“Pain of Life” – le 3R: Riuso, Riciclo… e Rimbambimento!

Cari bambini, oggi scopriremo insieme come creare una simpaticissima -quanto inutile- tazza per l’aria interamente realizzata con il riutilizzo di materiali riciclabili (o meglio che sarebbero riciclabili se noi non li andassimo ad incollare tutti fra di loro).

Come sprecare acqua… per salvare il mondo!

Altro che “risorsa”, come la chiamano i buonisti nostrani, l’acqua è straniera nel nostro pianeta (probabilmente pure clandestina) ed è ormai divenuta un vero problema, una terribile invasione da cui occorre liberarsi!!!

Ciascuno deve fare la propria parte e qui voglio offrirvi alcuni consigli pratici per sprecarla nel modo più efficace possibile, a partire dai nostri consumi quotidiani.

Testa, cuore e pancia

Il cervello riesce a controllare le nostre paure? O forse è meglio coinvolgere anche il cuore?

Una riflessione su come avvengono le nostre scelte e su come possiamo cercare di valorizzare gli elementi razionali evitando di sprecarli.

Testa, cuore e piedi

Ricevo e con immenso piacere pubblico oggi questa lettera del grande Francuccio Gesualdi, coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, il padre del movimento del consumo critico italiano, che “sogna” insieme a noi la nascita di un nuovo soggetto politico e in queste righe prova ad offrire spunti di riflessione per tracciarne la rotta.

 

 

Caro Michele,

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cop.aspx?s=B&f=200&x=0&e=9788835024583sostengo l’appello, dobbiamo ritrovare lo spirito di Lilliput che esalta la pluralità di azioni per l’unità di obiettivo. Dobbiamo abbandonare il senso di onnipotenza, che spesso ci fa sentire esclusivi, e capire che singolarmente siamo solo frammenti di un progetto più grande che dobbiamo costruire tutti insieme.
Un progetto che non sia solo di denuncia e di protesta, ma di proposta.

Un progetto che sappia dare risposte ai problemi sentiti dalla gente, tenendo conto che il contesto è cambiato, che non ci sono più spazi per il mito della crescita.
Un progetto che si basi sul senso di sazietà, sapendo che il passaggio dall’economia dello spreco all’economia della sufficienza non è solo una questione di stili di vita, ma di diversa organizzazione economica e sociale.

Questo è il progetto che dobbiamo costruire: un altro modello di società che pur disponendo di meno e sapendo di dover produrre meno rifiuti, sappia garantire a tutti un lavoro, il soddisfacimento dei beni e servizi fondamentali, la qualità della vita.
Un progetto che richiede testa, cuore e piedi, da parte di tutti.

 

Con affetto

Francuccio Gesualdi