Rivoluzione Civile: che straordinaria avventura!

Continua il mio tour elettorale fra Emilia Romagna e Veneto, insieme a tanti amici che condividono il sogno di una rivoluzione civile, che riporti una speranza per il nostro Paese!

E’ un’esperienza appassionante, che mi sta portanto ad incontrare tante persone stupende impegnate nei territori per un domani migliore.

verona,rivoluzione civile,alberto lucarelli, sonia milan, tiziano quaini,conferenza stampa,campagna elettoraleIl mio viaggio è iniziato martedì 29 dal Veneto, con conferenze stampa a Verona, insieme a Alberto Lucarelli, esperto di diritto e beni comuni, Sonia Milan, che si occupa di innovazione e comunicazione digitale e Tiziano Quaini, attivo per l’agricoltura biologica e la biodiversità; poi a Vicenza con Cinzia Bottene del movimento No-Dal Molin e  Roberta Radich, che si occupa di accoglienza e immigrazione, quindi a Rovigo con Irene Tommasi e le altre candidate locali, per concludere a Verona in una bella e partecipata Assemblea pubblica.
Come potete vedere ciascuno è espressione di mondi e formazioni diverse ma tutte importanti e complementari; anche questa è la “Rivoluzione Civile”: il valore delle diversità.

Mercoledì 30 ho partecipato a due bellissimi incontri pubblici insieme ad Antonio Ingroia a Ravenna al mattino e a Bologna alla sera, in una sala stracolma con oltre 500 persone e un clima di grande entusiasmo!

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Ieri pomeriggio sono stato ad Imola con Gabriella Stramaccioni, direttrice di Libera, Giovanni Favia e altri candidati della nostra regione.

Domani sarò nuovamente con Gabriella a Rovigo per una conferenza stampa alle ore 11,30.

Ancora a Rovigo sarò martedì 5 alle 21, insieme ad Alberto Lucarelli.

Anche il 6 sarò con Alberto tutto il giorno per incontri a Padova, Vicenza, Montecchio Maggiore e infine ancora a Padova in un’Assemblea pubblica.

Venerdì 8 sarò a Bagnacavallo, l’11 con Angelo Bonelli nel pomeriggio a Rimini e poi a Bologna alla sera.

La sera del 12 a Ravenna con Emilio Molinari, giornalista e scrittore, fondatore del “Comitato per un contratto mondiale sull’acqua”, per parlare di acqua e beni comuni come base per un’alternativa politica.

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Il 18 sarò ancora in Veneto con Antonio Ingroia e il 20 con Flavio Lotti, coordinatore della Tavola per la Pace.

Non posso nascondervelo, è un’esperienza anche umanamente straordinaria. Faticosa quanto appassionante. E io credo che ne valga davvero la pena!

Perché finalmente c’è una proposta politica che può portare dentro al Parlamento i contenuti che io avrei sempre voluto vedere e portarli sulle gambe di tante persone di cui io ho grande stima.

Sono convinto che se potessero conoscere il nostro programma sarebbero tantissimi gli italiani che lo condividerebbero e si impegnerebbero per sostenere la nostra proposta politica!!!

Penso anzitutto a quei 27 milioni di cittadini e cittadine che hanno votato ai referendum per l’acqua pubblica e contro il nucleare e che ne vedono costantemente messo a rischio l’esito.

Penso ai tanti attivisti -sono oltre 4 milioni in Italia– che si battono da anni pur non avendo ancora qualcuno che li rappresenti in Parlamento e che porti avanti in modo serio il loro impegno per il bene comune, per la solidarietà, per la pace, per la giustizia sociale e per dare pieno compimento alla nostra bellissima Carta Costituzionale, per anni calpestata in nome di interessi privati.

Penso ai tanti che si ritrovano oggi disperati perché disoccupati o precari, agli anziani che faticano a vivere con una pensione da miseria, ai lavoratori umiliati nella loro dignità, agli ammalati o alle famiglie dei disabili a cui è stato tolto ogni sostegno, ai tanti piccoli imprenditori onesti strozzati dai debiti pur vantando enormi crediti insoluti dallo stato (la scelta della s minuscola in questo caso non è casuale!), penso alle donne, che stanno pagando il prezzo più caro della crisi, specialmente al sud, penso agli studenti, ai bambini figli di immigrati nati in Italia a cui è negata la cittadinanza, ai terremotati dell’Aquila e a quelli dell’Emilia, che ancora vivono nei container e stanno aspettando una casa… e penso che a fronte di tutto questo c’è chi ha la faccia tosta di indicare come priorità per il nostro paese i cacciabombardieri, i sommergibili, il MUOS di Niscemi, la TAV e altre assurde grandi opere inutili.

Penso a tutto questo e a molto altro ancora e mi dico che davvero è giunta l’ora di cambiare!

Noi ci siamo. Fino in fondo. Con passione e onestà.

Il tempo dell’onestà

di Marco Boschini

 

La corruzione, per come la intendo io, non è soltanto una mazzetta consegnata nelle mani di un imprenditore ad un politico che non sa fare il suo dovere (amministrare la comunità per conto di essa, con un misto di spirito di servizio, concretezza, trasparenza e, ovviamente, onestà).

images?q=tbn:ANd9GcS90xMf5dTfmEvSsiSHOQOx9EzbFLfBmWuqtQvNt4YTvUfKiD-DLa corruzione è anche, e forse prima di tutto, nella pigrizia di un sindaco che siccome è abituato da sempre ad amministrare sempre nello stesso modo non ha il tempo, la voglia, la curiosità, di alzare il sedere dalla poltrona e di guardarsi intorno, per vedere se c’è qualcuno (e c’è, c’è sempre) più bravo di lui, che è riuscito ad affiancare alla gestione dell’ordinario, la progettazione dello straordinario, il cantiere del futuro, che è poi ciò di cui dovremmo occuparci sempre, noi che pretendiamo fare la politica.

La corruzione ristagna nelle stanze di un sindaco che a tavolino, con i quattro furbetti del quartierino, decide di metter mano per l’ennesima volta al piano regolatore, e trasformare quel poco di terreno agricolo rimasto in spazi da cementificare, un’altra volta ancora, in cambio non di una mazzetta ma di una scuola, o un palazzetto, o una piscina, che serviranno al sindaco per farsi rieleggere al turno successivo.

La corruzione ha il volto e le sembianze del vizio marcio di questa politica stantia, che non sa immaginare altro che crescita, sviluppo, sicurezza, produzione

La corruzione è la megalomania di istituzioni che denunciano carenza endemica di risorse e sperperano denaro pubblico, inutilmente, e vivono il governo delle cose come fanno i bambini ingordi, di fronte all’albero di Natale: cercando sempre il pacco più colorato, e pesante, e grande.

La corruzione è anche l’allineamento della politica nazionale su questioni che possono mutare, o meno, il nostro futuro: e se mai c’è stato un momento per parlare, questo è quel momento. Questo è il tempo.

Perché l’orologio scorre inesorabile e il 2013 si avvicina, e allora non ci saranno Europe, Monti, scuse, a nascondere questa politica in default di credibilità. Lo dico con forza e spero che il messaggio possa arrivare a chi si candida a governare questo Paese dopo il ventennio berlusconiano.

Per essere credibili dobbiamo mettere al centro una rivoluzione, semplicemente. L’onestà è il mezzo su cui saliremo per raggiungere la destinazione, che dev’essere a mio modesto avviso una società fatta di tante comunità locali in cui la sostenibilità, l’integrazione, il buon senso, saranno i mattoni per far su le case, e accogliere le persone.

Per essere credibili dovremo poter contare su una politica che dialoga, ma in cui il dialogo non sia come dicono tutti i partiti sul TAV: “parliamo poi però l’opera si fa ugualmente“

Per essere credibili, e appetibili, dobbiamo poter proporre un modello di società davvero altro, alto: in cui i rifiuti non si bruciano, ma si riciclano; in cui le centrali si spengono, e si accende il sole; in cui si ha cura del suolo, e l’acqua resta pubblica (qualcuno si ricorda, per caso, dei referendum?); in cui si fanno asili per i nostri figli e assistenza per i nostri anziani e non si buttano risorse per acquistare cacciabombardieri che esportano democrazia a suon di bombe. In cui gli onesti, e le persone perbene, vengono premiati e presi a modello, mentre i corrotti e i farabutti vengono espulsi dai partiti, e presi a pedate.

Se mai c’è stato un momento per parlare, questo è quel momento. Questo è il tempo. Di dire no al TAV e sì al futuro, e di immaginare un futuro in cui il Ministero più importante sia quello delle Piccole Opere di Buonsenso, ciò di cui il nostro trasandato Paese avrebbe proprio un gran bisogno.

Affinché le leggi possano essere “rispettabili”

Uno dei grandi problemi del nostro paese è indiscutibilmente quello della mancanza di legalità.

Se le leggi che già ci sono venissero rispettate certamente il paese avrebbe un altro volto e non conosceremmo molte delle assurdità che oggi ci circondano.

Ma forse c’è anche qualcosa di più.

Molto spesso, purtroppo, le leggi e i decreti vengono fatti semplicemente per tutelare i privilegi dei potenti e allora viene da chiedersi se rispettino davvero lo spirito della Costituzione e la volontà del popolo.

Abbè-Pierre.jpgIn un rigidissimo inverno francese l’Abbè Pierre, il frate partigiano fondatore del Movimento Emmaus International, stava lavorando insieme ad alcuni dei suoi compagni alla costruzione di alloggi -abusivi- per dare riparo alle famiglie più povere, ai clochard, a tutti quei diseredati costretti a dormire all’addiaccio.

Alle autorità prontamente accorse per bloccare i lavori lui rispose, indicando un neonato: “Preferisco che questo bambino sopravviva illegalemente, piuttosto che muoia legalmente”.

Qualche tempo più tardi, ritornando su questo tema aggiunse una riflessione che trovo particolarmente illuminante al proposito:

“Noi crediamo che in un paese civile le leggi debbano essere rispettate.
 Per questo noi ci battiamo affinché essere possano essere rispettabili.”

Oggi nel nostro paese, chi si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato, a contestare -anche pacificamente- l’assurdità di scelte promosse contro il benessere, l’ambiente, la dignità e la salute dei cittadini, ad esclusivo interesse privato di pochi, rischia di essere considerato un criminale sovversivo.

Questo anche quando dimostra una ferma e paziente volontà di ricercare con spirito costruttivo e dialogante le alternative possibili.

Dalle mamme vulcaniche di Terzigno, ai comitati contro il ponte sullo stretto, dai manifestanti contro la TAV, amanifestazionemammevulcanichecontestatosindaco02.jpgi tanti attivisti che si battono nel proprio territorio contro scelte deliranti promosse dalle varie lobby di turno… passa l’impressione (creata ad arte dai mass-media) che si tratti di contestatori capaci soltanto di dire di no a tutto, specie quando si parla del proprio territorio (la cosiddetta sindrone “NIMBY”, Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”).

Ora, paradossalmente, io penso di poter parlare di queste battaglie proprio per la distanza che mi separa da esse. Vivo a quasi 500 km dalla Val di Susa, 600 da Terzigno e 1000 da Messina.

E’ altamente improbabile che la linea Torino-Lione potrà mai passare da Faenza… così come il ponte sullo stretto. 😉

Insomma io non difendo il mio cortile, ma la salute, l’ambiente, i diritti e la dignità di tutti, ovunque si trovino!!!

Prendiamoci il tempo allora -lo dico per chi già non l’avesse fatto- di visitare i siti internet di questi movimenti, capire le loro ragioni, ascoltare le loro voci e scopriremo quanto abbiano già colto lo spirito di quella frase di Buckminster Fuller che riassume un po’ tutto il nostro libro “L’anticasta”:

“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
 Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo
 che renda la realtà obsoleta.”

Con i referendum su acqua e nucleare gli italiani hanno dato, a mio avviso, un’indicazione molto chiara rispetto alla società che vogliono, fondata sul principio dei beni comuni -per tutti- più che sugli interessi privati -di pochi- e su un sano principio di precauzione rispetto ai rischi assurdi che le grandi opere possono comportare!

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi al proposito, può rileggere il mio articolo su nucleare e grandi opere; qui invece potete trovare non una o dieci, ma addirittura 150 buone ragioni per dire di no alla TAV, scritte da Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Piemonte e master di ingegneria ambientale.

Risuonano forti le parole di Don Milani: “L’obbedienza non è più una virtù”.

Grazie allora di cuore a chi dimostra il coraggio e la sana follia di andare incontro alle ruspe con un mazzo d’aglio!

 

» Cosa è importante?»» Fraternità umana universale