12/03/2010

Per alzare lo sguardo e tenerci in cammino...

Vorrei condividere con voi oggi un breve brano che mi ha fatto molto riflettere, oltre che sorridere. E' tratto dal libro "decrescere per il futuro", a cura del gruppo spiritualità CNCA, edito da Comunità Edizioni, che può essere acquistato o anche scaricato gratuitamente in pdf da questa pagina.

 

Si tratta di un vecchio aneddoto a proposito di un incidente riportato, durante le manovre militari in Svizzera, dal premio Nobel ungherese Albert Szent-Györgyi:

 

mappa_alpi?.jpg"Il giovane tenente di un piccolo distaccamento ungherese nelle Alpi inviò
un’unità di ricognizione nella
desolata terra di ghiaccio.


Immediatamente prese a nevicare e continuò per due giorni; l’unità non tornava.

Il tenente soffriva, temendo di aver spedito
i suoi uomini incontro alla morte.

Ma al terzo giorno l’unità rientrò.
Dove erano stati? Come avevano ritrovato
la strada?


“Sì - dissero - ci consideravamo persi e attendevamo la fine.
Ma poi uno di noi trovò in tasca una mappa. Questo ci tranquillizzò.

Ci accampammo, lasciando passare la tempesta di neve, e poi con l’aiuto della mappa riuscimmo ad orientarci.
Ed eccoci qui”.


Il tenente chiese in prestito questa straordinaria mappa e la esaminò attentamente. Scoprì con grande stupore che non si trattava di una
mappa delle Alpi, ma dei Pirenei."


Dunque, darsi delle mappe non è perché esse siano quelle giuste; anzi, in fondo, non sono e non saranno mai abbastanza adeguate e accurate nel
descrivere la realtà.

 

Però, per quanto sgangherate o errate siano le mappe di cui disponiamo, il loro compito è tenerci in cammino, non far perdere la voglia di alzare lo
sguardo e rimetterci in viaggio.


Evitano cioè che gruppi e persone avvolti nel disorientamento si paralizzino nella disperazione o si sfiniscano nell’essere senza tregua - e senza
meta - indaffarati.

Una carta geografica porta a guardarsi intorno e a riprendere strada.


È profondo il legame tra alzare lo sguardo e camminare: guardare il volto dell’altro e scrutare l’orizzonte verso cui muoversi è diventata una coppia
di gesti umani decisivi da quando, milioni di anni fa, la specie umana ha conquistato la posizione eretta e perfezionato l’andatura bipede, sviluppando di conseguenza il cervello: la specie umana ha “inizio con i piedi”, dice l’antropologo Leroi-Gouran.

 

I due gesti, uniti, danno spessore all’umano in un tempo in cui troppi volti guardano in basso e poco si è disposti a muoversi verso altri orizzonti.
Solo alzando gli sguardi e ampliando la visuale dei possibili percorsi possiamo vedere l’altro e la novità di liberazione verso cui siamo chiamati a dirigere i passi.

08/03/2010

La scuola va a rotoli? Portane uno anche tu!

“Se fai progetti per un anno, semina riso.
Se fai progetti per dieci anni, pianta alberi.
Se fai progetti per la vita, educa e forma persone“


(antico proverbio cinese)

 

 

porta_un_rotolo.jpgLa crisi economica passerà.
In un modo o nell'altro.

 

I politici cambieranno.
Anzi, saremo noi a cambiare loro.

 

Ma i danni culturali rischiano di rimanere a lungo. Per questo è così importante cercare di evitarli.

O almeno di contenerli...

 

I tagli alla scuola sono sempre stati dannosi, ma ora stanno andando davvero oltre i limiti del tollerabile!!!

 

Con la scusa patetica di "tagliare gli sprechi", dopo avere definito tutti gli insegnanti "fannulloni", il Governo sta creando un impoverimento assoluto dell'istruzione nel nostro paese.

 

Penso di poterlo dire con cognizione di causa. Sono un osservatore privilegiato: girando centinaia di scuole, da oltre 15 anni -per i laboratori didattici che conduco- tocco con mano gli effetti concreti delle scelte che riguardano la scuola, nel bene o nel male.

 

Sono assolutamente convinto che la cultura, l'educazione e l'informazione siano il vero cuore da cui occorre partire per rinnovare il nostro paese!

 

E voglio ribadire ancora una volta che ci sono esempi straordinari di istruzione di qualità, spesso invisibili (proprio in questi giorni sto terminando la realizzazione di un video su questo!), che smentiscono l'immagine della scuola diffusa dai mass media col solo scopo di legittimare i tagli.

Ma anche queste esperienze straordinarie rischiano di scomparire di fronte a scelte politiche tanto scellerate.

 

Per questo voglio invitare tutti, non solo gli insegnanti ma anche e soprattutto i genitori, i nonni e più in generale quanti hanno a cuore i nostri giovani e il loro futuro, a non rimanere indifferenti.

 

"Perché la scuola di domani non sia sporca, spoglia, sovraffollata e ignorante", io ho aderito all'iniziativa di sensibilizzazione "Porta un rotolo", che invita tutti ad esporre un rotolo di carta igienica, per incuriosire e attirare l'attenzione su questa priorità assoluta.

 

Riprendendo il proverbio cinese... non siamo miopi, facciamo progetti per la vita!

 

 

Per maggiori informazioni:
www.genitoriescuola.it
http://www.facebook.com/group.php?gid=371336653507

 

 

02/03/2010

24 ore senza di "noi"...

immigrati.jpgQuarta elementare. Uscita scolastica.

 

Alcune bambine chiedono all'insegnante di andare in un bagno per bere.

 

Ad un certo punto, fra le altre, beve anche una bambina marocchina. Carina, pulita, educata.

 

Dopo di lei tre compagne di classe preferiscono, davanti ai suoi occhi, bere dal bidet piuttosto che prendere l'acqua dallo stesso rubinetto dove lei ha appena bevuto.

 

Mi viene la pelle d'oca solo ad immaginare quella scena agghiacciante!

 

E c'è ancora qualcuno che pensa che il razzismo sia un problema ormai risolto...

 

duomo-mi_590-490.jpgIeri avevo pensato di scioperare, unendomi alle manifestazioni del cosiddetto "popolo giallo", gli immigrati regolari che in tutta Europa non vogliono più essere invisibili e chiedono integrazione e rispetto, contro ogni forma di razzismo.

 

Avevo pensato di non andare a scuola.

 

In fin dei conti avrei saltato "solo" due incontri sulla pace e sull'intercultura, in programma con altrettante classi. Ne faccio comunque centinaia ogni anno.

 

Ma ripensando a quella scena, alle bambine in gita, a come avrà mai potuto sentirsi quella bambina marocchina davanti a quel gesto delle sue compagne, ho preferito non perdere neppure un'occasione di incontrare dei ragazzi, per cercare di offrire loro una prospettiva diversa rispetto a quella che quotidianamente la tv ci presenta, alimentando paure, pregiudizi, divisioni.

 

E' mai possibile che sia così difficile capire che potremmo vivere tutti insieme, in pace, nella diversità?

 

Io non mi stancherò mai di mostrare questa possibilità attraverso tanti esempi concreti, presentando modelli positivi, educando al rispetto, cercando sempre di promuovere nei ragazzi una coscienza critica e risvegliare in loro la meraviglia dello stupore, la bellezza della diversità, la gioia della scoperta.

 

Educare, secondo me, è il mestiere più bello del mondo!!!

 

E non credo che si semini mai invano. Certo, ogni frutto germoglia a suo tempo, è inutile fargli fretta. Ma è necessario prendersi cura delle piante, non dimenticare mai di annaffiarle e talvolta anche potare i rami secchi (leggi "pregiudizi"), se vogliamo che crescano rigogliose e sane.

 

Sono certo che i nostri nipoti ricorderanno tutte le assurdità di oggi con quella stessa sensazione con cui noi ora ricordiamo il muro di Berlino, i campi di concentramento nazisti o l'apartheid in Sud Africa...

 

28/01/2010

Incontri in agenda nelle prossime settimane...

 

colorno_riciclalbero2.jpgDopo l'incontro bellissimo dell'altro giorno a Colorno, con più di 500 bambini che avevano partecipato al progetto "RicicAlbero", addobbando gli alberi della città con materiali riutilizzati, e che hanno ritirato un premio in natura per le loro classi, domani sarò al Liceo Torricelli, qui a Faenza, su invito degli alunni che intendono guardare il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle" durante l'Assemblea d'Istituto e mi hanno chiesto di introdurlo.

 

Sabato 30 gennaio alle 20,30 sarò a Forlì per un incontro con i giovani, all'interno della Festa della Pace, promosso dalla Diocesi presso la parrocchia dei Romiti.

 

colorno_riciclalbero4.jpg

Sabato 13 sarò a Ravenna, insieme all'amico Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, per un incontro sul tema del consumo di territorio presso la Sala Spadolini della Biblioteca Oriani in via Corrado Ricci 26.

 

Domenica 14 andrò a Montenovo di Montiano, vicino a Cesena invitato dall'Associazione La casa dei pavoni per parlare delle esperienze straordinarie dei Comuni virtuosi.

 

Venerdì 19 febbraio alle 20,45 sarò nuovamente a Forlì questa volta per presentare L'anticasta, in un incontro che sarà moderato da Fabio Gavelli e si terrà nella saletta della banca in via Bruni.

 

colorno_riciclalbero6.jpg La serata è organizzata dalla Libreria del Duomo in collaborazione con Associazione Forlì Terzo Mondo, Cooperativa Equamente, Caritas, Ass. Incontri, Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, pastorale sociale e del lavoro.

 

Martedì 23 febbraio sarò a Piove di Sacco, invitato dagli amici dell'Associazione LIBERA, per un incontro dal titolo "Vivere meglio? Una scelta!"

La serata fa parte di un ciclo di incontri dal titolo "Cambiare? E' possibile!".

 

Venerdì 26 febbraio presenterò L'anticasta a Empoli, presso la libreria Mondadori, via G. del Papa 47.

L'incontro, che inizierà alle 21,30, è promosso dal G.E.E.S. (Gruppo empolese emisfero sud) e dalla Bottega del commercio equo e solidale NADIR.

 

 

Giornata della memoria: ricordare non basta!

Si è celebrata ieri la giornata della memoria, in occasione del 65° anniversario della liberazione di Auschwitz.

 

Giornata.jpgNon è facile scrivere qualcosa su questo tema, tanto fu l'orrore. Quando lo scorso anno visitai a Trieste la Risiera di San Sabba, l'unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, non riuscii a condividere nulla di quello che provai attraverso questo blog.

Troppo assurdo, disumano, incredibile... la stessa sensazione che avevo provato alcuni anni prima a Ouhidah, in Benin, visitando un fortino portoghese da cui partirono milioni di schiavi verso le americhe: senza parole.

 

Ma questa volta voglio impegnarmi e provare a condividere una riflessione sulla giornata della memoria che è appena passata.

 

A parte qualche isolato episodio di stupidità, su cui i mass media hanno prontamente portato l'attenzione -col solito rischio di rinforzare gli autori di questi gesti- nell'insieme penso si possa dire che ieri si sono tenuti un po' ovunque importanti momenti di celebrazione e ricordo di quello che fu l'orrore dell'olocausto.

 

Milioni di alunni si sono fermati per non dimenticare! Ed è un primo passo fondamentale. Ma a mio avviso non sufficiente.

 

Liquidare la questione parlando della "follia di Hitler" e del suo disegno, infatti, non aiuta a capire cosa avvenne e come evitare che possa accadere ancora!

 

Non è sufficiente ricordare, occorre anche riflettere per cercare di capire e per questo vorrei provare a porre alcune domande che possano aiutarci ad inquadrare la Shoah e le sue origini:

1) quali idee stavano alla base del disegno di società nazista?

2) perché si diffusero fra il popolo al punto di legittimare un tale orrore?

3) come vennero diffuse queste idee?

 

Pongo la prima domanda perché prima di diventare azione, tragedia, il nazismo fu un'ideologia, una visione della vita e della storia fondata sull'idea che la diversità -in tutte le sue forme- fosse un problema, una minaccia, un intoppo da eliminare.

 

Del resto, secondo le idee deliranti dei teorici razzialisti dell'epoca, la selezione naturale avrebbe comunque finito con l'eliminare i più deboli, selezionando i membri migliori della società... tanto valeva darle una piccola mano, accelerando un processo che appariva comunque come "naturale".

 

Fu su queste idee che Hitler fondò la sua visione di una società perfetta, in cui tutti fossero uguali, puri, non contaminati dai "diversi": non solo gli ebrei, infatti, ma anche i nomadi, gli omosessuali, i dissidenti politici, gli apolidi, gli handicappati... chiunque fosse diverso, da qualunque punto di vista, finì nel mirino della follia nazista.

 

contrassegni-lager.jpg

 

Riassumendo molto possiamo dire che l'idea di fondo era quella di cancellare la diversità, per creare una società perfetta nel domani.

 

Per questo io ritengo ogni percorso educativo fondato sul valore della diversità il migliore antidoto contro questa e contro qualunque altra forma di ideologia!

Continua...

24/01/2010

Non è un paese per giovani!

non-e-un-paese-per-giovani.jpgIncontro ogni settimana centinaia di ragazzi nelle scuole, anche Superiori. Lavorando con metodologie partecipative, respiro quotidianamente le loro preoccupazioni, le loro insicurezze, la loro paura del futuro.

 

Loro non hanno bisogno di complesse analisi sociologiche per capire cosa sta avvenendo; lo sentono in casa, dagli amici, dai fratelli...

Sentono che qualcosa non va, per loro. Non comprendono forse il perché, ma intuiscono che tira una brutta aria.

 

Ora, volendo giustificarsi si può dire quello che si vuole, ma io preferisco dire semplicemente, e in tutta sincerità, che hanno ragione!

 

L'Italia non è un paese per giovani.

 

Forse perché sono in netta minoranza, come sostiene in una lucida analisi Federico Fubini sul Corriere della Sera: 14 milioni di giovani, nella fascia di età fino a 34 anni, contro i 25,5 milioni della fascia fra i 35 e i 64 anni.

E la "maggioranza" sembra tutelarsi in modo davvero determinato!

I giovani infatti, pur essendo in minoranza da un punto di vista demografico, rappresentano quasi il 60% dei disoccupati e stanno pagando da tutti i punti di vista il maggiore prezzo di questa crisi, sia nei livelli di occupazione che nelle retribuzioni.

 

La cosa incredibile è che non solo fra i precari, ma anche fra quanti hanno un lavoro permanente sono i giovani ad essere licenziati per primi (10,5% per gli under-35, contro il 5,8% per gli over-35). E anche la forbice salariale si è allargata in questi anni. Al punto da farli risultare i più penalizzati fra tutti i loro coetanei dei paesi dell'OCSE. Altro che "bamboccioni", come li definisce Brunetta...

 

Insomma, siamo davvero un paese "democratico", in cui la maggioranza anziana fa valere la propria forza a scapito dei propri figli e nipoti. (Ma quanto ne è consapevole?)

 

Forse non è un caso, dunque, se i giovani italiani risultano da una Ricerca di Gallup i più pessimisti al mondo rispetto al proprio avvenire.

E non sono poi così immaturi e superficiali come spesso li si dipinge se attribuiscono proprio all'insicurezza circa il proprio futuro lavorativo la principale causa del proprio pessimismo.

 

La consapevolezza che l'impegno e il merito nel nostro Paese non siano tanto facilmente premiati produce nei nostri ragazzi un senso di impotenza e una disillusione terribile, contro cui io lotto ogni giorno a livello educativo, invitandoli a reagire, a tirare fuori il meglio di sè, rifiutando con sdegno l'immagine che è stata loro affibbiata e mostrando nei fatti che valgono molto più di quanto gli adulti spesso pensino!!!

 

Ed è meraviglioso vederli risvegliarsi, riprendere fiducia in sé, sentirli esprimere i propri desideri e sogni più profondi...

Continua...

15/01/2010

Rieccomi qua!!!

gruppo_oursì.jpgSono rientrato due giorni fa dal Burkina Faso, dopo un mese trascorso in questo meraviglioso paese del Sahel insieme ai compagni di viaggio dell'Altro Fratello.

 

Non è certo la prima volta che rientro. Dovrei esserci abituato ormai.

 

Invece mi ritrovo, come ogni volta, spaesatissimo, quasi fossi allunato in questo grigio invernale, che si fonde e confonde con l'asfalto all'orizzonte... in netto contrasto con il rosso della terra africana che porto ancora negli occhi, nel cuore, e un poco anche sui vestiti.

 

Sono forzatamente chiuso nella mia casetta, al calduccio, lontano dai mille rapporti che si sviluppano sulla strada in Africa e mi ripeto continuamente che verrà la primavera anche qui... fra qualche mese.

 

Porto con me, ancora una volta, un bagaglio ricchissimo di volti, esperienze, progetti, sogni, ferite, speranze, passione, fede, impegno... che abbiamo raccolto durante il viaggio!!!

 

Sarà tutto questo che cercherò di condividere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei tanti incontri che mi aspettano in giro per l'Italia e attraverso il video di "Sambiiga, l'altro fratello", a cui abbiamo lavorato sodo durante il viaggio, raccogliendo oltre 60 ore di splendido materiale girato.

 

Daniel e Andrea (grandissimi!) avranno il loro da fare a montare una simile montagna di materiale... che bella sfida.

 

Le mie attività educative sono riprese. Già ieri ho ricominciato i Laboratori nelle scuole, con un percorso sull'educazione alla mondialità; domani sarò a Padova per un incontro sulla Globalizzazione e inevitabilmente non potrò che collegare le analisi sociologiche, economiche e culturali alle esperienze concrete dei tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino.

 

Poi ci sarà la formazione per i genitori con Kaleidos, che parte fra poche settimane, il video sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, che stiamo concludendo insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, i tanti incontri di presentazione dell'Anticasta e ancora tanti altri progetti in cantiere...

 

L'avventura non finisce mai. Come diceva Carlo Carretto: "camminando si apre cammino."

29/11/2009

A scuola con passione!

Sto lavorando in questi giorni ad un progetto davvero entusiasmante: la realizzazione di un video (nuovamente insieme ad Andrea Bosi, di FLATMIND) sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, attraverso il coinvolgimento diretto di un gruppo di alunni in tutte le fasi, dalla stesura della sceneggiatura, alle riprese, fino al montaggio.

 

L'idea di questo video è nata quasi per caso a marzo di quest'anno, quando fui invitato in questo Liceo a presentare il mio libro "Non è vero che tutto va peggio" all'interno della rassegna "Galeotto fu il libro".

Una rassegna che ha ospitato nel corso degli anni molti ospiti illustri, intervistati direttamente dagli alunni dopo un percorso di preparazione che passa dalla lettura del testo che viene presentato e da una riflessione critica su di esso.

 

Quel giorno, appena entrato, mi resi subito conto di qualcosa di strano: si respira infatti, all'Ariosto, un clima molto particolare, di entusiasmo, di partecipazione, di straordinaria apertura che traspare già a partire dai rapporti fra gli alunni e i docenti.

 

archeologia_ariosto.JPGVi sono poi le mille iniziative che animano questa scuola, non solo in orario scolastico, ma anche di pomeriggio, in un grande fermento culturale: dai laboratori di educazione ambientale e alimentazione naturale, a quelli di cinema, teatro, archeologia, fino ad un gruppo spontaneo antimafia, autogestito dai ragazzi che organizzano iniziative, incontri e si ritrovano a discutere sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.

 

Si è sviluppata anche un'intensa attività di educazione ai diritti umani, recuperando la memoria storica dei fatti tragici che videro proprio in questa scuola l'espulsione degli alunni ebrei con l'emanazione delle leggi razziali del fascismo. Si è creato inoltre un gemellaggio con delle classi argentine e con le madri de plaza de mayo per la questione dei desaparecidos.

 

C'è poi il rapporto con il territorio, attraverso stages formativi presso aziende o enti, sia in estate che durante l'anno scolastico, che permettono ai ragazzi di sperimentare concretamente quanto hanno studiato sui banchi, di scoprire i propri talenti e di avere un primo impatto col mondo del lavoro.

 

Non manca neppure l'arte con una corale che coinvolge alunni, insegnanti, genitori ed ex-alunni, che si esibisce anche in veri spettacoli a teatro!

 

Per quanto riguarda l'attenzione all'ambiente il Liceo Ariosto è stato il secondo Istituto superiore in Italia ad ottenere la Certificazione EMAS per l'impegno ambientale volto al risparmio di energia, carta ed acqua attraverso percorsi di coinvolgimento attivo dei ragazzi e dei docenti. Non si tratta quindi soltanto di soluzioni impiantistiche, come l'impianto fotovoltaico sul tetto, ma di una serie di piccole abitudini quotidiane che vengono monitorate dai ragazzi stessi, opportunamente sensibilizzati e formati al proposito.

 

Il coinvolgimento degli alunni, del resto, è il punto di forza di tutte le esperienze che questa scuola propone ai ragazzi.

 

Continua...

10/11/2009

La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!

Credo che una delle più grandi battaglie da combattere nel nostro tempo sia quella contro il cinismo e l'ipocrisia.

Entrambi questi veleni mi paiono il frutto di una perdita di memoria. La memoria di quando eravamo bambini, che ci porta alla consapevolezza profonda che dentro di noi lo siamo ancora (lo saremo per sempre!) e se lo desideriamo davvero possiamo continuare a guardare al mondo con quegli stessi occhi pieni di stupore.

La poesia è l'antidoto! Non solo la poesia scritta, ma la poesia vissuta ogni giorno, nei piccoli gesti, che può risvegliarci in un istante dal torpore e riportarci a quella meravigliosa consapevolezza.

E a saper guardare con attenzione, nonostante tutto, ne è ancora pieno il mondo intorno a noi...




22/10/2009

La teologia del vento

Michele_Checco.jpgSecoli, anzi millenni di teologia e filosofia, fra simposi, concili, seminari...

Ignaro di tutto questo, mio figlio Francesco oggi mi guarda e mi chiede: "Babbo, ma perché il vento non vuole farsi vedere?"


Un attimo di stupore e silenzio -siamo frammenti di stelle dinanzi all'Universo- poi umilmente gli rispondo: "Non lo so Checco, secondo te?"

Francesco riprende la parola: "Mi sa che è fatto così. Come l'uomo invisibile."

"Ma allora come facciamo a sapere che esiste?" gli ribatto io.

"Perché si sente! E' per questo che lo sappiamo."


E nonostante tutto qualcuno ancora si ostina a credere che debbano essere i grandi ad educare i bambini...

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