Boschini e i Comuni virtuosi su “Report”

Mentre la politica nel suo insieme non perde un’occasione per dare brutta immagine di sé, aumenta la schiera di amministratori virtuosi che per poche centinaia di euro di rimborso decidono di dedicare tutto il loro tempo libero alla costruzione di un futuro sostenibile per le proprie comunità…

168765_1824491940195_1477162011_1971307_3467421_a.jpgDomenica 3 aprile, nella rubrica “C’è chi dice no” all’interno di “Report” (RAI 3), puntata dedicata a Marco Boschini e all’esperienza dei Comuni Virtuosi.

Colorno, Capannori, Cassinetta di Lugagnano, Monsano, Corchiano, Berlingo, Mezzago…

decine di esperienze da tutta Italia, in un viaggio alla scoperta del buonsenso.

Non perdetevi la puntata!

Prossimi incontri in agenda

Nelle prossime settimane ho in programma diversi incontri pubblici:

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26-27 marzo – Agrigento: Week-end di formazione regionale per animatori missionari sul tema dei “Nuovi stili di vita”.

30 marzo – Meldola – incontro promosso dall’Agesci dal simpatico titolo: “La storia siamo noi! La geografia invece la lasciamo agli altri… Come rendersi utili e fare la propria parte nel mondo”.

2 aprile – Caiazzo, presso la Fattoria biologica SelvaNova per un incontro pubblico sulle esperienze dei Comuni Virtuosi.

8 aprile – Venezia: presentazione del libro “L’anticasta” insieme a Edoardo Salzano presso la Libreria Marco Polo, all’interno del ciclo di incontri “Decrescita e felicità: percorsi e idee per un’alternativa possibile“.

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9 aprile – Camigliano (Caserta): presentazione del libro “L’anticasta” insieme all’amico Vicenzo Cenname.

15 aprile – Cesena: ospite di Damiano Zoffoli, insieme a Marco Boschini per l’incontro “Le buone prassi: esperienze a confronto”, all’interno del ciclo “La buona politica: al centro la persona e la comunità“.

Saranno occasioni per incontrare tanti vecchi amici e conoscerne dei nuovi…

Lo sapevo che era possibile!!!!!

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La meravigliosa casa volante del film a cartoni animati “UP”, che ha ispirato l’immagine del nostro “Sogno” ora è realtà, grazie ad un esperimento del “National Geographic”.

Il valore simbolico di questo volo poetico è immenso.

I sogni si possono davvero realizzare!

Ora tocca a noi continuare nel paziente lavoro di cucitura che ci sta portando, un poco per volta, alla nascita di quel grande soggetto politico che in 4.500 abbiamo sognato di costruire insieme, dal basso.

Nei prossimi giorni ci potrebbero essere degli importanti sviluppi al riguardo…

A due a due

“Non verremo alla meta ad uno ad uno,
ma a due a due. Se ci conosceremo
a due a due, noi ci conosceremo
tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
un giorno rideranno
della leggenda nera dove un uomo
lacrima in solitudine.”

(Paul Eluard)


In questa splendida poesia di Eluard mi pare riassunto il senso e lo spirito del “Conclave ecologista e civico” che si è tenuto a Bologna questo week-end, promosso dal nostro “Sogno” insieme agli amici della “Costituente ecologista”, del “Gruppo delle Cinque Terre” e al “Centro nuovo Modello di Sviluppo” di Francuccio Gesualdi.

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L’obiettivo era quello di fare incontrare fra loro uomini e donne di buona volontà, rappresentanti di associazioni, comitati, liste civiche, reti locali e nazionali accomunati dal sogno di “gettare le basi per l’avvio di un processo unitario aperto, inclusivo e partecipato” per “portare il respiro della società civile nelle rappresentanze e nei luoghi della decisione, superando i limiti del sistema partitico attuale, con una visione ecologista, civica e democratica costruita dal basso.”

Raccogliere in un percorso politico unitario tante esperienze diverse nate in seno alla società civile, nei mondi dell’ecologismo, del pacifismo, della solidarietà e della legalità parrebbe quasi follia se dovessimo giudicare dalle esperienze del passato, sempre rigorosamente fallimentari.

Ma come disse Albert Einstein: “Spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza.”

E a Bologna gli “sprovveduti” ritrovatisi sono stati davvero tanti, quasi duecento provenienti da tutta Italia, accomunati dalla sfida di tracciare insieme una via credibile per uscire dalla crisi, attraverso un progetto che sappia offrire una visione a medio e lungo termine di una società desiderabile, che punti alla qualità di vita, al rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona e che veda nella sostenibilità ambientale una opportunità e non un problema.

Certo si tratta di una sfida enorme, ma come ha scritto Johann Wolfgang von Goethe: “Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente.”

Ed è davvero difficile fare un rendiconto dell’avvio di questo “gioco”.
Possiamo dire che sono stati due giorni di lavori intensi, in plenaria e in gruppi di lavoro tematici, in cui si è riscontrata una sostanziale condivisione dei “valori” (che non è poco!) e dei “contenuti“, come io immaginavo, e un progressivo avvicinamento su quelle che si ritiene debbano essere le “regole“, da scrivere insieme, a garanzia che nessuno dei soggetti partecipanti possa in alcun modo egemonizzare il percorso; regole fondate su principi di “ecologia politica” e di democrazia diretta e partecipativa (una testa – un voto, leadership condivisa, partecipazione democratica, ecc…).

Il punto su cui, per ora, invece non si è ancora riusciti a fare una sintesi è quello della “appartenenza ai partiti” di alcuni soggetti partecipanti al processo (dagli amministratori dei Comuni virtuosi fino ai Verdi, che hanno promosso l’avvio del percorso della Costituente Ecologista) e di possibili futuri rapporti con altri schieramenti.

Su questo punto rimangono visioni anche molto diverse fra loro, che però almeno ora si conoscono più approfonditamente e si rispettano reciprocamente. E questo è già una grossa novità nello scenario politico del nostro paese fatto di insulti e continue delegittimazioni degli avversari.

Ci si è lasciati comunque con alcuni impegni concreti per il futuro, aperti a tutti quelli che vorranno parteciparvi:

– portare avanti insieme dei tavoli programmatici per definire i contenuti;

– creare gruppi territoriali per promuovere la partecipazione;

– creare un gruppo di coordinamento nazionale;

– promuovere e coordinare insieme delle campagne comuni (acqua e nucleare) che saranno a mio avviso una straordinaria occasione per essere presenti in tante città ed entrare un contatto diretto con migliaia di cittadini, facendoci conoscere con delle azioni concrete e non con delle parole al vento.

Che i nostri figli e nipoti possano un giorno “ridere della leggenda nera…”

The times they are a-changin’

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“I tempi stanno cambiando” cantava profeticamente Bob Dylan nel 1964, appena pochi anni prima della rivoluzione culturale che nessuno si aspettava avrebbe cambiato così rapidamente la storia e la visione del mondo.

Io ho la sensazione che oggi ci troviamo, contrariamente a quanto sembrerebbe guardando la tv, in una situazione simile a quella raccontata nelle parole di Dylan.

Girando l’Italia per i miei incontri respiro una crescente sete di verità.
La stanchezza e lo scoraggiamento che hanno paralizzato il nostro paese negli ultimi anni si stanno rapidamente traformando in una straordinaria energia di rinnovamento dal basso, capace di mobilitare le parti più attente e sensibili della nostra società e anche di coagulare ampi consensi quando sa mostrarsi credibile nelle proposte.
Backminster Fuller scrive: “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”. E’ questo che sta avvenendo nel nostro paese, nonostante l’assordante silenzio delle tv al proposito!

Certo, la situazione italiana è difficilissima. L’Italia è un paese in ginocchio, con problemi difficili da risolvere perché frutto di scelte folli stratificatesi nei decenni. Basti pensare alla cementificazione selvaggia che devasta il nostro territorio, alla disoccupazione giovanile che è ormai al triplo della media europea, ai danni alla salute provocati dagli inceneritori e da una mobilità insostenibile, all’assurdità delle enormi spese militari a fronte di tante emergenze sociali…

Però esiste anche “un’altra Italia”, sempre più consapevole!
E non mi riferisco solo ai 4 milioni e 400mila attivisti che operano nel volontariato e che con il loro impegno quotidiano tengono in piedi questo paese nonostante le scelte scellerate della nostra classe dirigente. Credo che anche fra la gente comune non ci sia bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che sognano un paese più onesto, accogliente, solidale.
Il fatto che i grandi media spesso non li mostrino non significa che queste persone oneste non esistano e non stiano già creando un cambiamento concreto con le loro scelte quotidiane; io sono fermamente convinto che essi rappresentino la maggioranza dei nostri concittadini!

Se studiamo storia ci accorgiamo che i grandi cambiamenti sono sempre partiti dal basso. Non è una novità. Se avessimo aspettato che le grandi rivoluzioni partissero dall’altro avremmo ancora la schiavitù! Il potere ha sempre avuto come principale obiettivo quello di conservare i propri privilegi. E’ per questo che tutte le rivoluzioni sono sempre partite da chi ha interesse a cambiare e capisce di poterlo fare davvero.

La moralità della popolazione oggi non è certo quella dei nostri “rappresentanti” politici nazionali, nonostante il continuo tentativo di farci credere mediaticamente che siamo tutti uguali, che siamo tutti “furbetti” allo stesso modo. Ma il gioco, per fortuna, non regge più! La gente finalmente sta iniziando a capire che si tratta di un inganno e pretende più trasparenza e onestà da parte di chi amministra.

Io credo che molti cittadini siano già sensibili su questi temi, ma si sentano un po’ stanchi. Si tratta di risvegliare queste energie e rimetterle in gioco, valorizzandone anche la creatività, la fantasia, la capacità di comunicare attraverso linguaggi diversi, che possano raggiungere altre persone ancora.

Occorre proporre una visione alternativa a quella dominante, che vive solo del presente perché ha paura del futuro e così facendo legittima un consumismo sfrenato e folle, sia per la qualità di vita che in termini di sostenibilità ambientale.
Dobbiamo restituire ai nostri ragazzi, ma anche agli adulti direi, la capacità di sognare un futuro migliore, il piacere di impegnarsi insieme per realizzarlo e la consapevolezza di poterlo fare realmente!
Bisogna coltivare quella che Paulo Freire chiamava la “nostalgia del futuro”, di un futuro migliore, più giusto, pacifico e solidale.
Allora credo proprio che il protagonismo dei cittadini sboccerà da sé come il fiore in un prato, quando i tempi sono maturi.

La politica -è vero- ha perso ogni credibilità, ma questo non significa che le cose non possano cambiare e che la gente, specialmente i govani, non possano riavvicinarsi all’impegno e alla passione civile.

Tocca a noi mostrare una via credibile per uscire dalla crisi, attraverso un progetto che offra una visione a medio e lungo termine di una società desiderabile, che punti alla qualità di vita, al rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, che veda la sostenibiltà ambientale come una opportunità e non come un problema.
E credo che questo possa essere fatto solo coinvolgendo attivamente tutta la società civile, nelle sue diverse anime ecologista, pacifista, della solidarietà e della legalità, per ridare voce e speranza alla parte sana del nostro paese.

E’ quello che stiamo cercando di fare, insieme.

 


THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’..- I TEMPI STANNO CAMBIANDO


Come gather ‘round people – – – – – – – – – – – – -. – – — — Venite intorno gente
Wherever you roam – – – – – – – – – – – – – — — — – – – —.dovunque voi vagate
And admit that the waters— – — – — – — – – —-. ed ammettete che le acque
Around you have grown— – — – — – – — – – .attorno a voi stanno crescendo
And accept it that soon— – — – — – — – — – —- – ed accettate che presto
You’ll be drenched to the bone. sarete inzuppati fino all’osso.
If your time to you E se il tempo per voi
Is worth savin’ rappresenta qualcosa
Then you better start swimmin’ fareste meglio ad incominciare a nuotare
Or you’ll sink like a stone o affonderete come pietre
For the times they are a-changin’. perché i tempi stanno cambiando.

Come writers and critics ndo.Venite scrittori e critici
Who prophesize with your pen ndo.–.che profetizzate con le vostre penne
And keep your eyes widendo. e tenete gli occhi ben aperti
The chance won’t come again ndo.l’occasione non tornerà
And don’t speak too soonndo. e non parlate troppo presto
For the wheel’s still in spinndo. perché la ruota sta ancora girando
And there’s no tellin’ who ndo.e non c’è nessuno che può dire
That it’s namin’. ndo.chi sarà scelto.
For the loser now ndo.:Perché il perdente adesso
Will be later to win ndo.sarà il vincente di domani
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come senators, congressmen
ndo.Venite senatori, membri del congresso
Please heed the call ndo.per favore date importanza alla chiamata
Don’t stand in the doorway ndo.–.-e non rimanete sulla porta
Don’t block up the hall ndo.non bloccate l’atrio
For he that gets hurt ndo.—-perché quello che si ferirà
Will be he who has stalled ndo.sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
There’s a battle outsidendo. c’è una battaglia fuori
And it is ragin’. ndo.—–e sta infuriando.
It’ll soon shake your windows ndo.Presto scuoterà le vostre finestre
And rattle your walls ndo.e farà tremare i vostri muri
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come mothers and fathers
ndo.Venite madri e padri
Throughout the land ndo. da ogni parte del Paese
And don’t criticize ndo. e non criticate
What you can’t understandndo. quello che non potete capire
Your sons and your daughters ndo.i vostri figli e le vostre figlie
Are beyond your command ndo. sono al dì la dei vostri comandi
Your old road is ndo.la vostra vecchia strada
Rapidly agin’. ndo.sta rapidamente invecchiando.
Please get out of the new one ndo.Per favore andate via dalla nuova
If you can’t lend your handndo. se non potete dare una mano
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

The line it is drawn
ndo.——- La linea è tracciata
The curse it is cast ndo. La maledizione è lanciata
The slow one now ndo. Il più lento adesso
Will later be fast——– ndo.Sarà il più veloce poi
As the present now —-ndo.Ed il presente adesso
Will later be past ndo.Sarà il passato poi
The order is ndo. L’ordine sta rapidamente
Rapidly fadin’. ndo.scomparendo.
And the first one now ndo.Ed il primo ora
Will later be last ndo.Sarà l’ultimo poi
For the times they are a-changin’. ndo.Perché i tempi stanno cambiando.

 


nd……o.Versione italiana, da Maggie’s Farm

 
n….d.o.(Il sito italiano su Bob Dylan)

Tutti a “conclave” il 29 e 30 gennaio

A tutti i movimenti e le reti interessate ad un progetto di aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale, partecipazione democratica.


Care Amiche e Cari Amici,

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da alcuni mesi molte persone, associazioni e reti composti da donne e uomini di buona volontà stanno lavorando al sogno di costruire un processo costituente che raggruppi tutti i soggetti che vogliono portare il respiro della società civile nelle rappresentanze e nei luoghi della decisione, superando i limiti del sistema partitico attuale, con una visione ecologista, civica, democratica e sociale costruita dal basso.


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Ho ancora negli occhi…

Sono rientrato tre giorni fa dal Burkina Faso e -come sempre mi accade- mi ritrovo ancora abbastanza spaesato e mi chiedo cosa ci faccio qui.

Sarà per i 30 gradi di differenza, o forse per il brusco cambio di colori che dal rosso della terra e dall’azzurro dei cieli africani hanno lasciato posto ad un grigio che fonde all’orizzonte l’asfalto con la nebbia.

4129166280_b4613f148e.jpgQuello che è certo è che ho ancora negli occhi gli sguardi persi dei minatori vicino ad Essakane, in pieno Sahel, che cercano l’oro in buche scavate a mano fino a 50 metri di profondità, in un’angosciante roulette russa fra la ricchezza e la morte, dentro a gallerie che in ogni momento potrebbero aprirsi a vene del prezioso metallo come chiudersi seppellendo tutto e tutti.

Ho ancora negli occhi la gioia delle donne nel villaggio di Andega, che esplode danzando per il pozzo che abbiamo appena realizzato.

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Un pozzo che dà vita e alleggerisce il loro carico di lavoro quotidiano, liberando tempo prezioso per prendersi cura dei figli, avviare piccole attività di artigianato o anche solo per un po’ di raro quanto sacrosanto riposo.

Ho ancora negli occhi la disperazione, avvolta da un nugolo di mosche, e nelle narici l’odore nauseabondo che emanava la gamba in cancrena di un ragazzo di appena 28 anni che ha bussato alla nostra porta a Ouagadougou, per chiederci disperato il costo del trasporto per poter rientrare a morire al suo villaggio, accanto alla sua famiglia e ai suoi due figli ancora piccoli.

E ho nitida negli occhi la luce della speranza che si è riaccesa in lui quando gli abbiamo detto che avremmo fatto di tutto per curarlo e da subito abbiamo iniziato ad occuparcene concretamente!

4129173694_979ba6d471.jpgHo ancora negli occhi la soddisfazione e la determinazione degli orticoltori di Tangzougou in mezzo alla distesa immensa dei loro orti, dove ancora pochi anni fa non c’erano che erba secca e terra arida, mentre ora crescono frutti.

E mille altre immagini fortissime che si sono impresse nel mio animo come su una pellicola e che certamente non si cancelleranno in pochi giorni…

4129175458_2339b98789.jpgTutto questo mi riecheggia dentro e mi parla del diritto ad un lavoro degno e alla salute, di acqua come diritto universale, di solidarietà, cooperazione e politiche volte all’autosufficienza… della necessità di liberarsi da logiche di sfruttamento e dipendenza dall’estero in un cammino di giustizia internazionale e di fraternità universale.

E così mi ricordo perché mi appassiona tanto il mio impegno nei campi della formazione, dell’informazione e della politica intese come servizi alla comunità e partecipazione alla creazione di un futuro migliore per tutti.

Mi ci vorrà ancora qualche giorno, certo, ma ora mi sento un po’ meno spaesato di prima.

Sogni che concretizzano i primi passi

green_way3.jpgGiovedì scorso è stato un giorno importante.
Si è tenuto infatti al Teatro Eliseo di Roma il grande evento The green way, promosso dalla Costituente Ecologista, insieme a molti ospiti illustri dell’ecologismo europeo e mondiale, da Daniel Cohn Bendit a Alejandro Sanchez, fino ad Antanas Mokus dalla Colombia.

 

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E’ stato un giorno di confronto pulito e schietto, dove la società civile, gli esperti e la politica ecologista hanno discusso su come ricostruire una nuova Italia e dare un futuro alle nuove generazioni.

Si è dibattuto con un atteggiamento costruttivo e di fiducia reciproca.

Io sono intervenuto in rappresentanza del nostro progetto del “sogno”, insieme anche agli amici Marco Boschini, Vincenzo Cenname e Domenico Finiguerra.

Sono i primi passi di un lungo cammino, per concretizzare i nostri sogni.

Qui potete vedere il video dell’evento, con i nostri interventi, sul sito di Radio Radicale.

La rete si allarga!

In queste settimane si sono avvicinate al nostro percorso moltissime realtà stupende che già si stanno impegnando per promuovere nel proprio territorio quegli stessi principi, valori e obiettivi che animano il nostro “sogno”.

Si tratta di associazioni, comitati, liste civiche, gruppi spontanei, reti e movimenti…

Lo immaginavamo, certo, ma toccarlo con mano è una cosa diversa!

Ci stiamo così rendendo conto realmente di quali siano l’ampiezza e il valore della nostra società civile, di quanti percorsi si stiano muovendo parallelamente nel nostro paese con una visione pressoché identica, segno che i tempi sono ormai maturi per il cambiamento, spesso però all’insaputa gli uni degli altri.

Ora dunque è il momento di cucire! Di incontrarsi, conoscersi, dialogare, costruire reti fondate sulla fiducia reciproca e sul riconoscimento del valore della diversità di ciascuno, ma al contempo con una chiara volontà di avviare un percorso unitario e raggiungere una sintesi condivisa.

A tale scopo in questi giorni stiamo facendo moltissimi incontri in giro per l’Italia, cercando tutti insieme di rispondere alle centinaia di richieste e offerte di disponibilità a collaborare che riceviamo via mail, telefono, facebook, etc.

E’ un impegno enorme che sta però continuando ad allargare la rete dei nostri “compagni di sogni”.

Nel frattempo continuano ad arrivare nuove adesioni, non solo di attivisti e volontari, in gran numero, ma anche da parte di gente comune, lavoratori, precari e disoccupati, studenti, pensionati, amministratori pubblici, insegnanti, imprenditori, operai, educatori, giornalisti, liberi professionisti, artigiani, pittori, giardinieri, filosofi, avvocati, scrittori, attori, storici, dentisti, musicisti, architetti, impiegati, agricoltori, ricercatori, medici… persino uno chef! (che può sempre tornare comodo quando ci troveremo per festeggiare tutti insieme…)

Ci pare un segno chiaro di come la rete che stiamo attivando, insieme alla società civile, riesca davvero ad uscire dalla nicchia degli attivisti per raggiungere la gente comune!

Continuiamo dunque a cucire, con tenacia, umiltà e coraggio la rete del nostro “sogno” che vuole unire in un solo progetto politico la “moltitudine inarrestabile” dei mondi dell’ecologia, della pace, della solidarietà e della legalità, per ridare un futuro di speranza al nostro paese!
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Il sogno sta prendendo il volo…

Grazie all’impegno di tutti, il nostro “sogno” sta iniziando a volare!!!!!!

abbiamo_un_sogno.jpgIn tutti i sensi…

1) Hanno aderito oltre 1.000 persone in soli quattro giorni.

2) Si stanno unendo a noi molti nuovi firmatari importanti, fra i quali, lo dico con grande orgoglio, anche Salvatore Borsellino, che ringrazio di cuore!

3) Stiamo raggiungendo mondi molto diversi, non solo attivisti e volontari -in gran numero- ma anche gente comune, lavoratori, precari e disoccupati, studenti, amministratori pubblici, insegnanti, imprenditori, operai, educatori, giornalisti, liberi professionisti, pensionati, artigiani, pittori, filosofi, avvocati, scrittori, attori, storici, dentisti, musicisti, architetti, impiegati, agricoltori, ricercatori, medici… persino uno chef! (che può sempre tornare comodo quando ci troveremo per festeggiare tutti insieme…)

Mi pare un segno chiaro di quanto il nostro “sogno” sia davvero condiviso da molti e di come la rete che stiamo attivando insieme -attraverso la società civile- riesca anche ad uscire dalla nicchia degli attivisti per raggiungere la gente comune! La cosa si fa molto interessante… 😉

 

Quindi, continuiamo così!!! Scriviamo a tutti, parliamone con gli amici, usiamo ogni canale a nostra disposizione…

 

Un altro fatto di cui rallegrarsi è stato l’incontro con gli amici della Costituente Ecologista che si è tenuto questo week-end a Bologna e che ha rafforzato la stima e la fiducia reciproca.

 

Una fiducia che avevamo iniziato a coltivare già a partire dall’assemblea di Sarzana della Campagna Nazionale “Stop al consumo di territorio”.

 

E domenica 24 presenteremo il “sogno” davanti alla platea straordinaria del’incontro di Teano, in plenaria.

 

Continuiamo a cucire con tenacia, umiltà e coraggio la rete del nostro “sogno” che vuole unire in un solo progetto politico la “moltitudine inarrestabile” dei mondi dell’ecologia, della pace, della solidarietà e della legalità, per ridare un futuro di speranza al nostro paese!

Un abbraccio forte, miei cari “sognatori”.

 

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E’ proprio un gran bel film!

di Marco Boschini

 

Dal 2004 giro per l’Italia e come una specie di investigatore privato raccolgo informazioni, dettagli, indizi di esperienze virtuose, buone prassi, idee concrete.

 

In tutto questo girovagare mi sono imbattuto in migliaia di persone perbene, gente comune, militanti, esponenti politici locali, cittadini. Ognuno di loro porta avanti nel proprio territorio pratiche alternative e proposte di rinnovamento: della politica, della società, del fare comunità…

 

Comitati, associazioni, gruppi di acquisto, banche del tempo, amministratori: sono questi i protagonisti che hanno animato, viaggio dopo viaggio, incontro dopo incontro, il film più bello di sempre, che ciascuno per il proprio pezzetto stiamo immaginando ormai da tempo.

 

E’ un film che parla di bellezza, e di onestà. E’ la storia di una comunità di cittadini che si riappropria del proprio diritto-dovere di essere animali politici, di un gruppo di persone che a un bel momento decide che è arrivato il tempo di non perder più tempo dietro alle promesse vane del potente di turno.

 

E con un colpo di reni, e di umiltà, unisce le varie anime che ognuna per il proprio ambito, e per il proprio tema caro, ha costruito giorno per giorno un immaginario altro di società. Il momento realmente complesso e incasinato, quello con più azione e le scene più pericolose del film, è quando i vari gruppi di cittadinanza attiva decidono di mettersi in ascolto, intorno a un tavolo, volendo rinunciare tutti al proprio bollino e alla bella e luccicante bandierina.

Il momento del passaggio, delicato e complicatissimo, dalle parole ai fatti, dalle dichiarazioni alle azioni conseguenti…

 

Non oso svelarvi la fine di quel film, anche perché deve ancora essere girato. Mi piace però gustarne i pezzi che raccontano delle tante cose già fatte, delle migliaia di progetti e pratiche quotidiane che incantano il pubblico in sala, e che dimostrano che il mondo si può cambiare proprio perché lo stiamo già facendo!

 

La bellezza del film, il suo fascino maggiore, è la mancanza di un regista, di uno sceneggiatore, delle comparse. Il senso stesso del film, e delle esperienze narrate, è proprio quello di dimostrare che ognuno dei partecipanti è, al tempo stesso, regista e sceneggiatore, protagonista e comparsa.

 

Credo sia arrivato il momento di vedere come va a finire la storia, credo che ciascuno di noi debba sentirsi parte di un cambiamento che dal basso abbiamo in parte realizzato e che chiede il nostro protagonismo collettivo per travolgere le istituzioni nazionali.

 

Michele Dotti prima e Domenico Finiguerra poi hanno espresso magistralmente la forza di un sogno, che è il sogno di unirsi!

 

Continuiamo a parlarci, confrontarci, condividere e contaminarci. La sala si sta riempiendo, ed è proprio un gran bel film!

 

E’ ora di unirsi!

Con grande piacere voglio rilanciare questa bellissima riflessione dell’amico Domenico Finiguerra, pubblicata anche sul sito del Gruppo delle Cinque Terre.

 

Domenico+Finiguerra+Cass.JPG“Oltre due anni fa, abbandonavo il mio partito con questa dichiarazione di indipendenza e cominciavo a navigare in mare aperto. Da quel giorno si sono improvvisamente materializzate una quantità enorme di opportunità di incontro, confronto e conoscenza. La nostra esperienza, quella del Comune di Cassinetta di Lugagnano, ha iniziato a girare in rete, poi sui giornali e infine in TV (da Report al TG1).

 

Negli ultimi 800 giorni della mia vita, ho avuto la fortuna di incontrare migliaia di persone e centinaia di realtà sparse in tutto il paese. Migliaia di esperienze, migliaia di zattere tutte alla ricerca di un’altra Italia e di un altro mondo possibili. Tutte accomunate dallo stesso spirito di amore nei confronti del nostro paese, dallo stesso senso di responsabilità nei confronti delle prossime generazioni, dalla stessa voglia di cambiamento. Tutte in viaggio verso la stessa meta, orientate dalla stessa bussola e guidate  sulla stessa rotta.

Ma tutte destinate a restare voci isolate e inascoltate da chi detiene il comando dei grandi transatlantici della politica.

 

Al termine di quasi tutti i convegni, dibattiti o riunioni, in cui si erano affrontati temi quali il consumo di territorio e cementificazione del paese, i rifiuti e la dannosità degli inceneritori, l’energia nucleare o l’acqua pubblica, la gran maggioranza dei partecipanti tornava a casa con un sentimento strano nel cuore: quello di sentirsi una minoranza rabbiosa. Quello di chi sa, lo sente, di aver ragione, ma essendo una minoranza pensa di non poter mai riuscire a cambiare le cose.

 

Oggi è giunto il momento, per  tutti coloro che amano profondamente l’Italia, di impegnarsi in prima persona per dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che segnano il nostro tempo.

 

Oggi è giunto il momento, per tutti coloro che non vogliono rassegnarsi a restare ai margini dello scenario e credono che ci sia bisogno di passare al più presto dalle sale di convegni alle stanze della politica (quella che decide), di uscire allo scoperto e sporcarsi le mani per togliere il fango politico che ricopre il nostro paese .

 

Oggi è giunto il momento in cui tutte le iniziative sparse si ritrovino, si riconoscano, escano definitivamente dai rispettivi recinti e si uniscano:

da chi si propone di costituire un nuovo soggetto politico Ecologista, Civico e Democratico a chi, e sono tanti, ha fatto un sogno come quello che Michele Dotti ha così magistralmente raccontato.

 

Oggi è giunto il momento per i cittadini che assistono passivamente e sconsolati sul divano, di alzarsi di scatto, spegnere la TV e cercare di  ridestare dal torpore mediatico anche i suoi vicini.

 

E’ ora di contarsi e cominciare a camminare. Per andare dove le decisioni concrete possono trasformare le bellissime idee germogliate sulle nostre zattere in tangibili realtà.

Per contaminare la vecchia politica, per far entrare nel pantano un fiume di acqua pulita che si fa strada spostando ai margini il fango.

 

E’ ora di unirsi. E’ ora di trasformare le migliaia di piccole minoranze rabbiose, in un progetto vero e realizzabile, che sappia e voglia davvero cambiare l’Italia.”

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Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano

 

Ma chi se ne frega della pace!

di Flavio Lotti
coordinatore nazionale della Tavola della pace

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Domani 21 settembre le Nazioni Unite celebreranno la Giornata Internazionale per la Pace. Uno dei giorni più importanti del calendario dell’Onu.

 

La pace -il principale obiettivo delle Nazioni Unite- è un bene prezioso.

Ne sanno qualcosa le donne e gli uomini che a centinaia di milioni sono ancora intrappolati nella morsa della guerra, della miseria, dell’oppressione, dell’intolleranza e dello sfruttamento.

La pace, com’è noto, è uno dei beni più importanti da cercare, costruire e difendere. Un lavoro per tutti, da fare tutti i giorni.

Ma in Italia non interessa molto.

 

Per noi la pace non è una cosa seria. Ce ne occupiamo solo quando va di moda o non possiamo più farne a meno. Ed è sempre troppo tardi. Non importa se il mondo sta diventando un posto sempre più ingiusto e insicuro. Non importa se veniamo meno alle nostre responsabilità internazionali e manchiamo di curare persino i nostri stessi “interessi nazionali”.

Da noi, la pace non è più in agenda. L’ha cancellata il governo che continua a combattere le sue guerre in Afghanistan e nel Mediterraneo, che ha azzerato l’impegno contro la povertà e per la difesa dei diritti umani. L’ha cancellata la politica che riesce a strumentalizzare anche le più disperate tragedie umane. E l’ha cancellata il mondo dell’informazione, sempre meno attento alla vita delle persone e dei popoli, sempre più dominio esclusivo della politica, della cronaca nera e del gossip.

E se la pace non è un problema, figuriamoci la Giornata Internazionale dell’Onu per la Pace. Domani niente celebrazioni ufficiali, niente programmi speciali. Niente di niente. Come tutti gli altri giorni.

A fare la differenza, domani 21 settembre, ci saranno ancora una volta centinaia di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali che si riuniranno in numerose città italiane per ridiscutere e riorganizzare il proprio impegno di pace. Non parole vuote ma idee, piani e progetti da realizzare a scuola e in città, laddove la gente cerca una vita migliore.

 

La pace ricomincia da qui nonostante la censura mediatica e la miopia della politica. La pace ricomincia da qui, dalla passione e dalla creatività di quella gente che alla pace ci crede e dedica il suo impegno quotidiano.

AAA: folli cercansi per cambiare il nostro paese

 

 

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.”__

 

John Lennon__

 

 

Queste sono state settimane incredibilmente intense per noi!!!

Abbiamo lavorato sodo, in tanti, per iniziare a tessere quella tela che renderà concreto il nostro “sogno” di un partito del buonsenso e dell’onestà.

Stiamo raccogliendo un sostegno entusiasta da ogni parte -oltre ogni più ottimistica previsione- e questo ci incoraggia ad andare avanti in quella che altrimenti potrebbe apparire una pura follia.

 

Io sono democratico, rispetto il volere della maggioranza, e proprio per questo – siccome ritengo che la maggioranza degli italiani sia gente onesta (anche se magari inconsapevole e manipolata) – credo che sia ora di cambiare e riprenderci ciò che ci spetta di diritto.

 

Per fare questo però occorre quella credibilità che solo l’associazionismo, il volontariato, i movimenti ancora conservano nel nostro paese.
Ecco perché stiamo partendo da questi, dal basso, per costruire l’alternativa vera a tutti i soggetti sullo scacchiere politico attuale.

 

Stiamo lavorando per essere pronti a primavera prossima.

 

Nelle prossime settimane usciremo da questo “limbo” lanciando un sito in cui raccoglieremo le adesioni di quanti condividono il nostro sogno e sono pronti a sostenerlo. Occorre infatti “contarsi per contare”!!! Sono certo che sarà un onda travolgente di adesioni. Ci sarà da divertirsi un mondo.

 

Noi vorremmo che tutti fossero coinvolti attivamente prima di uscire pubblicamente. Nessuno deve sentirsi escluso.

Il treno deve partire dalla stazione solo quando tutti i passeggeri saranno a bordo!

 

Ma coinvolgere decine di migliaia di Associazioni, gruppi, movimenti, ONG, Liste civiche, Comitati… non è semplice. Specie in termini di tempo.

Per questo invito chiunque condivida questo sogno a contattarci per collaborare attivamente ad estendere la rete!

 

Intanto voglio ringraziare di cuore tutti gli amici che hanno già ripreso l’appello “I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà”, a incominciare da Marco Boschini che l’ha subito rilanciato nel suo blog, poi Giovanna GiugniTrentinoWeb, BNotizie, Uomo planetarioResetRadioIo ho un sognoDonGiorgioBlogosfereLa parte miglioreGestione Corretta dei Rifiuti di ParmaGalatown, Procida Blog, Mi muovo faccio coseDiretta NewsDomenico FiniguerraMedicina Alternativa, i Grilli VersiliesiGiuseppe RestaRimini5stelleAins OnlusLista Civica Massa ComunePalazzo dell’AbbondanzaCiacci Magazine, ProcidAttiva, Libera-mente, PoliticaOggi, Andrea Morolli, CityCool, Rovagnate5stelle, Altri tasti e molti altri…

 

L’appello, rilanciato dal grande Jacopo Fo prima sul suo blog e poi sul Fatto Quotidiano, è stato poi ripreso da Informare per resistere, Partecipazione e LibertàSiciliaNews24Oliviero Oldani, mentre il suo seguito “L’Italia merita ben altro” che ho scritto sul Fatto Quotidiano è stato rilanciato dal MeetUp 882 dei Grilli su Milano, Il diritto di saltare le pagine, DarschScritto con PerlanaVincenzo007Le strade del frescoMauro MagnaniSiciliaNews24

 

A tutti questi folli sognatori un invito a rimanere uniti per costruire insieme il futuro del nostro Paese!

I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà

 

 

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

 

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…

 

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

 

Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

 

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

 

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.

 

Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.

Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!

Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.

 

E sarà così che in un solo giorno “scompariranno” -per fondersi tutti insieme, invincibili- i Comuni Virtuosi, il Movimento per la Decrescita Felice, le Città della Transizione, i Comuni solidali, le Città del Bio, tutto il mondo del Commercio Equo e Solidale, della Finanza Etica, del Consumo Critico, tutti i Gruppi di Acquisto Solidale, le Associazioni di Volontariato, le ONG, tutte le Liste Civiche e i Comitati spontanei, tutto il Movimento per l’acqua pubblica, gli ambientalisti, quanti si battono contro le mafie, per fondersi in uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro paese!!!

 

E tutti insieme creeranno il “Partito del buonsenso e dell’onestà”, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.

 

I sondaggi daranno questo partito al 45%, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata.

I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.

I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino; da padre Zanotelli a Francuccio Gesualdi, da Maurizio Pallante a Marco Boschini, da Riccardo Petrella fino ad arrivare a Don Luigi Ciotti, che verrà scelto all’unanimità come candidato premier.

Il  nome di Don Ciotti raccoglierà subito la fiducia di milioni di cittadini del Sud d’Italia, da decenni esasperati dai ricatti delle mafie, che vedranno in lui finalmente la speranza concreta di liberarsi dalla criminalità organizzata, e così i sondaggi saliranno ulteriormente portando il partito del buonsenso oltre il 53%.

 

Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…

A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.

Si taglieranno gli inutili e costosissimi investimenti in armi, così come tutti i vergognosi privilegi della Casta, si riaffermerà con forza il valore della cultura, dell’istruzione pubblica, della sanità pubblica, dell’acqua pubblica, si ridistribuirà finalmente la ricchezza nel paese dopo decenni di accresciuta disuguaglianza, si stringerà un patto di solidarietà fra le generazioni che interromperà quella odiosa “guerra fra genitori e figli” sul piano professionale, sociale ed economico.

 

Liberi dalla paura, così a lungo strumentalizzata per fini elettorali, si ritroverà il piacere di uscire di casa, di stare insieme, di incontrare l’altro. Il razzismo sarà sconfitto dall’amicizia (e quando è il caso anche dall’amore)  promossa da precise politiche volte a favorire l’incontro fra le culture.

Le esperienze virtuose -dopo innumerevoli e conclamati successi- verranno prese a modello per tracciare le politiche nazionali, finalmente improntate su una sana ricerca della felicità, più che sulla assurdità della crescita illimitata del PIL.

 

L’occupazione ripartirà fondata su base più solide, libera dalle fluttuazioni e  dalle speculazioni della finanza e più concretamente incentrata sull’economia reale, sull’energia verde, sugli scambi locali, sulla solidarietà. Una solidarietà che andrà anche oltre le frontiere affrontando le sfide globali della fame, della sete, dell’analfabetismo, del lavoro minorile, con la necessaria efficacia.

 

Ho sognato che la stragrande maggioranza degli italiani -gente onesta che si alza la mattina per andare a lavorare, fa la fila in posta, rispetta il rosso al semaforo- troverà nel “Partito del buonsenso e dell’onestà” il proprio riferimento naturale alle elezioni, e milioni di cittadini che avevano abbandonato il voto perché esasperati e delusi, ritorneranno alle urne non dovendo più scegliere il “meno peggio”, ma potendo finalmente scegliere il “meglio”!

E così alle elezioni sarà un vero trionfo e la gente tornerà a sorridere, libera da quel velo grigio che impedisce oggi di guardare al futuro con speranza e serenità.

 

Le divisioni ideologiche presto saranno dimenticate e i nostri nipoti un giorno non riusciranno a capire, studiando la storia sui libri di testo, come noi abbiamo potuto impiegare tanto tempo prima di renderci conto di avere la forza necessaria e le capacità sufficienti per realizzare questa rivoluzione pacifica, prima di divenire consapevoli che questo sogno poteva davvero divenire realtà.

“Io le leggi le rispetto…”

In questa importante ricorrenza della Festa della Repubblica, voglio pubblicare questa scena geniale e profetica tratta dal film “Signore e signori, buona notte” del 1976, che fu a lungo censurato in tv.

 

(E’ curioso notare il fatto che il tg3 non esisteva ancora quando uscì il film.)

 

Se 34 anni fa considerare i privilegi come un “dovere verso l’elettorato” era ancora satira politica, oggi sarebbe quasi cronaca…

 

Ecco perché se vogliamo cambiare gli eletti, oggi più che mai, bisogna prima cambiare gli elettori!