3 pensieri su “Silenzio… ascoltiamo il linguaggio della natura

  1. Bravo Michele. Ottime osservazioni. Io faccio l’educatore e penso proprio che una rivoluzione culturale (quella che trova radici nella coscienza di tanti pensatori moderni e contemporanei, a partire da Bateson fino a Langer, attraversando lo sviluppo della Psicosomatica e della psicologia junghiana) sia proprio quello che sta accadendo e che dobbiamo nel miglior modo accelerare.
    Pensi che “il consumismo è una malattia! C’è una sola cosa che in natura si moltiplica all’infinito, senza limiti: è la cellula tumorale”; non potresti dire più correttamente. Il linguaggio della vita ci insegna questo. E noi possiamo, attraverso l’aiuto dei simboli, riscoprirlo: non solo nel corpo, dove le malattie non ci parlano (purtroppo) più dei vissuti e dei progetti del corpo stesso ma solo dei farmaci che dovremmo prendere; dovremmo riscoprirlo anche nella psiche, dove gli stessi movimenti vitali della natura e del corpo si presentano sotto altra forma. E dunque, per chi si occupa di educazione, si aprono infinite domande…

  2. Caro Michele, è molto bello quello che scrivi.

    in fin dei conti, perché porsi dei limiti e voler iniziare dalla scuola elementare e non… dalla scuola materna?

    prova a parlarne nel circuito dei comuni virtuosi, magari si riesce ad impostare qualcosa da subito.

    un abbraccio
    guido

  3. Concordo in tutto tranne sulla possibilità di restaurare una perfetta ciclicità (che in realtà non è mai esistita).
    C’è una sola cosa che, inesorabilmente, aumenta sempre: l’entropia.
    A parte l’interpretazione termodinamica (per addetti), può essere intesa in tanti modi: diminuzione di ordine, ma anche come livellamento delle differenze, azzeramento da parte della natura di quanto impostole dall’uomo ecc. Ma non tutto ciò è negativo.
    Noi possiamo col nostro impegno far andare l’acqua in salita, ma nella consapevolezza che prima o poi tornerà a valle …e l’entropia trionferà.
    Ma, ripeto, non tutto ciò è negativo.

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