E’ ora di toccare gli intoccabili!

Ma è mai possibile che nessuno, dico nessuno, metta mai in discussione le spese in armamenti?

Pare un dogma di fede, non se ne può neppure discutere.

untouchables.jpgE infatti nessun partito ne ha fatto cenno, di fronte ad una finanziaria che calpesta i diritti di tutti e sacrifica i beni comuni pur di salvaguadare i privilegi di pochi potenti intoccabili.

Solo il Movimento Nonviolento, la Rete Disarmo, la campagna Sbilanciamoci e la Tavola della pace, con padre Alex Zanotelli lo hanno denunciato con il coraggio e la lucidità che li contraddistinguono!

La lobby delle armi, evidentemente, deve essere davvero convincente se riesce ogni volta a scomparire al momento opportuno come nessun bambino al mondo riesce a fare giocando a nascondino.

E così, in un momento di grandissima difficoltà per milioni di persone, si può valutare di tagliare qualunque cosa: sanità, istruzione, diritti dei lavoratori, tutele di base ai disabili, tutto… fuorché mettere in discussione gli enormi investimenti in armi.

cacciabombardieri,asilo nido,manovra finanziaria,armi,spese,ecologisti e civici,MontecitorioCome Ecologisti e Civici noi abbiamo scelto di non tacere su questo punto decisivo e qualche giorno fa a Piazza Montecitorio abbiamo presentato una contromanovra tutta incentrata sul disarmo, sui tagli agli sprechi e alle grandi opere inutili.

Chiedo a tutti voi di diffondere queste informazioni a tutti i vostri contatti e con ogni canale possibile!

ELENCO DELLE SPESE PER ARMAMENTI DA TAGLIARE:

CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 MILIARDI DI EURO per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario ben 124 milioni di euro!)

EUROFIGHTER. L’Ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 MILIARDI DI EURO.

AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 MILIARDI DI EURO.

ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 MILIARDI DI EURO

NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate ‘FREMM’ costo complessivo 5 MILIARDI DI EURO

SOMMERGIBILI. Il nostro paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 MILIARDO DI EURO.

SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 MILIARDI DI EURO

Solo con la scelta di tagliare i nuovi programmi per l’acquisto di armamenti si potrebbe arrivare ad un risparmio di spesa di circa 43,3 MILIARDI DI EURO. Quasi il doppio della cifra che il governo intende prelevare operando un vero e proprio DISASTRO SOCIALE e riducendo drasticamente il potere di acquisto delle famiglie a reddito medio basso, i servizi sociali e usando gli enti locali come un bancomat per il Ministero dell’Economia.

Ma non basta perché a queste misure si aggiungono altre proposte per tagliare la SPESA pubblica e gli SPRECHI senza tagliare il benessere dei cittadini.

SCUDO FISCALE: Portando l’aliquota dello scudo fiscale al 20% si possono recuperare altri 7 MILIARDI DI EURO.

OPERE INUTILI: Tagliando le opere inutili come il Ponte sullo Stretto di Messina, si possono risparmiare 8 MILIARDI DI EURO.

OPEN SOURCE: Utilizzando software non proprietario nella Pubblica Amministrazione si possono risparmiare circa 400 euro per ogni computer: Complessivamente per tutta la PA si arriva a 3 MILIARDI DI EURO.

SPRECHI E COSTI POLITICA: Tagliando il 70% delle ‘auto blu’ e con la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari con i relativi vitalizi in tutt’Italia si arriva a risparmiare 7 MILIARDI.
Tagliando opere inutili, facendo pagare il giusto a chi ha evaso il fisco portando capitali all’estero (Scudo Fiscale), riducendo seriamente i costi della politica si possono risparmiare altri 25 MILIARDI DI EURO.
     
IL TOTALE E’ SCONVOLGENTE: Con 68,3 MILIARDI non solo si potrebbero rimettere in sesto i conti pubblici senza sforbiciare i redditi delle classi medio- basse ma avremmo a disposizione ingenti risorse per rilanciare la nostra economia puntando sulla green economy (rinnovabili, efficienza, bonifiche, dissesto idrogeologico, mobilità pubblica), sulla ricerca sull’innovazione e sulla qualità dei servizi e della vita.
Basti pensare che con il costo di un solo cacciabombardiere F-35 (124 milioni di euro) si possono realizzare 183 asili nido. Sarebbe praticamente risolto il problema delle liste d’attesa degli asili nido a Roma.

La gente deve sapere!!! Anche il diritto ad un’informazione corretta è un bene comune da difendere.

 

» Fra nucleare e grandi opere che differenza c’è?  » Ma chi se ne frega della pace!

E’ ora di toccare gli intoccabili!ultima modifica: 2011-09-12T22:48:00+02:00da micheledotti
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7 pensieri su “E’ ora di toccare gli intoccabili!

  1. «Mettere in dubbio la crescita è considerata una cosa da pazzi, idealisti e rivoluzionari. Ma dobbiamo metterla in dubbio. L’idea di un’economia che non cresca potrà essere un anatema per gli economisti. Ma l’idea di un’economa in costante crescita è un anatema per gli ecologisti. Nessun sottosistema di un sistema finito può crescere all’infinito. È una legge fisica». Tim Jackson “Prosperità senza crescita”:

  2. Caro Mauro, non immagini quanto io sia felice di essere smentito su questo tema… 😉
    Magari tutti i partiti si fossero espressi al proposito e io fossi mal informato!!!
    Nello specifico però io non ho letto nulla, né lo trovo nel sito di Rifondazione, rispetto ai tagli alle spese militari presenti nella manovra finanziaria del Governo.
    (Comunque riconosco che si tratta di un partito da anni sensibile su questo tema.)
    Puoi segnalarmi un articolo o una dichiarazione ufficiale su questo punto?
    Mi faresti un grande piacere.
    Ti ringrazio molto, una buona giornata,
    Michele

  3. caro Michele, grazie della risposta. Ti informo che sul sito di rifondazione, tra i vari manifesti e volantoni pubblicati, c’è un esplicito riferimento alla necessità di ridurre le spese militari. Nello specifico il punto 3 delle 5 proposte per una manovra alternativa, recita: vanno tagliate le spese militari, riducendo gli organici dell’esercito…..non acquistando gli F 35, per finanziare la scuola…..Caro Michele, io sono iscritto a rifondazione, sono un volontario caritas in uno dei territori più disastrati di Roma (tor bella monaca), persuaso delle nonviolenza di Aldo Capitini e della sua “riforma religiosa”. Mi interessa la contaminazione, aborrendo ogni ortodossia velleitaria e autoritaria….e penso che oggi sia necessario riprendere l’idea capitiniana dei COS, come momento di crescita per una nuova partecipazione. Con stima, un abbraccio

  4. capisco che le spese per gli armamenti siano inutili, tanto in ogni caso il nostro esercito sembra sempre l’armata brancaleone, non saremmo in grado di difenderci neanche se fosse il lussemburgo ad attaccarci. anche se comunque essendo uno stato già di per se sull orlo del fallimento nessuno potrebbe mai avere l’interesse di attaccarci.. comunque, tralasciando questa considerazione personale volutamente ridicola vorrei sollevare un altra questione, perchè oltre a mettere le mani nei conti degli armamenti (che come al solito compriamo in cambio di prestiti da parte degli stati che ci comprano il debito pubblico, esattamente come doveva essere con la francia per le centrali nucleari) non diamo anche un taglio alle vergognose concessioni fatte alla chiesa? solo l’otto per mille è un miliardo di euro, senza poi contare l’ici non versata per il discreto patrimonio immobiliare che secondo una recente stima si aggira intorno a 1 immobile su 4, e tutto questo solo in edifici non di culto, quella è la vera casta, i veri intoccabili.

  5. Ho letto con attenzione la proposta di contromanovra.

    Probabilmente non sono in possesso di tutti gli elementi utili per giudicarla, ma voglio ugualmente esporti le mie perplessità.

    Non conosco l’entità totale delle spese militari che lo stato italiano sostiene ogni anno, ma sono contrario a credere che il tutto debba considerarsi un costo inutile.

    La pace ha un prezzo e mantenere la pace comporta grossi sacrifici anche economici. Una nazione gli armamenti li puo’ utilizzare per diversi scopi come offendere un altro popolo ma anche per difenderle la propria sovranità o meglio ancora per scoraggiare le diverse “teste calde” nascoste nell’intero mondo e, nel Mediterraneo, abbiamo degli esempi significativi…

    Ritieni forse che senza il rinnovamento degli armamenti saremmo stati così tranquilli nelle recenti vicende con la Libia?

    Ma siamo proprio sicuri che il disarmo totale o il mancato adeguamento degli armamenti debba essere uno degli obiettivi di questo movimento nascente?

    Io non lo condivido appieno, non perchè desideri la guerra, ma proprio perchè credo nell’importanza della pace, sono convinto che l’obiettivo che ci dobbiamo dare sia quello di erodere quelli che sono i principali motivi che provocano i conflitti.

    Non a caso parlo di equilibrio sostenibile.

    E partirei dalle cose semplici, come ridurre il fabbisogno energetico della nostra nazione, gli sprechi giornalieri della nostra società opulenta che tutti i giorni consuma senza pensare che dei nostri simili arrancano a sopravvivere.

    Se il nostro impegno è mirato a costruire un mondo di pace, automaticamente non saranno necessari nuovi armamenti, ma fino a quando la pace non sarà “la normalità” è necessario investire anche negli armamenti. Meglio utilizzare soldi in armi inutili, piuttosto che dover sacrificare vite umane per riconquistare la libertà.

    Riassumendo penso che dobbiamo darci come obiettivo quello di costruire la pace in modo da ottenere come risultato il disarmo.

    Il contrario, credimi, con la situazione politica attuale, renderebbe ancora più facile un nuovo conflitto mondiale. (e gli esperti lo danno per imminente)

    Pertanto ritengo che una manovra credibile debba rallentare il ciclo di rinnovo dei nostri armamenti, ma non fermarlo.

    Per quanto riguarda i tagli agli altri settori sono invece pienamente concorde, che se sommati ad alcuni miliardi di tagli alle spese militari, uniti ad una seria lotta all’evasione fiscale ed una patrimoniale progressiva ad esempio anche sui veicoli porterebbe nelle tasche dello stato risorse reperite da chi realmente può contribuire.

    Ti riporto la mia idea di patrimoniale progressiva sui veicoli

    Da 0 a 50 kw mantenere le tariffe attuali

    Da 50 a 100 kw per ogni Kw eccedente la soglia minima la tariffa base maggiorata del 50%

    Da 100 a 200 kw per ogni Kw eccedente la sogli minima la tariffa base maggiorata del 100%

    Oltre 200 Kw per ogni Kw eccedente la sogli minima la tariffa base maggiorata del 200%

    Questo sarebbe un modo equo per ridistribuire il reddito tra le varie fasce di popolazione, ovviamente queste maggiorazioni devono essere applicate a tutti i veicoli a motore.

    E con queste regole mi ci metto pure io tra quelli che devono pagare di più perché la mia auto ha 71 Kw J. In fondo un 1600 non l’ho preso perché mi serviva, ma perché mi faceva comodo…

    Al posto di ridurre le accise sul gasolio per gli autotrasportatori, proporrei politiche atte a ridurre il trasporto delle merci su gomma, limitando quest’ultimo al cosiddetto ultimo miglio.

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