Parlare con le mani (e capire coi piedi!)

Il linguaggio non verbale è notoriamente per noi italiani un elemento essenziale!
Ma a volte può anche essere fonte di alcuni fraintendimenti… 

Ecco una piccola video-guida per evitarne alcuni.

 

 

Maledetta burocrazia

Insieme proviamo a liberarci dalla zavorra che ci fa impazzire e che frena le potenzialità del Paese!

Non ti azzardare!

Per favore, smettiamo di chiamarlo “gioco”!!!

Ho cercato di raccogliere in pochi minuti i numeri impressionanti dell’azzardo in Italia, i danni che questo causa a tutti i livelli e una possibile spiegazione del fenomeno, legata alle povertà prevalentemente sul piano relazionale…

E se proprio non aveste 4 minuti per vedere il video, in via del tutto eccezionale, vi pubblico anche i bignami… ringraziando Stefano D’ambrosio -un “artigiano della formazione”, come ama definirsi- che ha voluto farmi una sorpresa e trarre da questo video un bellissimo disegno, cogliendone perfettamente i concetti principali!

STED-AZZARDO

 

Alla scoperta dell’Italia che cambia, una ricchezza di cui fare tesoro

Come avevo già scritto in un altro post su questo blog, sto seguendo con particolare interesse il viaggio del mio amico Daniel Tarozzi, direttore della rivista web ilCambiamento.it, alla scoperta dell’Italia che cambia.

E’ in giro già da tre mesi, nei quali ha percorso col suo camper migliaia di km e incontrato alcune delle migliori esperienze presenti in dieci regioni. Quando è passato dalle mie parti non poteva mancare di venire a trovarmi per un saluto.

Ho pensato allora di fargli una breve intervista, che abbiamo anche proiettato il giorno seguente alla nostra Assemblea Programmatica di “Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei“, come prezioso spunto di riflessione, e che ora voglio condividere con voi.

Per chi fosse interessato all’esito dell’Assemblea, in questa sezione del nostro sito potete trovare i “10 punti programmatici ecocivici” che abbiamo presentato e qui potete vedere il grande piano delle piccole opere” all’elaborazione del quale io ho contributo personalmente, insieme ad altri amici eco-civici.

Qui invece potete trovare la “mozione politica generale” uscita dall’Assemblea, che traccia la linea del nostro Movimento per le prossime elezioni.

Vi lascio con un bel servizio sulla nostra Assemblea, realizzato per ilFattoQuotidiano.it da Nello Trocchia, che ringrazio di cuore anche per il prezioso contributo che ci ha portato sul tema della legalità!

Il modo migliore per predire il futuro

Può darsi che Monti abbia salvato, momentaneamente, l’Italia dal baratro. Ma siamo sicuri che non vi siano altre prospettive possibili? E soprattutto, siamo sicuri che queste ricette risolvano il problema di fondo?

La discesa in campo di Monti ha rappresentato ai miei occhi un atto di onestà e trasparenza da parte dei poteri forti della finanza internazionale, che stanchi della inefficienza dei politici, fino a ieri loro maggiordomi più o meno consapevoli, hanno pensato bene di scendere in campo direttamente con uno dei loro esponenti di punta.

Con la scusa di un’emergenza, divenuta ormai perenne, hanno potuto attuare provvedimenti che altrimenti nessun governo eletto democraticamente avrebbe mai potuto neppure immaginare di proporre al paese. Non certo provvedimenti “tecnici”, come hanno simpaticamente cercato di far credere inizialmente, ma interventi profondamente politici, orientati ad una visione ultra-liberista della società, ma ancor più -e in maniera molto esplicita- alla tutela dei privilegi dei poteri forti, attraverso il recupero dei crediti per conto dei grandi capitali finanziari esteri, prevalentemente del nord Europa.

monti,grillo,crisi,italia,finanza,politica,emergenza,privilegi,pas,deboli,fondo non autosufficienza,sud,ilva,debiti,silenzio-assenso,cementoQuello che per anni è stato attuato nei confronti dei paesi del Sud del mondo con i Piani di Aggiustamento Strutturale -e che noi attivisti denunciavamo per la spietatezza e brutalità- ora lo stiamo subendo noi.

E ancora una volta non c’è alcuna pietà per i più deboli. Neppure per bambini, anziani e disabili con le loro famiglie, con provvedimenti come l’azzeramento del Fondo nazionale sulla non autosufficienza.

Neppure di fronte a tragedie umane e ambientali spaventose come quella di Taranto, con la nuova Aia che in pratica consente all’Ilva di mantenere inalterata l’attuale attività produttiva. Neppure di fronte ai tanti suicidi di chi vanta da tempo immemore enormi crediti da parte dello stato ma nel frattempo deve saldare immediatamente i propri debiti verso quello stesso stato. (La scelta della “s” minuscola, in questo caso non è casuale.)

Per non parlare poi del Ddl semplificazioni, che espone irresponsabilmente alcune delle aree più belle del nostro paese al rischio potenziale di 10 milioni di metri cubi di cemento con la norma del silenzio-assenso sulle aree vincolate, oltre a mettere in discussione il principio sancito dall’Unione Europea del “chi inquina paga”!

Continua a leggere l’articolo nel mio blog sul FattoQuotidiano.it …

In camper per incontrare l’Italia che cambia

Lo confesso, sto seguendo con molta attenzione questo viaggio in camper attraverso l’Italia, che di tappa in tappa diventa sempre più intenso e appassionante!

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloOccorre riconoscerlo: per vivere mesi in un camper è necessaria davvero una grande motivazione e specialmente per un giovane abbandonare un porto sicuro per navigare in mare aperto è indice di un “coraggio che è più forte della comodità” e di una capacità di “speranza che prende il posto della rassegnazione!”

Sono proprio queste le caratteristiche che sta dimostrando Daniel Tarozzi (ma a chi stavate pensando?!?), un carissimo amico giornalista e videomaker, con il suo progetto “Viaggio nell’Italia che cambia”.

viaggio,italia,cambia,camper,giovane,coraggio,speranza,reagire,problemi,sambiiga,fratelloUn’esperienza che lo porterà a percorre lo stivale in lungo e in largo per 5 mesi, per andare ad incontrare e poter così raccontare attraverso un libro e un documentario quell’Italia che cerca di reagire ai problemi economici, ambientali e sociali, senza aspettare che siano altri a risolverli.

Perché per cambiare il mondo occorre anche cambiare se stessi. E questo non si può certo farlo da soli, ma soltanto in relazione con gli altri, in particolare con chi già ha iniziato a cambiare se stesso, e quindi anche il mondo.

A Daniel, con il quale tre anni fa ho avuto la fortuna di condividere un altro meraviglioso viaggio -in Burkina Faso- per realizzare il progetto “Sambiiga-altro fratello”, faccio i migliori auguri di saper cogliere in profondità l’umanità che incontrerà, per poterla condividere con tutti noi.

Finiamola con le favole ecologiste e pacifiste…

Efficienza-Energetica-edilizia.jpg

Questo non è davvero il momento per parlare di ambientalismo o perderci in utopiche illusioni pacifiste.

Siamo nel pieno di una crisi economica – ed occupazionale – senza precedenti e di questo è necessario occuparsi, seriamente!

Non intendo ripetere qui le analisi già sentite mille volte in questi mesi sulla necessità di risanare il nostro debito e riequilibrare lo spread fra i nostri BTP e gli equivalenti bund tedeschi. Vorrei provare a dare invece un contributo di riflessione su come cercare di mantenere per quanto possibile il denaro, e di conseguenza anche l’occupazione, in Italia.

Per fare questo credo sia utile riflettere un attimo sul saldo della bilancia commerciale italiana, sul rapporto cioè fra le nostre esportazioni e le importazioni dall’estero.

Questo aspetto assume un ruolo davvero decisivo in un mercato globale che si muove sempre più su una dimensione internazionale.

In teoria infatti, come amano ricordarci spesso, noi dovremmo trarre benefici dallo scambio con l’estero perché l’esportazione porta ricchezza nel nostro paese e se pensiamo che essa è cresciuta nel 2010 del 15,7%, nonostante la crisi, sembrerebbe esserci di che ben sperare.

Purtroppo però, nel bilancio complessivo, l’import supera di gran lunga l’export e soprattutto cresce a un ritmo quasi doppio (+22,6%) rispetto alle esportazioni, per cui ci siamo ritrovati nel 2010 di fronte a una perdita netta per le nostre tasche di 27,3 miliardi (pari a una intera manovra finanziaria!) e ad un trasferimento continuo di ricchezza all’estero.

Nel 2011, secondo le proiezioni Istat sui dati di novembre, dovrebbe essere andata un po’ meglio (si fa per dire) con una perdita netta di “soli” 25,8 miliardi di euro a causa di “un aumento congiunturale” delle esportazioni del 2,3% per il mese di novembre.

Un dato incoraggiante, ma che non sposta di una virgola la riflessione: se non riusciamo a riequilibrare questo rapporto non potrà esserci alcuna sostenibilità economica strutturale e nessuna manovra sarà sufficiente per uscire definitivamente dalla crisi!

(A chi ci ricorda, di continuo, che la Cina potrebbe essere per noi un mercato potenziale enorme voglio semplicemente far notare come essa rappresenti appena il 2,3% delle nostre esportazioni, in lievissima crescita, mentre costituisce già ora il 7% delle importazioni e in forte aumento!)

Se poi guardiamo nel dettaglio ci accorgiamo che un quarto delle importazioni è rappresentato da prodotti finiti o semilavorati e da materie prime, ma in realtà è l’energia a rappresentare la principale fonte di questo squilibrio per il nostro paese, costituendo il 75% della perdita nel 2010. Senza le importazioni di energia saremmo addirittura in attivo. E il dato delle importazioni dei prodotti energetici è cresciuto ulteriormente nel 2011 (+17,2%) aggravando ancora il nostro saldo energetico.

Quindi occorre una riflessione seria sulla nostra autonomia energetica, come condizione per poter avere anche una autonomia politico-economica!

 

Continua a leggere nel mio blog sul Fatto Quotidiano…

Affinché si possa un giorno dire: “Qui in Italia noi facciamo così…”

Mi impressiona sempre rileggere il famoso discorso di Pericle agli Ateniesi, pronunciato nell’anno 461 A.C.

L%2527et%25C3%25A0+di+Pericle+%2528da+laescueladeateanas.wordpress.com%2529.JPG“Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.”

E’ esattamente per promuovere questo spirito e questa consapevolezza che io continuo a viaggiare, a fare incontri, a promuovere con passione la cultura dei diritti e dei beni comuni…

E’ per questo che quasi ogni mattina sono nelle scuole per Laboratori didattici su pace, sostenibilità, diritti e intercultura.

E’ per questo che domani, giovedì 17, sarò a Bologna per un incontro pubblico insieme ad Angelo Bonelli di presentazione del nostro percorso ecologista e civico, venerdì 18 sarò a Mogliano Veneto per un incontro dal titolo “La scuola come bene comune” all’interno della Scuola della Decrescita di Treviso e sabato 19 parteciperò a Venezia all’incontro “Nuove esperienze di abitare: tra ecologia, decrescita e altreconomia” promosso dall’Associazione In Transizione-Architettura ed Etica.

Affinché si possa un giorno dire: “Qui in Italia noi facciamo così…”

Ecologisti e reti civiche, verso l’Assemblea Costituente

Le nostre “primarie del simbolo” sono state uno straordinario momento di partecipazione e democrazia diretta!!!

315084_2321397126514_1597143853_2213985_835273998_n.jpgOltre 600 volontari impegnati in 200 banchetti in tutta Italia, per un’affluenza oltre i 15 mila votanti: una vera festa per l’ecologismo e per la società civile tutta.

E il tutto con una spesa di circa 500 euro complessive a livello nazionale. Altro che i 107 mila euro della stazione Leopolda…
San Francesco sarebbe orgoglioso di noi!

Ha vinto nettamente il simbolo proposto dalla Federazione dei Verdi con 9.339 voti a fronte di 2.922 per il simbolo che noi avevamo proposto come appello “Abbiamo un sogno”; seguono il simbolo presentato dalla Costituente Ecologista con 2.078 voti e quello dei Sindaci della Buona Amministrazione con 1.163 voti.

primarie del simbolo,ecologisti,civici,FaenzaIl nostro simbolo è stato comunque il più votato in cinque Regioni: Emilia Romagna, Sardegna, Marche, Veneto e Sudtirolo e ha inoltre prevalso nel voto online con il 42% delle preferenze.
Abbiamo avuto grande visibilità sui mass media con servizi su TG1, TG3, LA7, RaiNews e articoli su Repubblica, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e altri ancora…

Questo importante risultato dà a tutti noi nuovi stimoli per proseguire nella costruzione del nuovo movimento ecologista e civico che ci vede tutti impegnati, per ridare voce e speranza alla parte sana del paese, alla società civile, al mondo della cultura, a quanti sognano un domani diverso e si battono soncretamente per realizzarlo!

La prossima scadenza che ci siamo dati è quella del 26 e 27 novembre per l’Assemblea Costituente che si terrà a Roma, presso il Teatro Vittoria, e che ci darà le ali e gli strumenti concreti per l’organizzazione del nuovo soggetto.

Voglio ringraziare pubblicamente tutti i volontari che si sono impegnati in questa occasione e invitarli a seguirci anche nei prossimi importanti passaggi del nostro percorso.

In questi giorni sono stato impegnatissimo, non mi sono fermato un attimo, ho girato molto e ascoltato tante voci, idee e opinioni diverse…

Da tutti c’è qualcosa da imparare!!! E mi convinco sempre più che solo insieme, unendo tutte le nostre migliori energie, potremo costruire una proposta forte e credibile che sappia raccogliere la forza necessaria per ricostruire quel tessuto sociale e culturale profondamente lacerato in questi decenni da Berlusconi e ancor più dal “berlusconismo”, penetrato purtroppo in molti ambiti della nostra società e anche della nostra politica tutta.

Occorre ripartire dalle fondamenta, dall’educazione ai valori, cosa che peraltro io non ho mai smesso di fare negli ultimi 20 anni della mia vita a livello educativo e formativo.

In questi giorni drammatici, in cui sembra che tutto dipenda dai mercati finanziari e dai poteri forti dell’economia, mi ritornano forti alla mente le parole di Francesco De Gregori: “La storia siamo noi”.

Dimostriamolo con i fatti!

Ecologisti e civici! Siamo partiti, da qui nasce l’altra Italia

 

_
“Davvero un’atmosfera in cui si percepiva un movimento in formazione, un fermento tanto ricco quanto ordinato, allegro ma profondo, non sembrava davvero di essere nelle stanze dei potenti… qualcosa come una sala parto.”

In questo commento raccolto su facebook, di una ragazza che ha partecipato alla nostra Convention, trovo riassunto perfettamente lo spirito che si è respirato in questi due giorni straordinari a Roma.

Qualcosa di radicalmente nuovo sta nascendo (una sala parto appunto!), un percorso costruito dal basso, in maniera trasparente e partecipativa che ci porterà da qui a novembre -quando si terrà l’Assemblea Costituente- a costruire tutti insieme la carta dei valori, le regole e i contenuti programmatici attraverso seminari tematici che porteranno avanti le riflessioni avviate sabato nei workshop e forum telematici aperti a tutti gli uomini e donne di buona volontà, che hanno a cuore il futuro dei propri figli e nipoti!

Un progetto trasversale che unisce con umiltà, rispetto reciproco e coraggio tante anime diverse dell’ecologismo e della società civile per ridare voce e speranza alla parte sana dell’Italia.

Faccio fatica a descrivere quello che ho vissuto in questi due giorni. Tantissimi volti, troppe emozioni… ci siamo commossi, indignati, entusiasmati, abbiamo sognato tutti insieme e iniziato a costruire questo sogno condiviso!!!

Lascio quindi la parola alle immagini, presentandovi questo bellissimo video-reportage realizzato dal sito ilCambiamento.it e rinviandovi alla possibilità di vedere tutti gli interventi della domenica in questa pagina del sito di Radio Radicale.

Siamo in cammino verso un’Italia diversa.

Boschini e i Comuni virtuosi su “Report”

Mentre la politica nel suo insieme non perde un’occasione per dare brutta immagine di sé, aumenta la schiera di amministratori virtuosi che per poche centinaia di euro di rimborso decidono di dedicare tutto il loro tempo libero alla costruzione di un futuro sostenibile per le proprie comunità…

168765_1824491940195_1477162011_1971307_3467421_a.jpgDomenica 3 aprile, nella rubrica “C’è chi dice no” all’interno di “Report” (RAI 3), puntata dedicata a Marco Boschini e all’esperienza dei Comuni Virtuosi.

Colorno, Capannori, Cassinetta di Lugagnano, Monsano, Corchiano, Berlingo, Mezzago…

decine di esperienze da tutta Italia, in un viaggio alla scoperta del buonsenso.

Non perdetevi la puntata!

Capannori a “Presa Diretta”

presa_diretta.gifDomenica sera (20 marzo) state incollati alla televisione e guardate Rai 3!

Nella puntata di “Presadiretta”, il giornalista Riccardo Iacona racconterà del Comune di Capannori (LU) come esempio di buon governo in Italia!

Dopo una serie di esempi di “cattiva amministrazione”, Iacona introdurrà il discorso su Capannori dicendo che esiste un posto in cui “si può prendere una boccata d’aria”: Capannori!

Potremo vedere un servizio ricco di immagini del territorio che mostrano le buone pratiche ambientali, come la raccolta differenziata e la via della buona acqua, e le politiche innovative realizzate dal Comune per sostenere istruzione e sociale.

Durante il filmato i giornalisti di Presadiretta spiegheranno, nel dettaglio, il virtuosismo di Capannori nei vari settori. Al termine, ci sarà un’intervista di Iacona al sindaco Giorgio Del Ghingaro, presente in studio.


»
EFFECORTA: il “supermercato” del futuro! .» Capannori resiste!

150 anni e non sentirli…

Ho letto molta, anzi troppa facile ironia su questo 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Come sparare sulla Croce Rossa, di questi tempi.

festa-unit%C3%A0-italia.jpg


Io, in tutta sincerità, non sono mai stato animato da un particolare spirito patriottico, a meno che per Patria non si intenda il pianeta intero, nel qual caso come “cittadino del mondo” mi sento subito chiamato in causa, animato da uno spirito di profonda fraternità umana universale!

Trovo tuttavia che il modo migliore per portare rispetto a quanti si sono battuti e sacrificati nel passato sia di continuare a impegnarsi per portare avanti e rendere sempre più concreto il loro sogno di un Paese unito e migliore.

Voglio quindi rilanciare in questa ricorrenza il testo del “Patto per l’Italia”, che ho visto nascere nell’ottobre scorso a Teano, nel luogo dello storico incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele, in un bellissimo incontro della società civile italiana.


L’Italia che sognamo e che vogliamo costruire:

1) È l’Italia che garantisce a tutti suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l’ambiente, a partire dai valori e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione;

2) È l’Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all’emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un’economia globale escludente e punitiva con i più deboli. Un Paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale.

3) È l’Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. È il Paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. È l’Italia della co-creazione, tra l’attività umana e questa Terra che ci è stata prestata.

4) È l’Italia che riduce i consumi, lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione, mentre combatte il riciclaggio del denaro “sporco”. È il Paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare.

5) È l’Italia dei mille prodotti tipici, della biodiversità agricola, gastronomica, culturale. È il Paese dalle mille reti solidali tra produttori e consumatori, che costruiscono ogni giorno un altro mercato, equo e solidale, con il lavoro e l’ambiente.


6) È l’Italia che si fa amare in tutto il mondo nel campo dell’arte, della cultura, della scienza, dello sport. Il paese del bello e/è buono, della ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità della vita, della cultura come bene comune accessibile a tutti. L’Italia che evita la fuga dei giovani all’estero. L’Italia unita come punto di riferimento della più vasta comunità euro mediterranea da costruire nel prossimo futuro.

7) È l’Italia della pari dignità tra uomo e donna, della condivisione delle responsabilità pubbliche e private, tra il femminile ed il maschile che ha reso così ricca ed affascinante la vita su questo pianeta. È il Paese del legame forte e solidale tra vecchie e nuove generazioni, che vede nell’anziano una risorsa di saperi e utilità sociali e nei giovani una pianta che ha diritto a crescere  in un terreno fertile e ricco d’acqua. 

8) È l’Italia della pace e della solidarietà e cooperazione, che si batte a livello internazionale perché la guerra sia messa al bando, il disarmo reale liberi risorse umane e finanziarie per sostenere le popolazioni più deboli, per ripristinare l’habitat degradato. È il Paese che lotta affinché sia abolita in tutto il mondo la pena di morte (Usa e Cina inclusi), perché la tortura sia messa al bando, perché le carceri siano un luogo di recupero e non un girone dell’inferno. 

9) È l’Italia che rispetta la memoria delle sue vittime, che pretende la verità e la trasparenza nella gestione della res publica. È l’Italia dei mille Comuni, dove si pratica una democrazia partecipata, dove i cittadini sono soggetti attivi e responsabili, dove la scuola ha un valore fondamentale e al prezioso lavoro dei suoi operatori è riconosciuta la giusta mercede e dignità.

10) È l’Italia di Falcone e Borsellino, di Don Diana e Peppino Impastato, di Peppe Valarioti e Ciccio Gatto, e  di migliaia di cittadini e servitori dello Stato che hanno perso la vita per non cedere al ricatto dei poteri mafiosi e di quelli occulti. È il Paese all’avanguardia nella lotta contro la nuova borghesia criminale che sta conquistando il pianeta con i suoi capitali insanguinati che sono arrivati a dominare interi Stati ed istituzioni locali e internazionali.

L’Italia che sta rialzando la testa!

Qualche giorno fa, a Palermo, la mafia ha incendiato un supermercato SISA il cui proprietario non solo si era rifiutato di pagare il “pizzo” ma aveva anche osato denunciare il fatto alla Polizia.

Consumo critico AddiopizzoDopo l’intervento, fortunatamente tempestivo, dei Vigili del fuoco, che hanno prontamente spento le fiamme, è accaduto qualcosa di straordinario: i ragazzi dell’Associazione “Addio Pizzo” hanno lavorato tutta la notte per aiutare il proprietario (che ha nuovamente denunziato gli aspiranti estortori), a pulire il supermercato e rimettere le cose a posto negli scaffali affinchè l’indomani mattina l’esercizio commerciale potesse riaprire.

Hanno fatto di più, si sono ritrovati in tanti nel supermercato a fare da commessi volontari, invitando la gente di Palermo a fare la spesa in quel negozio perche è un negozio “PIZZO FREE”, che non paga il pizzo alla mafia, con tanto di adesivo attaccato sulle vetrine. E i palermitani, in tanti, hanno risposto a questo appello e affollato il negozio.

Potremmo pensare che si tratti di un caso isolato, l’eccezione che conferma la regola. Invece sono già 493 i negozi e le imprese pizzo-free, 34 i produttori aderenti al marchio “prodotto pizzofree” e 10.044 i consumatori che li sostengono con i loro acquisti.
Sono 18 le associazioni sul territorio che partecipano alla campagna, 135 le scuole coinvolte nella formazione antiracket e 3194 i messaggi di solidarietà giunti un po’ da tutto il mondo!

Venerdi dalle 18 è stato organizzato, davanti al supermercato, un presidio dei cittadini che non si arrendono alla mafia. Con il cuore io sarò insieme a loro!!!

C’è un’Italia migliore di chi la governa, c’è una Sicilia che da tempo ha alzato la testa e non la vuole più mettere al servizio dei potenti di turno.

Insieme possiamo farcela!

 

Per saperne di più: www.addiopizzo.org/


»
Cose nostre: maratona per la legalità, ricordando il sindaco Angelo Vassallo
»
Dove volgere lo sguardo? .» Sulle gambe di altri uomini…

The times they are a-changin’

Videos tu.tv

“I tempi stanno cambiando” cantava profeticamente Bob Dylan nel 1964, appena pochi anni prima della rivoluzione culturale che nessuno si aspettava avrebbe cambiato così rapidamente la storia e la visione del mondo.

Io ho la sensazione che oggi ci troviamo, contrariamente a quanto sembrerebbe guardando la tv, in una situazione simile a quella raccontata nelle parole di Dylan.

Girando l’Italia per i miei incontri respiro una crescente sete di verità.
La stanchezza e lo scoraggiamento che hanno paralizzato il nostro paese negli ultimi anni si stanno rapidamente traformando in una straordinaria energia di rinnovamento dal basso, capace di mobilitare le parti più attente e sensibili della nostra società e anche di coagulare ampi consensi quando sa mostrarsi credibile nelle proposte.
Backminster Fuller scrive: “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta”. E’ questo che sta avvenendo nel nostro paese, nonostante l’assordante silenzio delle tv al proposito!

Certo, la situazione italiana è difficilissima. L’Italia è un paese in ginocchio, con problemi difficili da risolvere perché frutto di scelte folli stratificatesi nei decenni. Basti pensare alla cementificazione selvaggia che devasta il nostro territorio, alla disoccupazione giovanile che è ormai al triplo della media europea, ai danni alla salute provocati dagli inceneritori e da una mobilità insostenibile, all’assurdità delle enormi spese militari a fronte di tante emergenze sociali…

Però esiste anche “un’altra Italia”, sempre più consapevole!
E non mi riferisco solo ai 4 milioni e 400mila attivisti che operano nel volontariato e che con il loro impegno quotidiano tengono in piedi questo paese nonostante le scelte scellerate della nostra classe dirigente. Credo che anche fra la gente comune non ci sia bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che sognano un paese più onesto, accogliente, solidale.
Il fatto che i grandi media spesso non li mostrino non significa che queste persone oneste non esistano e non stiano già creando un cambiamento concreto con le loro scelte quotidiane; io sono fermamente convinto che essi rappresentino la maggioranza dei nostri concittadini!

Se studiamo storia ci accorgiamo che i grandi cambiamenti sono sempre partiti dal basso. Non è una novità. Se avessimo aspettato che le grandi rivoluzioni partissero dall’altro avremmo ancora la schiavitù! Il potere ha sempre avuto come principale obiettivo quello di conservare i propri privilegi. E’ per questo che tutte le rivoluzioni sono sempre partite da chi ha interesse a cambiare e capisce di poterlo fare davvero.

La moralità della popolazione oggi non è certo quella dei nostri “rappresentanti” politici nazionali, nonostante il continuo tentativo di farci credere mediaticamente che siamo tutti uguali, che siamo tutti “furbetti” allo stesso modo. Ma il gioco, per fortuna, non regge più! La gente finalmente sta iniziando a capire che si tratta di un inganno e pretende più trasparenza e onestà da parte di chi amministra.

Io credo che molti cittadini siano già sensibili su questi temi, ma si sentano un po’ stanchi. Si tratta di risvegliare queste energie e rimetterle in gioco, valorizzandone anche la creatività, la fantasia, la capacità di comunicare attraverso linguaggi diversi, che possano raggiungere altre persone ancora.

Occorre proporre una visione alternativa a quella dominante, che vive solo del presente perché ha paura del futuro e così facendo legittima un consumismo sfrenato e folle, sia per la qualità di vita che in termini di sostenibilità ambientale.
Dobbiamo restituire ai nostri ragazzi, ma anche agli adulti direi, la capacità di sognare un futuro migliore, il piacere di impegnarsi insieme per realizzarlo e la consapevolezza di poterlo fare realmente!
Bisogna coltivare quella che Paulo Freire chiamava la “nostalgia del futuro”, di un futuro migliore, più giusto, pacifico e solidale.
Allora credo proprio che il protagonismo dei cittadini sboccerà da sé come il fiore in un prato, quando i tempi sono maturi.

La politica -è vero- ha perso ogni credibilità, ma questo non significa che le cose non possano cambiare e che la gente, specialmente i govani, non possano riavvicinarsi all’impegno e alla passione civile.

Tocca a noi mostrare una via credibile per uscire dalla crisi, attraverso un progetto che offra una visione a medio e lungo termine di una società desiderabile, che punti alla qualità di vita, al rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona, che veda la sostenibiltà ambientale come una opportunità e non come un problema.
E credo che questo possa essere fatto solo coinvolgendo attivamente tutta la società civile, nelle sue diverse anime ecologista, pacifista, della solidarietà e della legalità, per ridare voce e speranza alla parte sana del nostro paese.

E’ quello che stiamo cercando di fare, insieme.

 


THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’..- I TEMPI STANNO CAMBIANDO


Come gather ‘round people – – – – – – – – – – – – -. – – — — Venite intorno gente
Wherever you roam – – – – – – – – – – – – – — — — – – – —.dovunque voi vagate
And admit that the waters— – — – — – — – – —-. ed ammettete che le acque
Around you have grown— – — – — – – — – – .attorno a voi stanno crescendo
And accept it that soon— – — – — – — – — – —- – ed accettate che presto
You’ll be drenched to the bone. sarete inzuppati fino all’osso.
If your time to you E se il tempo per voi
Is worth savin’ rappresenta qualcosa
Then you better start swimmin’ fareste meglio ad incominciare a nuotare
Or you’ll sink like a stone o affonderete come pietre
For the times they are a-changin’. perché i tempi stanno cambiando.

Come writers and critics ndo.Venite scrittori e critici
Who prophesize with your pen ndo.–.che profetizzate con le vostre penne
And keep your eyes widendo. e tenete gli occhi ben aperti
The chance won’t come again ndo.l’occasione non tornerà
And don’t speak too soonndo. e non parlate troppo presto
For the wheel’s still in spinndo. perché la ruota sta ancora girando
And there’s no tellin’ who ndo.e non c’è nessuno che può dire
That it’s namin’. ndo.chi sarà scelto.
For the loser now ndo.:Perché il perdente adesso
Will be later to win ndo.sarà il vincente di domani
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come senators, congressmen
ndo.Venite senatori, membri del congresso
Please heed the call ndo.per favore date importanza alla chiamata
Don’t stand in the doorway ndo.–.-e non rimanete sulla porta
Don’t block up the hall ndo.non bloccate l’atrio
For he that gets hurt ndo.—-perché quello che si ferirà
Will be he who has stalled ndo.sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
There’s a battle outsidendo. c’è una battaglia fuori
And it is ragin’. ndo.—–e sta infuriando.
It’ll soon shake your windows ndo.Presto scuoterà le vostre finestre
And rattle your walls ndo.e farà tremare i vostri muri
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

Come mothers and fathers
ndo.Venite madri e padri
Throughout the land ndo. da ogni parte del Paese
And don’t criticize ndo. e non criticate
What you can’t understandndo. quello che non potete capire
Your sons and your daughters ndo.i vostri figli e le vostre figlie
Are beyond your command ndo. sono al dì la dei vostri comandi
Your old road is ndo.la vostra vecchia strada
Rapidly agin’. ndo.sta rapidamente invecchiando.
Please get out of the new one ndo.Per favore andate via dalla nuova
If you can’t lend your handndo. se non potete dare una mano
For the times they are a-changin’. ndo.perché i tempi stanno cambiando.

The line it is drawn
ndo.——- La linea è tracciata
The curse it is cast ndo. La maledizione è lanciata
The slow one now ndo. Il più lento adesso
Will later be fast——– ndo.Sarà il più veloce poi
As the present now —-ndo.Ed il presente adesso
Will later be past ndo.Sarà il passato poi
The order is ndo. L’ordine sta rapidamente
Rapidly fadin’. ndo.scomparendo.
And the first one now ndo.Ed il primo ora
Will later be last ndo.Sarà l’ultimo poi
For the times they are a-changin’. ndo.Perché i tempi stanno cambiando.

 


nd……o.Versione italiana, da Maggie’s Farm

 
n….d.o.(Il sito italiano su Bob Dylan)

L’Italia che sognamo e che vogliamo costruire

Dal 23 al 26 ottobre Teano, in provincia di Caserta, è stata teatro di un evento “visionario”, che ha voluto celebrare i 150 anni dello storico incontro tra il re Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi -che “fece l’Italia”- chiamando a raccolta sindaci da tutta Italia e il mondo dell’altreconomia per “ritrovare le ragioni dell’Unità” e stilare insieme un decalogo dei valori su cui fondare un nuovo patto sociale tra i cittadini italiani per costruire un’altra Italia di cui andare orgogliosi.

.

5923-1.jpg

.

Ecco il “Patto di Teano“:

L’Italia che sognamo e che vogliamo costruire:

1) È l’Italia che garantisce a tutti suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l’ambiente, a partire dai valori e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione;

2) È l’Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all’emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un’economia globale escludente e punitiva con i più deboli. Un Paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale.

3) È l’Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. È il Paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. È l’Italia della co-creazione, tra l’attività umana e questa Terra che ci è stata prestata. 

4) È l’Italia che riduce i consumi, lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione, mentre combatte il riciclaggio del denaro “sporco”. È il Paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare. 

5) È l’Italia dei mille prodotti tipici, della biodiversità agricola, gastronomica, culturale. È il Paese dalle mille reti solidali tra produttori e consumatori, che costruiscono ogni giorno un altro mercato, equo e solidale, con il lavoro e l’ambiente.

6) È l’Italia che si fa amare in tutto il mondo nel campo dell’arte, della cultura, della scienza, dello sport. Il paese del bello e/è buono, della ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità della vita, della cultura come bene comune accessibile a tutti. L’Italia che evita la fuga dei giovani all’estero. L’Italia unita come punto di riferimento della più vasta comunità euro mediterranea da costruire nel prossimo futuro.

 

7) È l’Italia della pari dignità tra uomo e donna, della condivisione delle responsabilità pubbliche e private, tra il femminile ed il maschile che ha reso così ricca ed affascinante la vita su questo pianeta. È il Paese del legame forte e solidale tra vecchie e nuove generazioni, che vede nell’anziano una risorsa di saperi e utilità sociali e nei giovani una pianta che ha diritto a crescere  in un terreno fertile e ricco d’acqua. 

8) È l’Italia della pace e della solidarietà e cooperazione, che si batte a livello internazionale perché la guerra sia messa al bando, il disarmo reale liberi risorse umane e finanziarie per sostenere le popolazioni più deboli, per ripristinare l’habitat degradato. È il Paese che lotta affinché sia abolita in tutto il mondo la pena di morte (Usa e Cina inclusi), perché la tortura sia messa al bando, perché le carceri siano un luogo di recupero e non un girone dell’inferno. 

9) È l’Italia che rispetta la memoria delle sue vittime, che pretende la verità e la trasparenza nella gestione della res publica. È l’Italia dei mille Comuni, dove si pratica una democrazia partecipata, dove i cittadini sono soggetti attivi e responsabili, dove la scuola ha un valore fondamentale e al prezioso lavoro dei suoi operatori è riconosciuta la giusta mercede e dignità.

10) È l’Italia di Falcone e Borsellino, di Don Diana e Peppino Impastato, di Peppe Valarioti e Ciccio Gatto, e  di migliaia di cittadini e servitori dello Stato che hanno perso la vita per non cedere al ricatto dei poteri mafiosi e di quelli occulti. È il Paese all’avanguardia nella lotta contro la nuova borghesia criminale che sta conquistando il pianeta con i suoi capitali insanguinati che sono arrivati a dominare interi Stati ed istituzioni locali e internazionali.

 

È questa l’Italia che sogniamo e che vogliamo costruire.
Da qui, da Teano, nasce questa nuova responsabilità collettiva, questo “Patto per l’Italia”.

Ma chi se ne frega della pace!

di Flavio Lotti
coordinatore nazionale della Tavola della pace

5647-1.jpg

 

 

Domani 21 settembre le Nazioni Unite celebreranno la Giornata Internazionale per la Pace. Uno dei giorni più importanti del calendario dell’Onu.

 

La pace -il principale obiettivo delle Nazioni Unite- è un bene prezioso.

Ne sanno qualcosa le donne e gli uomini che a centinaia di milioni sono ancora intrappolati nella morsa della guerra, della miseria, dell’oppressione, dell’intolleranza e dello sfruttamento.

La pace, com’è noto, è uno dei beni più importanti da cercare, costruire e difendere. Un lavoro per tutti, da fare tutti i giorni.

Ma in Italia non interessa molto.

 

Per noi la pace non è una cosa seria. Ce ne occupiamo solo quando va di moda o non possiamo più farne a meno. Ed è sempre troppo tardi. Non importa se il mondo sta diventando un posto sempre più ingiusto e insicuro. Non importa se veniamo meno alle nostre responsabilità internazionali e manchiamo di curare persino i nostri stessi “interessi nazionali”.

Da noi, la pace non è più in agenda. L’ha cancellata il governo che continua a combattere le sue guerre in Afghanistan e nel Mediterraneo, che ha azzerato l’impegno contro la povertà e per la difesa dei diritti umani. L’ha cancellata la politica che riesce a strumentalizzare anche le più disperate tragedie umane. E l’ha cancellata il mondo dell’informazione, sempre meno attento alla vita delle persone e dei popoli, sempre più dominio esclusivo della politica, della cronaca nera e del gossip.

E se la pace non è un problema, figuriamoci la Giornata Internazionale dell’Onu per la Pace. Domani niente celebrazioni ufficiali, niente programmi speciali. Niente di niente. Come tutti gli altri giorni.

A fare la differenza, domani 21 settembre, ci saranno ancora una volta centinaia di persone, gruppi, associazioni, scuole ed enti locali che si riuniranno in numerose città italiane per ridiscutere e riorganizzare il proprio impegno di pace. Non parole vuote ma idee, piani e progetti da realizzare a scuola e in città, laddove la gente cerca una vita migliore.

 

La pace ricomincia da qui nonostante la censura mediatica e la miopia della politica. La pace ricomincia da qui, dalla passione e dalla creatività di quella gente che alla pace ci crede e dedica il suo impegno quotidiano.