Parlare con le mani (e capire coi piedi!)

Il linguaggio non verbale è notoriamente per noi italiani un elemento essenziale!
Ma a volte può anche essere fonte di alcuni fraintendimenti… 

Ecco una piccola video-guida per evitarne alcuni.

 

 

L’invasione dei primitivi

Io non sono razzista, però… come rivelano le loro lingue, a questi popoli manca totalmente l’inclinazione al progresso e alla modernità! 

Elogio del vuoto (e del silenzio)

Da Lao Tzu ai Diritti Naturali dei Bambini di Gianfranco Zavalloni, dalle culture africane ai giochi di logica… alla scoperta del valore del vuoto e del silenzio, per scoprire noi stessi e imparare a risolvere i nostri problemi quotidiani, in educazione e non solo.

Chi fa da sé fa per sé

Qui da noi c’è il noto detto “l’unione fa la forza”, che sembrerebbe incoraggiare decisamente verso la cooperazione. Peccato soltanto che ci sia anche il suo esatto opposto “chi fa da sé fa per tre”, che di fatto lo neutralizza.

In Africa, invece, dove non esiste l’equivalente del nostro secondo detto, un proverbio recita in maniera molto esplicita: “Quando le formiche uniscono le loro bocche possono trasportare un elefante”.

A me questo proverbio piace da matti, perché rispetto al nostro “l’unione fa la forza”, ci dice anche quanto sia grande questa forza, cioè ci fa capire che insieme è possibile realizzare imprese che altrimenti apparirebbero impensabili ancor prima che impossibili.

Del resto, come diceva simpaticamente Albert Einstein: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finché non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”

Chi pensa di poter far da sé, molto spesso non ha fiducia negli altri e pensa solo a sé stesso. Anche se sostiene di fare molto per gli altri, probabilmente mente a se stesso.
Chi vuole davvero fare qualcosa per gli altri infatti, se è sincero, normalmente non impiega molto a capire che il modo migliore per farlo è anche con gli altri!

E’ dunque necessario mettersi in gioco, per quello che veramente siamo, in modo autentico e sincero.

(breve estratto dal mio nuovo libro “Sbagliando non si impara”)

 

I miei primi 5 anni… posso chiedervi un regalo?

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Fra pochi giorni, il 20 aprile, questo blog festeggia il suo quinto compleanno.

E’ con un misto di soddisfazione, nostalgia, tenerezza, entusiasmo che riguardo ai post di questi anni, un po’ come sfogliando un album di foto di famiglia.

Nato quasi per scherzo, in una sera, per il desiderio di condividere alcune riflessioni e rimanere in contatto con le tante persone che incontro in giro per l’Italia, il blog si è sviluppato col tempo, arrivando ad oltre 340 articoli corredati da 80 video e quasi 850 immagini, giungendo a contare in totale 334 mila visite (di cui 130 mila visitatori unici) e oltre 1 milione di pagine viste!!!

Ho stimato di aver dedicato al blog complessivamente oltre 1.200 ore, pari a 8 mesi di lavoro a tempo pieno. E lo rifarei anche subito!

In questi 5 anni ho trattato infatti tanti temi che mi stanno a cuore.

Ho scritto di poesia, ho promosso il valore della solidarietà, in Africa  e non solo, e quello della giustizia.

Ho sviluppato un’ampia riflessione sull’ecologia, con particolare attenzione ai temi dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti

Ho offerto strumenti sui temi dell’intercultura, della pace e della nonviolenza.

Ho cercato di promuovere una riflessione sull’educazione, condividendo strumenti e metodologie per una partecipazione attiva, sempre con un occhio di attenzione particolare ai giovani.

Ho presentato i miei libri, che nascevano e andavano maturando in parallelo a questo blog e i tanti incontri pubblici in cui li ho promossi in tutta Italia.

Ho raccontato con sincerità le esperienze di amministrazioni virtuose e un impegno politico, inteso come servizio civile, che proprio non riesco a immaginare distinto dall’impegno culturale e sociale.

Ho pubblicato tanti video e raccontato i miei viaggi in Africa, mettendomi a nudo e condividendo con tutti le mie emozioni più profonde.

Vorrei ringraziare tutti voi amici che mi avete seguito in questo percorso -e spero continuerete a farlo!- e chiedere a tutti, se possibile, due regali di compleanno:

– il primo è un consiglio sincero per migliorare;

– il secondo è di passare parola ad un amico, invitandolo ad iscriversi alla newsletter del blog (in alto a destra in home page) ed unirsi così alla nostra bella “famiglia”.

Ecco il trailer di “SAMBIIGA, l’altro fratello”

Dopo due mesi pazzeschi di lavoro, dal nostro rientro, è finalmente pronto il trailer di SAMBIIGA, l’altro fratello, il primo “reality show responsabile” sulla nostra esperienza di viaggio in Burkina Faso, che stiamo realizzando insieme ad Andrea Boretti e Daniel Tarozzi.

 

E’ stato un impegno enorme, per cercare di raccontare la ricchezza incredibile delle quasi 60 ore di materiale girato in soli 3 minuti.

 

Ma il risultato ci riempie di soddisfazione e di

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emozioni, riportandoci con la mente e col cuore alla nostra amata terra d’Africa e all’esperienza splendida vissuta durante quelle tre settimane di viaggio insieme agli “altri fratelli”, cioé i nostri compagni di viaggio e i tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino!

 

Fra pochi giorni sarà pronta anche la “puntata zero” del Reality, che una volta montato interamente contiamo di arrivare a distribuire in tv a livello nazionale, grazie anche al nostro produttore LIBRE Associazione di idee, portando in questo modo ad un vasto pubblico i contenuti e i valori di questo progetto.

 

Commercio equo e solidale, cooperazione internazionale, intercultura, sostenibilità ambientale, diritti umani… affrontati per la prima volta in modo leggero, quasi giocoso, attraverso il linguaggio “pop” del reality show.

 

Un modo nuovo per uscire dalla nicchia di quanti sono già sensibili e attenti a certi temi e portare l’attenzione anche su quell’Africa che non appare mai nei mass media. L’Africa che sta costruendo, giorno dopo giorno, un domani migliore fondato sull’autonomia, la dignità, il coraggio.

 

Buona visione a tutti!

 

Rieccomi qua!!!

gruppo_oursì.jpgSono rientrato due giorni fa dal Burkina Faso, dopo un mese trascorso in questo meraviglioso paese del Sahel insieme ai compagni di viaggio dell’Altro Fratello.

 

Non è certo la prima volta che rientro. Dovrei esserci abituato ormai.

 

Invece mi ritrovo, come ogni volta, spaesatissimo, quasi fossi allunato in questo grigio invernale, che si fonde e confonde con l’asfalto all’orizzonte… in netto contrasto con il rosso della terra africana che porto ancora negli occhi, nel cuore, e un poco anche sui vestiti.

 

Sono forzatamente chiuso nella mia casetta, al calduccio, lontano dai mille rapporti che si sviluppano sulla strada in Africa e mi ripeto continuamente che verrà la primavera anche qui… fra qualche mese.

 

Porto con me, ancora una volta, un bagaglio ricchissimo di volti, esperienze, progetti, sogni, ferite, speranze, passione, fede, impegno… che abbiamo raccolto durante il viaggio!!!

 

Sarà tutto questo che cercherò di condividere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei tanti incontri che mi aspettano in giro per l’Italia e attraverso il video di “Sambiiga, l’altro fratello“, a cui abbiamo lavorato sodo durante il viaggio, raccogliendo oltre 60 ore di splendido materiale girato.

 

Daniel e Andrea (grandissimi!) avranno il loro da fare a montare una simile montagna di materiale… che bella sfida.

 

Le mie attività educative sono riprese. Già ieri ho ricominciato i Laboratori nelle scuole, con un percorso sull’educazione alla mondialità; domani sarò a Padova per un incontro sulla Globalizzazione e inevitabilmente non potrò che collegare le analisi sociologiche, economiche e culturali alle esperienze concrete dei tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino.

 

Poi ci sarà la formazione per i genitori con Kaleidos, che parte fra poche settimane, il video sull’esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, che stiamo concludendo insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, i tanti incontri di presentazione dell’Anticasta e ancora tanti altri progetti in cantiere…

 

L’avventura non finisce mai. Come diceva Carlo Carretto: “camminando si apre cammino.”

Ci vediamo a gennaio…

Domattina parto per il Burkina Faso!!!

 

Finalmente, dopo due anni, torno a mettere piede sulla terra rossa che tanto amo e che ormai è divenuta la mia seconda patria (non solo metaforicamente, visto che ora ho anche la cittadinanza burkinabé…).


Saro’ giù per un mese, fino al 12 gennaio. Fra quattro giorni io e Jeannette festeggeremo il nostro decimo anniversario di matrimonio, in una grande festa insieme ai parenti e a tutti gli amici che in questi anni ci sono stati “vicini”; si fa per dire, siamo a 4.000 km di distanza… ma il cuore non conosce confini e come dice un proverbio africano: “Il cammimo attraverso la foresta è lungo solo se non si ama la persona che si va a trovare.”

 

E a partire dal 24 dicembre ci raggiungerà uno splendido gruppo di 11 persone, che ci accompagneranno in un viaggio di conoscenza e condivisione alla scoperta del Burkina, della sua popolazione, dei sogni, dei progetti, di quella incredibile ricchezza umana e culturale che questo Paese sa offrire a chi si avvicina con rispetto e sincerità.

 

Cercheremo di raccontare tutto questo attraverso il progetto “sambiiga, l’altro fratello“, il prima reality show responsabile!

 

Il mio blog, quindi, non sarà aggiornato fino a metà gennaio, ma vi invito tutti a seguirci nel nostro viaggio attraverso il blog dell’ALTRO FRATELLO!!!

 

Ci saranno testi, foto e collegamenti via radio tre volte alla settimana. E al nostro ritorno monteremo -con il linguaggio del reality- tutto il materiale video girato durante il viaggio da Andrea e Daniel, due operatori professionisti che saranno in Burkina insieme a noi…


Da uno degli incontri di preparazione alla partenza insieme ai compagni di viaggio, abbiamo tratto questo breve video in cui invito a riflettere sull’enorme scarto economico fra noi e i fratelli burkinabè e sulla possibilità che una partita di calcio, per un attimo almeno, possa cancellarlo e possa farci sentire tutti uguali.

 

E’ nato “SAMBIIGA, l’altro fratello”: il primo reality show responsabile…

 

Dalla collaborazione fra diverse realtà della società civile italiana è nato “SAMBIIGA, l’altro fratello”, il primo reality show responsabile, che accompagnerà il viaggio di 15 italiani in Burkina Faso, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010.

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Si tratta di un progetto di comunicazione integrata che attraverso internet, radio e video vuole dare voce alle realtà straordinarie che i partecipanti scopriranno lungo il loro cammino, invitando così ad una riflessione su quell’Africa normalmente invisibile nei mass-media e sul senso del viaggio come opportunità di incontro fra culture diverse.

 

“Sambiiga” è un’espressione della lingua moorè del Burkina Faso che significa “fratello”, non tanto però come fratello di sangue, della stessa famiglia, quanto piuttosto come “Fratello” in senso più ampio, con riferimento alla fraternità umana universale.

 

In questo senso traduce perfettamente lo spirito del progetto “L’altro fratello”, che si fonda proprio su questa visione dell’umanità intesa come una grande famiglia, che va al di là di ogni frontiera fra gli uomini.

 

Ognuno di noi è “sambiiga”… con tutti i fratelli del pianeta.

Alle già feconde diversità culturali, fonti di mille potenziali scoperte, si aggiunge -ovviamente- l’enorme scarto economico fra i “turisti” e le persone che incontreranno -nel terzo paese più povero del mondo- che li porterà inevitabilmente ad interrogarsi sugli squilibri economici e sulle cause della povertà, più da un punto di vista intimo, esistenziale, che sociologico ed economico.

 

Ogni membro del gruppo in questo senso farà un percorso, sia fisico che personale ed interiore, che lo porterà a conoscere il Burkina Faso e le sue genti, a confrontarsi con esse e ad affrontare i possibili cambiamenti interiori che ne deriveranno.

 

Sambiiga intende mostrare attraverso un linguaggio filmico giovane e divertente, anche certi aspetti di grande importanza sociale e culturale, che difficilmente trovano spazio nei mass-media.

 

Alcune tappe del programma di viaggio, in particolare, si prestano a trattare certi temi chiave:


oursi_hu-beero.jpg– gli scavi archeologici di Oursì Hu-Beero, considerati oggi fra i più importanti di tutta l’Africa, per avvicinarsi ai temi dello schiavismo e della colonizzazione in una prospettiva di memoria storica;

 

– il cotone, di cui il Burkina è uno dei primi produttori mondiali e che si presta ad una riflessione semplice e chiara sull’ambiente (monocolture, ogm…) e sulla globalizzazione (esportazione, debito estero, commercio internazionale…), attraverso l’incontro con i produttori;


– i progetti di sviluppo di Mani Tese che i viaggiatori scopriranno, incontrando la popolazione dei villaggi che li gestisce e ne beneficia, per comprendere la modalità di intervento che li anima, volta all’autonomia delle popolazioni coinvolte;


wouol.jpg– i produttori del commercio equo e solidale, in partnership con la centrale Commercio Alternativo di Ferrara, per meglio capire la filosofia del commercio equo e solidale attraverso le parole dei suoi attori;

 

– il Centro inter-religioso e interculturale DUDAL JAM (in lingua peul “Scuola di Pace”) che sta sorgendo a Dorì per opera del vescovo e dell’imam locali, sostenuto anche dal Cem Mondialità; un bell’esempio di convivenza possibile delle diversità, dopo tanti esempi negativi che sono stati trasmessi in questi anni;

 

– il tema dell’acqua, con tutte le sue implicazioni, in termini di diritti, salute, economia e ambiente, anche attraverso l’utilizzo da parte dei viaggiatori della super-borraccia depuratore Lifesaver;

 

– l’incontro con i dignitari touareg a Gandefabou, al confine con il Mali, per riflettere insieme sui problemi dei nomadi del Sahel, sulla siccità e sui cambiamenti climatici;

 

– la collina sacra di Pitogdò, a Tangaye, che racchiude in sé la storia della colonizzazione, la spiritualità animista, la resistenza della popolazione ai colonizzatori;

 

– le miniere d’oro di Essakane, impressionanti, che si prestano a una riflessione forte sul lavoro minorile e sui diritti umani in generale.

 

Il Progetto, promosso da T-ERRE in collaborazione con Mani Tese, ha trovato l’appoggio di realtà importanti come la centrale del commercio equo e solidale Commercio Alternativo, il Cem Mondialità, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica e di alcuni media-partner come Afriradio e il social network ZOES.

 

 

Per seguire gli sviluppi del progetto: www.altrofratello.it

Le rinnovabili stanno vincendo!

Nonostante la rapida crescita delle rinnovabili negli ultimi anni, fino ad oggi c’era un problema: con tutta la buona volontà, crescevano meno rapidamente delle fonti convenzionali.

Non c’era troppo da stupirsi di questo fatto, con la Cina che metteva in funzione una nuova centrale a carbone ogni mese, o giù di li’.

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Come conseguenza, secondo le proiezioni dell’IEA (International Energy Agency) le rinnovabili non avrebbero mai dovuto avere un impatto significativo sul panorama energetico mondiale. Era un altro tassello che reggeva la diffusa opinione che “le rinnovabili non riusciranno mai a sostituire i fossili”.

 

Ma ora le cose sono cambiate. Nel 2008, infatti, per la prima volta la crescita delle rinnovabili ha superato quella delle fonti fossili sia in Europa che negli USA.

I dati li possiamo leggere nel rapporto di REN21, un’agenzia che si occupa delle energie rinnovabili. E sono dati molto incoraggianti. Di tutte le varie fonti rinnovabili, il fotovoltaico è quello che cresce più rapidamente (addirittura il 70% in più nel 2008, rispetto al 2007). Ma anche il vento cresce bene (+29% nel 2008) e, in generale, tutti i dati sono incoraggianti.

 

Ma c’è anche un altro cambiamento epocale nel 2008: secondo i responsabili del programma ambientale delle Nazioni Unite gli investimenti in energie rinnovabili hanno superato per la prima volta quelli in combustibili fossili.

I dati sembrano in netta controtendenza con il difficile momento che sta vivendo l’economia mondiale. Secondo il rapporto “Tendenze mondiali degli investimenti in energia sostenibile 2009” l’anno scorso si sono investiti nel mondo 155 miliardi di euro, soprattutto in progetti eolici e solari: una cifra record che fa ben sperare per il futuro. “Il 2008 è stato il primo anno in cui ci sono stati più investimenti in fonti energetiche che non usano combustibili fossili, rispetto a quelle in fonti ad alto uso di carbonio e nucleare – ha dichiarato il responsabile per il programma ambientale dell’Onu Achim Steiner – E’ un risultato molto significativo”.

 

eolico.jpgQuesto avviene soprattutto grazie al ruolo dei paesi emergenti, come Cina e Brasile. Pechino è passata infatti in pochi anni da essere un paese senza energia eolica a diventare il maggior produttore mondiale del settore: i nuovi investimenti cinesi sono aumentati infatti del 18% rispetto al 2007, a quota 15,6 miliardi di dollari.

In crescita anche le spese del Brasile, con uno stanziamento di 10 miliardi di dollari per la produzione di etanolo, e quelle indiane, in salita del 12% con 4 miliardi di dollari. Importante contributo anche dai paesi africani, che per la prima volta nella storia hanno superato il miliardo di dollari in investimenti.

 

In Italia, nel frattempo, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 27 febbraio n.13/2009, il nostro simpatico governo -convinto di poter fermare la storia- ha cancellato l’obiettivo del 25% da rinnovabili entro il 2012, come prevedeva invece la legge 244/2007.

 

L’energia eolica comunque, tanto per fare un esempio, ha conosciuto in Italia nel 2008 un incremento del 35% arrivando a oltre 6 TWh di energia prodotta.

 

Energia pulita pari al fabbisogno domestico di oltre 6 milioni di abitanti!

Sto sognando un “rosso Natale”…

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Ho iniziato proprio in questi giorni ad organizzare il prossimo viaggio di turismo responsabile in Burkina Faso.

 

Quest’anno infatti, per la prima volta dopo circa 15 anni, ero rimasto a casa per Natale e devo dire che questo mi ha fatto ricordare di quanto sia tragicamente lungo l’inverno italiano… non intendo ripetere questo errore una seconda volta!

 

Dal 15 dicembre, quindi, io sarò giù con la mia famiglia e a partire dal 24 dicembre, per 3 settimane, accompagnerò un gruppo di viaggiatori responsabili alla scoperta del Burkina Faso.

 

Sarà un viaggio di conoscenza e condivisione, organizzato insieme a T-ERRE e alla Cooperativa Kaleidos con particolare attenzione ai rapporti umani, all’incontro con le popolazioni locali e con la società civile del Paese che andremo ad incontrare nei villaggi (non quelli “turistici”), dove abbiamo realizzato con Mani Tese importanti progetti di sviluppo e dove i viaggi del turismo tradizionale non arrivano mai.

 

Incontreremo inoltre i produttori del commercio equo e solidale: bronzi, batik, tessuti bogolan, djembè, balafon…

 

burkina (094).JPGMa una buona parte del viaggio sarà anche dedicata alla scoperta della storia e della cultura – gli antichi palazzi, le moscheee, l’artigianato di ogni regione – e della natura meravigliosa del Burkina Faso che ci accompagnerà dal Sahel, fra i nomadi tuareg e i peul, alle dune di sabbia nel deserto di Oursì, fino alle foreste dell’ovest, fra i verdi campi di canna da zucchero, le stupende cascate di Karfiguelà, le ninfee del lago di Tengrela con i suoi ippopotami…

 

E a quanti si stessero chiedendo cosa mai io torni a fare per la sedicesima volta sempre nello stesso posto, ho pensato di rispondere con questa breve slide di immagini…

 

Se avete sempre sognato di scoprire l’Africa stando a contatto con la gente, ed ammirare la sua terra rossa infuocarsi al tramonto, questo è il viaggio che fa per voi.

Ecco il calendario del viaggio di quest’anno, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010:

Giovedì 24 – volo aereo dall’Aeroporto Marconi di Bologna; via Parigi Aeroporto  Charles de Gaulle; arrivo a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) ore 17,35 locali sistemazione, cena e  pernottamento.

Venerdì 25 – S.Natale nella capitale Ouagadougou; un’occasione per scroprire un modo diverso di festeggiare questa ricorrenza, che coinvolge in una unione profonda persone di ogni fede, in un grande momento gioioso.

campement_nuovo_tangaye2.jpgSabato 26 – Venerdì 1 – partenza verso l’est, per il villaggio di Tangaye e alloggio presso il Campement “Sougrì noma” (“il perdono è buono”): è il momento della condivisione della vita con la gente del villaggio, l’occasione per incontrare i responsabili dei Gruppi di Villaggio, fare visita agli anziani e  scoprire i luoghi sacri tradizionali, visitare il mercato serale del villaggio ai piedi del grande baobab e i progetti finanziati da Mani Tese (barrage, fuochi migliorati, etc…); l’occasione inoltre per incontrare la gente del villaggio di Djoassin, dove sono stati finanziati un pozzo e una scuola e partecipare alla coloratissima Messa al villaggio. Rientro in capitale passando da Laongò, con le sue roccie scolpite; cena e pernottamento.

Sabato 2 – partenza insieme a Theophile Kaboré, responsabile dei progetti di Mani Tese, per visitare alcuni villaggi in cui sono stati finanziati progetti, e incontrare la gente che ne beneficia per meglio capire la filosofia di intervento e come la popolazione gestisca questi progetti; rientro in capitale in serata.

Domenica 3 – rotta verso il Sahel, nel nord del paese; sosta al mercato di Kaya, celebre per la lavorazione del cuoio e delle pelli; visita delle 7 moschee sulla collina di Banì; arrivo in serata a Koyre-Zena; pernottamento presso il Campement del villaggio.

Lunedì 4 – partenza al mattino verso Gorom Gorom (“sedetevi, sediamoci” in lingua songhai), la capitale del sahel; poi si continua su Markoye per visitare il suo coloratissimo mercato in riva al lago, a cui accorrono persone anche dal Niger e dal Mali; nel pomeriggio ci spostiamo fino a Oursì dove alloggeremo in un magnifico Campement (“Aounaf”) ai piedi delle dune di sabbia e di fronte al grande stagno dove potremo ammirare molte specie di uccelli al tramonto.

tavolo_gandafabou.jpgMartedì 5 – passeggiata sulle dune di sabbia e poi visita agli scavi archeologici del sito Hu-Beerò, considerati fra i più importanti dell’Africa intera; nel pomeriggio partenza per il piccolo villaggio Tuareg di Gandafabou, dove alloggeremo nel meraviglioso Campement “Edjef”, dentro alle capanne sulla grande duna di sabbia rosa.

Mercoledì 6 – “ballade” a dorso di dromedario, per scoprire il villaggio e le sue strutture: la scuola, il dispensario, la maternità; qui abbiamo finanziato un progetto di formazione per le ostetriche tradizionali; ritorno al Campement “Edjef”, cena con Muchuì, il piatto tipico dei tuareg e pernottamento.

Giovedì 7 – lasciamo Gandafabou per ritornare a Gorom Gorom, dove si svolge il grande mercato del giovedì, celebre per l’incontro di mille popoli, dai Peulh, ai Bellà, dai Tuareg, agli Haussà del Niger; nel pomeriggio rientro in capitale.

Venerdì 8 – mattina libera, per riposarsi del lungo viaggio nel nord o -per chi volesse- girare con tranquillità le vie della capitale. Nel pomeriggio partenza verso ovest, breve sosta a Ouahabou, per visitare l’antico palazzo reale e la moschea  in bancò (argilla); arrivo in serata a Boromò dove alloggeremo al Campement Kaicedras, costruito sul fiume nel punto in cui spesso gli elefanti attraversano e gestito da un’associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

alberi2.jpgSabato 9 – ancora più a ovest, passando per Bobò-Dioulasso, fino a Banfora, poi attraverso i campi di canna da zucchero fino ai “duomi di Fabedougoù”, particolari conformazioni rocciose della zona, per poi tuffarsi nelle meravigliose cascate di Karfiguelà; rientro a Banfora e alloggio presso l’Hotel Comoé.

Domenica 10 – partenza al mattino presto per il lago di Tengrelà; giro in piroga fra le ninfee, per osservare gli ippopotami; rientro a Banfora, per una breve visita al mercato, quindi si torna a Bobò-Dioulasso per visitare la grande moschea, poi si continua su Ouagaougou; sulla strada brevi soste a Boni, per ammirare la splendida chiesa con un’enorme maschera bobò come facciata; arrivo in capitale in serata, sistemazione, cena e  pernottamento.

Lunedì 11 – mattina insieme agli artigiani del commercio equo e solidale, per meglio capire la filosofia di questo tipo di commercio, conoscere come lavorano (batik, legno, bronzo, tessuti bogolan…) e avvicinarsi all’arte africana; nel pomeriggio preparativi e partenza alle ore 23,25 per Parigi

Martedì 12 – arrivo a Parigi Aeroporto Charles de Gaulle alle 6,10 di mattina; partenza alle 7,20 e arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna alle ore 9,00.

 

Uno strano Natale…

Ho trascorso un bellissimo Natale, a casa, con tutta la famiglia. Fra l’albero e le lucine e con il presepe fatto insieme ai bambini con la creta.

Non lo facevo da tanti anni.

 

Mi fa un certo effetto pensare che lo scorso anno, come pure i 15 precedenti, l’avevo sempre festeggiato in terra d’Africa!

Ho ancora negli occhi, e nel cuore, i meravigliosi colori dell’ultimo Natale, nella piccola cappellina in terra del villaggio di Djoassin.

 

DSC02864.JPGLa chiesetta era stracolma, come sempre, e la gran parte dei fedeli era raccolta davanti all’ingresso, sulla nuda terra, sotto un sole cocente; raccolti silenziosi in preghiera, o esplodendo in canti gioiosi e interminabili!

 

Noi “bianchi” un poco più indietro, all’ombra di un giovane albero di karité, estasiati.

 

Per fortuna non sono stato l’unico ad essere toccato da quell’arcobaleno festoso.

 

E così ora, grazie alle splendide foto di Francesco Casarola -che quel giorno era davvero ispirato- possiamo rivivere quei momenti straordinari, nella sezione COLORI della Mostra Fotografica “L’Africa di ogni giorno”.

 

A volte si dice “chiudete gli occhi e sognate”, ma questa volta forse è il caso di dire “aprite gli occhi e sognate”!

L’Africa in prima linea contro la pena di morte!

nkurunziza..jpgA pochi giorni di distanza dalla storica decisione del Parlamento del Burundi -e dal 60° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo- ora anche il Togo ha deciso di abolire la pena capitale sul proprio territorio.

 

Si tratta di una positiva accelerazione di un processo già in corso, la cui tendenza è ormai chiara da tempo.

 

Fa impressione infatti pensare che ancora nel 1977 erano solo 16 i paesi che avevano abolito la pena di morte per tutti i reati, mentre oggi sono 135 i paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica, cioè oltre i due terzi degli stati del mondo.

Dal 1976 ad oggi, secondo Amnesty International, una media di tre nuovi Paesi ogni anno ha aggiunto il proprio nome alla lista dei paesi che hanno abolito la pena di morte. La maggioranza delle nazioni ha posto termine alla pena capitale nella legislazione o nella prassi.

 

Per approfondire questo tema puoi leggere l’articolo che ho da poco scritto per la sezione “buone nuove” del sito Peace Reporter.

nuove foto della moto-ambulanza di Gandafabou

8eadc094fa94aa12474756ae68b4b44a.jpgHo appena ricevuto via mail dal mio amico Paul altre due foto della moto-ambulanza che abbiamo finanziato in Burkina Faso, nel villaggio di Gandafabou e che servirà 12 villaggi in un raggio di 54 km, in pieno Sahel.

5399c4fbb09a58c649c1b857d505b6cb.jpgLe foto mi sono arrivate piccolissime, ma danno comunque l’idea della semplicità dei mezzi che sono sufficienti per offrire un grande aiuto a migliaia di persone che fino a ieri dovevano spostarsi a dorso d’asino o di dromedario, con tempi lunghissimi, per arrivare alla struttura sanitaria più “vicina”…

africa: preparativi per i prossimi viaggi

Quest’anno, per la prima volta dopo quasi quindici anni, non partirò per l’Africa in dicembre-gennaio.175c95ab91dc4df3e85f21f5914d44e7.jpg
Il medico mi ha consigliato di riposare un poco il mio fisico, provato dall’ultimo attacco di malaria che mi ha messo a dura prova, fra le dune e i tanti amici raccoltisi nella mia capanna a Gandafabou…

Ma il passaparola creato dai partecipanti entusiasti dei viaggi degli scorsi anni ha portato comunque alla nascita di due gruppi che partiranno a cavallo del Natale, all’interno del progetto di “T-ERRE”, l’associazione di turismo responsabile.
Li ho incontrati oggi, per coordinare i tempi e iniziare ad organizzare i loro percorsi.
Il primo gruppo, formato per lo più da ragazze volontarie del gruppo “Mani Tese” di Rimini, sarà incentrato in particolare sul tema della cooperazione internazionale, con molti incontri e visite ai villaggi in cui sono stati realizzati i progetti di Mani Tese.

Il secondo più eterogeneo, all’interno del progetto di turismo responsabile “T-ERRE”, sarà invece un’esperienza di condivisione con la popolazione locale e in particolare con la società civile del Burkina. Ad accompagnarlo Silvia Gatta -che ha già quattro viaggi in Burkina alle spalle- e il suo fidanzato Alain Somé, del Burkina Faso.

Un altro gruppo si sta formando, di artisti che vogliono andare a scoprire la musica e la danza africana, con l’obiettivo di arricchirsi nella contaminazione reciproca. A seguire questo progetto l’Associazione “Afromagna”, nata dal progetto musicale dei “Natural Biskers.”

una motoambulanza fra le dune di Gandafabou

E’ arrivata da alcuni giorni a destinazione la moto-ambulanza che abbiamo finanziato con il Comitato di Amicizia-Mani Tese di Faenza, grazie anche al sostegno di tanti amici; servirà 12 villaggi nell’estremo nord del Burkina Faso.4cc7635f357f127d01c4dd5c9b8e4f2e.jpgSi tratta della zona intorno al piccolo dispensario del villaggio di Gandafabou, in cui avevamo già finanziato un importante progetto di formazione per le ostetriche tradizionali lo scorso anno.Qualche giorno fa mi hanno telefonato da Gorom Gorom i miei amici Souleimane e Paabre, animatori sanitari della zona, per esprimermi tutta la loro gioia e quella della comunità intera…E’ stata una telefonata bellissima, molto emozionante.Questa moto-ambulanza servirà una popolazione sparpagliata in un raggio di oltre 50 km, che fino a ieri si spostavano solo in dromedario. Ridurre i tempi e facilitare gli spostamenti, sia per gli ammalati più gravi che per le donne che devono partorire e si ritrovano ad avere delle complicanze legate al parto, è di fondamentale importanza. E’ con grande gioia quindi che accogliamo questa buona notizia.Il prossimo passo, fra poche settimane, sarà quello di finanziare in ognuno dei 12 villaggi un telefonino satellitare con un pannellino fotovoltaico che renderà anche più rapida la comunicazione per chiamare questa ambulanza.Per questa parte del progetto dobbiamo ancora trovare i finanziamenti, quindi se volete contribuire…