il fiore in un prato, quando i tempi sono maturi.

La politica -è vero- ha perso ogni credibilità, ma questo non significa che le cose non possano cambiare e che la gente, specialmente i govani, non possano riavvicinarsi all’impegno e alla passione civile.

Tocca a noi mostrare una via credibile per uscire dalla crisi, attraverso un progetto che offra una visione a medio e lungo termine di una società desiderabile, che punti alla qualità di vita, al rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, che veda la sostenibiltà ambientale come una opportunità e non come un problema.
E credo che questo possa essere fatto solo coinvolgendo attivamente tutta la società civile, nelle sue diverse anime ecologista, pacifista, della solidarietà e della legalità, per ridare voce e speranza alla parte sana del nostro paese.

E’ quello che stiamo cercando di fare, insieme.

 


THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’..- I TEMPI STANNO CAMBIANDO


Come gather ‘round people – – – – – – – – – – – – -. – – — — Venite intorno gente
Wherever you roam – – – – – – – – – – – – – — — — – – – —.dovunque voi vagate
And admit that the waters— – — – — – — – – —-. ed ammettete che le acque
Around you have grown— – — – — – – — – – .attorno a voi stanno crescendo
And accept it that soon— – — – — – — – — – —- – ed accettate che presto
You’ll be drenched to the bone. sarete inzuppati fino all’osso.
If your time to you E se il tempo per voi
Is worth savin’ rappresenta qualcosa
Then you better start swimmin’ fareste meglio ad incominciare a nuotare
Or you’ll sink like a stone o affonderete come pietre
For the times they are a-changin’. perché i tempi stanno cambiando.

Come writers and critics ndo.Venite scrittori e critici
Who prophesize with your pen ndo.–.che profetizzate con le vostre penne
And keep your eyes widendo. e tenete gli occhi ben aperti
The chance won’t come again ndo.l’occasione non tornerà
And don’t speak too soonndo. e non parlate troppo presto
For the wheel’s still in spinndo. perché la ruota sta ancora girando
And there’s no tellin’ who ndo.e non c’è nessuno che può dire
That it’s namin’. ndo.chi sarà scelto.
For the loser now ndo.:Perché il perdente adesso
Will be later to win ndo.sarà il vincente di domani
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come senators, congressmen
ndo.Venite senatori, membri del congresso
Please heed the call ndo.per favore date importanza alla chiamata
Don’t stand in the doorway ndo.–.-e non rimanete sulla porta
Don’t block up the hall ndo.non bloccate l’atrio
For he that gets hurt ndo.—-perché quello che si ferirà
Will be he who has stalled ndo.sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
There’s a battle outsidendo. c’è una battaglia fuori
And it is ragin’. ndo.—–e sta infuriando.
It’ll soon shake your windows ndo.Presto scuoterà le vostre finestre
And rattle your walls ndo.e farà tremare i vostri muri
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come mothers and fathers
ndo.Venite madri e padri
Throughout the land ndo. da ogni parte del Paese
And don’t criticize ndo. e non criticate
What you can’t understandndo. quello che non potete capire
Your sons and your daughters ndo.i vostri figli e le vostre figlie
Are beyond your command ndo. sono al dì la dei vostri comandi
Your old road is ndo.la vostra vecchia strada
Rapidly agin’. ndo.sta rapidamente invecchiando.
Please get out of the new one ndo.Per favore andate via dalla nuova
If you can’t lend your handndo. se non potete dare una mano
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

The line it is drawn
ndo.——- La linea è tracciata
The curse it is cast ndo. La maledizione è lanciata
The slow one now ndo. Il più lento adesso
Will later be fast——– ndo.Sarà il più veloce poi
As the present now —-ndo.Ed il presente adesso
Will later be past ndo.Sarà il passato poi
The order is ndo. L’ordine sta rapidamente
Rapidly fadin’. ndo.scomparendo.
And the first one now ndo.Ed il primo ora
Will later be last ndo.Sarà l’ultimo poi
For the times they are a-changin’. ndo.Perché i tempi stanno cambiando.

 


nd……o.Versione italiana, da Maggie’s Farm

 
n….d.o.(Il sito italiano su Bob Dylan)

E’ proprio un gran bel film!

di Marco Boschini

 

Dal 2004 giro per l’Italia e come una specie di investigatore privato raccolgo informazioni, dettagli, indizi di esperienze virtuose, buone prassi, idee concrete.

 

In tutto questo girovagare mi sono imbattuto in migliaia di persone perbene, gente comune, militanti, esponenti politici locali, cittadini. Ognuno di loro porta avanti nel proprio territorio pratiche alternative e proposte di rinnovamento: della politica, della società, del fare comunità…

 

Comitati, associazioni, gruppi di acquisto, banche del tempo, amministratori: sono questi i protagonisti che hanno animato, viaggio dopo viaggio, incontro dopo incontro, il film più bello di sempre, che ciascuno per il proprio pezzetto stiamo immaginando ormai da tempo.

 

E’ un film che parla di bellezza, e di onestà. E’ la storia di una comunità di cittadini che si riappropria del proprio diritto-dovere di essere animali politici, di un gruppo di persone che a un bel momento decide che è arrivato il tempo di non perder più tempo dietro alle promesse vane del potente di turno.

 

E con un colpo di reni, e di umiltà, unisce le varie anime che ognuna per il proprio ambito, e per il proprio tema caro, ha costruito giorno per giorno un immaginario altro di società. Il momento realmente complesso e incasinato, quello con più azione e le scene più pericolose del film, è quando i vari gruppi di cittadinanza attiva decidono di mettersi in ascolto, intorno a un tavolo, volendo rinunciare tutti al proprio bollino e alla bella e luccicante bandierina.

Il momento del passaggio, delicato e complicatissimo, dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni alle azioni conseguenti…

 

Non oso svelarvi la fine di quel film, anche perché deve ancora essere girato. Mi piace però gustarne i pezzi che raccontano delle tante cose già fatte, delle migliaia di progetti e pratiche quotidiane che incantano il pubblico in sala, e che dimostrano che il mondo si può cambiare proprio perché lo stiamo già facendo!

 

La bellezza del film, il suo fascino maggiore, è la mancanza di un regista, di uno sceneggiatore, delle comparse. Il senso stesso del film, e delle esperienze narrate, è proprio quello di dimostrare che ognuno dei partecipanti è, al tempo stesso, regista e sceneggiatore, protagonista e comparsa.

 

Credo sia arrivato il momento di vedere come va a finire la storia, credo che ciascuno di noi debba sentirsi parte di un cambiamento che dal basso abbiamo in parte realizzato e che chiede il nostro protagonismo collettivo per travolgere le istituzioni nazionali.

 

Michele Dotti prima e Domenico Finiguerra poi hanno espresso magistralmente la forza di un sogno, che è il sogno di unirsi!

 

Continuiamo a parlarci, confrontarci, condividere e contaminarci. La sala si sta riempiendo, ed è proprio un gran bel film!

 

Caro Pallante, il popolo del buon senso esiste, diamogli voce!

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L’articolo pubblicato ieri nel suo blog sul sito de “Il Fatto Quotidiano” da Maurizio Pallante è in realtà una lettera personale che lui mi ha scritto in data 16 agosto e alla quale io ho risposto il giorno successivo d’impulso, risentito e in qualche modo -credo legittimamente- offeso.

 

Il fatto che lui ora abbia scelto di renderla pubblica mi chiama in causa personalmente e mi impone una replica, che però voglio sia più costruttiva della mia risposta personale scritta a caldo a Pallante.

 

 

Caro Maurizio,

 

innanzi tutto vorrei ringraziarti per il credito che hai dato alla mia proposta per cercare di offrire agli italiani un’opportunità diversa nel campo della politica.

Già il fatto che si inizi a discuterne è per me un grande successo.

Le critiche che muovi alla nostra proposta sono certamente pertinenti e coerenti.

 

Credo che ci sia però un problema di linguaggio e che tu abbia interpretato quel che ho scritto troppo alla lettera. Quel che volevo dire, parlando di “Partito del buon senso e dell’onestà” è quel che sentono, che vorrebbero molti italiani: un po’ di etica e di efficienza in Parlamento.

 

La mia era una lettera che tentava di saggiare l’interesse, con un tono volutamente evocativo.

E se hai dedicato tempo ed energie a rispondermi è perché ovviamente anche tu hai a cuore il bisogno di voltare pagina in questo disastrato panorama politico che ha tolto rappresentanza alla gente lasciandola delusa e confusa, divisa.

 

Allora accolgo il tuo invito alla concretezza e a proposte circostanziate girando la richiesta in altro modo.

E’ piuttosto probabile che fra qualche mese andremo ad elezioni.

Pensi che ci sia il modo di unire quella parte del popolo italiano che ne ha le tasche piene di questo andazzo, della Casta, di Berlusconi e di tutto il resto?

Come si fa?

 

Io conosco un’Italia diversa, che incontro nel mio impegno di solidarietà per il Burkina Faso, nelle tante associazioni che si battono per la difesa del territorio, per un’economia etica, per l’efficienza energetica, per la dignità dei disabili, la formazione a una cultura del rispetto e dell’accoglienza.

 

E vedo un’Italia diversa da quella che raccontano i telegiornali, fatta di impegno, di dedizione, di professionalità nel cercare di creare nei fatti pezzi di un mondo migliore.

 

Questo è il popolo del buon senso e dell’onestà. Se non ti piace la definizione buttiamola via, troviamo parole migliori. Non ha importanza.

 

Ma siamo d’accordo sul fatto che questa Italia -della quale il Movimento della Decrescita Felice fa parte a pieno titolo- non ha oggi una rappresentanza politica, non riesce a rappresentare le proprie aspirazioni in Parlamento?

Continua a leggere l’articolo sul mio blog de “Il Fatto Quotidiano”…

AAA: folli cercansi per cambiare il nostro paese

 

 

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.”__

 

John Lennon__

 

 

Queste sono state settimane incredibilmente intense per noi!!!

Abbiamo lavorato sodo, in tanti, per iniziare a tessere quella tela che renderà concreto il nostro “sogno” di un partito del buonsenso e dell’onestà.

Stiamo raccogliendo un sostegno entusiasta da ogni parte -oltre ogni più ottimistica previsione- e questo ci incoraggia ad andare avanti in quella che altrimenti potrebbe apparire una pura follia.

 

Io sono democratico, rispetto il volere della maggioranza, e proprio per questo – siccome ritengo che la maggioranza degli italiani sia gente onesta (anche se magari inconsapevole e manipolata) – credo che sia ora di cambiare e riprenderci ciò che ci spetta di diritto.

 

Per fare questo però occorre quella credibilità che solo l’associazionismo, il volontariato, i movimenti ancora conservano nel nostro paese.
Ecco perché stiamo partendo da questi, dal basso, per costruire l’alternativa vera a tutti i soggetti sullo scacchiere politico attuale.

 

Stiamo lavorando per essere pronti a primavera prossima.

 

Nelle prossime settimane usciremo da questo “limbo” lanciando un sito in cui raccoglieremo le adesioni di quanti condividono il nostro sogno e sono pronti a sostenerlo. Occorre infatti “contarsi per contare”!!! Sono certo che sarà un onda travolgente di adesioni. Ci sarà da divertirsi un mondo.

 

Noi vorremmo che tutti fossero coinvolti attivamente prima di uscire pubblicamente. Nessuno deve sentirsi escluso.

Il treno deve partire dalla stazione solo quando tutti i passeggeri saranno a bordo!

 

Ma coinvolgere decine di migliaia di Associazioni, gruppi, movimenti, ONG, Liste civiche, Comitati… non è semplice. Specie in termini di tempo.

Per questo invito chiunque condivida questo sogno a contattarci per collaborare attivamente ad estendere la rete!

 

Intanto voglio ringraziare di cuore tutti gli amici che hanno già ripreso l’appello “I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà”, a incominciare da Marco Boschini che l’ha subito rilanciato nel suo blog, poi Giovanna GiugniTrentinoWeb, BNotizie, Uomo planetarioResetRadioIo ho un sognoDonGiorgioBlogosfereLa parte miglioreGestione Corretta dei Rifiuti di ParmaGalatown, Procida Blog, Mi muovo faccio coseDiretta NewsDomenico FiniguerraMedicina Alternativa, i Grilli VersiliesiGiuseppe RestaRimini5stelleAins OnlusLista Civica Massa ComunePalazzo dell’AbbondanzaCiacci Magazine, ProcidAttiva, Libera-mente, PoliticaOggi, Andrea Morolli, CityCool, Rovagnate5stelle, Altri tasti e molti altri…

 

L’appello, rilanciato dal grande Jacopo Fo prima sul suo blog e poi sul Fatto Quotidiano, è stato poi ripreso da Informare per resistere, Partecipazione e LibertàSiciliaNews24Oliviero Oldani, mentre il suo seguito “L’Italia merita ben altro” che ho scritto sul Fatto Quotidiano è stato rilanciato dal MeetUp 882 dei Grilli su Milano, Il diritto di saltare le pagine, DarschScritto con PerlanaVincenzo007Le strade del frescoMauro MagnaniSiciliaNews24

 

A tutti questi folli sognatori un invito a rimanere uniti per costruire insieme il futuro del nostro Paese!

L’altra Italia esiste

Gli interventi di Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi e Assessore all’ambiente del Comune di Colorno (PR) e di Antonio Tavani, Sindaco di Fara San Martino (CH), alla trasmissione televisiva “Cominciamo bene estate” di RAI 3.

 

 

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I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà

 

 

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

 

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…

 

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

 

Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

 

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

 

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.

 

Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.

Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!

Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.

 

E sarà così che in un solo giorno “scompariranno” -per fondersi tutti insieme, invincibili- i Comuni Virtuosi, il Movimento per la Decrescita Felice, le Città della Transizione, i Comuni solidali, le Città del Bio, tutto il mondo del Commercio Equo e Solidale, della Finanza Etica, del Consumo Critico, tutti i Gruppi di Acquisto Solidale, le Associazioni di Volontariato, le ONG, tutte le Liste Civiche e i Comitati spontanei, tutto il Movimento per l’acqua pubblica, gli ambientalisti, quanti si battono contro le mafie, per fondersi in uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro paese!!!

 

E tutti insieme creeranno il “Partito del buonsenso e dell’onestà”, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.

 

I sondaggi daranno questo partito al 45%, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata.

I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.

I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino; da padre Zanotelli a Francuccio Gesualdi, da Maurizio Pallante a Marco Boschini, da Riccardo Petrella fino ad arrivare a Don Luigi Ciotti, che verrà scelto all’unanimità come candidato premier.

Il  nome di Don Ciotti raccoglierà subito la fiducia di milioni di cittadini del Sud d’Italia, da decenni esasperati dai ricatti delle mafie, che vedranno in lui finalmente la speranza concreta di liberarsi dalla criminalità organizzata, e così i sondaggi saliranno ulteriormente portando il partito del buonsenso oltre il 53%.

 

Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…

A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.

Si taglieranno gli inutili e costosissimi investimenti in armi, così come tutti i vergognosi privilegi della Casta, si riaffermerà con forza il valore della cultura, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dell’acqua pubblica, si ridistribuirà finalmente la ricchezza nel paese dopo decenni di accresciuta disuguaglianza, si stringerà un patto di solidarietà fra le generazioni che interromperà quella odiosa “guerra fra genitori e figli” sul piano professionale, sociale ed economico.

 

Liberi dalla paura, così a lungo strumentalizzata per fini elettorali, si ritroverà il piacere di uscire di casa, di stare insieme, di incontrare l’altro. Il razzismo sarà sconfitto dall’amicizia (e quando è il caso anche dall’amore)  promossa da precise politiche volte a favorire l’incontro fra le culture.

Le esperienze virtuose -dopo innumerevoli e conclamati successi- verranno prese a modello per tracciare le politiche nazionali, finalmente improntate su una sana ricerca della felicità, più che sulla assurdità della crescita illimitata del PIL.

 

L’occupazione ripartirà fondata su base più solide, libera dalle fluttuazioni e  dalle speculazioni della finanza e più concretamente incentrata sull’economia reale, sull’energia verde, sugli scambi locali, sulla solidarietà. Una solidarietà che andrà anche oltre le frontiere affrontando le sfide globali della fame, della sete, dell’analfabetismo, del lavoro minorile, con la necessaria efficacia.

 

Ho sognato che la stragrande maggioranza degli italiani -gente onesta che si alza la mattina per andare a lavorare, fa la fila in posta, rispetta il rosso al semaforo- troverà nel “Partito del buonsenso e dell’onestà” il proprio riferimento naturale alle elezioni, e milioni di cittadini che avevano abbandonato il voto perché esasperati e delusi, ritorneranno alle urne non dovendo più scegliere il “meno peggio”, ma potendo finalmente scegliere il “meglio”!

E così alle elezioni sarà un vero trionfo e la gente tornerà a sorridere, libera da quel velo grigio che impedisce oggi di guardare al futuro con speranza e serenità.

 

Le divisioni ideologiche presto saranno dimenticate e i nostri nipoti un giorno non riusciranno a capire, studiando la storia sui libri di testo, come noi abbiamo potuto impiegare tanto tempo prima di renderci conto di avere la forza necessaria e le capacità sufficienti per realizzare questa rivoluzione pacifica, prima di divenire consapevoli che questo sogno poteva davvero divenire realtà.

“L’Italia s’è desta…”

Finalmente ci siamo arrivati!!!

 

Ma del resto era prevedibile, era solo questione di tempo… ci si sarebbe potuto scommettere sopra senza timore di sconfitta.

 

Dopo aver toccato il fondo, è incominciata la risalita.

 

La rassegnazione di fronte al malcostume, che in questi ultimi anni aveva quasi paralizzato il nostro povero paese, sta cedendo finalmente  il posto alla indignazione, alla voglia di cambiare che si fa determinazione e consapevolezza di poterlo realmente fare!

 

prigione.monopoli.jpgE così, pochi giorni fa, quando è stato annunciato un aumento del 229% delle denunce di casi di corruzione, molti si sono strappati le vesti, quasi che il fenomeno fosse esploso improvviso. Io invece ho gioito profondamente.

Fate attenzione, la ricerca non ci dice che sono aumentati i casi, sono aumentate le denunce!

E questo è il primo, necessario, passo per iniziare davvero a contrastare la corruzione, vincere la rassegnazione, rompere quel velo di silenzio -fondato sulla rassegnazione- che permette alla disonestà di dilagare impunita.

 

Portare a galla il problema è l’inizio della sua fine. E’ un processo che abbiamo già osservato in mille ambiti diversi: quando iniziarono ad aumentare le denunce per casi di violenza sulle donne, e i mass media iniziarono a parlarne, si diffuse l’impressione che il fenomeno stesse aumentando. In realtà le donne da secoli le buscavano in silenzio, senza mai ribellarsi… ora invece che si è iniziato a denunciare questa violenza cresce la stigmatizzazione sociale di chi la commette e questo -il timore del giudizio- incide ancor più che le leggi e il timore delle sanzioni civili o penali.

 

Dunque questo improvviso e così significativo aumento dei casi di denuncia va interpretato per quello che realmente è: un risveglio delle coscienze, troppo a lungo sopite, uno scatto d’orgoglio e di dignità di fronte alla consapevolezza ormai diffusa che “il re è nudo”.

 

L’Italia s’è desta, insomma!

 

Certo abbiamo i nostri ritmi, potremmo dire “mediterranei”, e il cambiamento non può essere immediato. Ma le cose stanno iniziando a cambiare, questo mi pare evidente, il vaso è ormai colmo e se persino Paolo Mieli, che non è di sicuro un pericoloso anarchico insurrezionalista, arriva a dichiarare che “la pentola sta per scoperchiarsi”, credo che i segnali in questo senso ci siano tutti.

 

sanremo_carabinieri_star_wars.jpgIeri sera ho guardato il Festival di Sanremo.

Ebbene si, non è stato facile, mi sono dovuto forzare, ma non potevo perdere questo rito collettivo.

E’ indispensabile per capire come si sta muovendo la nostra società.

La finale è stata un vero spaccato della nostra situazione attuale, confusa, squallida, quasi surreale… fra la banda dei carabinieri che suona “guerre stellari”, la Clerici che pochi minuti dopo canta “le tagliatelle di nonna Pina”, Maurizio Costanzo che sale sul palco insieme ai lavoratori di Termini Imerese, dando la parola prima a Bersani che non riesce neppure ad iniziare un discorso, sommerso dai fischi, mentre il ministro Scaiola, che gioca in casa, porta a termine un lungo spot elettorale sull’azione del Governo a sostegno dei lavoratori della Fiat.

Insomma una roba onirica, quasi da drogati…

 

Ma non è questo che mi interessa, questo è semplicemente uno specchio dell’Italia, fedele alla realtà, in un certo senso prevedibile per quanto assurdo.

 

La cosa stupenda e assolutamente inedita è invece la reazione dei maestri dell’orchestra che, sdegnati per l’ennesimo insulto all’intelligenza e al gusto, di fronte all’esclusione di tutti i “migliori” artisti in gara, gettano per protesta gli spartiti accartocciati sul palco dell’Ariston, di fronte allo sguardo allibito e impotente di Antonella Clerici, che non sa come gestire la situazione.

 

protesta_orchestra_sanremo.jpgUna scena da immortalare! La cultura che alla fine si ribella di fronte all’ignoranza, reagisce, rifiuta lo scempio del “merito” per l’ennesima volta seviziato dal “potere”.

 

I tre finalisti provengono, nell’ordine di arrivo da “Amici” di Maria de Filippi, “Ballando sotto le stelle” e “X-Factor”.

 

I maestri dell’orchestra invece provengono dalle migliori scuole di musica d’Italia!

 

Gli spartiti dell’orchestra gettati sul palco rappresentano una denuncia con un forte valore simbolico: non possiamo più tacere, è ora di gridare le ingiustizie, di recuperare il merito… e questo messaggio, sparato in 12 milioni di case degli italiani, ha una portata dirompente. Molto più che mille convegni, dibattiti, conferenze, troppo spesso autoreferenziali, rivolte cioè a chi è già d’accordo.

 

L’Italia s’è desta.

 

poltrona anticasta.jpgE non solo quella degli intellettuali, perché non credo davvero che l’aumento delle denunce per corruzione sia legato soltanto ad una élite, quanto all’intera Italia onesta che, nonostante tutto, è ancora maggioritaria e se decide di alzare la testa ha la forza necessaria per spazzare via tutto il marcio che la circonda e riportare il merito, la dignità, l’onestà al centro della società.

 

Il potere trema, come nell’immagine della poltrona, che lo rappresenta, con una gamba spezzata, che non a caso abbiamo scelto per la copertina dell’Anticasta!