Calcio e televoto

Oggi voglio parlarvi di calcio e di televoto!!! (E un po’ anche di competenza…)
Direttamente dalla panchina di allenatore, lancerò una proposta per promuovere la democrazia diretta, a incominciare dallo sport nazionale.

Piccoli consiglieri… si diffondono!

Incomincia domani anche a Santarcangelo di Romagna l’esperienza stupenda del Consiglio Comunale dei Bambini/e e dei Ragazzi/e.

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E’ un progetto di educazione civica e protagonismo giovanile che si va diffondendo sempre più in tutta Italia.

Sono oltre un centinaio, infatti, i Comuni che hanno scelto di istituire questo organo per dare voce ai più giovani della propria comunità…

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Io ho il piacere di seguire da 7 anni quello di Cervia e devo dire che è un’esperienza straordinaria, che mi ha insegnato moltissimo, su un piano umano ancor prima che professionale!

Sono davvero felice che ora parta questo progetto anche a Santarcangelo.

Questo è il blog del CCB di Cervia: http://piccoliconsigliericrescono.myblog.it/

E questo un bell’articolo di Marco Boschini per l’Huffington Post: http://www.huffingtonpost.it/marco-boschini/piccoli-esercizi-democrazia-consiglio-comunale-bambine-bambini-cervia_b_6560730.html

Burkina Faso, il coraggio del cambiamento

Ho letto in queste settimane diverse analisi su quanto accaduto nel “paese degli uomini onesti” che ho trovato sinceramente un po’ semplificatorie e talvolta fuorvianti.

Mi rendo conto di come sia più facile presentare una lettura semplice e lineare della realtà, ma questo spesso non corrisponde alla reale complessità dei processi in atto.

Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza, per quanto ci è possibile.

bandiera-manifestanti-e1419255404269Ho letto che c’è stato un “golpe militare”. Non è affatto vero. Anzi, potremmo quasi dire che un golpe è stato sventato. Quello che è accaduto, infatti, è una sollevazione popolare di dimensioni oceaniche (oltre un milione di persone in una città – Ouagadougou- che ne conta due milioni) che ha portato in soli tre giorni al rovesciamento del regime di Blaise Compaorè, presidente del Burkina da 27 lunghi anni, da quando venne ucciso il grande Thomas Sankarà.

Approfondirò più avanti la straordinaria figura di Sankarà, perché ritengo che abbia giocato e stia tutt’ora giocando un ruolo decisivo negli avvenimenti di queste settimane.

Ma torniamo a noi. Dicevamo che Compaorè, non pago di 27 anni di governo, intendeva modificare (per la terza volta!) la Costituzione – precisamente l’articolo 37 – al fine di potersi ricandidare alla guida del Paese, potenzialmente ancora per 15 anni!

La società civile e i partiti dell’opposizione avevano più volte, nei mesi passati, ribadito la propria ferma contrarietà a questo disegno, assolutamente inascoltati.

Anche nel proprio campo, Blaise era stato invitato a rinunciare alla modifica costituzionale da numerosi leader i quali, vistisi inascoltati, avevano presentato le proprie dimissioni dal CDP (partito di Blaise Compaoré) e creato un proprio partito di opposizione: si tratta di Rock Marc Kaboré, vecchio presidente dell’Assemblea Nazionale, Salif Diallo e Simon Compaoré, vecchio sindaco di Ouagadougou. Il loro partito, chiamato Movimento del Popolo per il Progresso (MPP) ha destabilizzato il CDP per divenire la prima forza politica in Burkina, incarnando una speranza di cambiamento con un’adesione massiccia del popolo burkinabé e giocando un ruolo decisivo nell’insurrezione popolare che ha cacciato l’ormai ex-Presidente dal potere.

Giunti infatti a ridosso del voto in Parlamento che avrebbe legittimato lo scempio (43 anni al governo sarebbero stati un vero record, da Guinness dei Primati…) si è levata con forza la voce del popolo, in maniera sempre più massiccia e così le proteste che nelle settimane precedenti avevano contato poche migliaia di persone sono lievitate arrivando fino alle manifestazioni immense del 30 e 31 ottobre, di cui abbiamo tutti visto le immagini e i filmati.folla-oceanica-Ouaga

Blaise, probabilmente stupito da un simile astio da parte del suo popolo (dico stupito per il suo distacco dalla realtà quotidiana dei burkinabé), ha inizialmente atteso sperando che tutto passasse poi, al secondo giorno di manifestazioni oceaniche, ha accettato di ritirare la proposta di riforma costituzionale, ma a quel punto la piazza non si è più accontentata e ha preteso le sue dimissioni e un governo di transizione che guidasse il Paese verso libere elezioni democratiche.

Compaorè, cercando di arrampicarsi sugli specchi, ha a quel punto dichiarato di essere disponibile a dimettersi, ma solo dopo aver guidato la transizione. Ma ormai il tempo per il negoziato con il suo popolo era scaduto e le manifestazioni sono andate avanti sempre più intense anche per il terzo giorno consecutivo. Si è trattato, è bene dirlo, di proteste in larghissima parte pacifiche, anche se non è mancato qualche atto di violenza, specialmente verso le abitazioni dei parlamentari ritenuti rei di aver spogliato il proprio popolo arricchendosi personalmente a dismisura.

In realtà, al netto di alcuni tristi episodi di saccheggio che purtroppo si ripresentano regolarmente in questi casi, le violenze sono state circoscritte a qualche centinaio di manifestanti, su oltre un milione di persone scese in strada, ma quando l’assalto è giunto al palazzo del Parlamento e poi ha puntato deciso verso il Palazzo Presidenziale, è risultato evidente che i militari si erano schierati con il popolo. Sulle ragioni di questo si può congetturare a lungo. Certo sarebbe difficile immaginare di reprimere con la forza una simile massa umana. Ma probabilmente c’è anche dell’altro che vorrei ora provare a inquadrare.

Quello che è sicuro è che i 21 morti e i 307 feriti negli scontri sono state vittime dei mercenari stranieri (per lo più togolesi) assoldati da Compaorè nella Guardia Presidenziale. Già il fatto che un Presidente non si fidi dei militari del proprio Paese la dice lunga… ma del resto lui, memore di com’era andato al potere, preferiva essere prudente al riguardo!

I militari non hanno sostanzialmente posto resistenza ai manifestanti, lasciandoli praticamente passare ad ogni posto di blocco. “Noi ci rifiutiamo di sparare sui nostri fratelli” è la posizione che molti di loro hanno espresso apertamente.


Continua a leggere l’articolo sul sito “FrontiereNews”…

Piccoli consiglieri crescono: una speranza per il nostro domani


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In barba allo scenario scoraggiante della politica nazionale, continuano a diffondersi inarrestabili nei territori tante progettualità che danno speranza!

Una di queste, a Cervia, è il percorso del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi: una stupenda esperienza di partecipazione dei più piccoli che io sto seguendo come facilitatore già da sei anni.

Si tratta di un’esperienza che è andata crescendo nel corso del tempo, anche qualitativamente, e che mi sta lasciando moltissimo su un piano umano oltre che professionale. E’ una vera palestra di educazione civica per i bambini ma anche per me.

Ogni volta mi sorprende la capacità di questi “piccoli consiglieri” (delle scuole elementari e medie) di discutere civilmente e ordinatamente fra loro, individuando dei temi, approfondendoli con pazienza, ordinandoli per priorità e traducendoli poi in proposte semplici ma concrete, sempre con spirito costruttivo, da presentare al “Consiglio dei grandi”, come lo chiamano loro.
E la cosa importante è che il sindaco e la giunta hanno avuto la saggezza, in questi anni, di ascoltare con attenzione queste proposte e tradurle in pratica, nella misura del possibile, contribuendo quindi a valorizzare il lavoro svolto dai bambini che hanno potuto vedere il proprio impegno tradursi in benefici concreti per la propria città.

Da questa specie di “think-tank” (come si ama dire oggi) di bambine/i e ragazze/i sono nati infatti tanti progetti che sono stati poi realizzati: nuovi spazi verdi, piste ciclabili, piedibus, interventi nelle scuole sull’elettromagnetismo, promozione della raccolta differenziata dei rifiuti e produzione di materiale su questi temi, cartelli antismog -disegnati dai bambini- che invitano i genitori a spegnere i motori delle auto per non inquinare mentre aspettano i figli all’uscita dalla scuola e molti altri ancora.

L’esperienza si è anche aperta ad altri territori, come in occasione dell’incontro con gli alunni di Rovereto e alla dimensione regionale attraverso la partecipazione al Progetto “Concittadini” promosso dalla Regione Emilia Romagna. In alcuni momenti abbiamo anche abbracciato la dimensione europea, come in occasione dell’incontro con i ragazzi del Progetto “Flow4yu” e non abbiamo mai perso l’attenzione alla dimensione internazionale dei diritti, specialmente quelli dell’infanzia.

Abbiamo approfondito inoltre il tema della legalità anche scoprendo tante realtà di impegno sociale come quella di Libera.

Inoltre, alla riflessione sui contenuti si è sempre affiancata quella sul metodo, sulle regole e sulla comunicazione per crescere nella consapevolezza del proprio ruolo di consiglieri e di cittadini.

Tutto questo, ovviamente, senza mai smettere di sognare e di giocare!!!

Il lavoro di quest’anno si sviluppato in modo parzialmente itinerante, per andare incontro ai diversi plessi sul territorio, e si è orientato verso alcune idee, fra le quali i bambini hanno scelto democraticamente di sviluppare quella dei “bidoni creativi in pineta“. Una modalità che mi ricorda molto la fantastica “fun-theory” per promuovere scelte responsabili attraverso lo stupore e il divertimento.

Infine i bambini e ragazzi hanno deciso di raccontare se stessi e il proprio impegno attraverso un video.

Sono questi amministratori “virtuosi” di domani che ci danno speranza per il futuro!

Ecologisti e civici! Siamo partiti, da qui nasce l’altra Italia

 

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“Davvero un’atmosfera in cui si percepiva un movimento in formazione, un fermento tanto ricco quanto ordinato, allegro ma profondo, non sembrava davvero di essere nelle stanze dei potenti… qualcosa come una sala parto.”

In questo commento raccolto su facebook, di una ragazza che ha partecipato alla nostra Convention, trovo riassunto perfettamente lo spirito che si è respirato in questi due giorni straordinari a Roma.

Qualcosa di radicalmente nuovo sta nascendo (una sala parto appunto!), un percorso costruito dal basso, in maniera trasparente e partecipativa che ci porterà da qui a novembre -quando si terrà l’Assemblea Costituente- a costruire tutti insieme la carta dei valori, le regole e i contenuti programmatici attraverso seminari tematici che porteranno avanti le riflessioni avviate sabato nei workshop e forum telematici aperti a tutti gli uomini e donne di buona volontà, che hanno a cuore il futuro dei propri figli e nipoti!

Un progetto trasversale che unisce con umiltà, rispetto reciproco e coraggio tante anime diverse dell’ecologismo e della società civile per ridare voce e speranza alla parte sana dell’Italia.

Faccio fatica a descrivere quello che ho vissuto in questi due giorni. Tantissimi volti, troppe emozioni… ci siamo commossi, indignati, entusiasmati, abbiamo sognato tutti insieme e iniziato a costruire questo sogno condiviso!!!

Lascio quindi la parola alle immagini, presentandovi questo bellissimo video-reportage realizzato dal sito ilCambiamento.it e rinviandovi alla possibilità di vedere tutti gli interventi della domenica in questa pagina del sito di Radio Radicale.

Siamo in cammino verso un’Italia diversa.

Tutti a “conclave” il 29 e 30 gennaio

A tutti i movimenti e le reti interessate ad un progetto di aggregazione politica ispirata a criteri di sostenibilità ambientale, equità sociale, partecipazione democratica.


Care Amiche e Cari Amici,

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da alcuni mesi molte persone, associazioni e reti composti da donne e uomini di buona volontà stanno lavorando al sogno di costruire un processo costituente che raggruppi tutti i soggetti che vogliono portare il respiro della società civile nelle rappresentanze e nei luoghi della decisione, superando i limiti del sistema partitico attuale, con una visione ecologista, civica, democratica e sociale costruita dal basso.


Continua a leggere sul sito www.abbiamounsogno.it

Piccoli consiglieri crescono: i “virtuosi” di domani!

piccoli_consiglieri.jpgSi terrà venerdì 21 maggio, a Cervia, l’ultimo degli incontri di quest’anno del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi; una stupenda esperienza di partecipazione dei più piccoli che io sto seguendo come facilitatore già da tre anni.

E’ un’esperienza che mi sta lasciando moltissimo, una vera palestra di educazione civica per i bambini ma anche per me.

 

E’ davvero incredibile vedere questi “piccoli consiglieri” discutere civilmente e ordinatamente fra loro, individuare dei temi, discuterli con calma e intelligenza, ordinarli per priorità e tradurli poi in proposte semplici ma concrete da presentare al “consiglio dei grandi”, come lo chiamano loro.

 

Se n’è accorta anche Radio Rai3 che in aprile ha affidato loro ben tre pomeriggi di programmazione all’interno di “Radio 3 in festival“, trasmesso proprio da Cervia.

 

Consiglio_bambini_Cervia.jpgE la cosa straordinaria è che il sindaco e la giunta hanno avuto la saggezza di ascoltare con attenzione queste proposte e tradurle in pratica, nella misura del possibile, contribuendo quindi a valorizzare il lavoro svolto dai bambini che hanno potuto vedere il proprio impegno tradursi in benefici per la propria città; che si tratti di nuovi spazi verdi, del piedibus, di interventi nelle loro scuole o di un cartello -da loro disegnato- che invita i genitori a spegnere i motori delle auto per non inquinare mentre aspettano i figli all’uscita dalla scuola.

 

E da quest’anno è possibile anche seguire l’evolversi di questo straordinario percorso attraverso un blog, ideato e curato dai bambini stessi, dal titolo emblematico: “piccoli consiglieri crescono”.

 

Sono questi gli amministratori “virtuosi” di domani!

120 Km contro il nucleare!

Il risveglio dell’Italia sta partendo dall’acqua, come abbiamo visto anche nell’ultimo post; una mobilitazione straordinaria della società civile sta accompagnando infatti il referendum contro la privatizzazione!

 

E’ la vita che chiama a sè la vita.

 

Ma io credo che questo risveglio non sarà circoscritto al solo tema dell’acqua.

 

Speriamo che non ce ne sia bisogno, ma se dovesse proseguire il folle disegno

del nucleare in Italia, credo che assisteremo anche da noi a scene straordinarie di impegno, simili a quelle che ha conosciuto la Germania nei giorni scorsi.

 

Germania, catena umana lunga 120 Km per dire no al nucleare

 

“Una catena umana lunga 120 Km per dire no al nucleare.

 

La manifestazione si è tenuta pochi giorni fa in Germania, dalla centrale nucleare di Kruemmel, vicino ad Amburgo, fino alla centrale nucleare di Brunsbuettel presso la foce del fiume Elba in occasione del triste anniversario dell’incidente di Chernobyl.

 

germania.jpgErano anni che non si vedeva una manifestazione del genere e che non era così attivo il movimento anti-nuclearista tedesco.

 

Vi hanno preso parte 120mila persone giunte da tutta Europa.”

 

fonte: www.ecoblog.it


Mi sta venendo un’idea per la prossima 100 km del passatore

A scuola con passione!

Sto lavorando in questi giorni ad un progetto davvero entusiasmante: la realizzazione di un video (nuovamente insieme ad Andrea Bosi, di FLATMIND) sull’esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara, attraverso il coinvolgimento diretto di un gruppo di alunni in tutte le fasi, dalla stesura della sceneggiatura, alle riprese, fino al montaggio.

 

L’idea di questo video è nata quasi per caso a marzo di quest’anno, quando fui invitato in questo Liceo a presentare il mio libro “Non è vero che tutto va peggio” all’interno della rassegna “Galeotto fu il libro”.

Una rassegna che ha ospitato nel corso degli anni molti ospiti illustri, intervistati direttamente dagli alunni dopo un percorso di preparazione che passa dalla lettura del testo che viene presentato e da una riflessione critica su di esso.

 

Quel giorno, appena entrato, mi resi subito conto di qualcosa di strano: si respira infatti, all’Ariosto, un clima molto particolare, di entusiasmo, di partecipazione, di straordinaria apertura che traspare già a partire dai rapporti fra gli alunni e i docenti.

 

archeologia_ariosto.JPGVi sono poi le mille iniziative che animano questa scuola, non solo in orario scolastico, ma anche di pomeriggio, in un grande fermento culturale: dai laboratori di educazione ambientale e alimentazione naturale, a quelli di cinema, teatro, archeologia, fino ad un gruppo spontaneo antimafia, autogestito dai ragazzi che organizzano iniziative, incontri e si ritrovano a discutere sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata.

 

Si è sviluppata anche un’intensa attività di educazione ai diritti umani, recuperando la memoria storica dei fatti tragici che videro proprio in questa scuola l’espulsione degli alunni ebrei con l’emanazione delle leggi razziali del fascismo. Si è creato inoltre un gemellaggio con delle classi argentine e con le madri de plaza de mayo per la questione dei desaparecidos.

 

C’è poi il rapporto con il territorio, attraverso stages formativi presso aziende o enti, sia in estate che durante l’anno scolastico, che permettono ai ragazzi di sperimentare concretamente quanto hanno studiato sui banchi, di scoprire i propri talenti e di avere un primo impatto col mondo del lavoro.

 

Non manca neppure l’arte con una corale che coinvolge alunni, insegnanti, genitori ed ex-alunni, che si esibisce anche in veri spettacoli a teatro!

 

Per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente il Liceo Ariosto è stato il secondo Istituto superiore in Italia ad ottenere la Certificazione EMAS per l’impegno ambientale volto al risparmio di energia, carta ed acqua attraverso percorsi di coinvolgimento attivo dei ragazzi e dei docenti. Non si tratta quindi soltanto di soluzioni impiantistiche, come l’impianto fotovoltaico sul tetto, ma di una serie di piccole abitudini quotidiane che vengono monitorate dai ragazzi stessi, opportunamente sensibilizzati e formati al proposito.

 

Il coinvolgimento degli alunni, del resto, è il punto di forza di tutte le esperienze che questa scuola propone ai ragazzi.

 

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Ragazzi che dichiarano apertamente di venire a scuola volentieri, di divertirsi da matti, di rendersi conto che tutte queste esperienze li aiutano a crescere come persone, a formarsi uno spirito critico, al punto che molti di loro restano anche di pomeriggio per i corsi o addirittura si prenotano un aula (è possibile anche questo all’Ariosto) per incontrarsi con amici e compagni a studiare o ad organizzare qualche iniziativa insieme.

 

E lo stesso fanno i dirigenti scolastici e gli insegnanti che in questa “isola felice” traggono dal proprio impegno, in larga parte anche volontario, una gratificazione che va ben oltre quella del loro salario! Questi insegnanti sono davvero orgogliosi del proprio lavoro, che vivono con passione ed entusiasmo, come una vera e propria vocazione.

 

Altro che “fannulloni” come li definirebbe il ministro Brunetta, con l’intento ormai manifesto di preparare il terreno ai “tagli della scuola”, legittimandoli preventivamente e facendoli passare così come dei “tagli agli sprechi”…

 

Anche l’utilizzo degli spazi è un esempio di intelligenza e grande attenzione; si è arrivati infatti a trasformare i problemi in opportunità.

 

La scuola appare accogliente e molto ampia (i ragazzi lo sottolineano spesso nelle interviste raccolte) mentre in realtà è l’Istituto con la minore disponibilità di spazio per alunno di tutta Ferrara! Com’è possibile questo? Attraverso un saggio utilizzo degli spazi disponibili che fa ruotare continuamente i ragazzi, un po’ come all’Università, fra le varie aule disponibili.

Anche la scelta dei i banchi  disposti in cerchio, per massimizzarne la capienza ha finito per condizionare positivamente la didattica in un senso più democratico e partecipativo.

 

Tutto questo dimostra che può esistere una scuola diversa da quella che la tv ci racconta ogni giorno, una scuola che funziona e che merita di essere raccontata in maniera onesta e sincera, una scuola che si potrebbe realizzare ovunque in Italia.

Un modello di scuola però che rischia di scomparire, con i continui tagli che il Governo impone alla pubblica istruzione, o perlomeno di dover ridurre fortemente la propria offerta formativa.

 

I ragazzi e gli insegnanti dell’Ariosto lanciano un messaggio chiaro e forte, a nome di tutte le scuole d’Italia: “una scuola diversa è possibile!”

 

Del resto il Liceo, che il prossimo anno compirà 150 anni è sito, emblematicamente, in via “Aria nuova”, forse proprio per l’aria che tira…



>> Ricomincia la scuola

>> Ancora grazie Iqbal!

>> Cosa è importante?

La politica “vietata ai maggiori”

Sono ripresi questa mattina, sempre al Centro Risorse Cervese, i lavori del Consiglio comunale delle Bambine e dei Bambini del Comune di Cervia.


Consiglio_bambini_Cervia.jpgIn “apertura” dei lavori, i ragazzi hanno ricevuto la visita del sindaco Roberto Zoffoli (che nel 2004 è stato nominato dall’Unicef Difensore dell’Infanzia) e dell’assessore alle Politiche giovanili Marco Zatti che hanno augurato loro buon lavoro.

 

Nell’occasione, il primo cittadino ha ricordato ai consiglieri di aver istituito in  questa sua seconda legislatura la delega “Cervia città dei bambini” – che il sindaco ha mantenuto nelle sue mani  – e che ha lo scopo di valorizzare il rapporto con i cittadini più giovani e di potenziare l’ascolto e il contatto tra le istituzioni e loro. Inoltre sia Zoffoli sia Zatti hanno sottolineato l’importanza del Consiglio per la città, “in quanto – hanno detto – dà a noi adulti la possibilità di sapere direttamente da voi che cosa ci chiedete”.

 

A questo proposito, a titolo di esempio, io che seguo ormai da tre anni il lavoro dei ragazzi, ho voluto ricordare il parco di Montaletto realizzato proprio su idea dei bambini e ho mostrato il cartello che, frutto del lavoro del Consiglio delle Bambine e dei Bambini, l’Amministrazione comunale ha realizzato e che verrà posizionato all’esterno della scuola media, per sensibilizzare i genitori a spegnere le auto quando portano i figli a scuola.  

CartelloAuto.jpgI 30 ragazzi che fanno parte del Consiglio Comunale dei Bambini e delle Bambine, di un’età compresa fra la terza elementare la terza media, sono nominati (2 per plesso scolastico) dai loro compagni e si incontrano al Centro Risorse Cervese la mattina, una volta al mese, fino a maggio.


Qui, affiancati da educatori, discutono dei loro problemi  e delle esigenze che sentono in città. Lo scopo del Consiglio dei giovanissimi è quello di promuovere tra i ragazzi percorsi di “cittadinanza attiva”, ovvero costruire ponti di comunicazione tra le esigenze e le proposte delle scuole e il Consiglio Comunale degli adulti poiché i ragazzi si rendano via via consapevoli dei propri diritti, ma anche dei doveri, di futuri cittadini.

Anche quest’anno, i ragazzi si ritroveranno nella Sala del Consiglio Comunale con i loro colleghi adulti, nella seconda metà di novembre, in occasione delle iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale per celebrare l’anniversario dell’approvazione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Convenzione internazionale sui Diritti dell’Infanzia, avvenuta a New York il 20 novembre 1989, e di cui ricorre quest’anno il ventennale.

la partecipazione, fin dalle radici…

405724054.jpgSono ripresi questo mercoledì, presso il Centro Risorse di Cervia, i lavori del Consiglio comunale delle bambine e dei bambini.

E’ un’esperienza bellissima di partecipazione che io sto seguendo dallo scorso anno come facilitatore; una vera palestra di democrazia per questa trentina di bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie del territorio cervese, eletti in rappresentanza dei loro compagni di scuola dai quali raccolgono idee, proposte e anche critiche costruttive, di cui cercano di farsi interpreti nel consiglio.

 

Non si tratta di una esperienza di facciata, ma di un luogo di elaborazione le cui proposte vengono davvero ascoltate e tenute in considerazione dal Consiglio comunale “dei grandi” e possono portare anche a  delle realizzazioni  concrete come è stato, a titolo di esempio, per il nuovo parco di Montaletto.

L’idea del parco e l’individuazione dell’area era nata dai bambini ed è stata loro anche l’elaborazione dell’utilizzo degli spazi, ovviamente con una piccola consulenza da parte di tecnici adulti che ragionavano insieme a loro, ad esempio, su come realizzare una “casa sull’albero”… a norma di legge.

Proprio “la casa sull’albero”, che era il punto centrale dell’idea dei bambini, è diventato il nome del parco!

 

 

Il consiglio dei bambini discute di problemi dal livello locale (come rendere più allegre le scuole, ridurre il traffico, migliorare gli spazi verdi…) fino a quello globale (la pace, l’ambiente, i diritti dei bambini nel mondo…) e individua democraticamente le priorità da affrontare su cui concentrare il tempo disponibile.

Produce anche un giornalino che è la voce dei bambini delle scuole cervesi e promuove iniziative sul territorio, in particolare in occasione della giornata mondiale dei diritti dei bambini, il 20 novembre.

 

Durante la prima riunione di quest’anno il sindaco di Cervia ci ha regalato una visita a sorpresa ed un bellissimo saluto ai bambini con l’augurio di un buon lavoro per questo anno che inizia.

 

Ripenso alle difficoltà che avevano avuto alcuni giorni fa gli studenti universitari che ho incontrato a Bologna a definire cosa mai fosse il “protagonismo giovanile” ( si sono sentite ipotesi da fantascienza!) e mi dico che questi bambini del consiglio di Cervia forse non avranno questa difficoltà da grandi.