Quello che serve, la tua parte

dal blog di Ezio Orzes

 

Mio nonno era un contadino, parlava poco, e quando parlava, lasciava spesso i discorsi a metà, se ne usciva con poche parole, mai definitive, ti guardava sornione e ti lasciava lì a pensare.
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http://www.ezioorzes.it/wp-content/uploads/2011/05/Il-contadino-V.van-Gogh..jpgIn quello spazio sospeso tra domande e risposte stava la saggezza del suo semplice cuore e della terra che curava con dedizione.

Da piccolo trascorrevo parte dell’estate da lui anche se abitava poco distante da casa mia.  Lo seguivo in campagna e apprendevo dalla misura dei suoi gesti quanto dalla sconfinata vivacità dei suoi occhi.

Alla sera quando insieme si tornava verso casa, si passava davanti alla fontana e poi ci si sedeva assieme sul carro, sotto il portico. Da lì si vedevano la campagna, i campi, i prati, i filari d’uva.

Era bello guardarsi indietro, lasciare lo sguardo scivolare sui bordi del campo e più su ad incontrare le nuvole oltre il bosco.

“Vedi – mi diceva mentre arrotolava la prima e ultima sigaretta della giornata – qualsiasi cosa farai nella vita dovrai restare sempre  un po’  contadino, dovrai prenderti cura di un pezzo di terra, con curiosità e attenzione, dovrai fare semplicemente quello che serve, la tua parte.

Ad Attilio


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Con la semplice coscienza del fornaio…»» La poesia ci ricorda che siamo stati tutti bambini!»» Il tempo della storia

Quello che serve, la tua parteultima modifica: 2011-05-28T23:58:00+02:00da micheledotti
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