Alla scoperta dell’Italia che cambia, una ricchezza di cui fare tesoro

Come avevo già scritto in un altro post su questo blog, sto seguendo con particolare interesse il viaggio del mio amico Daniel Tarozzi, direttore della rivista web ilCambiamento.it, alla scoperta dell’Italia che cambia.

E’ in giro già da tre mesi, nei quali ha percorso col suo camper migliaia di km e incontrato alcune delle migliori esperienze presenti in dieci regioni. Quando è passato dalle mie parti non poteva mancare di venire a trovarmi per un saluto.

Ho pensato allora di fargli una breve intervista, che abbiamo anche proiettato il giorno seguente alla nostra Assemblea Programmatica di “Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei“, come prezioso spunto di riflessione, e che ora voglio condividere con voi.

Per chi fosse interessato all’esito dell’Assemblea, in questa sezione del nostro sito potete trovare i “10 punti programmatici ecocivici” che abbiamo presentato e qui potete vedere il grande piano delle piccole opere” all’elaborazione del quale io ho contributo personalmente, insieme ad altri amici eco-civici.

Qui invece potete trovare la “mozione politica generale” uscita dall’Assemblea, che traccia la linea del nostro Movimento per le prossime elezioni.

Vi lascio con un bel servizio sulla nostra Assemblea, realizzato per ilFattoQuotidiano.it da Nello Trocchia, che ringrazio di cuore anche per il prezioso contributo che ci ha portato sul tema della legalità!

In camper per incontrare l’Italia che cambia

Lo confesso, sto seguendo con molta attenzione questo viaggio in camper attraverso l’Italia, che di tappa in tappa diventa sempre più intenso e appassionante!

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloOccorre riconoscerlo: per vivere mesi in un camper è necessaria davvero una grande motivazione e specialmente per un giovane abbandonare un porto sicuro per navigare in mare aperto è indice di un “coraggio che è più forte della comodità” e di una capacità di “speranza che prende il posto della rassegnazione!”

Sono proprio queste le caratteristiche che sta dimostrando Daniel Tarozzi (ma a chi stavate pensando?!?), un carissimo amico giornalista e videomaker, con il suo progetto “Viaggio nell’Italia che cambia”.

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloUn’esperienza che lo porterà a percorre lo stivale in lungo e in largo per 5 mesi, per andare ad incontrare e poter così raccontare attraverso un libro e un documentario quell’Italia che cerca di reagire ai problemi economici, ambientali e sociali, senza aspettare che siano altri a risolverli.

Perché per cambiare il mondo occorre anche cambiare se stessi. E questo non si può certo farlo da soli, ma soltanto in relazione con gli altri, in particolare con chi già ha iniziato a cambiare se stesso, e quindi anche il mondo.

A Daniel, con il quale tre anni fa ho avuto la fortuna di condividere un altro meraviglioso viaggio -in Burkina Faso- per realizzare il progetto “Sambiiga-altro fratello”, faccio i migliori auguri di saper cogliere in profondità l’umanità che incontrerà, per poterla condividere con tutti noi.

Si riparte, con un gran movimento dentro

oursì,dune,deserto,sahel,burkina,sabbia,paesaggioSono appena tornato dal Burkina Faso, dopo 24 giorni intensi che mi hanno portato -insieme ad un gruppo di amici e alla mia famiglia- a toccare con mano tante realtà diverse, lungo gli oltre 3.000 km che abbiamo percorso, in buona parte su piste di terra rossa e non di rado alluvionate per le pioggie.

Era la mia ventesima volta in Africa ed è stata per me l’occasione di reincontrare tanti vecchi amici, ma anche per conoscerne di nuovi e scoprire alcune situazioni che davvero non riesco a togliermi dagli occhi.

miniere,oro,burkina,lavoro minorile,diritti,infanziaPenso ai bambini lavoratori nelle miniere d’oro di Tiebelé, nel sud del paese, che ci hanno stretto il cuore e lasciato dentro un misto di indignazione e voglia di cambiare quest’assurdità; un’assurdità che viene in qualche modo legalizzata quando l’oro viene acquistato regolarmente dagli acquirenti autorizzati a farlo, chiudendo non uno ma due occhi rispetto ai diritti violati nell’estrazione.

E’ quello stesso oro che noi troviamo luccicante nelle nostre gioiellerie, senza renderci minimamente conto di quale storia possa avere dietro di sé.

 

profughi,mali,tuareg,rifugiati,gandafabou,frontieraPenso alle decine di migliaia di profughi maliani, quasi tutti tuareg, rifugiati a Gandafabou e nei villaggi circostanti, che abbiamo incontrato all’estremità nord del Burkina, vicinissimi al confine con il Mali dal quale sono fuggiti spesso senza avere la possibilità di portare nulla con sé.

E’ stato un incontro davvero toccante, su cui mi riserbo di scrivere qualcosa più approfonditamente nei prossimi giorni, anche perché nessuno parla di questa situazione in Italia.

 

Penso ancora alla difficile situazione di molti contadini burkinabé, per le pioggie che sono arrivate con quasi un mese di ritardo e hanno rovinato tanti raccolti. E questo mi conferma nella consapevolezza di quanto siano importanti i progetti che abbiamo realizzato in questi anni, con Mani Tese e con altre associazioni amiche, che hanno liberato centinaia di migliaia di persone da questa vulnerabilità, portando autonomia alimentare ed economica ad intere comunità!

colori,mercato,africa,burkina,spezie,cucinaE poi ho ancora negli occhi i volti, i colori, gli orizzonti sconfinati del Sahel…

e tanto altro ancora, per cui ora non trovo le parole.

Porterò tutto questo con me, nei prossimi mesi, in giro per l’Italia.

 

Lo porterò nei laboratori con i ragazzi, nei corsi di formazione con insegnanti, educatori e mediatori culturali, nelle tante serate pubbliche per i libri o legate al mio impegno sociale e politico, così come nella mia vita quotidiana, quando vado a fare la spesa, gioco con i miei figli o incontro un amico o una qualunque persona per strada.

bimbo,africa,sguardo,volto,burkina,mammaA volte penso che il mio grande movimento fuori rispecchi questo grande movimento che sento dentro.

E devo dire che non mi dispiace affatto e spero con tutto il cuore di riuscire ad invecchiare senza mai adattarmi alle tante ingiustizie che affliggono il mondo.

I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile

E’ appena uscito il libro “I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile” al quale io ho dato con grande piacere un mio contributo di riflessione.

copertina.jpgIl libro, edito da Agra editrice, è il frutto di un viaggio iniziato il 28 agosto e terminato il 25 settembre, dal Trentino alla Sicilia, e riporta circa quaranta storie di chi ha scelto di investire in agricoltura senza trascurare il “valore di legame” con le proprie comunità di appartenenza.

Gli autori Angela Galasso, Francesca Durastanti, Giuseppe Orefice, Margherita Rizzuto e Silvia Paolini, sono cinque tecnici che da anni si occupano di agricoltura civica e di didattica in ambito rurale su tutto il territorio nazionale.

Il libro raccoglie, inoltre, i contributi di alcune personalità che in modi diversi hanno sostenuto il progetto: Francesco Di Iacovo, Saverio Senni, Carlo Hausmann, Andrea Segrè, Roberto Burdese, Michele Dotti, Marco Boschini, Francesco Mele, Gregorio Arena e Jacopo Fo.

Tante storie anche di giovani agricoltori come “Contadini per Passione”, agrumicoltori di Ribera (AG) che hanno realizzato il sogno di poter rimanere in Sicilia e attraverso il web riuscire a veicolare le loro arance, o “Madrenatura”, azienda campana, che ha fatto della vendita diretta “responsabile” la propria bandiera e la chiave del proprio successo.

O le tante storie di chi, senza cessare di essere agricoltore, offre servizi alla persona, come l’agrinido “Piccoli frutti” di Cremona inaugurato a settembre, o la giovane cooperativa piemontese “AgriCooPecetto” che promuove progetti formativi e inserimenti lavorativi di persone disabili, o ancora l’associazione “Il Giardino di Filippo” che realizza attività didattiche e riabilitative in un’azienda agricola utilizzando il contesto agricolo ed il cavallo.

Tante storie che gli autori raccontano riportando non solo motivazioni e valori, ma anche numeri ed elementi di successo affinché si possano generare effetti moltiplicatori e possa essere favorita la replicabilità di realtà virtuose.

Ecco un estratto dal contributo di Andrea Segrè (Preside Facoltà di Agraria Università di Bologna – Presidente Last Minute Market):

“Il viaggio che ha portato a questo libro – che è stato un po’ anche il mio idealmente – credo abbia dimostrato che le nostre azioni, anche se piccole, possono portare a un mondo nuovo.

Dobbiamo solo credere nel nostro ruolo di individui attivi nella società, fuggendo dalla passività e dal vuoto che ci circonda. Basta poco. Sarebbe sufficiente rinnegare la pervasiva cultura del consumo e del rifiuto che genera lo spreco di cui siamo circondati: di cibo e altri beni, ma soprattutto di relazioni.

Attraverso queste esperienze di agricoltura civica è possibile far vedere e riconoscere nuovamente il valore di legame, gli si ridà – appunto – valore, senza negare gli altri due – lo scambio e l’uso – in modo da rivoluzionare, veramente, il nostro sistema.

La speranza è che altri copino da queste esperienze: esse ci fanno vedere che la relazione civile esiste ancora e dimostrano che è possibile rendere l’economia più efficiente e anche più civile, proprio a partire dall’agricoltura e dai suoi buoni frutti. Ne ero sicuro, ne ho la conferma. Questo libro lo fa sapere a tutti.”

per informazioni:
Francesca Durastanti 320.2119686 / Margherita Rizzuto 393.9824709
e-mail: info@ibuonifrutti.it

Boschini e i Comuni virtuosi su “Report”

Mentre la politica nel suo insieme non perde un’occasione per dare brutta immagine di sé, aumenta la schiera di amministratori virtuosi che per poche centinaia di euro di rimborso decidono di dedicare tutto il loro tempo libero alla costruzione di un futuro sostenibile per le proprie comunità…

168765_1824491940195_1477162011_1971307_3467421_a.jpgDomenica 3 aprile, nella rubrica “C’è chi dice no” all’interno di “Report” (RAI 3), puntata dedicata a Marco Boschini e all’esperienza dei Comuni Virtuosi.

Colorno, Capannori, Cassinetta di Lugagnano, Monsano, Corchiano, Berlingo, Mezzago…

decine di esperienze da tutta Italia, in un viaggio alla scoperta del buonsenso.

Non perdetevi la puntata!

Il diritto di sognare

Mi sono chiesto più volte in queste settimane di impegno estremo ed inarrestabile, per tessere la rete del nostro “sogno” (fra mille telefonate, mail, viaggi, incontri…), se insieme ai “compagni di viaggio” non avessimo valicato il confine fra il sogno e la follia.

 

Certo ci incoraggiano in questo cammino l’ampissimo consenso trasversale che sta ricevendo il nostro “sogno” e le innumerevoli adesioni autorevoli che stanno arrivando all’appello, che fra pochi giorni soltanto sarà on-line sul sito www.abbiamounsogno.it.

 

Però è davvero troppo il tempo rubato alle nostre famiglie, per una sfida apparentemente folle, come tanti Don Chisciotte contro i mulini a vento.

 

Poi, per caso, ho scoperto in rete questo video stupendo realizzato da Nerea Ganzarain, con musica di “Bosques de mi mente” e con traccia parlata dal grandissimo Eduardo Galeano, che è anche autore del testo… e devo dire che mi sono riconciliato con la vita.

 

Non riusciranno mai a rubarci il “diritto di sognare”!

 

Buona visione a tutti.

 

Ricomincia il viaggio!

L’estate volge al termine, ripartono la mia attività educativa nelle scuole con la Coopertiva Kaleidos, la formazione con insegnanti e mediatori culturali e anche i miei incontri pubblici in giro per l’Italia.

 

michele_foto_incontro.jpgE’ una grande fortuna per me poter scoprire tante realtà splendide, e così diverse fra loro, che si muovono sul proprio territorio per costruire un domani migliore!

 

Sono davvero su un osservatorio privilegiato che mi permette di scorgere un universo associativo meraviglioso e variopinto, spesso invisibile nei mass media.

 

Quello che cerco di portare come contributo con i miei interventi e tesimonianze è sempre meno di quanto io riceva dalle persone che incontro, che non finirò mai di ringraziare.

 

Questo pomeriggio, sabato 4 settembre, sarò a Cesena presso la Libreria Coop per presentare “L’anticasta”, mentre alla sera andrò a Meldola, alla Festa del PD, sempre insieme all’amico Marco Boschini.

 

Mercoledì 8 sarò a Padova per coordinare il primo incontro di un percorso partecipativo aperto a tutte le Associazioni per l’elaborazione condivisa della prossima edizione del Festival della Cittadinanza.

 

Martedì 14 interverrò in diretta web dal Liceo Ariosto di Ferrara per l’inaugurazione dell’Anno Accademico, in un collegamento con 10 Istituti della Provincia.

 

Giovedì 23 sarò a Cervia per un incontro di formazione per i mediatori culturali del Progetto “Testimoni privilegiati”.

 

Venerdì 24 tornerò nuovamente al Liceo Ariosto di Ferrara per la proiezione del video “Una scuola diversa è possibile” in una serata-dibattito a cui parteciperanno anche il Sindaco di Ferrara, la Presidente della Provincia e l’ex rettore dell’Università di Ferrara.

 

Martedì 5 ottobre sarò a Cervia per il primo incontro del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi di questo nuovo anno scolastico.

Non vedo l’ora, è un’esperienza bellissima!!!

 

Giovedì 7 andrò a Pesaro per l’incontro “Le diversità in dialogo e in cammino veso la pace” all’interno della Settimana Africana Regionale; sarà anche l’occasione per presentare il mio nuovo libro “Dudal Jam, a scuola di pace”.

 

Venerdì 15 a Sant’Ignazio (Padova) per un incontro sul tema “L’economia solidale come risposta alla crisi economica”, promosso dal Coordinamento missionario di S.Giuseppe.

 

Venerdì 22 e Sabato 23 sarò a Roma insieme a Marco Boschini per presentare “L’anticasta” in un tour de force intorno alla capitale, ad Albano, Labico, Ostia, Aprilia, Genzano…

 

Domenica 24 sarò a Teano, per presentare il “sogno” davanti all’assemblea, in plenaria.

 

Da Teano andrò direttamente a Procida, lunedì 25 e martedì 26 per un incontro pubblico e uno nelle scuole.


Mercoledì 27, all’interno della Nona giornata ecumenica del Diaologo Cristiano Islamico, presenterò il mio ultimo libro “Dudal Jam, a scuola di pace” presso il Centro di Cultura Islamica di Faenza, in via Boaria 84/4

 

Venerdì 29 a San Giovanni Valdarno a presentare “L’anticasta” e riflettere sui “beni comuni”, a partire dall’acqua.

 

Sabato 30 a Empoli per tenere due Laboratori sulla creatività presso la Biblioteca Comunale, in occasione della “notte bianca.”

 

 

Ricomincia il viaggio! Prepariamoci per l’avventura.

Si riparte!!! Last minute Burkina Faso… a dicembre e gennaio nel “paese degli uomini onesti”

 

Beh, forse non si può proprio definire un viaggio “last minute”, lanciandolo sei mesi prima della partenza. Ma in un certo senso lo è davvero perché diversi posti (dei 10 disponibili) sono già occupati ancor prima di annunciarlo!!!

 

E’ questo il frutto di 18 anni di viaggi responsabili in questo meraviglioso paese, condivisi con quasi 200 persone, le quali sono divenute in qualche modo testimoni delle realtà visitate e con il passaparola ogni anno mi presentano altri amici desiderosi di vivere questa esperienza.

 

Ufficialmente, comunque, iniziamo solo in questi giorni a raccogliere le adesioni per il prossimo viaggio di turismo responsabile in Burkina Faso organizzato come Cooperativa Kaleidos in collaborazione con Mani Tese e promosso dall’associazione di turismo responsabile “T-ERRE”.

 

Questo viaggio è concepito come esperienza di conoscenza e condivisione con la popolazione del paese, in particolare con quella dei villaggi, alla scoperta della ricchezza umana e culturale che il Burkina Faso – letteralmente “il paese degli uomini onesti”- può regalarci se ci accostiamo ad esso con occhio sincero.

 

L’attenzione viene posta dunque non solo sulle difficoltà reali che il paese deve superare, ma anche sulle potenzialità che esso racchiude, sia nelle proprie radici -andando a scoprire la storia e la cultura di diverse popolazioni che lo abitano- sia nelle prospettive di sviluppo che la società civile sta elaborando dall’interno e in collaborazione con partner internazionali.

Non manca anche la scoperta delle bellezze naturalistiche del paese e l’incontro con il suo meraviglioso artigianato: scopriremo il Sahel burkinabé, con le sue dune di sabbia e gli scavi archeologici a Oursì, i mercati coloratissimi a Kaya e Gorom Gorom; ma anche le cascate di Karfiguela, gli immensi campi di canna da zucchero a Banfora; il lago di Tengrela con le sue ninfee e gli ippopotami, le moschee di Ouahabou e Bobò Dioulassò, gli elefanti del Parco di Boromò…

CARATTERISTICHE GENERALI DEL VIAGGIO

Il viaggio è costruito insieme a Mani Tese e ad altri partner locali che operano da anni nel campo della cooperazione allo sviluppo.


Gli accompagnatori hanno una lunga esperienza in questo paese, che permette loro di porsi come mediatori culturali fra il gruppo e la popolazione con cui si entra in rapporto.

 

1548476862.jpgI trasporti sono effettuati con mezzi proprio, l’alloggio è in strutture gestite da diverse realtà associative e da campement nei villaggi.

 

L’iscrizione comprende una quota solidarietà per un progetto di sviluppo.

 

Il viaggio si propone di dar vita ad una costruzione comune dell’esperienza attraverso una fase di conoscenza preliminare del percorso, del gruppo dei partenti, di scambio sugli obiettivi e modalità del viaggio e di verifica sulle intenzioni e possibilità di continuare la conoscenza intrapresa.

 

Sono previsti quindi tre incontri di preparazione prima della partenza.
La presenza a questi momenti è indispensabile per la partecipazione al viaggio.


CALENDARIO DI VIAGGIO

27 dicembre 2010 – 14 gennaio 2011

Lunedì 27 – volo aereo dall’Aeroporto Marconi di Bologna alle 12,15; arrivo a Parigi Aeroporto  Charles de Gaulle alle 14,00; partenza alle ore 16,10 e arrivo a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) alle 20,45 locali; sistemazione, cena e  pernottamento.

141373707.jpgMartedì 28 – domenica 2 gennaio – al mattino preparativi, acquisti necessari in capitale, poi partenza verso l’est, per il villaggio di Tangaye e alloggio presso il Campement “Sougrì noma” (“il perdono è buono”): è il momento della condivisione della vita con la gente del villaggio, l’occasione per incontrare i responsabili dei Gruppi di Villaggio, fare visita agli anziani e  scoprire i luoghi sacri tradizionali, visitare il mercato serale del villaggio ai piedi del grande baobab e i progetti finanziati da Mani Tese (barrage, fuochi migliorati, etc…); l’occasione inoltre per incontrare la gente del villaggio di Djoassin, dove sono stati finanziati un pozzo e una scuola e partecipare alla coloratissima Messa al villaggio.

 

1028395376_7f9b9aceda.jpgRientro in capitale passando da Laongò, con le sue roccie scolpite; cena e pernottamento.

 

Lunedì 3 – rotta verso il Sahel, nel nord del paese; sosta al mercato di Kaya, celebre per la lavorazione del cuoio e delle pelli; visita delle 7 moschee sulla collina di Banì; arrivo in serata a Koyre-Zena; pernottamento presso il Campement del villaggio.

Martedì 4 – partenza al mattino verso Gorom Gorom, poi verso Oursì; passeggiata sulle dune di sabbia di fronte al grande stagno -dove si possono ammirare molte specie di uccelli- fino agli scavi archeologici del sito Hu-Beerò, considerati fra i più importanti dell’Africa intera; nel pomeriggio partenza per il piccolo villaggio di Gandafabou, dove alloggeremo nel meraviglioso Campement “Edjef”, dentro alle capanne tuareg sulla grande duna di sabbia rosa.

Mercoledì 5 – “ballade” a dorso di dromedario, per scoprire il villaggio e le sue strutture: la scuola, il dispensario, la maternità; ritorno al Campement “Edjef”, cena con gli amici tuareg e pernottamento.

gorom-marche.JPGGiovedì 6 – lasciamo Gandafabou per ritornare a Gorom Gorom (“sedetevi, sediamoci” in lingua songhai), la capitale del Sahel,  dove si svolge il grande mercato del giovedì, celebre per l’incontro di mille popoli, provenienti anche dal Mali e dal Niger: dai Peulh, ai Bellà, dai Tuareg, agli Haussà; nel pomeriggio rientro al Campement di Koyre-Zena.

Venerdì 7 – lasciamo il Sahel per rientrare il capitale; lungo la strada soste a Dorì, Banì e Kaya; arrivo a Ouagadougou in serata, cena e pernottamento.

6d6b17ca3bb2d5324d407db5355caf29.jpgSabato 8 – partenza insieme a Theophile Kaboré, responsabile dei progetti di Mani Tese, per visitare alcuni villaggi in cui sono stati finanziati progetti; è l’occasione per incontrare la gente che ne beneficia per meglio capire la filosofia di intervento e come la popolazione gestisca questi progetti; rientro in capitale in serata.

 

Domenica 9 –  partenza per Bobò-Dioulasso, la capitale economica dell’ovest; sulla strada breve sosta a Ouahabou, per ammirare la sua splendida moschea in bancò (argilla); arrivo a Bobò nel pomeriggio, visita dei suoi antichi quartieri e della grande moschea; cena e pernottamento;

 

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Lunedì 10 –  ancora più a ovest, fino a Banfora, poi attraverso i campi di canna da zucchero fino ai “duomi di Fabedougoù”, particolari conformazioni rocciose della zona, per poi tuffarsi nelle meravigliose cascate di Karfiguelà; rientro a Banfora, cena e pernottamento.

Martedì 11 – partenza al mattino presto per il lago di Tengrelà; giro in piroga fra le ninfee, per osservare gli ippopotami; rientro a Banforà, incontro con i produttori di anacardi equo-solidali dell’Associazione WOUOL, quindi sulla strada verso est breve sosta a Boni, per ammirare la splendida chiesa con un’enorme maschera bobò come facciata; arrivo in serata a Boromò dove alloggeremo presso il Campement “Kaicedras”, costruito sul fiume nel punto in cui spesso gli elefanti lo attraversano e gestito da un’associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

Mercoledì 12
– partenza per Ouagadougou, passando da Kokologò per visitare il palazzo dell’antico imperatore; arrivo in capitale in serata, sistemazione, cena e  pernottamento.


Giovedì 13 – mattina insieme agli artigiani del commercio equo e solidale, per meglio capire la filosofia di questo tipo di commercio, conoscere come lavorano (batik, legno, bronzo, tessuti bogolan…) e avvicinarsi all’arte africana; nel pomeriggio preparativi e partenza alle ore 21,20 per Parigi.

 

Venerdì 14 – arrivo a Parigi Aeroporto Charles de Gaulle alle 6,00 di mattina; partenza alle 7,20 e arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna alle ore 9,00.


per qualunque informazione: mikuel@fastwebnet.it

La valigia magica

Sono appena rientrato da Roma, dove ero arrivato direttamente da Castiglione del Lago, e porto con me tante emozioni, idee e soprattutto persone splendide che ho conosciuto in questi giorni!

 

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A Castiglione l’incontro “Non è un paese

per giovani”, sulle difficoltà dei giovani a far valere il proprio merito, è stato ricco e interessante, perché impostato in maniera costruttiva, dando voce a vari giovani con esperienze diverse: un imprenditore, alcuni volontari, un sindacalista, una giovane impegnata in politica…

 

Ne è emerso un quadro sicuramente difficile, ma si è riflettuto in modo davvero propositivo sugli interventi possibili per favorire un ricambio generazionale fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, attraverso percorsi di formazione e un’educazione che sappia vincere le paure infondate che spesso ostacolano questi processi.

 

A Roma ho incontrato le classi del Liceo Carducci, dove è stato proiettato il video “Viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle” allegato al libro “L’anticasta”, per riflettere insieme a loro su quali percorsi possano riportare la politica al ruolo che

le spetta: l’arte di gestire il bene comune, in maniera partecipata e trasparente.

 

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Questi ragazzi avevano già visto, nei mesi precedenti, altri video su alcuni temi importanti come la privatizzazione dell’acqua, il cibo contraffatto, l’inquinamento.

La visione del nostro video, e delle tante esperienze dei Comuni Virtuosi, intendeva presentare loro alcune risposte concrete a quei problemi e ha risvegliato interesse e grande curiosità nei ragazzi.

 

Sempre in mattinata sono stato intervistato telefonicamente da Gianfranco Bongiovanni di Radio Città Aperta, e nel pomeriggio al Parco di Villa Borghese

da Massimo Proietto di “UnoMattina“, per una puntata sui Comuni virtuosi che

andrà in onda su Rai1 nelle prossime settimane.

Ringrazio entrambi per la squisita disponibilità!!!

 

La sera stessa, al Teatro India ho presentato l’Anticasta in compagnia degli amici del Movimento per la Decrescita Felice, della Rete Regionale Rifiuti del Lazio e del sindaco di Corchiano, uno degli ultimi Comuni ad essere entrati nella Rete dei Comuni Virtuosi.

 

incontro_roma.jpgBengasi Battisti, questo è il nome del sindaco, ci ha raccontato quella che potremmo definire la “fiaba di Corchiano”.

 

Una fiaba affascinante e commovente, che parte dal coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi del paese, per arrivare nel giro di pochi anni a promuovere iniziative straordinarie nel campo della sostenibilità ambientale.

 

Iniziative che hanno anche fatto rinascere il senso di appartenenza ad una comunità: “l’orgoglio di una città pulita” è lo slogan che i ragazzi hanno scelto e in nome del quale hanno saputo coinvolgere tutti i loro concittadini adulti, ricreando una coesione sociale che ha portato grandi miglioramenti nella qualità di vita.

Un esempio fra tutti: nel fare la coda al distributore di acqua pubblica, naturale o frizzante -che è stato installato in paese- i cittadini non si lamentano, non

sbuffano come in quasi tutte le code nel nostro Paese, ma socializzano, chiacchierano, riflettono insieme sul dono prezioso dell’acqua come bene comune

e diritto universale.

 

Insomma, ancora una volta ero partito con una valigia piena di libri e dei valori

che li animano, e ritorno -come per magia- con una valigia piena di esperienze ricche e appassionanti e di persone stupende che con il loro impegno mi fanno sperare sempre più convintamente nel cambiamento possibile!

Ecco il trailer di “SAMBIIGA, l’altro fratello”

Dopo due mesi pazzeschi di lavoro, dal nostro rientro, è finalmente pronto il trailer di SAMBIIGA, l’altro fratello, il primo “reality show responsabile” sulla nostra esperienza di viaggio in Burkina Faso, che stiamo realizzando insieme ad Andrea Boretti e Daniel Tarozzi.

 

E’ stato un impegno enorme, per cercare di raccontare la ricchezza incredibile delle quasi 60 ore di materiale girato in soli 3 minuti.

 

Ma il risultato ci riempie di soddisfazione e di

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emozioni, riportandoci con la mente e col cuore alla nostra amata terra d’Africa e all’esperienza splendida vissuta durante quelle tre settimane di viaggio insieme agli “altri fratelli”, cioé i nostri compagni di viaggio e i tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino!

 

Fra pochi giorni sarà pronta anche la “puntata zero” del Reality, che una volta montato interamente contiamo di arrivare a distribuire in tv a livello nazionale, grazie anche al nostro produttore LIBRE Associazione di idee, portando in questo modo ad un vasto pubblico i contenuti e i valori di questo progetto.

 

Commercio equo e solidale, cooperazione internazionale, intercultura, sostenibilità ambientale, diritti umani… affrontati per la prima volta in modo leggero, quasi giocoso, attraverso il linguaggio “pop” del reality show.

 

Un modo nuovo per uscire dalla nicchia di quanti sono già sensibili e attenti a certi temi e portare l’attenzione anche su quell’Africa che non appare mai nei mass media. L’Africa che sta costruendo, giorno dopo giorno, un domani migliore fondato sull’autonomia, la dignità, il coraggio.

 

Buona visione a tutti!

 

Per alzare lo sguardo e tenerci in cammino…

Vorrei condividere con voi oggi un breve brano che mi ha fatto molto riflettere, oltre che sorridere. E’ tratto dal libro “decrescere per il futuro”, a cura del gruppo spiritualità CNCA, edito da Comunità Edizioni, che può essere acquistato o anche scaricato gratuitamente in pdf da questa pagina.

 

Si tratta di un vecchio aneddoto a proposito di un incidente riportato, durante le manovre militari in Svizzera, dal premio Nobel ungherese Albert Szent-Györgyi:

 

mappa_alpi?.jpg“Il giovane tenente di un piccolo distaccamento ungherese nelle Alpi inviò
un’unità di ricognizione nella
desolata terra di ghiaccio.


Immediatamente prese a nevicare e continuò per due giorni; l’unità non tornava.

Il tenente soffriva, temendo di aver spedito
i suoi uomini incontro alla morte.

Ma al terzo giorno l’unità rientrò.
Dove erano stati? Come avevano ritrovato
la strada?


“Sì – dissero – ci consideravamo persi e attendevamo la fine.
Ma poi uno di noi trovò in tasca una mappa. Questo ci tranquillizzò.

Ci accampammo, lasciando passare la tempesta di neve, e poi con l’aiuto della mappa riuscimmo ad orientarci.
Ed eccoci qui”.


Il tenente chiese in prestito questa straordinaria mappa e la esaminò attentamente. Scoprì con grande stupore che non si trattava di una
mappa delle Alpi, ma dei Pirenei.”

Dunque, darsi delle mappe non è perché esse siano quelle giuste; anzi, in fondo, non sono e non saranno mai abbastanza adeguate e accurate nel
descrivere la realtà.

 

Però, per quanto sgangherate o errate siano le mappe di cui disponiamo, il loro compito è tenerci in cammino, non far perdere la voglia di alzare lo
sguardo e rimetterci in viaggio.

Evitano cioè che gruppi e persone avvolti nel disorientamento si paralizzino nella disperazione o si sfiniscano nell’essere senza tregua – e senza
meta – indaffarati.

Una carta geografica porta a guardarsi intorno e a riprendere strada.

È profondo il legame tra alzare lo sguardo e camminare: guardare il volto dell’altro e scrutare l’orizzonte verso cui muoversi è diventata una coppia
di gesti umani decisivi da quando, milioni di anni fa, la specie umana ha conquistato la posizione eretta e perfezionato l’andatura bipede, sviluppando di conseguenza il cervello: la specie umana ha “inizio con i piedi”, dice l’antropologo Leroi-Gouran.

 

I due gesti, uniti, danno spessore all’umano in un tempo in cui troppi volti guardano in basso e poco si è disposti a muoversi verso altri orizzonti.
Solo alzando gli sguardi e ampliando la visuale dei possibili percorsi possiamo vedere l’altro e la novità di liberazione verso cui siamo chiamati a dirigere i passi.

Rieccomi qua!!!

gruppo_oursì.jpgSono rientrato due giorni fa dal Burkina Faso, dopo un mese trascorso in questo meraviglioso paese del Sahel insieme ai compagni di viaggio dell’Altro Fratello.

 

Non è certo la prima volta che rientro. Dovrei esserci abituato ormai.

 

Invece mi ritrovo, come ogni volta, spaesatissimo, quasi fossi allunato in questo grigio invernale, che si fonde e confonde con l’asfalto all’orizzonte… in netto contrasto con il rosso della terra africana che porto ancora negli occhi, nel cuore, e un poco anche sui vestiti.

 

Sono forzatamente chiuso nella mia casetta, al calduccio, lontano dai mille rapporti che si sviluppano sulla strada in Africa e mi ripeto continuamente che verrà la primavera anche qui… fra qualche mese.

 

Porto con me, ancora una volta, un bagaglio ricchissimo di volti, esperienze, progetti, sogni, ferite, speranze, passione, fede, impegno… che abbiamo raccolto durante il viaggio!!!

 

Sarà tutto questo che cercherò di condividere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei tanti incontri che mi aspettano in giro per l’Italia e attraverso il video di “Sambiiga, l’altro fratello“, a cui abbiamo lavorato sodo durante il viaggio, raccogliendo oltre 60 ore di splendido materiale girato.

 

Daniel e Andrea (grandissimi!) avranno il loro da fare a montare una simile montagna di materiale… che bella sfida.

 

Le mie attività educative sono riprese. Già ieri ho ricominciato i Laboratori nelle scuole, con un percorso sull’educazione alla mondialità; domani sarò a Padova per un incontro sulla Globalizzazione e inevitabilmente non potrò che collegare le analisi sociologiche, economiche e culturali alle esperienze concrete dei tanti amici burkinabè incontrati lungo il cammino.

 

Poi ci sarà la formazione per i genitori con Kaleidos, che parte fra poche settimane, il video sull’esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, che stiamo concludendo insieme ad Andrea Bosi di FLATMIND, i tanti incontri di presentazione dell’Anticasta e ancora tanti altri progetti in cantiere…

 

L’avventura non finisce mai. Come diceva Carlo Carretto: “camminando si apre cammino.”

Ci vediamo a gennaio…

Domattina parto per il Burkina Faso!!!

 

Finalmente, dopo due anni, torno a mettere piede sulla terra rossa che tanto amo e che ormai è divenuta la mia seconda patria (non solo metaforicamente, visto che ora ho anche la cittadinanza burkinabé…).


Saro’ giù per un mese, fino al 12 gennaio. Fra quattro giorni io e Jeannette festeggeremo il nostro decimo anniversario di matrimonio, in una grande festa insieme ai parenti e a tutti gli amici che in questi anni ci sono stati “vicini”; si fa per dire, siamo a 4.000 km di distanza… ma il cuore non conosce confini e come dice un proverbio africano: “Il cammimo attraverso la foresta è lungo solo se non si ama la persona che si va a trovare.”

 

E a partire dal 24 dicembre ci raggiungerà uno splendido gruppo di 11 persone, che ci accompagneranno in un viaggio di conoscenza e condivisione alla scoperta del Burkina, della sua popolazione, dei sogni, dei progetti, di quella incredibile ricchezza umana e culturale che questo Paese sa offrire a chi si avvicina con rispetto e sincerità.

 

Cercheremo di raccontare tutto questo attraverso il progetto “sambiiga, l’altro fratello“, il prima reality show responsabile!

 

Il mio blog, quindi, non sarà aggiornato fino a metà gennaio, ma vi invito tutti a seguirci nel nostro viaggio attraverso il blog dell’ALTRO FRATELLO!!!

 

Ci saranno testi, foto e collegamenti via radio tre volte alla settimana. E al nostro ritorno monteremo -con il linguaggio del reality- tutto il materiale video girato durante il viaggio da Andrea e Daniel, due operatori professionisti che saranno in Burkina insieme a noi…


Da uno degli incontri di preparazione alla partenza insieme ai compagni di viaggio, abbiamo tratto questo breve video in cui invito a riflettere sull’enorme scarto economico fra noi e i fratelli burkinabè e sulla possibilità che una partita di calcio, per un attimo almeno, possa cancellarlo e possa farci sentire tutti uguali.

 

E’ nato “SAMBIIGA, l’altro fratello”: il primo reality show responsabile…

 

Dalla collaborazione fra diverse realtà della società civile italiana è nato “SAMBIIGA, l’altro fratello”, il primo reality show responsabile, che accompagnerà il viaggio di 15 italiani in Burkina Faso, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010.

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Si tratta di un progetto di comunicazione integrata che attraverso internet, radio e video vuole dare voce alle realtà straordinarie che i partecipanti scopriranno lungo il loro cammino, invitando così ad una riflessione su quell’Africa normalmente invisibile nei mass-media e sul senso del viaggio come opportunità di incontro fra culture diverse.

 

“Sambiiga” è un’espressione della lingua moorè del Burkina Faso che significa “fratello”, non tanto però come fratello di sangue, della stessa famiglia, quanto piuttosto come “Fratello” in senso più ampio, con riferimento alla fraternità umana universale.

 

In questo senso traduce perfettamente lo spirito del progetto “L’altro fratello”, che si fonda proprio su questa visione dell’umanità intesa come una grande famiglia, che va al di là di ogni frontiera fra gli uomini.

 

Ognuno di noi è “sambiiga”… con tutti i fratelli del pianeta.

Alle già feconde diversità culturali, fonti di mille potenziali scoperte, si aggiunge -ovviamente- l’enorme scarto economico fra i “turisti” e le persone che incontreranno -nel terzo paese più povero del mondo- che li porterà inevitabilmente ad interrogarsi sugli squilibri economici e sulle cause della povertà, più da un punto di vista intimo, esistenziale, che sociologico ed economico.

 

Ogni membro del gruppo in questo senso farà un percorso, sia fisico che personale ed interiore, che lo porterà a conoscere il Burkina Faso e le sue genti, a confrontarsi con esse e ad affrontare i possibili cambiamenti interiori che ne deriveranno.

 

Sambiiga intende mostrare attraverso un linguaggio filmico giovane e divertente, anche certi aspetti di grande importanza sociale e culturale, che difficilmente trovano spazio nei mass-media.

 

Alcune tappe del programma di viaggio, in particolare, si prestano a trattare certi temi chiave:


oursi_hu-beero.jpg– gli scavi archeologici di Oursì Hu-Beero, considerati oggi fra i più importanti di tutta l’Africa, per avvicinarsi ai temi dello schiavismo e della colonizzazione in una prospettiva di memoria storica;

 

– il cotone, di cui il Burkina è uno dei primi produttori mondiali e che si presta ad una riflessione semplice e chiara sull’ambiente (monocolture, ogm…) e sulla globalizzazione (esportazione, debito estero, commercio internazionale…), attraverso l’incontro con i produttori;


– i progetti di sviluppo di Mani Tese che i viaggiatori scopriranno, incontrando la popolazione dei villaggi che li gestisce e ne beneficia, per comprendere la modalità di intervento che li anima, volta all’autonomia delle popolazioni coinvolte;


wouol.jpg– i produttori del commercio equo e solidale, in partnership con la centrale Commercio Alternativo di Ferrara, per meglio capire la filosofia del commercio equo e solidale attraverso le parole dei suoi attori;

 

– il Centro inter-religioso e interculturale DUDAL JAM (in lingua peul “Scuola di Pace”) che sta sorgendo a Dorì per opera del vescovo e dell’imam locali, sostenuto anche dal Cem Mondialità; un bell’esempio di convivenza possibile delle diversità, dopo tanti esempi negativi che sono stati trasmessi in questi anni;

 

– il tema dell’acqua, con tutte le sue implicazioni, in termini di diritti, salute, economia e ambiente, anche attraverso l’utilizzo da parte dei viaggiatori della super-borraccia depuratore Lifesaver;

 

– l’incontro con i dignitari touareg a Gandefabou, al confine con il Mali, per riflettere insieme sui problemi dei nomadi del Sahel, sulla siccità e sui cambiamenti climatici;

 

– la collina sacra di Pitogdò, a Tangaye, che racchiude in sé la storia della colonizzazione, la spiritualità animista, la resistenza della popolazione ai colonizzatori;

 

– le miniere d’oro di Essakane, impressionanti, che si prestano a una riflessione forte sul lavoro minorile e sui diritti umani in generale.

 

Il Progetto, promosso da T-ERRE in collaborazione con Mani Tese, ha trovato l’appoggio di realtà importanti come la centrale del commercio equo e solidale Commercio Alternativo, il Cem Mondialità, la Fondazione Culturale Responsabilità Etica e di alcuni media-partner come Afriradio e il social network ZOES.

 

 

Per seguire gli sviluppi del progetto: www.altrofratello.it

Burkina Faso: ultimi posti disponibili per il nostro viaggio di dicembre

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C’è ancora un posto libero per te intorno a questa tavola…

 

f20fc8c7d342007e79f80ed59f2da097.jpgStiamo raccogliendo infatti in questi giorni -per avere le migliori tariffe aeree- le ultime adesioni per il prossimo viaggio di turismo responsabile in Burkina Faso (dal 24 dicembre al 12 gennaio 2010) organizzato dalla Cooperativa Kaleidos in collaborazione con Mani Tese e promosso dall’associazione di turismo responsabile “T-ERRE”.

Questo viaggio è concepito come esperienza di conoscenza e condivisione con la popolazione del paese, in particolare con quella dei villaggi, alla scoperta della ricchezza umana e culturale che il Burkina Faso può regalarci se ci accostiamo ad esso con occhio sincero.

L’attenzione viene posta dunque non solo sulle difficoltà reali che il paese deve superare, ma anche sulle potenzialità che esso racchiude, sia nelle proprie radici –andando a scoprire la storia e la cultura di diverse popolazioni che lo abitano- sia nelle prospettive di sviluppo che la società civile sta elaborando dall’interno e in collaborazione con partner internazionali.

 

Non manca anche la scoperta delle bellezze naturalistiche del paese e l’incontro con il suo meraviglioso artigianato: scopriremo il Sahel burkinabé, con le sue dune di sabbia e gli scavi archeologici a Oursì, i mercati coloratissimi a Gorom Gorom e Markoye, le miniere d’oro di Kaya; ma anche le cascate di Karfiguela, gli immensi campi di canna da zucchero a Banfora; il lago di Tengrela con le sue ninfee e gli ippopotami, le moschee di Ouahabou e Bobò Dioulassò, gli elefanti del Parco di Boromò…


CARATTERISTICHE GENERALI DEL VIAGGIO

Il viaggio è costruito insieme a Mani Tese e ad altri partner locali che operano da anni nel campo della cooperazione allo sviluppo.


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Gli accompagnatori sono volontari con una lunga esperienza in questo paese, che permette loro di porsi come mediatori culturali fra il gruppo e la popolazione con cui si entra in rapporto.

 

I trasporti sono effettuati con mezzi proprio, l’alloggio è in strutture gestite da diverse realtà associative e da campement nei villaggi.

 

L’iscrizione comprende una quota solidarietà per un progetto di sviluppo.
Il viaggio si propone di dar vita ad una costruzione comune dell’esperienza attraverso una fase di conoscenza preliminare del percorso, del gruppo dei partenti, di scambio sugli obiettivi e modalità del viaggio e di verifica sulle intenzioni e possibilità di continuare la conoscenza intrapresa.
Sono previsti quindi tre incontri di preparazione prima della partenza.
La presenza è indispensabile per la partecipazione al viaggio.


CALENDARIO DI VIAGGIO

24 dicembre 2009 – 12 gennaio 2010

Giovedì 24 – volo aereo dall’Aeroporto Marconi di Bologna; via Parigi Aeroporto  Charles de Gaulle; arrivo a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) ore 17,35 locali sistemazione, cena e  pernottamento.

Venerdì 25 – S.Natale nella capitale Ouagadougou; un’occasione per scroprire un modo diverso di festeggiare questa ricorrenza, che coinvolge in una unione profonda persone di ogni fede, in un grande momento gioioso.

b0a260b3d3d7f4672ff072611d9e2ad7.jpgSabato 26 – Venerdì 1 – partenza verso l’est, per il villaggio di Tangaye e alloggio presso il Campement “Sougrì noma” (“il perdono è buono”): è il momento della condivisione della vita con la gente del villaggio, l’occasione per incontrare i responsabili dei Gruppi di Villaggio, fare visita agli anziani e  scoprire i luoghi sacri tradizionali, visitare il mercato serale del villaggio ai piedi del grande baobab e i progetti finanziati da Mani Tese (barrage, fuochi migliorati, etc…); l’occasione inoltre per incontrare la gente del villaggio di Djoassin, dove sono stati finanziati un pozzo e una scuola e partecipare alla coloratissima Messa al villaggio.

Rientro in capitale passando da Laongò, con le sue roccie scolpite; cena e pernottamento.

6d6b17ca3bb2d5324d407db5355caf29.jpgSabato 2 – partenza insieme a Theophile Kaboré, responsabile dei progetti di Mani Tese, per visitare alcuni villaggi in cui sono stati finanziati progetti, e incontrare la gente che ne beneficia per meglio capire la filosofia di intervento e come la popolazione gestisca questi progetti; rientro in capitale in serata.

 

Domenica 3 – rotta verso il Sahel, nel nord del paese; sosta al mercato di Kaya, celebre per la lavorazione del cuoio e delle pelli; visita delle 7 moschee sulla collina di Banì; arrivo in serata a Koyre-Zena; pernottamento presso il Campement del villaggio.

Lunedì 4 – partenza al mattino verso Gorom Gorom (“sedetevi, sediamoci” in lingua songhai), la capitale del sahel; poi si continua su Markoye per visitare il suo coloratissimo mercato in riva al lago, a cui accorrono persone anche dal Niger e dal Mali; nel pomeriggio ci spostiamo fino a Oursì dove alloggeremo in un magnifico Campement (“Aounaf”) ai piedi delle dune di sabbia e di fronte al grande stagno dove potremo ammirare molte specie di uccelli al tramonto.

fc4b28e18b9cf89e94f2b047c7a57aef.jpgMartedì 5 – passeggiata sulle dune di sabbia e poi visita agli scavi archeologici del sito Hu-Beerò, considerati fra i più importanti dell’Africa intera; nel pomeriggio partenza per il piccolo villaggio Tuareg di Gandafabou, dove alloggeremo nel meraviglioso Campement “Edjef”, dentro alle capanne sulla grande duna di sabbia rosa.

Mercoledì 6 – “ballade” a dorso di dromedario, per scoprire il villaggio e le sue strutture: la scuola, il dispensario, la maternità; qui abbiamo finanziato un progetto di formazione per le ostetriche tradizionali; ritorno al Campement “Edjef”, cena con Muchuì, il piatto tipico dei tuareg e pernottamento.

Giovedì 7 – lasciamo Gandafabou per ritornare a Gorom Gorom, dove si svolge il grande mercato del giovedì, celebre per l’incontro di mille popoli, dai Peulh, ai Bellà, dai Tuareg, agli Haussà del Niger; nel pomeriggio rientro in capitale.

Venerdì 8 – mattina libera, per riposarsi del lungo viaggio nel nord o -per chi volesse- girare con tranquillità le vie della capitale.


IMG_361.JPGNel pomeriggio partenza verso ovest, breve sosta a Ouahabou, per visitare l’antico palazzo reale e la moschea  in bancò (argilla); arrivo in serata a Boromò dove alloggeremo al Campement Kaicedras, costruito sul fiume nel punto in cui spesso gli elefanti attraversano e gestito da un’associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

Sabato 9 – ancora più a ovest, passando per Bobò-Dioulasso, fino a Banfora, poi attraverso i campi di canna da zucchero fino ai “duomi di Fabedougoù”, particolari conformazioni rocciose della zona, per poi tuffarsi nelle meravigliose cascate di Karfiguelà; rientro a Banfora e alloggio.

225aeb1db80e4196fc28aa5768679dce.jpgDomenica 10 partenza al mattino presto per il lago di Tengrelà; giro in piroga fra le ninfee, per osservare gli ippopotami; rientro a Banfora, per una breve visita al mercato, quindi si torna a Bobò-Dioulasso per visitare la grande moschea, poi si continua su Ouagaougou; sulla strada brevi soste a Boni, per ammirare la splendida chiesa con un’enorme maschera bobò come facciata; arrivo in capitale in serata, sistemazione, cena e  pernottamento.

Lunedì 11 – mattina insieme agli artigiani del commercio equo e solidale, per meglio capire la filosofia di questo tipo di commercio, conoscere come lavorano (batik, legno, bronzo, tessuti bogolan…) e avvicinarsi all’arte africana; nel pomeriggio preparativi e partenza alle ore 23,25 per Parigi

Martedì 12 – arrivo a Parigi Aeroporto Charles de Gaulle alle 6,10 di mattina; partenza alle 7,20 e arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna alle ore 9,00.

per qualunque informazione: mikuel@fastwebnet.it

Sto sognando un “rosso Natale”…

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Ho iniziato proprio in questi giorni ad organizzare il prossimo viaggio di turismo responsabile in Burkina Faso.

 

Quest’anno infatti, per la prima volta dopo circa 15 anni, ero rimasto a casa per Natale e devo dire che questo mi ha fatto ricordare di quanto sia tragicamente lungo l’inverno italiano… non intendo ripetere questo errore una seconda volta!

 

Dal 15 dicembre, quindi, io sarò giù con la mia famiglia e a partire dal 24 dicembre, per 3 settimane, accompagnerò un gruppo di viaggiatori responsabili alla scoperta del Burkina Faso.

 

Sarà un viaggio di conoscenza e condivisione, organizzato insieme a T-ERRE e alla Cooperativa Kaleidos con particolare attenzione ai rapporti umani, all’incontro con le popolazioni locali e con la società civile del Paese che andremo ad incontrare nei villaggi (non quelli “turistici”), dove abbiamo realizzato con Mani Tese importanti progetti di sviluppo e dove i viaggi del turismo tradizionale non arrivano mai.

 

Incontreremo inoltre i produttori del commercio equo e solidale: bronzi, batik, tessuti bogolan, djembè, balafon…

 

burkina (094).JPGMa una buona parte del viaggio sarà anche dedicata alla scoperta della storia e della cultura – gli antichi palazzi, le moscheee, l’artigianato di ogni regione – e della natura meravigliosa del Burkina Faso che ci accompagnerà dal Sahel, fra i nomadi tuareg e i peul, alle dune di sabbia nel deserto di Oursì, fino alle foreste dell’ovest, fra i verdi campi di canna da zucchero, le stupende cascate di Karfiguelà, le ninfee del lago di Tengrela con i suoi ippopotami…

 

E a quanti si stessero chiedendo cosa mai io torni a fare per la sedicesima volta sempre nello stesso posto, ho pensato di rispondere con questa breve slide di immagini…

 

Se avete sempre sognato di scoprire l’Africa stando a contatto con la gente, ed ammirare la sua terra rossa infuocarsi al tramonto, questo è il viaggio che fa per voi.

Ecco il calendario del viaggio di quest’anno, dal 24 dicembre 2009 al 12 gennaio 2010:

Giovedì 24 – volo aereo dall’Aeroporto Marconi di Bologna; via Parigi Aeroporto  Charles de Gaulle; arrivo a Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) ore 17,35 locali sistemazione, cena e  pernottamento.

Venerdì 25 – S.Natale nella capitale Ouagadougou; un’occasione per scroprire un modo diverso di festeggiare questa ricorrenza, che coinvolge in una unione profonda persone di ogni fede, in un grande momento gioioso.

campement_nuovo_tangaye2.jpgSabato 26 – Venerdì 1 – partenza verso l’est, per il villaggio di Tangaye e alloggio presso il Campement “Sougrì noma” (“il perdono è buono”): è il momento della condivisione della vita con la gente del villaggio, l’occasione per incontrare i responsabili dei Gruppi di Villaggio, fare visita agli anziani e  scoprire i luoghi sacri tradizionali, visitare il mercato serale del villaggio ai piedi del grande baobab e i progetti finanziati da Mani Tese (barrage, fuochi migliorati, etc…); l’occasione inoltre per incontrare la gente del villaggio di Djoassin, dove sono stati finanziati un pozzo e una scuola e partecipare alla coloratissima Messa al villaggio. Rientro in capitale passando da Laongò, con le sue roccie scolpite; cena e pernottamento.

Sabato 2 – partenza insieme a Theophile Kaboré, responsabile dei progetti di Mani Tese, per visitare alcuni villaggi in cui sono stati finanziati progetti, e incontrare la gente che ne beneficia per meglio capire la filosofia di intervento e come la popolazione gestisca questi progetti; rientro in capitale in serata.

Domenica 3 – rotta verso il Sahel, nel nord del paese; sosta al mercato di Kaya, celebre per la lavorazione del cuoio e delle pelli; visita delle 7 moschee sulla collina di Banì; arrivo in serata a Koyre-Zena; pernottamento presso il Campement del villaggio.

Lunedì 4 – partenza al mattino verso Gorom Gorom (“sedetevi, sediamoci” in lingua songhai), la capitale del sahel; poi si continua su Markoye per visitare il suo coloratissimo mercato in riva al lago, a cui accorrono persone anche dal Niger e dal Mali; nel pomeriggio ci spostiamo fino a Oursì dove alloggeremo in un magnifico Campement (“Aounaf”) ai piedi delle dune di sabbia e di fronte al grande stagno dove potremo ammirare molte specie di uccelli al tramonto.

tavolo_gandafabou.jpgMartedì 5 – passeggiata sulle dune di sabbia e poi visita agli scavi archeologici del sito Hu-Beerò, considerati fra i più importanti dell’Africa intera; nel pomeriggio partenza per il piccolo villaggio Tuareg di Gandafabou, dove alloggeremo nel meraviglioso Campement “Edjef”, dentro alle capanne sulla grande duna di sabbia rosa.

Mercoledì 6 – “ballade” a dorso di dromedario, per scoprire il villaggio e le sue strutture: la scuola, il dispensario, la maternità; qui abbiamo finanziato un progetto di formazione per le ostetriche tradizionali; ritorno al Campement “Edjef”, cena con Muchuì, il piatto tipico dei tuareg e pernottamento.

Giovedì 7 – lasciamo Gandafabou per ritornare a Gorom Gorom, dove si svolge il grande mercato del giovedì, celebre per l’incontro di mille popoli, dai Peulh, ai Bellà, dai Tuareg, agli Haussà del Niger; nel pomeriggio rientro in capitale.

Venerdì 8 – mattina libera, per riposarsi del lungo viaggio nel nord o -per chi volesse- girare con tranquillità le vie della capitale. Nel pomeriggio partenza verso ovest, breve sosta a Ouahabou, per visitare l’antico palazzo reale e la moschea  in bancò (argilla); arrivo in serata a Boromò dove alloggeremo al Campement Kaicedras, costruito sul fiume nel punto in cui spesso gli elefanti attraversano e gestito da un’associazione che si occupa di salvaguardia della biodiversità.

alberi2.jpgSabato 9 – ancora più a ovest, passando per Bobò-Dioulasso, fino a Banfora, poi attraverso i campi di canna da zucchero fino ai “duomi di Fabedougoù”, particolari conformazioni rocciose della zona, per poi tuffarsi nelle meravigliose cascate di Karfiguelà; rientro a Banfora e alloggio presso l’Hotel Comoé.

Domenica 10 – partenza al mattino presto per il lago di Tengrelà; giro in piroga fra le ninfee, per osservare gli ippopotami; rientro a Banfora, per una breve visita al mercato, quindi si torna a Bobò-Dioulasso per visitare la grande moschea, poi si continua su Ouagaougou; sulla strada brevi soste a Boni, per ammirare la splendida chiesa con un’enorme maschera bobò come facciata; arrivo in capitale in serata, sistemazione, cena e  pernottamento.

Lunedì 11 – mattina insieme agli artigiani del commercio equo e solidale, per meglio capire la filosofia di questo tipo di commercio, conoscere come lavorano (batik, legno, bronzo, tessuti bogolan…) e avvicinarsi all’arte africana; nel pomeriggio preparativi e partenza alle ore 23,25 per Parigi

Martedì 12 – arrivo a Parigi Aeroporto Charles de Gaulle alle 6,10 di mattina; partenza alle 7,20 e arrivo all’Aeroporto Marconi di Bologna alle ore 9,00.