Giocare a calcio… senza pallone

Una bella mattina, ieri, con i ragazzi dell’Istituto “Oriani” di Faenza riuniti in Assemblea sul tema “Afriche, fra incubo terrorismo, sogni di pace e segni di speranza”.

Ho cercato di fare un quadro della situazione relativamente ai Paesi che meglio conosco, in particolare il Mali, partendo dalla testimonianza di due incontri fatti nell’estremo nord del Burkina, due anni fa – il primo in un campo profughi con i rifugiati maliani fuggiti dall’arrivo dei terroristi, il secondo con il leader dei touareg del nord del Mali – che mi avevano permesso di comprendere quel perverso cocktail di droga, armi pesanti, petrolio e folle ideologia che stanno dietro all’orrore che ha colpito tante popolazioni inermi.

Fra i vari video che ho mostrato -sempre cercando un equilibrio fra la parte di denuncia e quella di annuncio- anche questa meraviglia assoluta di Fatoumata Diawara, colonna sonora del film “Timbuktù“, di cui abbiamo anche visto alcuni brevi estratti.

Il più impressionante, sicuramente, è quello della partita di calcio senza pallone, perché i terroristi, in Mali, avevano vietato anche il gioco del calcio… oltre alla musica!

Nel videoclip se ne può vedere qualche immagine, di una straordinaria forza espressiva.

Infine, per essere sempre costruttivi e dare voce anche alla buone esperienze, ho mostrato il video del bellissimo progetto sul dialogo interculturale e inter-religioso “Dudal Jam – A scuola di pace“:

 

Si riparte, con un gran movimento dentro

oursì,dune,deserto,sahel,burkina,sabbia,paesaggioSono appena tornato dal Burkina Faso, dopo 24 giorni intensi che mi hanno portato -insieme ad un gruppo di amici e alla mia famiglia- a toccare con mano tante realtà diverse, lungo gli oltre 3.000 km che abbiamo percorso, in buona parte su piste di terra rossa e non di rado alluvionate per le pioggie.

Era la mia ventesima volta in Africa ed è stata per me l’occasione di reincontrare tanti vecchi amici, ma anche per conoscerne di nuovi e scoprire alcune situazioni che davvero non riesco a togliermi dagli occhi.

miniere,oro,burkina,lavoro minorile,diritti,infanziaPenso ai bambini lavoratori nelle miniere d’oro di Tiebelé, nel sud del paese, che ci hanno stretto il cuore e lasciato dentro un misto di indignazione e voglia di cambiare quest’assurdità; un’assurdità che viene in qualche modo legalizzata quando l’oro viene acquistato regolarmente dagli acquirenti autorizzati a farlo, chiudendo non uno ma due occhi rispetto ai diritti violati nell’estrazione.

E’ quello stesso oro che noi troviamo luccicante nelle nostre gioiellerie, senza renderci minimamente conto di quale storia possa avere dietro di sé.

 

profughi,mali,tuareg,rifugiati,gandafabou,frontieraPenso alle decine di migliaia di profughi maliani, quasi tutti tuareg, rifugiati a Gandafabou e nei villaggi circostanti, che abbiamo incontrato all’estremità nord del Burkina, vicinissimi al confine con il Mali dal quale sono fuggiti spesso senza avere la possibilità di portare nulla con sé.

E’ stato un incontro davvero toccante, su cui mi riserbo di scrivere qualcosa più approfonditamente nei prossimi giorni, anche perché nessuno parla di questa situazione in Italia.

 

Penso ancora alla difficile situazione di molti contadini burkinabé, per le pioggie che sono arrivate con quasi un mese di ritardo e hanno rovinato tanti raccolti. E questo mi conferma nella consapevolezza di quanto siano importanti i progetti che abbiamo realizzato in questi anni, con Mani Tese e con altre associazioni amiche, che hanno liberato centinaia di migliaia di persone da questa vulnerabilità, portando autonomia alimentare ed economica ad intere comunità!

colori,mercato,africa,burkina,spezie,cucinaE poi ho ancora negli occhi i volti, i colori, gli orizzonti sconfinati del Sahel…

e tanto altro ancora, per cui ora non trovo le parole.

Porterò tutto questo con me, nei prossimi mesi, in giro per l’Italia.

 

Lo porterò nei laboratori con i ragazzi, nei corsi di formazione con insegnanti, educatori e mediatori culturali, nelle tante serate pubbliche per i libri o legate al mio impegno sociale e politico, così come nella mia vita quotidiana, quando vado a fare la spesa, gioco con i miei figli o incontro un amico o una qualunque persona per strada.

bimbo,africa,sguardo,volto,burkina,mammaA volte penso che il mio grande movimento fuori rispecchi questo grande movimento che sento dentro.

E devo dire che non mi dispiace affatto e spero con tutto il cuore di riuscire ad invecchiare senza mai adattarmi alle tante ingiustizie che affliggono il mondo.

Ho ancora negli occhi…

Sono rientrato tre giorni fa dal Burkina Faso e -come sempre mi accade- mi ritrovo ancora abbastanza spaesato e mi chiedo cosa ci faccio qui.

Sarà per i 30 gradi di differenza, o forse per il brusco cambio di colori che dal rosso della terra e dall’azzurro dei cieli africani hanno lasciato posto ad un grigio che fonde all’orizzonte l’asfalto con la nebbia.

4129166280_b4613f148e.jpgQuello che è certo è che ho ancora negli occhi gli sguardi persi dei minatori vicino ad Essakane, in pieno Sahel, che cercano l’oro in buche scavate a mano fino a 50 metri di profondità, in un’angosciante roulette russa fra la ricchezza e la morte, dentro a gallerie che in ogni momento potrebbero aprirsi a vene del prezioso metallo come chiudersi seppellendo tutto e tutti.

Ho ancora negli occhi la gioia delle donne nel villaggio di Andega, che esplode danzando per il pozzo che abbiamo appena realizzato.

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Un pozzo che dà vita e alleggerisce il loro carico di lavoro quotidiano, liberando tempo prezioso per prendersi cura dei figli, avviare piccole attività di artigianato o anche solo per un po’ di raro quanto sacrosanto riposo.

Ho ancora negli occhi la disperazione, avvolta da un nugolo di mosche, e nelle narici l’odore nauseabondo che emanava la gamba in cancrena di un ragazzo di appena 28 anni che ha bussato alla nostra porta a Ouagadougou, per chiederci disperato il costo del trasporto per poter rientrare a morire al suo villaggio, accanto alla sua famiglia e ai suoi due figli ancora piccoli.

E ho nitida negli occhi la luce della speranza che si è riaccesa in lui quando gli abbiamo detto che avremmo fatto di tutto per curarlo e da subito abbiamo iniziato ad occuparcene concretamente!

4129173694_979ba6d471.jpgHo ancora negli occhi la soddisfazione e la determinazione degli orticoltori di Tangzougou in mezzo alla distesa immensa dei loro orti, dove ancora pochi anni fa non c’erano che erba secca e terra arida, mentre ora crescono frutti.

E mille altre immagini fortissime che si sono impresse nel mio animo come su una pellicola e che certamente non si cancelleranno in pochi giorni…

4129175458_2339b98789.jpgTutto questo mi riecheggia dentro e mi parla del diritto ad un lavoro degno e alla salute, di acqua come diritto universale, di solidarietà, cooperazione e politiche volte all’autosufficienza… della necessità di liberarsi da logiche di sfruttamento e dipendenza dall’estero in un cammino di giustizia internazionale e di fraternità universale.

E così mi ricordo perché mi appassiona tanto il mio impegno nei campi della formazione, dell’informazione e della politica intese come servizi alla comunità e partecipazione alla creazione di un futuro migliore per tutti.

Mi ci vorrà ancora qualche giorno, certo, ma ora mi sento un po’ meno spaesato di prima.

Il caffè è servito!

mota-ambulanza_1.jpgE’ con grande gioia che ho ricevuto proprio oggi queste foto, via mail, dal mio grande amico Paul.

 

Le aspettavo da giorni, con trepidazione…

 

Qualche mese fa, infatti, avevo lanciato da questo blog un appello per sostenere l’acquisto di una moto-ambulanza per la popolazione del villaggio di Djoassin, in Burkina Faso.

 

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Avevo chiesto a ciascuno dei miei lettori un piccolissimo contributo: “Vi chiedo solo un caffé. Sarà il più buono e profumato di tutta la vostra vita!”


E molti hanno risposto con generosità a questo appello, sostenuto anche dall’Associazione T-ERRE di turismo responsabile (che ringrazio di cuore!) con la quale organizziamo da anni i nostri viaggi in Burkina Faso.

 

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Molti hanno offerto ben più di un caffé… direi almeno un cappuccino!

 

Anche la popolazione di Djoassin ha partecipato attivamente facendo una colletta e raccogliendo la bellezza di 400.000 CFA, pari a 600 euro, che rispetto al costo della vita in Burkina Faso non sono affatto poca cosa!

(Sarà la popolazione inoltre a farsi carico direttamente della gestione della moto in avvenire.)

 

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Grazie a questo sforzo congiunto la moto-ambulanza è stata acquistata in capitale (Ouagadougou) e consegnata da Paul a destinazione, a 230 km di distanza, nell’est del Paese.

 

Così oggi i 4.000 abitanti del villaggio possono accedere al dispensario più vicino, a Tangaye, 12 km di distanza, in tempi molto ridotti.

 

Per le donne con complicanze nella gravidanza che devono arrivare al più presto in maternità e per gli ammalati urgenti che devono raggiungere rapidamente il dispensario questo può realmente fare la differenza.

 

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A nome di tutti gli amici di Djoassin, che ho sentito anche per telefono e la cui gioia non trova parole per esprimersi, voglio ringraziare tutti voi che avete voluto contribuire a questo piccolo ma importante progetto!

 

Non vi scambierei con i lettori di nessun altro blog al mondo.

 

 

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Per trasparenza nei confronti di tutti i donatori, questa è la ricevuta dell’acquisto della moto, di 1.600.000 CFA, pari a 2.400 euro.

Ecco il trailer di “SAMBIIGA, l’altro fratello”

Dopo due mesi pazzeschi di lavoro, dal nostro rientro, è finalmente pronto il trailer di SAMBIIGA, l’altro fratello, il primo “reality show responsabile” sulla nostra esperienza di viaggio in Burkina Faso, che stiamo realizzando insieme ad Andrea Boretti e Daniel Tarozzi.

 

E’ stato un impegno enorme, per cercare di raccontare la ricchezza incredibile delle quasi 60 ore di materiale girato in soli 3 minuti.

 

Ma il risultato ci riempie di soddisfazione e di

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emozioni, riportandoci con la mente e col cuore alla nostra amata terra d’Africa e all’esperienza splendida vissuta durante quelle tre settimane di viaggio insieme agli “altri fratelli”, cioé i nostri compagni di viaggio e i tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino!

 

Fra pochi giorni sarà pronta anche la “puntata zero” del Reality, che una volta montato interamente contiamo di arrivare a distribuire in tv a livello nazionale, grazie anche al nostro produttore LIBRE Associazione di idee, portando in questo modo ad un vasto pubblico i contenuti e i valori di questo progetto.

 

Commercio equo e solidale, cooperazione internazionale, intercultura, sostenibilità ambientale, diritti umani… affrontati per la prima volta in modo leggero, quasi giocoso, attraverso il linguaggio “pop” del reality show.

 

Un modo nuovo per uscire dalla nicchia di quanti sono già sensibili e attenti a certi temi e portare l’attenzione anche su quell’Africa che non appare mai nei mass media. L’Africa che sta costruendo, giorno dopo giorno, un domani migliore fondato sull’autonomia, la dignità, il coraggio.

 

Buona visione a tutti!

 

Rieccomi qua!!!

gruppo_oursì.jpgSono rientrato due giorni fa dal Burkina Faso, dopo un mese trascorso in questo meraviglioso paese del Sahel insieme ai compagni di viaggio dell’Altro Fratello.

 

Non è certo la prima volta che rientro. Dovrei esserci abituato ormai.

 

Invece mi ritrovo, come ogni volta, spaesatissimo, quasi fossi allunato in questo grigio invernale, che si fonde e confonde con l’asfalto all’orizzonte… in netto contrasto con il rosso della terra africana che porto ancora negli occhi, nel cuore, e un poco anche sui vestiti.

 

Sono forzatamente chiuso nella mia casetta, al calduccio, lontano dai mille rapporti che si sviluppano sulla strada in Africa e mi ripeto continuamente che verrà la primavera anche qui… fra qualche mese.

 

Porto con me, ancora una volta, un bagaglio ricchissimo di volti, esperienze, progetti, sogni, ferite, speranze, passione, fede, impegno… che abbiamo raccolto durante il viaggio!!!

 

Sarà tutto questo che cercherò di condividere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei tanti incontri che mi aspettano in giro per l’Italia e attraverso il video di “Sambiiga, l’altro fratello“, a cui abbiamo lavorato sodo durante il viaggio, raccogliendo oltre 60 ore di splendido materiale girato.

 

Daniel e Andrea (grandissimi!) avranno il loro da fare a montare una simile montagna di materiale… che bella sfida.

 

Le mie attività educative sono riprese. Già ieri ho ricominciato i Laboratori nelle scuole, con un percorso sull’educazione alla mondialità; domani sarò a Padova per un incontro sulla Globalizzazione e inevitabilmente non potrò che collegare le analisi sociologiche, economiche e culturali alle esperienze concrete dei tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino.

 

Poi ci sarà la formazione per i genitori con Kaleidos, che parte fra poche settimane, il video sull’esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, che stiamo concludendo insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, i tanti incontri di presentazione dell’Anticasta e ancora tanti altri progetti in cantiere…

 

L’avventura non finisce mai. Come diceva Carlo Carretto: “camminando si apre cammino.”

Sto sognando un “rosso Natale”…

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Ho iniziato proprio in questi giorni ad organizzare il prossimo viaggio di turismo responsabile in Burkina Faso.

 

Quest’anno infatti, per la prima volta dopo circa 15 anni, ero rimasto a casa per Natale e devo dire che questo mi ha fatto ricordare di quanto sia tragicamente lungo l’inverno italiano… non intendo ripetere questo errore una seconda volta!

 

Dal 15 dicembre, quindi, io sarò giù con la mia famiglia e a partire dal 24 dicembre, per 3 settimane, accompagnerò un gruppo di viaggiatori responsabili alla scoperta del Burkina Faso.

 

Sarà un viaggio di conoscenza e condivisione, organizzato insieme a T-ERRE e alla Cooperativa Kaleidos con particolare attenzione ai rapporti umani, all’incontro con le popolazioni locali e con la società civile del Paese che andremo ad incontrare nei villaggi (non quelli “turistici”), dove abbiamo realizzato con Mani Tese importanti progetti di sviluppo e dove i viaggi del turismo tradizionale non arrivano mai.

 

Incontreremo inoltre i produttori del commercio equo e solidale: bronzi, batik, tessuti bogolan, djembè, balafon…

 

burkina (094).JPGMa una buona parte del viaggio sarà anche dedicata alla scoperta della storia e della cultura – gli antichi palazzi, le moscheee, l’artigianato di ogni regione – e della natura meravigliosa del Burkina Faso che ci accompagnerà dal Sahel, fra i nomadi tuareg e i peul, alle dune di sabbia nel deserto di Oursì, fino alle foreste dell’ovest, fra i verdi campi di canna da zucchero, le stupende cascate di Karfiguelà, le ninfee del lago di Tengrela con i suoi ippopotami…

 

E a quanti si stessero chiedendo cosa mai io torni a fare per la sedicesima volta sempre nello stesso posto, ho pensato di rispondere con questa breve slide di immagini…

 

Se avete sempre sognato di scoprire l’Africa stando a contatto con la gente, ed ammirare la sua terra rossa infuocarsi al tramonto, questo è il viaggio che fa per voi.

Ecco il calendario del viaggio di quest’anno, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010:

Giovedì 24 – volo aereo dall’Aeroporto Marconi di Bologna; via Parigi Aeroporto  Charles de Gaulle; arrivo a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) ore 17,35 locali sistemazione, cena e  pernottamento.

Venerdì 25 – S.Natale nella capitale Ouagadougou; un’occasione per scroprire un modo diverso di festeggiare questa ricorrenza, che coinvolge in una unione profonda persone di ogni fede, in un grande momento gioioso.

campement_nuovo_tangaye2.jpgSabato 26 – Venerdì 1 – partenza verso l’est, per il villaggio di Tangaye e alloggio presso il Campement “Sougrì noma” (“il perdono è buono”): è il momento della condivisione della vita con la gente del villaggio, l’occasione per incontrare i responsabili dei Gruppi di Villaggio, fare visita agli anziani e  scoprire i luoghi sacri tradizionali, visitare il mercato serale del villaggio ai piedi del grande baobab e i progetti finanziati da Mani Tese (barrage, fuochi migliorati, etc…); l’occasione inoltre per incontrare la gente del villaggio di Djoassin, dove sono stati finanziati un pozzo e una scuola e partecipare alla coloratissima Messa al villaggio. Rientro in capitale passando da Laongò, con le sue roccie scolpite; cena e pernottamento.

Sabato 2 – partenza insieme a Theophile Kaboré, responsabile dei progetti di Mani Tese, per visitare alcuni villaggi in cui sono stati finanziati progetti, e incontrare la gente che ne beneficia per meglio capire la filosofia di intervento e come la popolazione gestisca questi progetti; rientro in capitale in serata.

Domenica 3 – rotta verso il Sahel, nel nord del paese; sosta al mercato di Kaya, celebre per la lavorazione del cuoio e delle pelli; visita delle 7 moschee sulla collina di Banì; arrivo in serata a Koyre-Zena; pernottamento presso il Campement del villaggio.

Lunedì 4 – partenza al mattino verso Gorom Gorom (“sedetevi, sediamoci” in lingua songhai), la capitale del sahel; poi si continua su Markoye per visitare il suo coloratissimo mercato in riva al lago, a cui accorrono persone anche dal Niger e dal Mali; nel pomeriggio ci spostiamo fino a Oursì dove alloggeremo in un magnifico Campement (“Aounaf”) ai piedi delle dune di sabbia e di fronte al grande stagno dove potremo ammirare molte specie di uccelli al tramonto.

tavolo_gandafabou.jpgMartedì 5 – passeggiata sulle dune di sabbia e poi visita agli scavi archeologici del sito Hu-Beerò, considerati fra i più importanti dell’Africa intera; nel pomeriggio partenza per il piccolo villaggio Tuareg di Gandafabou, dove alloggeremo nel meraviglioso Campement “Edjef”, dentro alle capanne sulla grande duna di sabbia rosa.

Mercoledì 6 – “ballade” a dorso di dromedario, per scoprire il villaggio e le sue strutture: la scuola, il dispensario, la maternità; qui abbiamo finanziato un progetto di formazione per le ostetriche tradizionali; ritorno al Campement “Edjef”, cena con Muchuì, il piatto tipico dei tuareg e pernottamento.

Giovedì 7 – lasciamo Gandafabou per ritornare a Gorom Gorom, dove si svolge il grande mercato del giovedì, celebre per l’incontro di mille popoli, dai Peulh, ai Bellà, dai Tuareg, agli Haussà del Niger; nel pomeriggio rientro in capitale.

Venerdì 8 – mattina libera, per riposarsi del lungo viaggio nel nord o -per chi volesse- girare con tranquillità le vie della capitale. Nel pomeriggio partenza verso ovest, breve sosta a Ouahabou, per visitare l’antico palazzo reale e la moschea  in bancò (argilla); arrivo in serata a Boromò dove alloggeremo al Campement Kaicedras, costruito sul fiume nel punto in cui spesso gli elefanti attraversano e gestito da un’associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

alberi2.jpgSabato 9 – ancora più a ovest, passando per Bobò-Dioulasso, fino a Banfora, poi attraverso i campi di canna da zucchero fino ai “duomi di Fabedougoù”, particolari conformazioni rocciose della zona, per poi tuffarsi nelle meravigliose cascate di Karfiguelà; rientro a Banfora e alloggio presso l’Hotel Comoé.

Domenica 10 – partenza al mattino presto per il lago di Tengrelà; giro in piroga fra le ninfee, per osservare gli ippopotami; rientro a Banfora, per una breve visita al mercato, quindi si torna a Bobò-Dioulasso per visitare la grande moschea, poi si continua su Ouagaougou; sulla strada brevi soste a Boni, per ammirare la splendida chiesa con un’enorme maschera bobò come facciata; arrivo in capitale in serata, sistemazione, cena e  pernottamento.

Lunedì 11 – mattina insieme agli artigiani del commercio equo e solidale, per meglio capire la filosofia di questo tipo di commercio, conoscere come lavorano (batik, legno, bronzo, tessuti bogolan…) e avvicinarsi all’arte africana; nel pomeriggio preparativi e partenza alle ore 23,25 per Parigi

Martedì 12 – arrivo a Parigi Aeroporto Charles de Gaulle alle 6,10 di mattina; partenza alle 7,20 e arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna alle ore 9,00.

 

Prossimi incontri in programma

IMG_4708.jpgNei prossimi giorni, oltre ad una fittissima programmazione di Laboratori didattici nelle scuole e incontri di formazione, ho in agenda alcuni incontri interessanti, che vorrei segnalare:


Mercoledì 11 Marzo sarò a Castel Bolognese (RA), invitato a presentare il mio libro “Non è vero che tutto va peggio” all’interno del ciclo “Esperienze d’autore 2009” promosso dall’Assessorato alla Cultura.

L’incontro inizia alle ore 21, presso la Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” – Piazzale Poggi, 6.

 

Giovedì 19 sarò a Ferrara per incontrare 200 alunni del Liceo Classico “Ariosto”, uno dei primi Istituti Superiori in Italia ad avere ottenuto la CERTIFICAZIONE EMAS. Proprio nel quadro delle attività legate a questa che è la più importante Certificazione ambientale europea, sono stato invitato per essere intervistato dai ragazzi sui temi affrontati nel libro che ho scritto insieme a Jacopo Fo.

Sarà un bel momento di confronto e riflessione insieme a tanti alunni che stanno già facendo un percorso di approfondimento sulle tematiche legate alla sostenibilità ambientale, alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico…

 

Venerdì 27 Marzo sarò a Mantova per un incontro pubblico sul tema “Spunti di riflessione per una decrescita felice” promosso da un nutrito gruppo di Associazioni che mi hanno invitato: ISCOS-CISL Mantova, Mantogas (Gruppo Acquisto Solidale di Mn), Mappamondo (Bottega del Comm. Equo e Solidale), GIT Banca Etica, AGESCI Zona Mantova, Amici Beppe Grillo, Movimento per la decrescita e altri ancora…

 

burkina (301).JPGVenerdì 3 Aprile, presso il Circolo Arci Madamadorè di Forlì, porterò un mio contributo sul tema dei diritti umani in Africa; l’evento si svolgerà all’interno del Festival per i diritti umani – Human Rights Nights.

 

E il 16 Aprile sarò ancora in un Liceo, a Venezia, per incontrare gli alunni dell’Istituto “G.B. Benedetti” che hanno partecipato al finanziamento di un importante progetto di Mani Tese, volto al “rafforzamento della produzione orticola per 70 giovani e donne del villaggio di Nioniogo”.

Questo progetto (del valore di 10.000 euro) è stato finanziato per il 50% dalla Provincia di Venezia e per il 10% dagli studenti di questo Liceo che già da tre anni si impegnano per sostenere percorsi di solidarietà come questo.

Conosco molto bene questa zona del Burkina e ho seguito personalmente fin dalla sua nascita questo progetto di sviluppo dell’orticoltura, già realizzato con grande successo in tre villaggi e che si estenderà ora ad altri sette…

Porterò quindi con gioia un mio contributo agli alunni di questo Liceo, per mostrare loro -anche attraverso uno splendido filmato- quanto il nostro impegno possa davvero cambiare la vita per tanti fratelli nel Sud del mondo.

L’Africa di ogni giorno… gioia e tenerezza, forza, sensibilità e speranza

 
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Lunedì 17 novembre, inaugura a Cervia la mostra fotografica “L’Africa di ogni giorno”, all’interno del ciclo di eventi che ruotano attorno alla Giornata Mondiale della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia.

Si tratta di una mostra a cui lavoriamo da mesi, insieme a Francesco Casarola, l’autore delle splendide foto che saranno esposte.

Io ho curato i testi, frutto di una selezione di proverbi, citazioni e riflessioni sui temi trattati nelle quattro sezioni della mostra.

L’idea di una mostra sulla quotidianità del Burkina Faso nasce da una lunga esperienza di viaggio da parte di alcuni volontari legati al mondo della cooperazione internazionale con l’ONG Mani Tese e del turismo responsabile, con l’Associazione T-ERRE.
Nasce dalla consapevolezza -propria anche di Chiama l’Africa, partner della mostra- che l’immagine esclusivamente negativa offerta sull’Africa dai mass-media non corrisponde alla realtà nella sua interezza e complessità.
Questo rischia spesso di favorire la creazione di stereotipi e pregiudizi che non facilitano un fecondo dialogo interculturale.

 

La mostra ha l’obiettivo di stimolare non solo le coscienze, ma anche di far vibrare le corde dell’animo e promuovere così,  attraverso un’emotività positiva, un desiderio di incontro fra i popoli e le culture.

La mostra di articola in quattro sezioni, ciascuna delle quali rappresenta simbolicamente un aspetto della cultura burkinabé su cui intendiamo portare l’attenzione:

 

Capelli: le straordinarie pettinature africane, come simbolo della capacità di “prendersi cura” delle cose e delle persone;

Alberi: come simboli della forza e della capacità di resistere anche nei momenti più difficili;

Colori: come espressione della gioia di vivere, nonostante tutto;

Progetti: come capacità di guardare al futuro e impegnarsi affinché esso sia
 sempre migliore.

 

Sono tutti simboli il cui valore educativo è universale e va oltre le frontiere del paese rappresentato nelle foto.

 

La mostra è promossa da Mani Tese in collaborazione con T-ERRE e con la Campagna “Chiama l’Africa” ed è realizzata grazie al contributo del Comune di Cervia.

Terminato questo periodo di esposizione (17-31 novembre) la mostra diverrà itinerante, a disposizione di quanti intendano promuoverla in qualunque città d’Italia.

 

info: manitese@manitese.it

 

la musica e la danza come ponte fra le culture

Ritmo, suono, parole…

Villaggi che ritmano periodicamente la notte, suonatori che scandiscono il lavoro nei campi, giovani che ringraziano il Creato con un canto spontaneo, centri culturali che fanno della danza e della musica linguaggi per promuovere educazione e sensibilità sociale.

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C

Conoscere l’Africa attraverso la musica e la danza

Un viaggio in Burkina Faso che offre la possibilità di muovere corpo e spirito, con l’obiettivo di condividere e scambiare i linguaggi musicali e le relative danze, oltre che toccare con mano una grande cultura africana.

 

Un itinerario fra tradizione e modernità

Dalle danze e ritmi tradizionali dei villaggi, alla rinomata cultura percussiva di Bobò-Dioulassò, per terminare con la musica moderna nei locali, nelle sale prove e negli studi di registrazione della capitale Ouagadougou, dove sarà possibile valorizzare i rapporti di collaborazione intessuti con bands e musicisti locali.

 

Il  viaggio è promosso da T-ERRE e Progetto Afromagna.

 

Per info: T-ERRE: Giorgio Gatta – 0546/634280 –  393.2237343

Nicola Dotti – 320/2787723

mostra Burkina

nuove foto della moto-ambulanza di Gandafabou

8eadc094fa94aa12474756ae68b4b44a.jpgHo appena ricevuto via mail dal mio amico Paul altre due foto della moto-ambulanza che abbiamo finanziato in Burkina Faso, nel villaggio di Gandafabou e che servirà 12 villaggi in un raggio di 54 km, in pieno Sahel.

5399c4fbb09a58c649c1b857d505b6cb.jpgLe foto mi sono arrivate piccolissime, ma danno comunque l’idea della semplicità dei mezzi che sono sufficienti per offrire un grande aiuto a migliaia di persone che fino a ieri dovevano spostarsi a dorso d’asino o di dromedario, con tempi lunghissimi, per arrivare alla struttura sanitaria più “vicina”…

africa: preparativi per i prossimi viaggi

Quest’anno, per la prima volta dopo quasi quindici anni, non partirò per l’Africa in dicembre-gennaio.175c95ab91dc4df3e85f21f5914d44e7.jpg
Il medico mi ha consigliato di riposare un poco il mio fisico, provato dall’ultimo attacco di malaria che mi ha messo a dura prova, fra le dune e i tanti amici raccoltisi nella mia capanna a Gandafabou…

Ma il passaparola creato dai partecipanti entusiasti dei viaggi degli scorsi anni ha portato comunque alla nascita di due gruppi che partiranno a cavallo del Natale, all’interno del progetto di “T-ERRE”, l’associazione di turismo responsabile.
Li ho incontrati oggi, per coordinare i tempi e iniziare ad organizzare i loro percorsi.
Il primo gruppo, formato per lo più da ragazze volontarie del gruppo “Mani Tese” di Rimini, sarà incentrato in particolare sul tema della cooperazione internazionale, con molti incontri e visite ai villaggi in cui sono stati realizzati i progetti di Mani Tese.

Il secondo più eterogeneo, all’interno del progetto di turismo responsabile “T-ERRE”, sarà invece un’esperienza di condivisione con la popolazione locale e in particolare con la società civile del Burkina. Ad accompagnarlo Silvia Gatta -che ha già quattro viaggi in Burkina alle spalle- e il suo fidanzato Alain Somé, del Burkina Faso.

Un altro gruppo si sta formando, di artisti che vogliono andare a scoprire la musica e la danza africana, con l’obiettivo di arricchirsi nella contaminazione reciproca. A seguire questo progetto l’Associazione “Afromagna”, nata dal progetto musicale dei “Natural Biskers.”

una motoambulanza fra le dune di Gandafabou

E’ arrivata da alcuni giorni a destinazione la moto-ambulanza che abbiamo finanziato con il Comitato di Amicizia-Mani Tese di Faenza, grazie anche al sostegno di tanti amici; servirà 12 villaggi nell’estremo nord del Burkina Faso.4cc7635f357f127d01c4dd5c9b8e4f2e.jpgSi tratta della zona intorno al piccolo dispensario del villaggio di Gandafabou, in cui avevamo già finanziato un importante progetto di formazione per le ostetriche tradizionali lo scorso anno.Qualche giorno fa mi hanno telefonato da Gorom Gorom i miei amici Souleimane e Paabre, animatori sanitari della zona, per esprimermi tutta la loro gioia e quella della comunità intera…E’ stata una telefonata bellissima, molto emozionante.Questa moto-ambulanza servirà una popolazione sparpagliata in un raggio di oltre 50 km, che fino a ieri si spostavano solo in dromedario. Ridurre i tempi e facilitare gli spostamenti, sia per gli ammalati più gravi che per le donne che devono partorire e si ritrovano ad avere delle complicanze legate al parto, è di fondamentale importanza. E’ con grande gioia quindi che accogliamo questa buona notizia.Il prossimo passo, fra poche settimane, sarà quello di finanziare in ognuno dei 12 villaggi un telefonino satellitare con un pannellino fotovoltaico che renderà anche più rapida la comunicazione per chiamare questa ambulanza.Per questa parte del progetto dobbiamo ancora trovare i finanziamenti, quindi se volete contribuire…