Non importa da dove veniamo, importa dove stiamo andando!

 

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Dopo gli ultimi incontri a Massa Marittima, ospite della Lista Civica “Massa Comune” e a Colle Val d’Elsa con l’Associazione “il Telaio“, venerdì sono stato a Treviso, su invito del Meet-Up locale “Fare Treviso” sempre per presentare “L’anticasta”.

 

E’ stata per me l’occasione per scoprire, ancora una volta, tante esperienze straordinarie, fra cui il più grande Gruppo di Acquisto di fotovoltaico d’Italia, che è arrivato a raccogliere, un poco per volta, oltre 700 famiglie!!!

 

Questo sabato, 26 giugno, mi preparo a partire per Empoli, dove  condurrò un Laboratorio sulla comunicazione ecologica ed efficace all’interno del mitico Lentofestival.

 

gomez-travaglio.gifMercoledì 7 luglio alle 20,30 sarò a Fusignano, per presentare “L’anticasta” in apertura del secondo Meeting dell’informazione libera “Il grido della farfalla; dopo di me, sullo stesso palco, Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Peter Gomez parleranno de Il Fatto Quotidiano in un incontro dal titolo Buona editoria o giornale farabutto?”

 

Venerdì 9 luglio sarò a Castagneto Carducci, ospite di “La Sinistra per Castagneto”, che sta cercando di promuovere sul proprio territorio percorsi partecipativi virtuosi. Negli stessi giorni andranno a Castagneto anche gli amici Domenico Finiguerra e Alessio Ciacci.

 

Lunedì 26, insieme a Marco Boschini, saremo alla Festa de l’Unità di S.Lucia di Faenza per riflettere insieme sulle prospettive future dei Comuni virtuosi.

 

Lunedì 9 agosto sarò a Viserba per l’incontro Ponti della speranza: un mondo diverso“, presso il Teatro della Parrocchia “Santa Maria”.

 

L’estrema varietà degli ambiti nei quali sono invitato per portare un contributo di idee mi rallegra e mi fa pensare che al di la dei percorsi diversi che ciascuno ha alle proprie spalle si stia definendo poco per volta un orizzonte ampiamente condiviso, un medesimo sogno di società che vorremmo.

 

Avere una stessa meta permette di immaginare un cammino comune, perché -come cantano i Modena City Ramblers riprendendo le parole del grande poeta Luis Sepulveda– “i sentieri giusti vanno percorsi insieme”.

 

E soprattutto “alla meta arriviamo cantando, o non arriva nessuno…”


Insomma, non importa da dove veniamo, importa dove stiamo andando.

Questo è fondamentale perché il sogno possa diventare realtà!

 

 

Il freddo non esiste!

Perché c’è il Male nel mondo? Questa domanda può sembrare più grande di noi, certamente, ma è praticamente impossibile vivere senza darvi, in qualche modo, una risposta.

Anche la scelta di non pensarvi è già una risposta, pur se inconsapevole…

 

Voglio allora condividere con voi questo video meraviglioso e una mia breve riflessione tratta dal libro “Non è vero che tutto va peggio“.

 

 

“Se Dio non esistesse ci farebbe una figura migliore”, mi ha detto una volta il mio amico Daris, esprimendo in maniera essenziale il rifiuto, condiviso da molti giovani, dell’immagine di un Dio onnipotente che tollera tante ingiustizie e sofferenze.

“Dio, se c’è, deve essere buono! Come può ignorare tanti problemi?” E’ questa l’idea che porta molti ragazzi all’ateismo oggi.

E’ curioso notare come l’ateismo, nato molto recentemente nella storia umana, solo con l’illuminismo, coinvolga ancora oggi meno del 5% della popolazione mondiale, tutto concentrato nel mondo occidentale. Qualcuno potrebbe interpretare questo dato come frutto di una moderna consapevolezza che sta portando alla liberazione da quella religione che Marx definiva “l’oppio dei popoli”.

Ma forse per i Cristiani c’è anche dell’altro.

 

Padre Zanotelli ha detto che “forse Dio non è un padre onnipotente come ce lo siamo sempre immaginato per rispondere ai nostri bisogni, forse è come una madre impotente che assiste il suo figlio ammalato senza potervi fare niente. Cristo in croce rappresenta proprio questo, un Dio che si è fatto uomo per entrare nella storia….”

Madre Teresa di Calcutta diceva che “Dio non ha mani per aiutare chi soffre, siamo noi le sue mani.”

Penso che forse siamo in una fase nuova della fede cristiana, in cui ci si sta finalmente liberando da molte proiezioni false che ci siamo trascinati per secoli. Come diceva giustamente il pazzo del villaggio nel film “Train de vie”: “Dio forse ha creato l’uomo, ma l’uomo di sicuro ha creato Dio”.

 

Ci stiamo avvicinando all’essenza del messaggio di Cristo, ben riassunto dal detto di S.Agostino “ama e fa ciò che vuoi”. Dopo secoli in cui la religione (o farei meglio a dire le religioni) si è prestata a legittimare il potere, divenendone di fatto uno strumento, oggi le cose sembrano cambiare molto rapidamente.

Non attecchisce più la visione medioevale che suggeriva: “porta pazienza, sopporta le bastonate e poi andrai in paradiso…”; come ha detto molto chiaramente padre Raniero Cantalamessa “Noi non siamo qui per andare in paradiso, ma per crearlo!” e questa è una vera rivoluzione copernicana.

 

La fede cristiana si libera così dalla distorsione intimistica funzionale al potere, e recupera la sua originaria forza di cambiamento sociale e di protagonismo storico, che aveva contraddistinto l’azione rivoluzionaria delle prime comunità cristiane, realmente capaci di condividere, rifiutare la violenza delegittimando così il potere di Roma, superare i pregiudizi e le discriminazioni consolidate nella tradizione…

 

Molti atei sono oggi nei fatti, paradossalmente, più cristiani della maggioranza dei fedeli lungo il corso della storia!

Peccato soltanto che non possano vivere il loro impegno con la serenità di sentirsi figli fra le braccia di un padre buono.

Sbagliando non si impara!

Ci hanno sempre detto che “sbagliando si impara” e alla fine ci siamo tutti convinti che sia davvero così.

in_bicicletta.jpgIo credo invece che si impari attraverso i successi.

Provo a spiegarmi con un esempio semplice, immediato: pensate un po’ a quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, da bambini.

Sembrava impossibile vero? Infatti siamo caduti tutti quanti cento volte prima di riuscirvi.

Ma non è grazie a quegli innumerevoli tentativi falliti che abbiamo imparato. Piuttosto è accaduto a un certo punto che, un po’ per caso o anche un po’ per fortuna, ci siamo ritrovati quasi magicamente in equilibrio. Certo un equilibrio instabile, ancora traballante, ma tanto è stato sufficiente per farci “memorizzare” quel successo e imparare a replicarlo.

Certo occorreva la pazienza di cadere e rialzarsi tutte quelle volte per arrivare al risultato voluto, ma non è stato dai numerosi errori che abbiamo imparato, quanto piuttosto da quel timido, precario, successo personale.

Credo che questo principio valga anche più in generale, nella nostra vita; occorre la pazienza di riprovare mille volte, di sapersi rialzare ad ogni errore, ma è soprattutto dai nostri successi, talvolta fortuiti, che impariamo a migliorarci.

Questa riflessione ha grandi ricadute in campo educativo, dove è soprattutto incoraggiando il piacere della scoperta che possiamo offrire ai ragazzi la possibilità -fra mille errori- di sperimentare anche i primi successi e scoprire così i propri talenti, quando ancora sono racchiusi dentro al guscio.

E anche a livello politico io non credo, purtroppo, che dagli errori si traggano grandi lezioni. Quanti sperano, specialmente nel centro-sinistra ma non solo, che a suon di sconfitte si possa arrivare, prima o poi, a fare autocritica credo che rimarranno a bocca asciutta.

Sono fiducioso invece che dai successi, dalla scoperta cioè dei vantaggi che le scelte virtuose possono portare, da tutti i punti di vista, si diffonderà e poi radicherà la consapevolezza del cambiamento possibile… non senza cadute da cui rialzarsi, ovviamente, proprio come quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta da bambini.

Regala un libro ad uno sconosciuto, insieme faremo tremare la terra!

Respiro una grande voglia di cambiamento nell’aria.

 

I giovani vogliono credere che possa esistere un mondo migliore, senza ipocrisie, soprusi, rassegnazione alla mediocrità. E stanno ricominciando a cercare i canali per esprimere questa voglia di cambiamento!

 

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Un esempio straordinario in questo senso mi è parsa l’iniziativa “Leggere Leggere Leggere”, il primo esperimento nazionale di lettura condivisa e creazione di una rete cosmica di cordialita’, che si è svolto appena pochi giorni fa, il 26 marzo. Se l’avessi scoperto prima, certamente l’avrei promosso su questo blog!

 

L’iniziativa parte da un’idea di un ragazzo di Empoli che ha appena 22 anni, Alberto Schiariti, il quale e’ riuscito a radunare ben 245mila fan in un gruppo di Facebook e decine tra associazioni ed enti pubblici con questo semplice appello:

 

leggere_leggere_leggere.jpg“Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avra’ in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avra’ cio’ in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Si’, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte.
Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete a un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.”

 

Regalare qualcosa ad uno sconosciuto, nella sua semplicità, è un gesto così rivoluzionario che molti non riescono neppure a concepire. Qualcuno ha persino malignato che Alberto avesse dietro qualche “sponsor”…

Non mi stupisco, anch’io ho ricevuto commenti di questo genere al mio video sulle energie alternative.

 

E se ben ricordo già il figlio di un falegname in Palestina, 2 mila anni fa, ebbe grossi problemi per questa sua strana idea della “gratuità”!

 

Molti non riescono proprio a credere che nella vita si possa fare qualcosa per pura passione, perché ci si crede davvero, per il piacere della relazione e l’emozione della scoperta, più che per il potere e il denaro. Poveretti, non vanno accusati, andrebbero invece aiutati a scoprire che la felicità non sta dove l’hanno cercata così a lungo, e con tanti sacrifici, sempre invano.

 

ho_fame_di_cultura.jpgPer fortuna però, in questo periodo sembra che i giovani stiano finalmente iniziando a “sentire” quello che stanno cercando. Dico “sentire” di proposito, perché questo viene ancora prima del “capire”.

E quando qualcuno, come ha fatto Alberto, lancia un appello che fa leva sulle note giuste, le corde iniziano a vibrare tutte insieme.

E’ un qualcosa di magico che io avverto spesso, ultimamente, nei miei tanti incontri pubblici.

 

E’ la consapevolezza, che si fa sempre più nitida, di condividere i nostri sogni con tanti altri!!!

Fu così che iniziò il ’68.

 

“Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest’evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l’importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c’è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un’ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l’ignoranza.


Voglio credere.


Credere di poter cambiar qualcosa.”

 

Sono sempre parole di questo ragazzo di 22 anni, che esprimono in modo semplice e chiaro quello che milioni di suoi coetanei sentono e vorrebbero gridare al mondo. Stanno solo cercando le parole per farlo.

 

Credo che avesse perfettamente ragione Jacopo Fo quando scriveva nel nostro libro “Non è vero che tutto va peggio”:


“Siamo in un momento nel quale prevale ancora la distruzione di tutti gli antichi valori che facevano da contorno a un’organizzazione sociale sostanzialmente repressiva, violenta e asfissiante.
Ora ci troviamo con i vecchi valori a pezzi e i nuovi che ancora non si sono affermati.
Ma io sono convinto che proprio per questo le cose stanno per cambiare ancor più radicalmente, in meglio.


Non c’è più molto che leghi gli umani ai vecchi modi di pensare.
È ormai matura la consapevolezza che il sistema sociale basato sul petrolio e lo sfruttamento non funziona più.

Non abbiamo bisogno di maggiori quantità di merci, abbiamo bisogno di scoprire il piacere, la passione e l’amore.
Insomma, è un diverso modo di intendere l’esperienza di vivere.


Sono convinto che già da qualche anno stiamo vedendo i segni di una nuova rivoluzione delle coscienze e degli stili di vita di portata planetaria.
Una rivoluzione degli stili del quotidiano, dei consumi, dei desideri.”

 

Una rivoluzione che può iniziare anche da un gesto semplice, come quello di regalare un libro.

 

Faremo tremare la terra!

Incontri in agenda nelle prossime settimane…

 

colorno_riciclalbero2.jpgDopo l’incontro bellissimo dell’altro giorno a Colorno, con più di 500 bambini che avevano partecipato al progetto “RicicAlbero”, addobbando gli alberi della città con materiali riutilizzati, e che hanno ritirato un premio in natura per le loro classi, domani sarò al Liceo Torricelli, qui a Faenza, su invito degli alunni che intendono guardare il video “Viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle” durante l’Assemblea d’Istituto e mi hanno chiesto di introdurlo.

 

Sabato 30 gennaio alle 20,30 sarò a Forlì per un incontro con i giovani, all’interno della Festa della Pace, promosso dalla Diocesi presso la parrocchia dei Romiti.

 

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Sabato 13 sarò a Ravenna, insieme all’amico Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, per un incontro sul tema del consumo di territorio presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani in via Corrado Ricci 26.

 

Domenica 14 andrò a Montenovo di Montiano, vicino a Cesena invitato dall’Associazione La casa dei pavoni per parlare delle esperienze straordinarie dei Comuni virtuosi.

 

Venerdì 19 febbraio alle 20,45 sarò nuovamente a Forlì questa volta per presentare L’anticasta, in un incontro che sarà moderato da Fabio Gavelli e si terrà nella saletta della banca in via Bruni.

 

colorno_riciclalbero6.jpg La serata è organizzata dalla Libreria del Duomo in collaborazione con Associazione Forlì Terzo Mondo, Cooperativa Equamente, Caritas, Ass. Incontri, Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, pastorale sociale e del lavoro.

 

Martedì 23 febbraio sarò a Piove di Sacco, invitato dagli amici dell’Associazione LIBERA, per un incontro dal titolo “Vivere meglio? Una scelta!”

La serata fa parte di un ciclo di incontri dal titolo “Cambiare? E’ possibile!”.

 

Venerdì 26 febbraio presenterò L’anticasta a Empoli, presso la libreria Mondadori, via G. del Papa 47.

L’incontro, che inizierà alle 21,30, è promosso dal G.E.E.S. (Gruppo empolese emisfero sud) e dalla Bottega del commercio equo e solidale NADIR.

 

 

L’ANTICASTA da Fabio Fazio!

Dopo l’intervento di martedì a Geo&Geo, in cui Marco ha presentato a Sveva Sagramola l’esperienza dei Comuni Virtuosi, che insieme abbiamo cercato di raccontare nel nostro libro “L’anticasta“, questa sera Luca Mercalli ha presentato il libro da Fabio Fazio in una delle più importanti vetrine per i libri di tutta la tv italiana!

 

La foresta che cresce fa sempre più rumore…

 

 

 

>> Domani L’anticasta a Geo & Geo, RAI3

>> La “foresta che cresce” sta iniziando a fare rumore!

>> Con L’anticasta la EMI vince il “Premio Green” al Pisa Book Festival

>> Una finestra nazionale

Con L’anticasta la EMI vince il “Premio Green” al Pisa Book Festival!

 

E’ con grandissima gioia e soddisfazione che leggo, nel sito del pisabookfestival, questa pagina:


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“Il Premio Green Book, novità 2009, è dedicato all’editore che nel corso dell’anno ha dimostrato maggiore impegno e dedizione alla causa ecologica e al verde urbano.


Il vincitore per il 2009 è la casa editrice EMI, con il libro L’Anticasta di Marco Boschini e Michele Dotti.


Il premio è l’impegno del Pisa Book Festival perché la natura riconquisti la città.


Interverranno: Flavia Cristiano, direttrice del Centro per il Libro e la Lettura, Paolo Vernieri (Università di Pisa), Giannozzo Pucci (editore di l’Ecologist), Giuliano Meini (Orti Pisani). Coordina: Pia Pera, scrittrice, giornalista e giardiniera (ortidipace.org).”


L’evento si svolgerà venerdì 9 ottobre alle 12, presso il Palazzo dei Congressi di Pisa (Sala Fermi).


Dedico questo prestigioso Premio agli amici della EMI, alla loro passione e al coraggio che hanno dimostrato nella pubblicazione di questo libro; e a tutti quegli amministratori di cui io e Marco -e tutti gli altri coautori- abbiamo raccontato le esperienze virtuose in questo volume e nel video ad esso allegato, realizzato grazie al prezioso lavoro di FLATMIND Video Productions.