Buone Notizie in rete, nel workshop ad Alcatraz

workshop1.jpgSi è tenuto questo week-end ad Alcatraz, fra le splendide colline di Gubbio, il workshop “Buone notizie: cambiare prospettiva – Il ruolo delle notizie positive nel panorama editoriale italiano”, organizzato da Buone Notizie.it, che io e Jacopo Fo avevamo fortemente voluto e condiviso, anche come continuazione della riflessione avviata con il nostro libro “Non è vero che tutto va peggio”.

Nelle due giornate di lavori, ai quali hanno partecipato numerosi giornalisti di varie testate italiane, abbiamo analizzato il ruolo dei mass-media italiani e il modello di informazione fondato sulla spettacolarizzazione e sulla drammatizzazione della cronaca; ma abbiamo anche presentato un possibile modello di comunicazione alternativo, più equilibrato ed aperto anche ai progressi in atto nella società, attraverso le testimonianze di 8 relatori tutti in qualche modo impegnati in questo senso.

Il moderatore Davide Pietroni ha introdotto gli argomenti trattati nel corso dell’incontro, dando la parola all’organizzatore Silvio Malvolti, che ha raccontato l’esperienza pluriennale dell’Associazione Buone Notizie ed il suo impegno come editore nella realizzazione e promozione del sito BuoneNotizie.it, che da anni offre ai lettori un’alternativa all’informazione dei mass media tradizionali.

 

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“A otto anni di distanza dall’inizio di questo percorso ho fortemente voluto questo incontro per verificare con altre realtà la possibilità di stringere delle sinergie confrontando i punti di vista di altri editori, operatori e studiosi della comunicazione”.

Ogni relatore ha offerto spunti di riflessione personali, frutto delle proprie esperienze tra loro differenti:

Jacopo Fo
ha posto l’accento sul valore terapeutico della buona notizia, evidenziando l’urgenza di rompere il meccanismo delle cattive notizie attraverso un vero e proprio bombardamento di buone notizie.

Sergio Ferraris, nel duplice ruolo di responsabile di un ufficio stampa e di giornalista, ha posto il problema dell’interpretazione della notizia e della sua manipolazione, evidenziando come sempre più frequentemente il risultato sia un’informazione distorta.

Io ho portato una riflessione sulla possibilità di creare un mondo migliore attraverso la scelta di un linguaggio diverso, sia nell’eduacazione che nell’informazione: per quanto raccolgo nella mia esperienza educativa in centinaia di incontri ogni anno, posso dire che i nostri ragazzi sognano nel profondo del loro animo un mondo giusto, pacifico e solidale, ma il catastrofismo dei media, sta distruggendo i loro sogni e generando un diffuso senso di impotenza e rassegnazione. Educare alla speranza è il primo compito della formazione e dell’informazione oggi!

Marco Fratoddi -direttore de La Nuova Ecologia– ha rilevato come, nel giornalismo ambientalista, vi sia ormai da tempo la tendenza all’allarmismo e all’esasperazione del rischio che hanno portato ad una crisi di rigetto rispetto a questa sovraesposizione del problema ambientale. “E’ importante – ha affermato Fratoddi – affiancare alla denuncia un atteggiamento più propositivo” e “costruire il desiderio di buone notizie nella gente”.

Partendo dall’assunto che la verità risiede nella complessità, Pietro Raitano -direttore di Altreconomia– ha definito la buona notizia come “quella notizia che riesce a restituire al lettore la complessità degli eventi” mettendolo nella condizione di compiere una scelta consapevole e responsabile.

Sebastiano Todero, psicologo ed esperto di PNL, ha spostato l’attenzione dai mass media ai personal media illustrando gli aspetti psicologici della comunicazione positiva.

workshop3.jpgSimone Canova ha concluso raccontando l’esperienza di Cacao il quotidiano delle buone notizie comiche, di cui è direttore, che ha fatto della comicità un importante veicolo per divulgare le notizie.

I lavori si sono chiusi domenica mattina dopo un intenso lavoro in gruppi, da cui sono scaturite molte idee interessanti e fra le quali la più importante mi pare quella di realizzare, a breve, un portale “aggregatore” che raccolga le migliori “buone notizie” proposte da tutti i siti che già ora si occupano di questo.

 

La buona notizia, dunque, è che tra poco le “buone notizie” uniranno le loro forze!

Buone Notizie in rete, nel workshop ad Alcatrazultima modifica: 2009-04-20T20:30:00+02:00da micheledotti
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2 pensieri su “Buone Notizie in rete, nel workshop ad Alcatraz

  1. Grazie mille!!!
    Mi fa piacere vedere che anche tu porti avanti questa prospettiva con il tuo blog!!!

    Non avevo visto prima questo tuo messaggio per un errore nell’indicizzazione del blog (non avevo messo tag e categoria in questo post, lo sto facendo ora…).

    Ti incoraggio a continuare così. Ce n’è davvero bisogno per contrastare l’onda di pessimismo con cui la tv ci vuole sommergere.

    Un abbraccio,

    Michele

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