Non chiamatemi

Se pensate, come molti, che le cose non possano cambiare…

L’economia spiegata attraverso un trapano

Questo è il mio terzo intervento a TV2000 all’interno del programma Beati Voi – Laudato si’, condotto da Alessandro Sortino e ispirato all’Enciclica ecologista di papa Francesco.

Il tema della puntata era l’economia, che io ho cercato di sviluppare al plurale, perché in realtà mentre noi pensiamo sempre al sistema di mercato -cosiddetto capitalistico- come fosse l’unico, per fortuna esistono anche altri sistemi economici, fondati su basi diverse, che -spesso in silenzio- tengono in piedi il mondo!

Ho provato a spiegarli attraverso l’esempio di un utensile di uso comune: il trapano!

 

 

Siamo noi i veri Bilderberg!

c'è-del-buonoBeh, magari non proprio esattamente uguali… però qualcosa in comune effettivamente l’abbiamo.

Se non diamo peso al fatto che loro si incontrano a porte chiuse e operano in modo a dir poco opaco, mentre noi siamo aperti a tutti e ci muoviamo in modo trasparente.

Se non si considera che loro fanno tutto per i propri interessi privati, mentre noi ci impegniamo per il bene comune. Ignorando per un attimo il fatto che in nome di questi interessi sono disposti a sacrificare i diritti umani, la pace, l’ambiente e le culture, mentre noi siamo animati proprio dalla tutela e dalla promozione di questi ultimi.

Se vogliamo ignorare la differenza fra chi considera la diversità un problema, o addirittura una minaccia, e chi – come noi – la ritiene un valore imprescindibile. Mettendo per un istante fra parentesi il fatto che per loro le uniche categorie per comprendere la realtà sono quelle dell’individualismo, della competitività e dell’omologazione, mentre per noi sono fondamentali la socialità, la cooperazione e la creatività.

A parte il fatto che i contenuti delle loro discussioni non sono mai registrati o riportati all’esterno, mentre noi trasmettiamo tutto in diretta streaming e poi lo lasciamo disponibile online anche una volta finito l’evento…

Se ignoriamo tutto questo, beh, non è difficile scorgere le somiglianze fra il famigerato segretissimo Summit di questi gruppi di potere e il nostro Festival EcoFuturo.

continua a leggere nel mio blog sul FattoQuotidiano.it…

 

 

Chi fa da sé fa per sé

Qui da noi c’è il noto detto “l’unione fa la forza”, che sembrerebbe incoraggiare decisamente verso la cooperazione. Peccato soltanto che ci sia anche il suo esatto opposto “chi fa da sé fa per tre”, che di fatto lo neutralizza.

In Africa, invece, dove non esiste l’equivalente del nostro secondo detto, un proverbio recita in maniera molto esplicita: “Quando le formiche uniscono le loro bocche possono trasportare un elefante”.

A me questo proverbio piace da matti, perché rispetto al nostro “l’unione fa la forza”, ci dice anche quanto sia grande questa forza, cioè ci fa capire che insieme è possibile realizzare imprese che altrimenti apparirebbero impensabili ancor prima che impossibili.

Del resto, come diceva simpaticamente Albert Einstein: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare finché non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”

Chi pensa di poter far da sé, molto spesso non ha fiducia negli altri e pensa solo a sé stesso. Anche se sostiene di fare molto per gli altri, probabilmente mente a se stesso.
Chi vuole davvero fare qualcosa per gli altri infatti, se è sincero, normalmente non impiega molto a capire che il modo migliore per farlo è anche con gli altri!

E’ dunque necessario mettersi in gioco, per quello che veramente siamo, in modo autentico e sincero.

(breve estratto dal mio nuovo libro “Sbagliando non si impara”)

 

Con la società civile, per cambiare l’Italia!

Sono davvero entusiasta del protagonismo della società civile per queste elezioni!!!

E’ un bene che stia finalmente chiedendo con forza a tutti i candidati di prendere impegni chiari e precisi sui contenuti che da anni portiamo avanti praticamente inascoltati dalla politica.

Personalmente ho già sottoscritto diversi appelli, e l’ho fatto con grande piacere e convinzione!

Il primo è stato quello per la trasparenza con la piattaforma Civic Advisor.

Quindi ho sottoscritto quello di Amnesty International sui diritti umani.

appello,amnesty,sbilanciamoci,libera,musica,innovazione,cultura,cooperazione,disarmo,speculazioni,rivoluzione civile,ingroia,civic advisor,wwf,pace,società civile,incontrilobby,armi,informazione,programmaPoi la Campagna “Io mi sbilancio“, promossa da Sbilanciamoci.

Quindi la proposta di Libera contro la corruzione.

Un interessante appello per la scuola con richieste ben definite.

Una Carta per l’innovazione, proposta da diverse associazioni.

Quindi l’appello per un’Agenda della cultura e della musica.

E infine un appello per la la cooperazione internazionale, il disarmo e la tassazione delle speculazioni finanziarie.

E altri ancora ne sto studiando e valutando!

Devo dire però -per amor di verità- che praticamente tutti i contenuti di questi appelli fanno già parte del nostro programma di “Rivoluzione Civile”, nel quale mi riconosco pienamente e che a mio avviso raccoglie in sé, in sintesi, le migliori elaborazioni della società civile italiana.

Per questo ho accettato di candidarmi, con spirito di servizio, e mi sto spendendo con tutte le mie energie e con tanto entusiasmo e passione civile per portare avanti anche dentro al Parlamento i valori per i quali mi sono sempre battuto nella mia vita.

appello,amnesty,sbilanciamoci,libera,musica,innovazione,cultura,cooperazione,disarmo,speculazioni,rivoluzione civile,ingroia,civic advisor,wwf,pace,società civile,incontrilobby,armi,informazione,programmaE’ per me un onore poter essere al fianco di Antonio Ingroia e di tanti importanti esponenti dell’Associazionismo come Stefano Leoni, presidente nazionale del WWF, Gabriella Stramaccioni, direttrice di Libera, Flavio Lotti, coordinatore della Tavola per la Pace, Alberto Lucarelli, estensore e promotore dei referendum per l’acqua pubblica e molti altri ancora attivi nelle associazioni, nei movimenti e nei comitati territoriali, dalle battaglie contro le mafie a quelle per l’ambiente, i diritti, la pace, la giustizia sociale!

Anche perché, se non si muove la società civile, non vedo proprio chi dovrebbe farlo per un progetto come il nostro che si pone -senza alcun compromesso- contro tutti i poteri forti e contro tutte quelle lobby che negli ultimi decenni hanno devastato il nostro Paese.
E che purtroppo, molto spesso, controllano anche l’informazione, per cui hanno la capacità di oscurarci o screditarci gettando fango…

Ma noi non ci lasciamo intimorire, né scoraggiare, siamo cittadini liberi e camminiamo a testa alta.

E devo dire che non camminiamo poco…


Questo è
il mio programma per i prossimi giorni:

appello,amnesty,sbilanciamoci,libera,musica,innovazione,cultura,cooperazione,disarmo,speculazioni,rivoluzione civile,ingroia,civic advisor,wwf,pace,società civile,incontrilobby,armi,informazione,programmaLunedì 11 sarò in giro per l’Emilia Romagna con Angelo Bonelli:
prima a BOLOGNA, alle ore 12.30, per una conferenza stampa presso la sala Garden dell’Hotel i Portici in via Indipendenza n.69;
quindi a RIMINI, alle ore 15.00, per una conferenza stampa presso la sala del Consiglio Comunale in Piazza Cavour n. 27;
alle ore 16.45 a FORLI’ presso il Muffafè per una conferenza stampa in Piazza XX Settembre;
infine a FAENZA, alle ore 17.45, per un incontro con i lavoratori del bio-marchè e una conferenza stampa presso l’adiacente sala ex circoscrizione del quartiere centro sud in via canal grande 44.

Martedì 12 sarò a MASSA LOMBARDA dalle 10,30 alle 12 in Piazza Matteotti;
alla sera a RAVENNA per parlare di “beni comuni” con Emilio Molinari, presso la Sala d’attore di Casa Melandri, in via Pontemarino 1 a partire dalle ore 21.

Mercoledì 13 sarò a LUGO, dalle 18 alle 20, per un aperitivo in corso Matteotti 129.

Giovedì 14 sarò a CESENA per una conferenza stampa alle 11,30;
quindi a Faenza per un incontro pubblico dalle 18 alle 19,30 insieme a Giovanni Favia, Antonio Borghesi e Davide Zagonara, presso la Sala delle Associazioni, in via Laderchi 3;
infine a VERONA dalle ore 21, presso il Centro Tommasoli in via Peccini 7, per un incontro con i candidati sulla Tutela del paesaggio promosso da Legambiente.

Venerdì 15 sarò sempre a VERONA, dalle 14,30 alle 16 presso il Liceo Scipione Maffei per un incontro con i candidati autogestito dagli alunni;
quindi, dalle ore 16, per un’Assemblea pubblica con Luigi De Magistris e Alberto Lucarelli presso la Sala Lucchi, in piazzale Olimpia 3.

Sabato 16 alle 10 sarò a FORLI’ con Antonio Ingroia e Giovanni Favia, in luogo ancora da definire;
nel pomeriggio a Faenza alle ore 16,30 per un dibattito con i candidati di altre liste promosso da “Sinistra per Faenza”, presso la Sala delle Associazioni, in via Laderchi 3.

Domenica 17 sarò in navigazione per un incontro itinerante sul DELTA DEL PO’ (dettagli in corso di definizione).

Martedì 19 alle 9 a RAVENNA per un confronto fra candidati promosso dalla CISL, quindi alle 12 a CESENA per una conferenza stampa, quindi nel pomeriggio con Antonio Ingroia, a VICENZA alle ore 17,45 presso Alfa Fiera Hotel & Centro Congressi, in Via dell’Oreficeria, 50;
infine a PADOVA, alle ore 21, al Centro culturale Altinate/San Gaetano in via Altinate, 71.

Mi scuso pertanto con gli amici se in questi giorni sto un po’ trascurando le relazioni. Spero mi capirete.

Grande fratello: come mai 51 milioni di italiani non lo guardano?

grandefratello2.jpgMolti si chiedono come facciano 6 milioni di italiani a guardare il “Grande Fratello”.

Io vorrei proporre di ribaltare la domanda e chiedersi invece: “Come mai gli altri 51 milioni non lo guardano?”

La mia non vuole essere una battuta, ma una riflessione seria sui valori, spesso invisibili, che animano la nostra società.

La comunicazione infatti non è mai neutra; in qualunque sua forma trasmette sempre -oltre ai contenuti- anche dei valori e una certa visione della società.

Ma la società di oggi è complessa e non riconducibile ad un unico sistema di valori e ad un’unica visione della vita.
I principali reality show diffusi oggi in Italia, invece, sono tutti espressione di una stessa visione della società, fondata su un insieme di valori che viene presentato come se fosse universale.

La competizione, l’isolamento, l’esclusione… che caratterizzano i reality show più diffusi oggi, non sono i valori in cui si riconosce tutta la popolazione italiana.

sambiiga.jpg
L’Italia è un paese con una grandissima sensibilità e attenzione alla solidarietà sociale.

 

Basti pensare che, secondo una recente indagine dell’IREF:

 

“il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati né minori, né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato: pressoché il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza”.

 

Ecco perché a noi è sembrata assolutamente normale l’idea di realizzare un reality show diverso, fondato sui valori della cooperazione, dell’apertura, dell’inclusione!!!

 

sambiiga-10.jpgLa “condivisione”, il valore su cui è stato incentrato tutto il viaggio, ci è parsa l’unica chiave che ci permettesse di entrare in contatto con realtà così lontane culturalmente e -mettendosi al loro fianco- di poterle capire in profondità, comprenderne i sogni, le paure, le speranze.

 

Per questo in “Sambiiga, L’altro fratello” non vi sono delle “prove” strutturate come nei tradizionali reality: perché per milioni di persone nel mondo le prove non c’è davvero bisogno di inventarle, arrivano da sole!

Ma d’altra parte noi non ci sono mai tirati indietro quando si è trattato di affrontare quelle prove quotidiane, imprevedibili, che un viaggio nel terzo paese più povero al mondo ci ha posto davanti, avendo scelto di condividere la vita delle persone locali: andare a cercare la legna a diversi km dal “campement” insieme alle donne del villaggio, partecipare ai lavori comunitari o alla battitura del miglio, andare ad attingere l’acqua al pozzo…

dotti_riprese.jpg“L’altro fratello” ha scelto quindi di usare un linguaggio pop, leggero e accessibile a tutti, per avvicinarsi a temi importanti quali la cooperazione internazionale, il commercio equo e solidale, l’intercultura, i diritti umani, la sostenibilità ambientale…

Un reality che non vuole solo raccontare il nostro viaggio, ma attraverso di esso dare voce a molte realtà straordinarie ma normalmente invisibili del “Burkina Faso” che in lingua moorè significa letteralmente “il paese degli uomini onesti”.

Ecco perché non si è trattato soltanto di un viaggio fisico, ma anche di un viaggio interiore, alla scoperta di sé attraverso l’incontro con l’altro.

 

Un caffè per Djoassin!

Djoassin, al pozzo.jpg

Sono molti i volontari e gli amici che negli ultimi anni hanno visitato insieme a me il villaggio di Djoassin, in Burkina Faso, e conosciuto di persona i suoi abitanti.

 

Da vari anni, infatti, esiste un rapporto di collaborazione con questa comunità che ha portato a frutti davvero significativi!

 

L’esempio più chiaro è forse il pozzo, che ha dato acqua potabile a tutto il villaggio, portando ad un grande miglioramento nelle condizioni di salute e ad una drastica riduzione della mortalità infantile.

 

acqua_pozzo_Djoassin.pngNella foto qui accanto potete vedere com’era l’acqua che bevevano prima dello scavo del nostro pozzo.

Ma sono state realizzate anche altre attività, dalla riforestazione al microcredito… fino ad arrivare alla realizazione della scuola, da parte di Mani Tese, che ha permesso di soddisfare uno dei diritti di base, quello all’istruzione, per tutti i bambini del villaggio!

 

Prima della costruzione di questa scuola nessuno era mai andato a scuola da questo villaggio sperso nella brousse.

 

Djoassin-scuola.JPG

L’inaugurazione della scuola è stata una data storica per questa comunità.

 

Durante il nostro ultimo viaggio, gli amici di Djoassin ci hanno presentato un problema che affligge la loro comunità, specialmente durante la stagione delle pioggie: la distanza dal dispensario e dalla maternità più vicina, a Tangaye, già normalmente proibitiva (più di 12 km!), quando le pioggie riempiono il torrente, sbarrando la pista e costringendoli ad un giro ancora più lungo, diventa davvero inaffrontabile.

 

I tempi si allungano e per un ammalato grave o per una donna che deve andare d’urgenza alla maternità questo può essere davvero fatale.

 

Ci siamo impegnati ad aiutarli, insieme all’Associazione T-ERRE, cercando di raccogliere la somma necessaria (circa 2.000 euro) per l’acquisto di una moto-ambulanza, prima dell’inizio della stagione delle pioggie, a fine maggio.

 

moto-ambulanza.jpgLa popolazione di Djoassin si è impegnata a contribuire in parte all’acquisto e a garantire la corretta manutenzione della moto in avvenire.

 

Abbiamo già realizzato in altri villaggi (come Sapeò e Gandafabou) questo stesso intervento, davvero piccolo ma assolutamente decisivo per centinaia di persone che ogni anno devono essere trasportate con urgenza al dispensario o alla maternità.

 

Da questo blog passano regolarmente più di 2.000 persone al mese.

 

Ad ognuno di voi non chiedo altro che di offrire un caffè agli amici di Djoassin.

 

Se ognuno lo farà, in meno di un mese -prima dell’inizio delle pioggie- avremo raccolto la cifra sufficiente a realizzare questo aiuto, piccolo ma concreto!

 

Io so che ce la faremo! Non ne ho dubbi. Quando nel 2004 lanciai un appello

simile via mail, a quanti erano stati in Burkina con me negli anni passati, in poche settimane raccogliemmo addirittura 24.000 euro per realizzare una scuola elementare.

 

Ma è necessario che ciascuno faccia la sua parte, evitando il rischioso pensiero che… “ce la faranno anche senza di me”.

 

Un caffè. Vi chiedo solo un caffé. Sarà il più buono e profumato di tutta la

vostra vita!

 

Potete offrire questo caffè (anche più di uno se lo ritenete!), precisando bene la causale, attraverso il conto corrente di T-ERRE:


T-ERRE Turismo Responsabile

IBAN: IT62 S085 4223 7030 0700 0157 859

presso Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese

ag. Borgo, Faenza (Ra)


T-ERRE ha aperto per l’occasione anche un conto PayPal con il quale potete effettuare la vostra donazione on-line:

CLICCA QUI PER EFFETTUARE LA DONAZIONE ON-LINE

“La cooperazione. Fatta così.” Ecco le vacanze di volontariato con Mani Tese.

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campi_estivi_MT_09.jpgFinalmente arrivano i primi giorni di primavera e ci ricordano che l’estate si avvicina.

 

Ho sentito che per qualcuno più attento all’immagine questo porta angoscia, perchè ricorda che occorre iniziare la dieta per mettersi in mostra in costume, in spiaggia.

 

Per noi volontari di Mani Tese, invece, sono giorni radiosi; come ogni anno, infatti, proprio in questi giorni iniziano a passarci per la testa strane idee, fatte di sogni condivisi di un mondo migliore, più giusto, pacifico e solidale. (Idee che a dire il vero non ci lasciano mai durante l’anno ma che in questo momento si fanno più vive…)

 

E’ proprio in questi giorni infatti che si iniziano ad organizzare i campi estivi dell’associazione; e tutti noi sappiamo benissimo quanto questi momenti possano rappresentare nella vita di tanti ragazzi che ogni anno vi partecipano.

Ed è per questo che vi mettiamo tanta cura e passione, per condividere con altri ciò che per noi è un’opportunità unica per sperimentare uno stile di vita basato sul consumo critico, sul rispetto dell’ambiente e delle culture del Sud del mondo.

Un’occasione inoltre per sostenere concretamente un progetto di sviluppo lavorando in prima persona nell’attività di riutilizzo del materiale usato.

 

Per questa estate Mani Tese propone 8 campi di volontariato in varie località italiane, rivolti a giovani dai 18 ai 30 anni, e due campi per famiglie.

 

Per saperne di più QUI puoi trovare il programma completo dei campi 2009.

 

Per noi la cooperazione è fatta così. Col sorriso in volto e i guanti nelle mani.

 

Il nostro campo, a Faenza, quest’anno approfondirà il tema dell’intercultura, contro ogni forma di razzismo.

 

Vi aspettiamo! Molto meglio che la dieta, non trovate?