Sbagliando non si impara!

E’ con grande piacere che annuncio l’uscita, a breve, del mio nuovo libro “Sbagliando non si impara”, frutto di una riflessione che porto avanti da diversi anni e che ho voluto approfondire e sistematizzare – per poterla condividere con tutti – in questo saggio leggero ed ironico, che uscirà in gennaio per l’editrice EMI.

copertina,libro,michele dotti,sbagliando non si impara,successi,cambia il mondo,cambiamo noi,emi,libreria,gennaioEcco la quarta di copertina:

“Se fosse vero che sbagliando si impara, come ci hanno sempre ripetuto,  dovremmo essere tutti perfetti!

Invece continuiamo a ripetere ogni giorno gli stessi errori,  senza neppure troppa fantasia.

Questo accade perché in realtà  è solo dai successi che nasce il cambiamento, a tutti i livelli:  personale, sociale, culturale…

Questo libretto ci mostra come imparare a riconoscerli,  crearli e replicarli.

Come farne insomma una regola nella nostra vita, anziché una eccezione.”

E questo è l’indice del libro, che è già tutto un programma:

1. Chi cerca non trova
2. Sbagliando non si impara
3. Sbagliare è umano, errare è divino
4. Chi fa da sé fa per sé
5. Tutti sono indispensabili, qualcuno è importante
6. Mogli e buoi dei paesi suoi
7. Mangia come parli
8. Peggio soli che ben accompagnati
9. Ambasciator porta pena
10. Prima il piacere,  insieme al dovere
11. In salita tutti i Santi aiutano
12. Non perdere la bussola… o la mappa
13. Ognuno è perfetto
14. Ricordati che devi sbagliare!
15. Chi non cerca trova

Nelle prossime settimane pubblicherò anche qualche estratto…

Educare, amare e… saltare nelle pozzanghere

Sta uscendo con “Produzioni dal basso” il mio nuovo libro intitolato un po’ ironicamente “Educare, amare e saltare nelle pozzanghere”.

Si tratta di un manuale per una formazione attiva e ludica nel quale, sotto forma di schede, sono raccolti tanti strumenti che in questi anni, insieme ad alcuni colleghi di Kaleidos, abbiamo affinato nella formazione con gli adulti, specialmente con animatori, educatori, insegnanti e genitori.

libro,educare,amare,pozzanghere,kaleidos,cooperativa,formazione,educazione,manuale,insegnanti,genitori,educatori,strumenti,produzioni dal basso,michele dotti,fabio taroni,gilberto borghiI temi trattati sono la creatività, la comunicazione, la diversità e le  relazioni.

L’ho scritto insieme agli amici Fabio Taroni e Gilberto Borghi.

Abbiamo scelto di pubblicarlo con “Produzioni dal basso“, perché ci ha colpito il sistema di co-produzione che utilizza.

Sostenere il progetto è semplice: basta registrarsi sul sito, quindi andare sul nostro progetto e  cliccare “sostieni”, indicando il numero di copie desiderate e i propri dati.

Non ci sono vincoli e non occorre pagare nulla on-line (è un sito anche eticamente molto serio); per ora è semplicemente un sostegno al nostro libro/progetto.

Una volta raggiunte le 300 copie/quote il progetto si compierà e verrà stampato il libro. Abbiamo 57 giorni di tempo per arrivare a 300 copie e solo allora chi ha effettuato una prenotazione riceverà le proprie copie e potrà pagarle (in vari modi).

Il libro costa 9 euro e i diritti d’autore saranno devoluti in beneficienza.
Nel volume saranno ringraziati tutti i nostri amici sostenitori!

Avevate mai pensato di poter diventare dei produttori editoriali?

Ripartire, da princìpi e valori diversi!

E’ appena uscito il volume “Ripartire“, al quale io ho dato un mio piccolo contributo di riflessione.

Si tratta di un progetto promosso dall’Associazione “Frontiere”, per festeggiare i due anni di attività del web magazine Frontiere News, una realtà nata con lo scopo di raccontare le sfide, le sconfitte e le vittorie dell’Italia interculturale del terzo millennio.

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Con più di 120 collaboratori in tutto il mondo, il magazine dà voce a coloro che il cambiamento lo vivono in prima persona, contestualizzandolo in una cornice mondiale di sfide per i diritti fondamentali e per l’integrazione tra i popoli.

Frontiere non è solo web: nel 2011 ha sostenuto i migranti di Lampedusa insieme alla onlus Coevema, ed è partner di progetti di scambi culturali finanziati dall’Ue in Polonia.

Il libro racconta le storie di persone che hanno trovato nella solidarietà, nella cultura e nella riscoperta dell’alterità le chiavi per ripartire, nonostante le crisi globali; emozioni e riflessioni di alcuni tra i più validi intellettuali del panorama internazionale dell’interculturalità; racconti di esperienze in prima linea nella guerra all’indifferenza.

Il progetto ospita contributi del vignettista Vauro, del portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury, di Stas’ Gawronski, Enrico Fontana, Luca Bauccio e tanti altri.

Che si trovi in una Gaza sotto assedio o tra gli indios dell’Ecuador, nei gelidi e affollati moli notturni di Lampedusa o in una metropoli australiana, il vero protagonista di questo volume è l’essere umano, con la sua infinita ricerca di sé e con l’esigenza innata di superare i limiti imposti dalle circostanze.

Qui potete scaricare gratuitamente e leggere l’indice e il mio contributo al volume, che è edito sotto licenza “Creative Commons”.

Il 10% del prezzo di copertina sarà devoluto per sostenere le battaglie per i diritti umani che Amnesty Italia porterà avanti nel corso del 2013. E’ anche disponibile una versione eBook.

Buona lettura e buona ri-partenza a tutti.

I diritti umani sono universali?

Esattamente 63 anni fa, il 10 dicembre 1948, veniva firmata a Parigi la Dichiarazione universale dei Diritti umani, un documento la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite, appena nate, perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

Da allora molti passi avanti sono stati fatti, ma il cammino per la piena realizzazione di questa Dichiarazione, come sappiamo, è ancora lungo e richiede un impegno da parte di ciascuno di noi.

Per ricordare questo storico evento, vorrei oggi condividere una breve riflessione tratta dal mio libro “Non è vero che tutto va peggio“, scritto insieme a Jacopo Fo:

“Si è molto discusso in questi anni sull’universalità dei diritti umani, sostenendo che essa sarebbe solo presunta poiché essi sarebbero viziati alla nascita e non esprimerebbero che la visione di una sola cultura, quella “occidentale”.

Eleanor_Roosevelt_and_Human_Rights_Declaration.jpgIo non condivido questo dubbio perché ritengo che i diritti umani vengano ancora prima del livello culturale; essi rappresentano molto semplicemente i più elementari “bisogni” dell’uomo, e sono dunque validi a qualunque latitudine egli si trovi e in qualunque epoca egli viva.

Credo che questa riflessione di Umberto Eco possa risultare illuminante al riguardo:

“Siamo animali a postura eretta, per cui è faticoso rimanere a lungo a testa in giù, e pertanto abbiamo una nozione comune dell’alto e del basso, tenendo a privilegiare il primo sul secondo. Parimenti abbiamo nozioni di destra e di sinistra, dello star fermi o del camminare, dello star ritti o sdraiati, dello strisciare o del saltare, della veglia e del sonno. Siccome abbiamo degli arti, sappiamo tutti cosa significhi battere una materia resistente, penetrare una sostanza molle o liquida, spappolare, tamburellare, pestare, prendere a calci, forse anche danzare.
La lista potrebbe durare a lungo, e comprende il vedere, l’udire, mangiare o bere, ingurgitare o espellere. E certamente ogni uomo ha nozioni su cosa significhi percepire, ricordare, avvertire desiderio, paura, tristezza o sollievo, piacere o dolore, ed emettere suoni che esprimano questi sentimenti.
Pertanto (e già si entra nella sfera del diritto) si hanno concezioni universali circa la costrizione: non si desidera che qualcuno ci impedisca di parlare, vedere, ascoltare, dormire, ingurgitare o espellere, andare dove vogliamo; soffriamo che qualcuno ci leghi o ci costringa in segregazione, ci percuota, ferisca o uccida, ci assoggetti a torture fisiche o psichiche che diminuiscano o annullino la nostra capacità di pensare.
Dobbiamo anzitutto rispettare i diritti della corporalità altrui, tra i quali anche il diritto di parlare e pensare. Se i nostri simili avessero rispettato questi ‘diritti del corpo’ non avremmo avuto la Strage degli Innocenti, i cristiani nel circo, la notte di San Bartolomeo, il rogo per gli eretici, i campi di sterminio, la censura, i bambini in miniera, gli stupri della Bosnia”.


(Umberto Eco, In Che cosa crede chi non crede?, Atlantide Editoriale, Roma 1996; ora in Cinque scritti morali, Bompiani, Milano 1997.)


Ma anche facendo un’analisi antropologico-culturale, che vada al di là dei più banali stereotipi sulle diverse culture, scopriamo che i loro valori di fondo sono sempre gli stessi.

Quella che segue è la conferma che l’etica laica di cui parla Umberto Eco, alla base dei diritti umani, è patrimonio comune di tutti i popoli!

regola d'oro,intercultura,religioni,diritti umani,fedi,etica universaleBuddhismo (Udanavarga 5, V,18)
Non offendete gli altri con quello che offende pure voi.

Cristianesimo (Matteo 7,12)
Tutto quello che volete che gli altri facciano a voi, fatelo voi a loro: questa è la Legge ed i Profeti.

Confucianesimo (Analecta XV,23)
Vi è qualche massima che si dovrebbe applicare per tutta la vita? Certamente, la massima della gentilezza amorevole che consiste di non fare agli altri quello che non si vorrebbe venisse fatto a voi

Ebraismo (Talmud)
Ciò che offende voi non fatelo al vostro prossimo. Questa regola riassume tutta la “Torah”.

Induismo (Mahabharata V,1517)
Quest’è il dovere: non fare agli altri quello che se fosse fatto a te, ti darebbe dispiacere.

Islamismo (Detti di Maometto)
Nessuno è un vero credente fino a quando non desidera per il suo prossimo quello che desidera per sé stesso.

Jainismo (Jogashastra II,20)
Nella felicità e nella sofferenza, nella gioia e nel dolore dobbiamo considerare tutte le creature come consideriamo noi stessi, dobbiamo perciò astenerci dall’infliggere agli altri qualsiasi offesa che sarebbe indesiderabile se fosse inflitta a noi stessi.

Sikhismo (Kabir)
Come consideri te stesso, così considera gli altri.

Taoismo (T’ai shan kan Ying p’ien)
Considera il guadagno del tuo prossimo come fosse il tuo guadagno e considera la perdita del tuo prossimo come fosse la tua perdita.

Zoroastrismo(Dadistan-i-dinik XCIV,5)
Solo quella natura è buona che non restituisce agli altri quello che non fa piacere a lei stessa.

Questo tuttavia non significa che dalle varie culture non possano venire contributi anche significativi, complementari alla Dichiarazione dei Diritti dell’Onu.

Un esempio molto interessante è rappresentato dalla Carta Africana dei Diritti dei Popoli, che porta l’attenzione anche sui diritti collettivi, oltre che su quelli dell’individuo e che può dare per questo un’importante contributo non solo a livello del continente ma dell’intero pianeta, dinanzi alle sfide globali che esso si trova ad affrontare, come – ad esempio –la questione dell’acqua come diritto.”


» La memoria, dipinta nella sabbia  » Giornata della memoria: ricordare non basta!
» “Joyeux Noel”: la fraternità umana, oltre le trincee…

I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile

E’ appena uscito il libro “I Buoni Frutti: viaggio nell’Italia della nuova agricoltura civica, etica e responsabile” al quale io ho dato con grande piacere un mio contributo di riflessione.

copertina.jpgIl libro, edito da Agra editrice, è il frutto di un viaggio iniziato il 28 agosto e terminato il 25 settembre, dal Trentino alla Sicilia, e riporta circa quaranta storie di chi ha scelto di investire in agricoltura senza trascurare il “valore di legame” con le proprie comunità di appartenenza.

Gli autori Angela Galasso, Francesca Durastanti, Giuseppe Orefice, Margherita Rizzuto e Silvia Paolini, sono cinque tecnici che da anni si occupano di agricoltura civica e di didattica in ambito rurale su tutto il territorio nazionale.

Il libro raccoglie, inoltre, i contributi di alcune personalità che in modi diversi hanno sostenuto il progetto: Francesco Di Iacovo, Saverio Senni, Carlo Hausmann, Andrea Segrè, Roberto Burdese, Michele Dotti, Marco Boschini, Francesco Mele, Gregorio Arena e Jacopo Fo.

Tante storie anche di giovani agricoltori come “Contadini per Passione”, agrumicoltori di Ribera (AG) che hanno realizzato il sogno di poter rimanere in Sicilia e attraverso il web riuscire a veicolare le loro arance, o “Madrenatura”, azienda campana, che ha fatto della vendita diretta “responsabile” la propria bandiera e la chiave del proprio successo.

O le tante storie di chi, senza cessare di essere agricoltore, offre servizi alla persona, come l’agrinido “Piccoli frutti” di Cremona inaugurato a settembre, o la giovane cooperativa piemontese “AgriCooPecetto” che promuove progetti formativi e inserimenti lavorativi di persone disabili, o ancora l’associazione “Il Giardino di Filippo” che realizza attività didattiche e riabilitative in un’azienda agricola utilizzando il contesto agricolo ed il cavallo.

Tante storie che gli autori raccontano riportando non solo motivazioni e valori, ma anche numeri ed elementi di successo affinché si possano generare effetti moltiplicatori e possa essere favorita la replicabilità di realtà virtuose.

Ecco un estratto dal contributo di Andrea Segrè (Preside Facoltà di Agraria Università di Bologna – Presidente Last Minute Market):

“Il viaggio che ha portato a questo libro – che è stato un po’ anche il mio idealmente – credo abbia dimostrato che le nostre azioni, anche se piccole, possono portare a un mondo nuovo.

Dobbiamo solo credere nel nostro ruolo di individui attivi nella società, fuggendo dalla passività e dal vuoto che ci circonda. Basta poco. Sarebbe sufficiente rinnegare la pervasiva cultura del consumo e del rifiuto che genera lo spreco di cui siamo circondati: di cibo e altri beni, ma soprattutto di relazioni.

Attraverso queste esperienze di agricoltura civica è possibile far vedere e riconoscere nuovamente il valore di legame, gli si ridà – appunto – valore, senza negare gli altri due – lo scambio e l’uso – in modo da rivoluzionare, veramente, il nostro sistema.

La speranza è che altri copino da queste esperienze: esse ci fanno vedere che la relazione civile esiste ancora e dimostrano che è possibile rendere l’economia più efficiente e anche più civile, proprio a partire dall’agricoltura e dai suoi buoni frutti. Ne ero sicuro, ne ho la conferma. Questo libro lo fa sapere a tutti.”

per informazioni:
Francesca Durastanti 320.2119686 / Margherita Rizzuto 393.9824709
e-mail: info@ibuonifrutti.it

Torna “Il grido della farfalla”

Dopo la bellissima edizione dello scorso anno, torna per il terzo anno consecutivo “Il grido della Farfalla“, il meeting dell’informazione libera organizzato dal Gruppo dello zuccherificio dal 7 al 9 luglio al parco Primeri di Fusignano, in provincia di Ravenna.

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Questo è il programma di quest’anno, al quale io avrò ancora una volta il piacere di portare un mio contributo:

giovedì 7 luglio
ore 20.30 – “Dossier: le Mafie in Emilia Romagna”
ore 21.15 – “Segni particolari: antimafia” con Pino Maniaci (giornalista e fondatore di Telejato), Gaetano Saffioti (imprenditore calabrese, sotto scorta per essersi opposto alla ‘ndrangheta) e Gaetano Alessi (giornalista, vincitore del Premio Pippo Fava 2011)

il-grido-della-farfalla-tre-giorni-a-fusignan-L-ZW37CI.jpegvenerdì 8 luglio
ore 20.30 – “Dudal Jam, a scuola di pace” con Michele Dotti
ore 21.15 – “Un Mondo di informazione” con Maso Notarianni (direttore di Peace Reporter e della rivista di Emergency E-il mensile), Michele Dotti (autore de “L’Anticasta, l’Italia che Funziona”) e Giorgio Fornoni (collaboratore di Report e autore di “Ai confini del mondo”)

sabato 9 luglio
ore 20.30 – “L’Aids non va più di moda”
ore 21.15 – “Potere e contropotere” con Anna Vinci (autrice di “La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi”), Loris Mazzetti (capostruttura Rai3 e autore di “Che tempo che fa”) e Giuliano Turone (magistrato, ha scoperto gli elenchi della P2 insieme a Gherardo Colombo)

Non mancate, saranno altri interessanti momenti di approfondimento e di confronto, in una cornice davvero splendida!!!

Associazioni unite per promuovere L’anticasta

Come scrivevo qualche mese fa in un post su questo blog: avere una stessa meta permette di immaginare un cammino comune, perché -come cantano i Modena City Ramblers riprendendo le parole del grande poeta Luis Sepulveda– “i sentieri giusti vanno percorsi insieme”.

830085404.jpgE’ con questo spirito che 10 associazioni del Lazio si sono unite per organizzare un tour itinerante che mi vedrà impegnato nei giorni 22 e 23 ottobre insieme all’amico Marco Boschini, per presentare il nostro libro L’anticasta, l’Italia che funziona e le esperienze dei Comuni Virtuosi in 6 diversi incontri pubblici.

Il tour partirà venerdì 22 ottobre da ALBANO LAZIALE presso il Centro Ecologia dell’Habitat in Via delle Mole 32/a.
L’appuntamento è alle ore 20,00 per chi vuole approfittare del bio-shop e dell’accogliente sala ristoro con le proposte di degustazione di prodotti biologici.

Alle ore 21,00 dello stesso giorno è possibile assistere alla presentazione del libro anche a ZAGAROLO presso il Teatrino di Palazzo Rospigliosi – Piazza Indipendenza.

Sabato 23 ottobre, il libro verrà presentato durante la mattinata sia ad APRILIA, alle ore 10,00 presso la Scuola Media Statale G.Pascoli in Via delle Palme, che a OSTIA LIDO (appuntamento ore 10,30) presso la Biblioteca Elsa Morante (Biblioteche di Roma) di Via Adolfo Cozza, 7.

Alle ore 17,00 di sabato sarà protagonista LABICO, probabilmente nella Piazza del Mercato (info tel. 347-6113256 labico.cca@alice.it), mentre l’ultima tappa coinvolgerà GENZANO DI ROMA, con il patrocinio dall’amministrazione comunale, presso il Liceo Scientifico “G.Vailati” con diretta web radio e tv su RadioLiberaTutti e Canale870 a partire dalle ore 18,00.

Io e Marco ci alterneremo nei 6 eventi di questa straordinaria iniziativa, organizzata da questi “compagni di viaggio” a cui va il nostro sincero ringraziamento: Per il bene comune, Labicocca, Rete dei cittadini per Aprilia, Amici di Beppe Grillo – Genzano di Roma, Salviamo i Castelli Romani, Amici del Movimento 5 Stelle – XIII Municipio Roma, Ostia che cammina, Lilith, Liberidanubi e Cittadinanzattiva – Assemblea Colli Prenestini e Tiburtini.

“L’Italia che funziona”, in ogni regione, continua a far sentire la propria voce!

Sbagliando non si impara!

Ci hanno sempre detto che “sbagliando si impara” e alla fine ci siamo tutti convinti che sia davvero così.

in_bicicletta.jpgIo credo invece che si impari attraverso i successi.

Provo a spiegarmi con un esempio semplice, immediato: pensate un po’ a quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, da bambini.

Sembrava impossibile vero? Infatti siamo caduti tutti quanti cento volte prima di riuscirvi.

Ma non è grazie a quegli innumerevoli tentativi falliti che abbiamo imparato. Piuttosto è accaduto a un certo punto che, un po’ per caso o anche un po’ per fortuna, ci siamo ritrovati quasi magicamente in equilibrio. Certo un equilibrio instabile, ancora traballante, ma tanto è stato sufficiente per farci “memorizzare” quel successo e imparare a replicarlo.

Certo occorreva la pazienza di cadere e rialzarsi tutte quelle volte per arrivare al risultato voluto, ma non è stato dai numerosi errori che abbiamo imparato, quanto piuttosto da quel timido, precario, successo personale.

Credo che questo principio valga anche più in generale, nella nostra vita; occorre la pazienza di riprovare mille volte, di sapersi rialzare ad ogni errore, ma è soprattutto dai nostri successi, talvolta fortuiti, che impariamo a migliorarci.

Questa riflessione ha grandi ricadute in campo educativo, dove è soprattutto incoraggiando il piacere della scoperta che possiamo offrire ai ragazzi la possibilità -fra mille errori- di sperimentare anche i primi successi e scoprire così i propri talenti, quando ancora sono racchiusi dentro al guscio.

E anche a livello politico io non credo, purtroppo, che dagli errori si traggano grandi lezioni. Quanti sperano, specialmente nel centro-sinistra ma non solo, che a suon di sconfitte si possa arrivare, prima o poi, a fare autocritica credo che rimarranno a bocca asciutta.

Sono fiducioso invece che dai successi, dalla scoperta cioè dei vantaggi che le scelte virtuose possono portare, da tutti i punti di vista, si diffonderà e poi radicherà la consapevolezza del cambiamento possibile… non senza cadute da cui rialzarsi, ovviamente, proprio come quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta da bambini.

L’ANTICASTA da Fabio Fazio!

Dopo l’intervento di martedì a Geo&Geo, in cui Marco ha presentato a Sveva Sagramola l’esperienza dei Comuni Virtuosi, che insieme abbiamo cercato di raccontare nel nostro libro “L’anticasta“, questa sera Luca Mercalli ha presentato il libro da Fabio Fazio in una delle più importanti vetrine per i libri di tutta la tv italiana!

 

La foresta che cresce fa sempre più rumore…

 

 

 

>> Domani L’anticasta a Geo & Geo, RAI3

>> La “foresta che cresce” sta iniziando a fare rumore!

>> Con L’anticasta la EMI vince il “Premio Green” al Pisa Book Festival

>> Una finestra nazionale

Intervista a Radio 101

R101.jpgDomani pomeriggio a partire dalle 15,20 io e Marco Boschini saremo ospiti di Tamara Donà a R 101 per presentare “L’ANTICASTA” all’interno della trasmissione On Air.

 

Ancora un’occasione per portare all’attenzione di un grande pubblico i temi e le proposte concrete del libro e del video ad esso allegato.

Video che stiamo ampliando in vista della spedizione a tutti i sindaci degli 8.102 comuni d’Italia.

 

Della nuova versione voglio offrirvi un’anteprima assoluta… la nostra visita al Centro Riciclo di Vedelago, che arriva a recuperare e valorizzare oltre il 97% dei materiali che riceve.

Un esempio che andrebbe seguito in tutto il paese!

 

Ricomincia Report e subito mi stimola un interrogativo: “denunciare” o “annunciare”?

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report150309.jpgHo appena finito di guardare la prima, splendida ma tragica, puntata della nuova stagione di Report.

Nella sua coraggiosa inchiesta “I viceré”, Sigfrido Ranucci, ha ricostruito i loschi rapporti fra mafia e politica nella città di Catania, mettendo in evidenza gli sprechi, le corruzioni e tutti i disservizi che ne conseguono per i cittadini.

Chi ha visto questo servizio sa di cosa sto parlando e credo condividerà con me l’impressione di una realtà surreale, assolutamente incredibile.

 

Cittadini che pagano la bolletta dell’acqua o delle fogne senza neppure ricevere questi servizi; mega-opere incompiute quando non addirittura mia incominciate; scale di sicurezza per le scuole che finiscono davanti a delle finestre sbarrate e non alle porte; fondi per le emergenze terremoto o alluvioni che finiscono in appalti e subappalti a ditte vicine al mafioso di turno; potenti che hanno talmente tante cariche che finiscono per scrivere formalmente lettere a se stessi… e si rispondono pure!!!

 

Insomma, assurdità tali che risulterebbero perfino simpatiche, se solo non fossero vere.

 

Durante la visione di questa inchiesta, in tutta onestà, il mio pensiero è andato ai tanti comuni virtuosi che ho visitato in questi ultimi tempi per girare il video che uscirà allegato al libro “L’ANTICASTA – l’Italia che funziona” che sto scrivendo insieme a Marco Boschini, dell’Associazione dei Comuni virtuosi… e mi sono chiesto -con la massima onestà anzitutto verso me stesso- se non stiamo sbagliando qualcosa nella nostra scelta di dare voce alle esperienze virtuose quando ci sono ancora tante esperienze di degrado simile nel nostro Paese, che andrebbero denunciate con forza e coraggio, come fa straordinariamente Report.

 

Ma poi, quasi a volermi rispondere e incoraggiare, la stessa Milena Gabanelli ha posto l’interrogativo: “chissà cosa pensano di questi sprechi tutti i Comuni virtuosi che ogni giorno tirano la cinghia…” e poco dopo, su internet, mi sono imbattuto casualmente in questa citazione che pare quasi confezionata apposta per questo mio scrupolo, come un abito su misura:

 

“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo
che renda la realtà obsoleta”

Buckminster Fuller

 

Andiamo avanti quindi, con pazienza e decisione, nella costruzione e nella promozione di questo modello nuovo!

E le esperienze dei Comuni virtuosi, sicuramente sono un importante tassello di questa alternativa possibile, un contributo prezioso al superamento delle logiche che hanno portato a tragedie come quella di Catania raccontata nel servizio di Report.

 

Forse, allora, la risposta all’interrogativo iniziale è “denunciare”, ma anche “annunciare” insieme.

 

Intervista a “Spazio Aperto”

Qualche tempo fa sono stato ospite a Canale 11 della trasmissione “Spazio Aperto”, invitato per presentare il libro “Non è vero che tutto va peggio” e le attività educative e di solidarietà che da anni promuovo con Mani Tese.

 

 

E’ stata un’occasione per sviluppare alcune riflessioni che molto raramente entrano in tv e presentare prospettive assolutamente alternative a quelle tragiche che i mass media diffondono senza ritegno ogni giorno.


Ecco il video dell’intervista, spezzato in 4 parti…

 

Prima parte


Seconda parte

 

Terza parte

 

Quarta parte

 

Buona visione!

Rieccomi qua!

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Torno a scrivere dopo due settimane di silenzio dovuto in parte ad un problema tecnico che mi impediva di accedere alla gestione del BLOG e in parte al mio lungo viaggio fra i Comuni virtuosi, che mi ha portato in giro per l’Italia per le riprese di un video-inchiesta (a cui sto lavorando insieme all’agenzia video FLATMIND) e al contempo per concludere la stesura del libro “L’ANTICASTA: l’Italia che funziona”, che sto scrivendo insieme a Marco Boschini e che conterrà contributi anche di altri autori importanti quali Francesco Gesualdi, Alex Zanotelli, Maurizio Pallante, Jacopo Fo, Franca Rame, Edoardo Salzano, Andrea Segré…

 

Sono state settimane intense, senza riposo, sempre con la valigia in mano alla scoperta di realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico (ed economico), della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifiuti, dell’acqua e del territorio…

Si tratta di successi indiscutibili che mostrano la concretezza di scelte alternative divenute possibili attraverso un grande coinvolgimento della popolazione, chiamata a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano l’intera comunità.

 

Esperienze che fino ad oggi non hanno mai avuto alcuna visibilità nei mass-media, più preoccupati di raccontare del singolo fatto di cronaca nera, che di dare voce a queste esperienze virtuose di migliaia di cittadini impegnati nella costruzione di un domani migliore.

 

Ma qualcosa pare che stia iniziando a muoversi…

 

Questa settimana infatti i Comuni virtuosi avranno spazio addirittura in tre momenti diversi in RAI.

Lunedì 2 marzo, dalle 17 alle 19, Marco Boschini -coordinatore nazionale dell’Associazione- sarà ospite di Sveva Sagramola a “Geo&Geo”, e mercoledì 4 sarà nel famoso divano rosso di “Parla con me”, ospite di Serena Dandini.

E infine una troupe televisiva del TG1 sarà a Cassinetta di Lugagnano (MI), per un’intervista con il sindaco Domenico Finiguerra sull’esperienza incredibile del Piano di gestione del territorio a “crescita zero”.

 

Ma tutto questo sarà descritto in modo più esaustivo nel nostro libro, che uscirà ad aprile, e nel DVD che ad esso sarà allegato; il video conterrà fra l’altro interviste al premio Nobel Dario Fo, a Beppe Grillo e ad altri personaggi del mondo dello spettacolo, oltre ai commenti degli amministratori pubblici, dei rappresentanti dell’associazionismo, del mondo del lavoro, e di tanti cittadini comuni…

 

La domanda che mi è sorta spontanea in questi giorni, scoprendo tutte queste scelte alternative possibili è stata questa: “ma allora, perché no?”

 

 

Intervista ad “Afriradio”, la Radio con l’Africa dentro

afriradio.jpgSono stato intervistato da Pier Maria Mazzola, per presentare il libro “Non è vero che tutto va peggio” e i miei progetti per il futuro, all’interno della sua trasmissione “A tutto volume” di Afriradio, la web-radio di Nigrizia.

 

Pier Maria Mazzola è un giornalista, collabora con varie testate che si occupano di Africa, cura la rassegna editoriale di Nigrizia ed è autore, fra gli altri, dello splendido volume “Leoni d’Africa”, edito dalle edizioni epoché.

 

L’intervista andrà in onda mercoledì 14 alle ore 13 (dopo il Gr flash) e in replica sabato 17 alle ore 15. Successivamente potrete riascoltarla dalla pagina Programmi/A tutto volume del sito Afriradio.

 

Buon ascolto a tutti!

Diritti’n Scena…

diritti'scena.jpgIn occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna organizza a Bologna, dal 10 al 12 dicembre, “Diritti’n Scena”, una tre giorni di spettacoli, presentazione di libri, documentari, progetti per e con le scuole, musica e tanto altro ancora.

 

Uno spazio che ha il desiderio di diventare la casa comune di tutti quei soggetti che ogni giorno contribuiscono alla tutela e alla promozione dei diritti. 

 

All’interno del ricco PROGRAMMA degli eventi, venerdì 12 dicembre io interverrò per presentare il libro “Non è vero che tutto va peggio”, portando un contributo alla riflessione sulla possibilità di scelte concrete a favore di un mondo più giusto e solidale, rispettoso dei diritti umani di tutti.