Scegli il tuo simbolo!

Come forse saprete se avete seguito gli ultimi sviluppi del nostro percorso, fra poche settimane si terrà un passaggio decisivo per il nostro progetto di “Ecologisti e Civici”!

Stiamo organizzando infatti per il 29 e 30 ottobre, in tutta Italia, una consultazione popolare, che abbiamo voluto chiamare SCEGLI IL TUO SIMBOLO, per decidere tutti insieme democraticamente il nome e il simbolo che ci rappresenterà negli anni futuri.

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E’ la prima volta nella storia della nostra Repubblica che un movimento politico costituente sottopone a deliberazione collettiva anche la questione del nome e del simbolo, di solito posta nelle mani di pochi esperti di comunicazione e marketing politico.

Ciascuno dei quattro soggetti promotori del percorso di “Ecologisti e Civici” -cioè “Costituente Ecologista”, “Verdi”, “Sindaci della Buona Amministrazione” e “Abbiamo un sogno”- ha elaborato un proprio simbolo che verrà presentato alla consultazione popolare.

Nei prossimi giorni renderemo pubblici questi simboli, non appena saranno stati sottoposti alla necessaria tutela legale presso la Camera di Commercio e il Parlamento.

Questo passaggio ci è parso coerente con lo spirito inclusivo e partecipativo con cui stiamo portando avanti tutto il percorso di creazione del nostro nuovo soggetto politico ecologista e civico.

Dopo il Seminario tenutosi ai primi di settembre ad Alcatraz (Gubbio) su “Disarmo, diritti umani, immigrazione e cooperazione”, prosegue infatti il percorso di elaborazione partecipata dei contenuti programmatici.

Ad inizio novembre si terranno altri due Seminari tematici:
– il primo su “Etica e legalità” ad Ottaviano (un luogo simbolo per la lotta alla criminalità organizzata!);
– il secondo su “Biodiversità, parchi e agricoltura” a Torino.

Altri ancora seguiranno nei prossimi mesi.

Contemporaneamente stanno fiorendo i Circoli locali e le Agorà, elemento fondamentale per il radicamento del nostro progetto nei territori, fra la gente.

Affinché la consultazione SCEGLI IL TUO SIMBOLO possa raggiungere il maggior numero possibile di persone è necessario che ognuno di noi si attivi fin da subito per organizzare uno o più banchetti nella propria città!!!

Alla consultazione partecipata potranno prendere parte le donne e gli uomini, a partire dai 16 anni, cittadini italiani, o cittadini stranieri residenti in Italia, che abbiano sottoscritto i due appelli originari “Io cambio” e “Abbiamo un sogno” e/o la “Carta degli Intenti” di Ecologisti e Civici, anche contestualmente alla stessa consultazione, nelle seguenti modalità:

a.       Presso seggi ai “gazebo” attivati in tutta Italia, con la donazione di almeno 1 € a titolo di rimborso delle spese organizzative (i minori di anni 20 potranno prescindere dal versamento del contributo); i seggi potranno essere attivati e gestiti da almeno tre sottoscrittori della Carta degli Intenti, d’intesa con il Coordinamento, anche se non ancora appartenenti ad un circolo locale (“Agorà”) del percorso costituente;

b.      Tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) ad un indirizzo mail che verrà appositamente attivato, unendo una scansione del proprio documento di identità;

c.       Tramite fax, unendo una copia del proprio documento di identità, al numero che verrà comunicato con l’indizione della consultazione.

Contiamo sulla disponibilità e sull’impegno di tutti per riuscire a organizzare il maggior numero possibile di banchetti e nel modo più capillare possibile.

fermare_il_ventoA tale scopo può essere molto utile anche lo strumento del Mappamondo Ecologista e Civico che permette di scoprire con molta facilità gli altri attivisti presenti nella propria zona.

In un momento così difficile per la storia del nostro paese, avvertiamo ancora più forte la responsabilità di concretizzare il nostro “sogno” di un nuovo soggetto politico ecologista e civico, coerente e credibile, che sappia raccogliere tutte le energie positive e ridare voce alla società civile, per rispondere concretamente alle sfide di oggi, con una visione chiara della società che vorremmo domani.

Abbiamo le idee, le proposte e le persone per poterlo fare.

E’ ora di unirsi, come ama dire l’amico Domenico Finiguerra!

Giornata della memoria: ricordare non basta!

Si è celebrata ieri la giornata della memoria, in occasione del 65° anniversario della liberazione di Auschwitz.

 

Giornata.jpgNon è facile scrivere qualcosa su questo tema, tanto fu l’orrore. Quando lo scorso anno visitai a Trieste la Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio nazista in territorio italiano, non riuscii a condividere nulla di quello che provai attraverso questo blog.

Troppo assurdo, disumano, incredibile… la stessa sensazione che avevo provato alcuni anni prima a Ouhidah, in Benin, visitando un fortino portoghese da cui partirono milioni di schiavi verso le americhe: senza parole.

 

Ma questa volta voglio impegnarmi e provare a condividere una riflessione sulla giornata della memoria che è appena passata.

 

A parte qualche isolato episodio di stupidità, su cui i mass media hanno prontamente portato l’attenzione -col solito rischio di rinforzare gli autori di questi gesti- nell’insieme penso si possa dire che ieri si sono tenuti un po’ ovunque importanti momenti di celebrazione e ricordo di quello che fu l’orrore dell’olocausto.

 

Milioni di alunni si sono fermati per non dimenticare! Ed è un primo passo fondamentale. Ma a mio avviso non sufficiente.

 

Liquidare la questione parlando della “follia di Hitler” e del suo disegno, infatti, non aiuta a capire cosa avvenne e come evitare che possa accadere ancora!

 

Non è sufficiente ricordare, occorre anche riflettere per cercare di capire e per questo vorrei provare a porre alcune domande che possano aiutarci ad inquadrare la Shoah e le sue origini:

1) quali idee stavano alla base del disegno di società nazista?

2) perché si diffusero fra il popolo al punto di legittimare un tale orrore?

3) come vennero diffuse queste idee?

 

Pongo la prima domanda perché prima di diventare azione, tragedia, il nazismo fu un’ideologia, una visione della vita e della storia fondata sull’idea che la diversità -in tutte le sue forme- fosse un problema, una minaccia, un intoppo da eliminare.

 

Del resto, secondo le idee deliranti dei teorici razzialisti dell’epoca, la selezione naturale avrebbe comunque finito con l’eliminare i più deboli, selezionando i membri migliori della società… tanto valeva darle una piccola mano, accelerando un processo che appariva comunque come “naturale”.

 

Fu su queste idee che Hitler fondò la sua visione di una società perfetta, in cui tutti fossero uguali, puri, non contaminati dai “diversi”: non solo gli ebrei, infatti, ma anche i nomadi, gli omosessuali, i dissidenti politici, gli apolidi, gli handicappati… chiunque fosse diverso, da qualunque punto di vista, finì nel mirino della follia nazista.

 

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Riassumendo molto possiamo dire che l’idea di fondo era quella di cancellare la diversità, per creare una società perfetta nel domani.

 

Per questo io ritengo ogni percorso educativo fondato sul valore della diversità il migliore antidoto contro questa e contro qualunque altra forma di ideologia!

Che si rifletta sulla diversità culturale -attraverso l’intercultura- sulla biodiversità -in biologia- sul pluralismo -come rispetto delle diverse opinioni- qualunque progetto volto a mostrare esplicitamente la diversità come una ricchezza contribuisce a creare gli anticorpi necessari contro ogni forma di discriminazione.

 

Anche la seconda domanda mi pare centrale: perché si diffusero queste idee fra la popolazione?

Perché qualcuno strumentalizzò le differenze per creare dei mostri, alimentare le paure, additando dei nemici da combattere…

In questo modo la popolazione, un po’ alla volta, finì per assorbire la proposta nazista come una valida “soluzione al problema” che si era voluto creare!

Vi fu cioè una sorta di “legittimazione preventiva” che creò le basi perché la visione nazista potesse essere accettata favorevolmente dal popolo.

 

Come avvenne questo? Attraverso la propaganda! Hitler capì che la Germania aveva perso la prima guerra mondiale sul piano della comunicazione e decise che non avrebbe commesso una seconda volta questo errore. Così stabilì di investire enormi cifre nella creazione di filmati, riviste, supporti di ogni genere volti a creare consenso e una presunta legittimazione scientifica per la sua visione.

 

Fermiamoli.jpgCredo che sia fondamentale oggi, se davvero vogliamo trarre una lezione dalla storia, essere sempre attenti a quanto ci circonda, per sapere riconoscere quei segnali che paiono riproporre queste logiche e non tacere di fronte ad essi.

 

Come diceva Martin Luther King: “Non ho paura tanto delle parole dei violenti, quanto del silenzio degli onesti.”

 

E soprattutto ritengo indispensabile continuare ad essere propositivi, mostrando in modo chiaro ed inequivocabile il valore della diversità in ogni sua forma!

 

 

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