Maledetta burocrazia

Insieme proviamo a liberarci dalla zavorra che ci fa impazzire e che frena le potenzialità del Paese!

Difendiamo l’acqua pubblica! E’ ancora possibile, dal basso… a partire dai Comuni

 

acqua_pubblica.gif

 

In una lettera infuocata diffusa i giorni scorsi, padre Alex Zanotelli denunciava con forza l’ultimo passo compiuto dal Consiglio dei Ministri verso la privatizzazione dell’acqua nel nostro paese, con le “Modifiche” approvate il 9/09/2009 all’articolo 23 bis della Legge 133/2008.

 

La gestione dell’acqua, come quella dei rifiuti (e di molte altre cose…) per il nostro governo è solo una questione di profitti.

 

Questa non è semplicemente una politica diversa da quella che vorremmo -che consideri l’acqua come un diritto inalienabile per tutti- ma è un vero e proprio smantellamento della politica, totalmente asservita all’economia o, per essere ancora più precisi, a squallidi interessi di parte.

 

Per fortuna però ci sono ancora gli spazi per reagire anche a livello legale, ancora una volta partendo dal basso!

 

A livello locale infatti è possibile per un Consiglio comunale dichiarare l’acqua “bene comune” e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”; in tal modo lo si sottrae alla normativa appena approvata, che disciplina a livello del governo centrale solo quando c’è “scopo di lucro”.

Quando questo non c’è, invece, la partita ritorna nelle mani degli enti locali.

 

Invito tutti, specialmente gli amministratori locali, a leggere con attenzione questo articolo di Luca Martinelli su Altreconomia che spiega in modo chiaro la questione da un punto di vista normativo, riprendendo un’analisi dell’Ordine degli avvocati di Napoli, confermata anche dalla Corte dei conti della Lombardia.

 

L’acqua è vita, non una merce qualunque!!!