25/12/2012
Il circo della farfalla, per imparare a volare...
Ho scoperto in rete e voglio condividere con tutti voi questo meraviglioso cortometraggio di 20 minuti, che ci parla di speranza, fiducia in se stessi, coraggio e della bellezza che può nascere anche dalla cenere.
Il protagonista è Nick Vujicic, predicatore e oratore motivazionale che tocca profondamente per la sua gioia di vivere, il suo coraggio e la sua fede in Dio, nonostante la sua gravissima disabilità.
Mi sembra uno splendido spunto per riflettere sulla diversità e sull'importanza decisiva di scoprire i propri talenti, perché come diceva Albert Einstein: "Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido."
Possa questo video offrire a tutti noi lo slancio necessario per imparare a volare.
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15/10/2012
Arriva l'onda! Un'alleanza per i beni comuni
Cari amici e amiche, il momento è giunto, finalmente il "sogno" prende forma!!! Sono davvero entusiasta!
Gli amici amministratori virtuosi, nel pieno spirito del "sogno" e coerentemente con quanto approvato all'ultima Assemblea Federale di "Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei", hanno appeno lanciato un appello a costruire un'alleanza per i beni comuni, che sta dilagando in rete e probabilmente uscirà anche in diverse testate nazionali.
Chiedo a tutti di contribuire a diffondere questo appello, affinché cresca come una valanga, come un'onda che spazza via tutto il marcio del nostro paese e porta una ventata di aria nuova...
Come scrisse il grande poeta Paul Éluard:
"Non verremo alla meta ad uno ad uno ma a due a due.
.Se ci conosceremo a due a due noi ci conosceremo tutti,
.e i figli un giorno rideranno della leggenda nera
.dove un uomo lacrima in solitudine."
alleanza.beni.comuni
Rivolgiamo questo appello alle cittadine e ai cittadini, alle forze sane e alle realtà civiche e ambientaliste disperse, alle centinaia di amministratori locali, che da troppo tempo manifestano l’urgenza di agire per cambiare questo paese, ma che non riescono a trovare una sintesi politica e dare vita ad un’unico progetto con ambizioni di governo e che sappia essere realmente attrattivo e credibile per gli elettori.
Le prossime elezioni, probabilmente, vedranno una contesa tra poli costruiti e strutturati attorno alla cosiddetta Agenda Monti. Qualcuno persegue in maniera molto chiara il Monti Bis, altri si definiscono alternativi ma sono in realtà portatori delle stesse ricette, ormai provate e riprovate, che non possono essere la soluzione alla crisi economica, ambientale e morale del paese.
Ma esiste lo spazio per un’alternativa?
Se esiste, e noi siamo convinti che esista, questo è il momento di costruirla.
Un’alternativa che sappia indicare una nuova strada verso la riconversione ecologica dell’economia, che trovi in essa nuove opportunità di lavoro, abbandonando il vigente e dominante modello di sviluppo che sta privatizzando i beni comuni, e annullando i diritti delle persone, compresi quelli sanciti dalla Costituzione;
che sappia essere un vero attrattore ed incarnare le aspettative della miriade di movimenti locali, ambientalisti e solidali che animano e difendono i territori e che promuovono la cultura della pace e della convivenza civile;
che voglia riprendere e rilanciare la vittoria referendaria del 2011 chiedendo il rispetto del voto dei 27.637.943 di italiani che hanno detto SI all’Acqua Pubblica e No al Nucleare e che sia protagonista anche della prossima sfida referendaria sul lavoro;
....
Continua a leggere nel blog alleanzabenicomuni.wordpress.com/
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05/10/2012
In camper per incontrare l'Italia che cambia
Lo confesso, sto seguendo con molta attenzione questo viaggio in camper attraverso l'Italia, che di tappa in tappa diventa sempre più intenso e appassionante!
Occorre riconoscerlo: per vivere mesi in un camper è necessaria davvero una grande motivazione e specialmente per un giovane abbandonare un porto sicuro per navigare in mare aperto è indice di un "coraggio che è più forte della comodità" e di una capacità di "speranza che prende il posto della rassegnazione!"
Sono proprio queste le caratteristiche che sta dimostrando Daniel Tarozzi (ma a chi stavate pensando?!?), un carissimo amico giornalista e videomaker, con il suo progetto "Viaggio nell'Italia che cambia".
Un'esperienza che lo porterà a percorre lo stivale in lungo e in largo per 5 mesi, per andare ad incontrare e poter così raccontare attraverso un libro e un documentario quell'Italia che cerca di reagire ai problemi economici, ambientali e sociali, senza aspettare che siano altri a risolverli.
Perché per cambiare il mondo occorre anche cambiare se stessi. E questo non si può certo farlo da soli, ma soltanto in relazione con gli altri, in particolare con chi già ha iniziato a cambiare se stesso, e quindi anche il mondo.
A Daniel, con il quale tre anni fa ho avuto la fortuna di condividere un altro meraviglioso viaggio -in Burkina Faso- per realizzare il progetto "Sambiiga-altro fratello", faccio i migliori auguri di saper cogliere in profondità l'umanità che incontrerà, per poterla condividere con tutti noi.
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27/06/2012
Coltivare la speranza, affinché la sete di giustizia possa tradursi in capacità di proposta politica
In questi ultimi mesi abbiamo assistito ad un proliferare di marce e manifestazioni in tutto il mondo, per protestare contro le risposte della politica alla crisi economica, ritenute inefficaci e fortemente sfavorevoli ai giovani:
dagli Indignados spagnoli ai giovani manifestanti di Occupy Wall Street, dai manifestanti delle cosiddette "primavere arabe" alle manifestazioni femministe di "se non ora quando" e mille altre marce pacifiste, molte delle quali confluite nel grande evento "United for global change" del 15 ottobre 2011 che ha visto milioni di persone, specialmente giovani, manifestare contemporaneamente in tutti i paesi del globo.
Per certi versi questo grande fermento culturale e politico potrebbe ricordare quanto accadde nel '68; la rabbia e l'indignazione di fronte alle tante ingiustizie è certamente simile, la voglia di cambiare sicuramente non manca ed è sincera e profonda e in molti casi si stanno anche producendo elaborazioni interessanti, con analisi e proposte politiche anche più mature di quanto non fosse accaduto nel '68.
Quello che a mio avviso manca, però, o per lo meno ancora scarseggia in questo momento storico, è la speranza.
Una ragionevole speranza che le cose possano davvero cambiare.
Una ostinata speranza che spingeva i giovani sessantottini a gridare "siate realisti, chiedete l'impossibile", con le parole di Albert Camus.
Una speranza organizzata, che diviene capacità di proposta politica reale.
Occorre dunque, in questo preciso momento storico, più di ogni altra cosa, coltivare la speranza. Specialmente nei giovani!
Speranza che non è pia illusione di un cambiamento possibile o fuga dalla realtà verso un'utopia, ma consapevole e determinata ricerca di proposte alternative, tenace impegno volto a promuovere creatività sociale e tradurla poi in progettualità politica concreta, facendo tesoro anche delle tante esperienze virtuose del passato o realizzate in altri paesi, in uno scambio intergenerazionale e interculturale che appare l'unica via realistica per tracciare un cammino nuovo.
Un cammino che vada oltre la mera riproposizione di prassi consolidate che hanno ormai mostrato tutti i propri limiti.
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29/03/2011
Se tu credi di poter fare la differenza, noi diciamo che tu puoi!
Dare spazio alla storia di una squadretta di calcio in giorni difficili come questi, fra conflitti, disastri nucleari e la disperazione dei profughi che hanno invaso Lampedusa, può apparire davvero fuori luogo, quasi un gesto di poca attenzione e sensibilità.
Io credo invece che questa straordinaria storia vera che ci arriva dalla Thailandia abbia molto da insegnarci, anche rispetto alle grandi questioni cui ho accennato sopra e rispetto alle quali ci interroghiamo tutti in queste ore.
Siamo a Koh Panyee, un villaggio sulle palafitte nella provincia di Phang Nga, in Thailandia. Qui, un gruppo di bambini legati dalla passione per il calcio decide di fondare una squadra e vincere il Campionato del mondo!
Costruiscono così un campetto su una piattaforma galleggiante. All'inizio la palla cade spesso in acqua e il fondo di legno diventa subito scivoloso, ma con il tempo i ragazzini imparano a controllare la palla, a fare passaggi e tiri molto precisi, a dribblarsi in pochissimo spazio, finché arrivano alla loro prima partita ufficiale. Ad oggi il Panyee FC ha vinto per 7 volte il campionato giovanile thailandese di calcio.
"Non importa quali siano le sfide che devi affrontare nella tua vita.
"Se tu credi di poter fare la differenza, noi diciamo che tu puoi!"
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13/11/2010
La rete si allarga!
In queste settimane si sono avvicinate al nostro percorso moltissime realtà stupende che già si stanno impegnando per promuovere nel proprio territorio quegli stessi principi, valori e obiettivi che animano il nostro “sogno”.
Si tratta di associazioni, comitati, liste civiche, gruppi spontanei, reti e movimenti…
Lo immaginavamo, certo, ma toccarlo con mano è una cosa diversa!
Ci stiamo così rendendo conto realmente di quali siano l’ampiezza e il valore della nostra società civile, di quanti percorsi si stiano muovendo parallelamente nel nostro paese con una visione pressoché identica, segno che i tempi sono ormai maturi per il cambiamento, spesso però all’insaputa gli uni degli altri.
Ora dunque è il momento di cucire! Di incontrarsi, conoscersi, dialogare, costruire reti fondate sulla fiducia reciproca e sul riconoscimento del valore della diversità di ciascuno, ma al contempo con una chiara volontà di avviare un percorso unitario e raggiungere una sintesi condivisa.
A tale scopo in questi giorni stiamo facendo moltissimi incontri in giro per l’Italia, cercando tutti insieme di rispondere alle centinaia di richieste e offerte di disponibilità a collaborare che riceviamo via mail, telefono, facebook, etc.
E’ un impegno enorme che sta però continuando ad allargare la rete dei nostri “compagni di sogni”.
Nel frattempo continuano ad arrivare nuove adesioni, non solo di attivisti e volontari, in gran numero, ma anche da parte di gente comune, lavoratori, precari e disoccupati, studenti, pensionati, amministratori pubblici, insegnanti, imprenditori, operai, educatori, giornalisti, liberi professionisti, artigiani, pittori, giardinieri, filosofi, avvocati, scrittori, attori, storici, dentisti, musicisti, architetti, impiegati, agricoltori, ricercatori, medici… persino uno chef! (che può sempre tornare comodo quando ci troveremo per festeggiare tutti insieme…)
Ci pare un segno chiaro di come la rete che stiamo attivando, insieme alla società civile, riesca davvero ad uscire dalla nicchia degli attivisti per raggiungere la gente comune!
Continuiamo dunque a cucire, con tenacia, umiltà e coraggio la rete del nostro “sogno” che vuole unire in un solo progetto politico la "moltitudine inarrestabile" dei mondi dell’ecologia, della pace, della solidarietà e della legalità, per ridare un futuro di speranza al nostro paese!
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05/08/2008
“un mondo diverso è possibile”
Provate a riflettere un attimo.
Da quanto tempo non sentiamo più pronunciare queste parole?
Cos’è accaduto di questo messaggio di speranza, essenza del credo del “movimento dei movimenti”, che intendeva farsi invito all’impegno per cambiare davvero le cose?
Da quanto tempo non leggiamo più queste parole in un giornale?
Da quanto tempo non le sentiamo più alla radio, in tv o nel testo di una canzone?
Sembra passato un secolo da quando, solo pochi anni fa, la CNN annunciava che in tutto il mondo, il 15 febbraio 2003, contro la guerra in Irak erano scese in piazza 110 milioni di persone, il 2% dell'intera popolazione mondiale.
Il giorno dopo, il New York Times definiva la società civile globale “la seconda super-potenza mondiale”.
Cos'è accaduto? Dov'è finito quello slancio della società civile mondiale, che da Seattle a Porto Alegre aveva fatto tremare i palazzi del potere denunciandone con forza il sistema di sfruttamento e devastazione e annunciando al contempo la concretezza di possibili alternative in tutti i campi?
Non ci sono stati, in realtà, eventi che abbiano smentito le analisi, né confutato la concretezza delle proposte. Anzi, al contrario, i limiti del sistema fondato sul petrolio sono sempre più evidenti, mentre le esperienze alternative hanno continuato a proliferare con successo nel mondo.
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