22/04/2010

Sesquipedale?!?

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani oggi ha dichiarato: "Berlusconi ha una faccia tosta sesquipedale".

 

Sul contenuto sono assolutamente d'accordo con Bersani, ma nella comunicazione anche la forma ha una sua importanza.

 

Può essere che io sia l'unico in Italia, ma non avendo mai sentito in vita mia il termine "sesquipedale", ho dovuto cercarlo sul dizionario.

Immaginavo che avesse un significato particolare, che non poteva essere tradotto in parole più semplici e accessibili a tutti.

 

Invece significa semplicemente "enorme", "smisurato".

 

Allora, mi chiedo io, c'era davvero bisogno di utilizzare un'espressione tanto inusuale? Con quale obiettivo? Dobbiamo dimostrare di essere uomini di cultura? O sarebbe forse più importante chiederci seriamente come comunicare a tutti, anche a quelli che non hanno una laurea in lingue?!?

 

Mentre il Ministro Calderoli per farsi capire da tutti sceglie di abbandonare addirittura le parole, andando oltre i celebri slogan leghisti che si dice parlino alla pancia e scegliendo il linguaggio delle immagini con dei simboli come il rogo delle leggi inutili, Bersani -e con lui buona parte della sinistra- sceglie un lessico aulico, colto, elitario...

 

Con spirito sinceramente costruttivo, voglio allora riprendere l'invito che ci poneva Benigni nel video che ho postato pochi giorni fa: "Sceglietele bene le parole!!!"

 

21/04/2010

L'unica, originale, piadina romagnola!!! O per caso era un kebab?!?

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La piadina per noi romagnoli è quasi un simbolo. Oltre che una sana abitudine.

 

piadina.jpgDel resto, penso che nessuno in Italia avrebbe dubbi nell'identificare proprio in Romagna la zona d'origine della piadina, che i più pignoli indicano nell'Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, pur essendo molto diffusa anche nel ravennate e nel resto della Romagna, fino a sconfinare nel Montefeltro, nella provincia di Pesaro e Urbino e nella Repubblica di San Marino.

 

Eppure lo studio dell'etimologia del termine può riservarci simpatiche sorprese:

i più riconducono il termine piada (in dialetto piê, pièda, pìda) al greco πλακούς, focaccia. Originariamente, in effetti, è una schiacciata lievitata e ben condita cotta nel forno: come tale è citata nel 1371 nella Descriptio Romandiole.

In seguito (dal Cinquecento all'Ottocento), mentre assume la forma attuale, altro non è che un surrogato del pane confezionato con ingredienti per lo più vili e impanificabili (spelta, fava, ghianda, crusca, sarmenti, mais, ecc.).

La piadina di farina di grano è relativamente recente, così come le sue varianti ricche: la piadina unta, quella sfogliata e quella fritta.

 

Kebab.jpgAltri tuttavia hanno messo in evidenza la somiglianza con i termini utilizzati in altre lingue per indicare piatti simili, nell'ambito di tutti i paesi che ruotavano nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente (tra i quali anche la Romagna, ovviamente).

È facile pensare, nel caso della piadina, al pane in uso presso l'esercito bizantino, di stanza per secoli in Romagna, nel nord delle Marche e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.

 

Basti pensare all'ebraico פת (pat), che significa "pagnotta" o "pezzetto", o ancor più al termine "pita" (come פיתא), che esiste ancora nell'aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale.

 

E guarda caso è proprio il termine usato ancora oggi in diversi paesi per indicare il pane del kebab!

 

Se vuoi continuare questo viaggio dentro al cibo e approfondire il tema dell'incontro con altre culture attraverso di esso, puoi leggere questo post che scrissi qualche tempo fa.

20/04/2010

Secondo compleanno di questo blog

compleanno6.gifProprio oggi questo blog compie due anni!

Voglio fargli ancora una volta gli auguri.

 

Non avrei mai immaginato che da una timida paginetta tirata su in una sera, quasi per gioco, sarebbe nato uno strumento prezioso per rimanere in contatto e scambiarsi idee con migliaia di persone che incontro in giro per l'Italia in tante serate pubbliche, nei corsi di formazione e in altre occasioni di incontro.

 

Uno strumento al quale, progressivamente ho deciso di dedicare sempre più tempo ed energie con l'idea, molto semplice, di condividere tutto il possibile -strumenti e metodologie, video, riflessioni varie- con quanti sognano un mondo migliore e si impegnano ogni giorno, ciascuno nel proprio ambito, per realizzarlo.

 

E così in questi due anni ho scritto, talvolta scherzando, talvolta indignandomi, talvolta sognando ad occhi aperti, di tanti argomenti diversi, dall'intercultura, alla solidarietà, dai viaggi alla poesia, dall'ecologia, alla pace...

 

Ho provato oggi a contare i visitatori: in questi primi due anni il blog ha ricevuto 67.985 visite per un totale di 335.595 pagine viste; nel secondo anno le visite sono quasi raddoppiate. Chi l'avrebbe mai detto?

 

Grazie allora a tutti voi!!!

 

Restiamo ancora insieme in futuro. Vi sollecito a partecipare attivamente con le vostre idee, inviando commenti, riflessioni, suggerimenti...

 

E se metto un piede su qualche buccia di banana -come in questa simpatica animazione- vi prego, fatemelo notare subito.

 

Poi potete anche ridere, non c'è problema, anzi mi fa piacere.

17/04/2010

Un caffè per Djoassin!

Djoassin, al pozzo.jpg

Sono molti i volontari e gli amici che negli ultimi anni hanno visitato insieme a me il villaggio di Djoassin, in Burkina Faso, e conosciuto di persona i suoi abitanti.

 

Da vari anni, infatti, esiste un rapporto di collaborazione con questa comunità che ha portato a frutti davvero significativi!

 

L’esempio più chiaro è forse il pozzo, che ha dato acqua potabile a tutto il villaggio, portando ad un grande miglioramento nelle condizioni di salute e ad una drastica riduzione della mortalità infantile.

 

acqua_pozzo_Djoassin.pngNella foto qui accanto potete vedere com'era l'acqua che bevevano prima dello scavo del nostro pozzo.


Ma sono state realizzate anche altre attività, dalla riforestazione al microcredito... fino ad arrivare alla realizazione della scuola, da parte di Mani Tese, che ha permesso di soddisfare uno dei diritti di base, quello all’istruzione, per tutti i bambini del villaggio!

 

Prima della costruzione di questa scuola nessuno era mai andato a scuola da questo villaggio sperso nella brousse.

 

Djoassin-scuola.JPG

L'inaugurazione della scuola è stata una data storica per questa comunità.

 

Durante il nostro ultimo viaggio, gli amici di Djoassin ci hanno presentato un problema che affligge la loro comunità, specialmente durante la stagione delle pioggie: la distanza dal dispensario e dalla maternità più vicina, a Tangaye, già normalmente proibitiva (più di 12 km!), quando le pioggie riempiono il torrente, sbarrando la pista e costringendoli ad un giro ancora più lungo, diventa davvero inaffrontabile.

 

I tempi si allungano e per un ammalato grave o per una donna che deve andare d'urgenza alla maternità questo può essere davvero fatale.

 

Ci siamo impegnati ad aiutarli, insieme all'Associazione T-ERRE, cercando di raccogliere la somma necessaria (circa 2.000 euro) per l'acquisto di una moto-ambulanza, prima dell'inizio della stagione delle pioggie, a fine maggio.

 

moto-ambulanza.jpgLa popolazione di Djoassin si è impegnata a contribuire in parte all'acquisto e a garantire la corretta manutenzione della moto in avvenire.

 

Abbiamo già realizzato in altri villaggi (come Sapeò e Gandafabou) questo stesso intervento, davvero piccolo ma assolutamente decisivo per centinaia di persone che ogni anno devono essere trasportate con urgenza al dispensario o alla maternità.

 

Da questo blog passano regolarmente più di 2.000 persone al mese.

 

Ad ognuno di voi non chiedo altro che di offrire un caffè agli amici di Djoassin.

 

Se ognuno lo farà, in meno di un mese -prima dell'inizio delle pioggie- avremo raccolto la cifra sufficiente a realizzare questo aiuto, piccolo ma concreto!

 

Io so che ce la faremo! Non ne ho dubbi. Quando nel 2004 lanciai un appello

simile via mail, a quanti erano stati in Burkina con me negli anni passati, in poche settimane raccogliemmo addirittura 24.000 euro per realizzare una scuola elementare.

 

Ma è necessario che ciascuno faccia la sua parte, evitando il rischioso pensiero che... "ce la faranno anche senza di me".

 

Un caffè. Vi chiedo solo un caffé. Sarà il più buono e profumato di tutta la

vostra vita!

 

Potete offrire questo caffè (anche più di uno se lo ritenete!), precisando bene la causale, attraverso il conto corrente di T-ERRE:


T-ERRE Turismo Responsabile

IBAN: IT62 S085 4223 7030 0700 0157 859

presso Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese

ag. Borgo, Faenza (Ra)


T-ERRE ha aperto per l'occasione anche un conto PayPal con il quale potete effettuare la vostra donazione on-line:

CLICCA QUI PER EFFETTUARE LA DONAZIONE ON-LINE

15/04/2010

E' da distesi che si vede il cielo!

Un invito stupendo e appassionante a cambiare prospettiva... perché "la bellezza

è incominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere".

 

Tanto, per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto!

 

12/04/2010

Fraternità umana universale

Qualche  tempo fa avevo riportato in un post della sezione "strumenti per la didattica" le parole stupende di due astronauti che, osservando la terra dallo spazio, ci invitavano a riflettere sul valore della fraternità.

 

Abbè-Pierre.jpgOggi vorrei condividere con voi un brano che amo molto, di una figura straordinaria che ho anche avuto la fortuna di incontrare personalmente diverse volte, negli ultimi anni della sua vita: l'Abbé Pierre, fondatore del movimento Emmaus International.

Questo brano, tratto dal suo libro "Grido le ingiustizie del mondo" -che purtroppo è ora fuori catalogo- mi pare illuminante per la lucidità della riflessione.

 

"Libertà, uguaglianza, fraternità: la Repubblica francese ha scelto queste tre parole come divisa. La loro associazione è apportatrice di una grande saggezza.

Sfortunatamente la storia contemporanea è stata teatro di un incessante conflitto tra i princìpi di libertà e di uguaglianza.

 

L'uguaglianza senza libertà ha dato vita alla società comunista ugualitaria, vale a adire al totalitarismo di Stato. La libertà senza uguaglianza non è altro che il liberalismo che -se lasciato a sé stesso- non può che produrre una società individualista ed ingiusta. In fondo ciò che permette di legare libertà ed uguaglianza, due estremi che hanno tanta difficoltà a coabitare, è proprio il terzo termine della divisa: la fraternità.

Grande dimenticata della storia contemporanea è ai miei occhi la pietra d'angolo sulla quale si può costruire un nuovo patto sociale, che unisca credenti ed atei, e che colleghi tra loro l'imperativo della libertà e l'aspirazione all'uguaglianza.

 

La fraternità implica un libero impegno degli individui in vista di un'autentica equità sociale; mentre l'ideologia ugualitaria impone l'uguaglianza in modo autoritario a detrimento delle libertà individuali, la fraternità si fonda sulla partecipazione volontaria di ognuno al bene comune. La fraternità è una scelta sia personale che collettiva che si fonda sulla ragione e rispetta la libertà di ciascuno per creare una società giusta ed armonica.

Di fronte agli effetti della mondializzazione e di un liberismo selvaggio che produce sempre più esclusione; di fronte ad una società che si divide in due, in cui i poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi; di fronte al dramma rappresentato dalla disoccupazione strutturale di massa e alla perdita di dignità che l'accompagna (...) possiamo decidere insieme di costruire una società fraterna, accettando liberamente una nuova distribuzione dei beni che tale scelta esige.

 

Ora più che mai la fraternità deve estendersi al di là della famiglia, del clan o della nazione. La fraternità umana è universale. Nel momento in cui, per la prima volta nella storia dell’umanità, la Terra diviene un villaggio, siamo condannati e chiamati a nuove forme di condivisione.

Dobbiamo imparare a vivere insieme, fraternamente, qualunque sia il colore della nostra pelle e la religione. E questa scelta impegna ciascuno di noi.”

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Abbé Pierre

 

 

10/04/2010

La valigia magica

Sono appena rientrato da Roma, dove ero arrivato direttamente da Castiglione del Lago, e porto con me tante emozioni, idee e soprattutto persone splendide che ho conosciuto in questi giorni!

 

incontro_castiglione.jpg

A Castiglione l'incontro "Non è un paese

per giovani", sulle difficoltà dei giovani a far valere il proprio merito, è stato ricco e interessante, perché impostato in maniera costruttiva, dando voce a vari giovani con esperienze diverse: un imprenditore, alcuni volontari, un sindacalista, una giovane impegnata in politica...

 

Ne è emerso un quadro sicuramente difficile, ma si è riflettuto in modo davvero propositivo sugli interventi possibili per favorire un ricambio generazionale fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, attraverso percorsi di formazione e un'educazione che sappia vincere le paure infondate che spesso ostacolano questi processi.

 

A Roma ho incontrato le classi del Liceo Carducci, dove è stato proiettato il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle" allegato al libro "L'anticasta", per riflettere insieme a loro su quali percorsi possano riportare la politica al ruolo che

le spetta: l'arte di gestire il bene comune, in maniera partecipata e trasparente.

 

viaggio_comuni_5_stelle.jpg

 

Questi ragazzi avevano già visto, nei mesi precedenti, altri video su alcuni temi importanti come la privatizzazione dell'acqua, il cibo contraffatto, l'inquinamento.

La visione del nostro video, e delle tante esperienze dei Comuni Virtuosi, intendeva presentare loro alcune risposte concrete a quei problemi e ha risvegliato interesse e grande curiosità nei ragazzi.

 

Sempre in mattinata sono stato intervistato telefonicamente da Gianfranco Bongiovanni di Radio Città Aperta, e nel pomeriggio al Parco di Villa Borghese

da Massimo Proietto di "UnoMattina", per una puntata sui Comuni virtuosi che

andrà in onda su Rai1 nelle prossime settimane.

Ringrazio entrambi per la squisita disponibilità!!!

 

La sera stessa, al Teatro India ho presentato l'Anticasta in compagnia degli amici del Movimento per la Decrescita Felice, della Rete Regionale Rifiuti del Lazio e del sindaco di Corchiano, uno degli ultimi Comuni ad essere entrati nella Rete dei Comuni Virtuosi.

 

incontro_roma.jpgBengasi Battisti, questo è il nome del sindaco, ci ha raccontato quella che potremmo definire la "fiaba di Corchiano".

 

Una fiaba affascinante e commovente, che parte dal coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi del paese, per arrivare nel giro di pochi anni a promuovere iniziative straordinarie nel campo della sostenibilità ambientale.

 

Iniziative che hanno anche fatto rinascere il senso di appartenenza ad una comunità: "l'orgoglio di una città pulita" è lo slogan che i ragazzi hanno scelto e in nome del quale hanno saputo coinvolgere tutti i loro concittadini adulti, ricreando una coesione sociale che ha portato grandi miglioramenti nella qualità di vita.

Un esempio fra tutti: nel fare la coda al distributore di acqua pubblica, naturale o frizzante -che è stato installato in paese- i cittadini non si lamentano, non

sbuffano come in quasi tutte le code nel nostro Paese, ma socializzano, chiacchierano, riflettono insieme sul dono prezioso dell'acqua come bene comune

e diritto universale.

 

Insomma, ancora una volta ero partito con una valigia piena di libri e dei valori

che li animano, e ritorno -come per magia- con una valigia piena di esperienze ricche e appassionanti e di persone stupende che con il loro impegno mi fanno sperare sempre più convintamente nel cambiamento possibile!

30/03/2010

Continua il lungo cammino verso l'abolizione della pena di morte nel mondo

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simbolo_amnesty_candele.jpg

 

Il Rapporto 2009 appena reso noto da Amnesty International conferma la tendenza in corso ormai da oltre 30 anni verso il progressivo abbandono della

pena capitale.

Dal 1976 ad oggi, infatti, una media di tre nuovi Paesi ogni anno ha aggiunto il proprio nome alla lista dei paesi che l'hanno abolita.

 

Appena due anni fa, sempre basandomi sui dati di Amnesty International, evidenziavo nel mio libro Non è vero che tutto va peggio l'incredibile aumento nel numero dei paesi che l'hanno abolita per legge o in pratica, che erano passati in soli 30 anni da 16 a 135!!! Oltre i 2/3 degli stati del mondo.

Beh, ora questi paesi sono cresciuti ancora, arrivando a 139 su un totale di 197.

 

Anche il numero dei paesi in cui sono state eseguite esecuzioni capitali è sceso ancora, da 24 a 18, cioè meno del 10% dei Paesi della comunità internazionale e

le esecuzioni che erano diminute in due anni da 2148 a 1252, sono ulteriormente scese fino a 714.

 

I Paesi che hanno completamente abolito la pena capitale sono saliti a 95 e ci

sono due continenti – Oceania ed Europa – che nel 2009, per la prima volta in assoluto nella storia, non hanno fatto registrare esecuzioni!

Continua...

28/03/2010

Regala un libro ad uno sconosciuto, insieme faremo tremare la terra!

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Respiro una grande voglia di cambiamento nell'aria.

 

I giovani vogliono credere che possa esistere un mondo migliore, senza ipocrisie, soprusi, rassegnazione alla mediocrità. E stanno ricominciando a cercare i canali per esprimere questa voglia di cambiamento!

 

libri_sugli_alberi.jpg

Un esempio straordinario in questo senso mi è parsa l'iniziativa “Leggere Leggere Leggere”, il primo esperimento nazionale di lettura condivisa e creazione di una rete cosmica di cordialita', che si è svolto appena pochi giorni fa, il 26 marzo. Se l'avessi scoperto prima, certamente l'avrei promosso su questo blog!

 

L'iniziativa parte da un'idea di un ragazzo di Empoli che ha appena 22 anni, Alberto Schiariti, il quale e' riuscito a radunare ben 245mila fan in un gruppo di Facebook e decine tra associazioni ed enti pubblici con questo semplice appello:

 

leggere_leggere_leggere.jpg“Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avra' in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avra' cio' in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Si', proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte.
Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete a un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.”

 

Regalare qualcosa ad uno sconosciuto, nella sua semplicità, è un gesto così rivoluzionario che molti non riescono neppure a concepire. Qualcuno ha persino malignato che Alberto avesse dietro qualche "sponsor"...

Non mi stupisco, anch'io ho ricevuto commenti di questo genere al mio video sulle energie alternative.

 

E se ben ricordo già il figlio di un falegname in Palestina, 2 mila anni fa, ebbe grossi problemi per questa sua strana idea della "gratuità"!

 

Molti non riescono proprio a credere che nella vita si possa fare qualcosa per pura passione, perché ci si crede davvero, per il piacere della relazione e l'emozione della scoperta, più che per il potere e il denaro. Poveretti, non vanno accusati, andrebbero invece aiutati a scoprire che la felicità non sta dove l'hanno cercata così a lungo, e con tanti sacrifici, sempre invano.

 

ho_fame_di_cultura.jpgPer fortuna però, in questo periodo sembra che i giovani stiano finalmente iniziando a "sentire" quello che stanno cercando. Dico "sentire" di proposito, perché questo viene ancora prima del "capire".


E quando qualcuno, come ha fatto Alberto, lancia un appello che fa leva sulle note giuste, le corde iniziano a vibrare tutte insieme.

E' un qualcosa di magico che io avverto spesso, ultimamente, nei miei tanti incontri pubblici.

 

E' la consapevolezza, che si fa sempre più nitida, di condividere i nostri sogni con tanti altri!!!

Fu così che iniziò il '68.

 

"Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest’evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l’importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c’è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un’ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l’ignoranza.


Voglio credere.


Credere di poter cambiar qualcosa."

 

Sono sempre parole di questo ragazzo di 22 anni, che esprimono in modo semplice e chiaro quello che milioni di suoi coetanei sentono e vorrebbero gridare al mondo. Stanno solo cercando le parole per farlo.

Continua...

Quale sicurezza?



"Si è parlato molto, anzi troppo, di sicurezza in queste settimane.

I mass media ne hanno parlato in termini di "emergenza", "allarme", l'hanno indicata come la "priorità" assoluta per il nostro paese.

Certo la sicurezza non è mai troppa: né per quanto riguarda la criminalità, né per le strade, né sul lavoro.

Ma forse, dati alla mano, le cose non stanno proprio come sembra in tv e varrebbe la pena organizzare le azioni e gli interventi volti a migliorare, sempre partendo dai dati reali e non da un'emotività, spesso infondata, alimentata ad hoc per secondi fini."

 

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Questo scrivevo in un post due anni fa. E purtroppo mi pare ancora tremendamente attuale.

I dati del video non sono aggiornati all'ultimo anno, ma la situazione non è cambiata molto nel suo insieme.

 

La cosa paradossale è che, dopo mille proclami altisonanti, "il Governo del fare" abbia tagliato 3 miliardi di euro in tre anni al comparto sicurezza.

 

asfalto_sconnesso.jpg

Ma tutto pare essere relativo e dipende sicuramente da quale sicurezza vogliamo creare.

 

Un dato fra tutti, tratto da "Report" mi ha colpito in modo particolare e lo vorrei condividere con tutti voi: ogni italiano spende in media solo 0,60 euro all'anno per la sicurezza stradale, mentre spendiamo 689 euro a testa per le spese militari, cioè oltre 1.000 volte di più!!!

 

In pratica io ho lavorato i primi tre mesi dell'anno solo per pagare la nostra quota di spese militari, per me, mia moglie e i nostri due bambini.

Alla sicurezza stradale invece dedicherò meno di 4 minuti in tutto l'anno.

 

caccia-bombardieri.jpgE come se questo non bastasse, in barba ai 2.000 morti e 230.000 feriti all'anno sulle nostre strade dissestate, il recente, geniale, acquisto dei 131 cacciabombardieri F35 (per le "missioni di pace"?!?) ci costerà la bellezza di 16 miliardi di euro, cioè altri 250 euro a testa.

 

L'importante è sentirsi sicuri...

27/03/2010

Lettura veloce: il primato del super Ministro

calderoli_leggi_inutili.jpgDa tempo guardavo con interesse alla possibilità di iscrivermi ad un "corso di lettura veloce", ma fino ad ora ero sempre stato un po' scettico sulla reale efficacia di questa tecnica.

 

Poi la straordinaria performance del super Ministro Calderoli mi ha liberato da ogni esitazione.

 

Era stata denunciata la presenza di 29.100 leggi inutili, ma lui ne ha bruciate in un bel falò addirittura 375.000!!!

 

Incredibile. Questo sì che si chiama "semplificare" la vita per gli onesti cittadini. Abbasso la burocrazia. Evviva il Ministro.

 

rogo_calderoli.jpgE diciamocelo francamente -seguendo i calcoli di G.A.Stella sul Corriere della sera- se il Ministro non avesse frequentato con grande impegno un "corso di lettura veloce" non avrebbe mai potuto compiere una simile impresa.

Anche lavorando 12 ore al giorno dal momento in cui si è insediato, si tratta comunque di un primato, con più di una legge cancellata al minuto, lettura del testo compresa, ovviamente!

 

Domattina vado ad iscrivermi a un corso di lettura veloce e chiederò esplicitamente del famoso "metodo Calderoli".

 

26/03/2010

Il viaggio continua...

gmg2010.jpgMentre proseguono numerosi i laboratori didattici che porto nelle scuole e in parallelo il Corso per genitori "Ma tu come fai?"  entrambi promossi, con grande soddisfazione, insieme alla Cooperativa Kaleidos, non si interrompe il mio viaggio nell'Italia che si impegna per un domani migliore, sempre ospite dei settori più attivi della società civile, per portare un contributo di idee e una testimonianza delle alternative concrete possibili!

 

Questi sono gli incontri che ho in programma nelle prossime settimane:

 

Sabato 27 marzo giocherò in casa. Insieme ad alcuni dei compagni di viaggio che sono venuti in Burkina Faso a dicembre-gennaio presenteremo il progetto "Sambiiga - Altro fratello" al Teatro di S.M.Maddalena di Faenza, all'interno di un evento organizzato per la XXV Giornata Mondiale per la Gioventù.

 

Giovedì 8 aprileCastiglione del Lago, vicino a Perugia, sarò ospite del Circolo del PD, per un incontro nato da una riflessione (Non è un paese per giovani...) che avevo presentato proprio su questo blog. Il tema sarà quello del rapporto fra le generazioni, delle sfide e delle opportunità connesse a questo argomento.

 

anticasta_roma.jpgVenerdì 9 aprile sarò a Roma, per una giornata all'insegna delle buone pratiche amministrative.

 

Al mattino presso il Liceo delle Scienze Sociali "Carducci", per presentare e commentare il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle".

 

Di sera invece al Teatro India in una serata organizzata dal Circolo di Roma del Movimento della Decrescita Felice e dalla Rete Regionale Rifiuti del Lazio per presentare il libro L'anticasta insieme all'amico Marco Boschini e riflettere sulle buone prassi dei Comuni Virtuosi.

 

ponti_non_muri..jpgSabato 8 maggio a Padova interverrò sul tema dei Nuovi Stili di Vita all'interno del Festival della Cittadinanza.

Il Festival è nato nel 2009 come prosecuzione di CIVITAS il salone del terzo settore, che dopo oltre 15 anni esce dalla sede della Fiera di Padova ed invade il centro storico cittadino. Nella scorsa edizione ha riunito cittadini, professionisti, istituzioni, imprese profit e non profit, associazioni, con oltre 200.000 presenze e più di 70 appuntamenti tra convegni, seminari, spettacoli, laboratori...

 

Giovedì 13 maggio a Brescia parteciperò all'incontro "Ponti della speranza: un mondo diverso", promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e la Commissione scuola della Diocesi.

 

La cosa meravigliosa è scoprire ogni volta, lungo il cammino, quante persone stupende ci sono!

 

24/03/2010

A volte basta poco...

Nel post precedente abbiamo visto un'opera straordinaria, il videoclip degli OK Go, che dimostra cosa sia possibile realizzare quando ci si impegna davvero, con passione, in un progetto.

Qualcuno però, giustamente, potrebbe pensare fra sè e sè che non tutti abbiamo tempo e mezzi simili per realizzare un'opera così faraonica.

 

Vorrei mostrare allora che a volte questo non occorre affatto. A volte basta poco, persino pochissimo, per esprimersi artisticamente attraverso idee semplici e capaci di mantenere fresca la nostra mente, promuovendo la creatività.

 

Mi pare il caso delle opere di un concorso un po' speciale, che sono state esposte in una galleria d'arte a Washington.

L'unica regola imposta agli artisti è stata quella di usare un solo foglio di carta bianca per il proprio lavoro.

 

Guardate un po' cosa sono riusciti ad inventare!

Per sfogliare l'album cliccate nell'angolo in basso a destra, dove si alza il foglio.

21/03/2010

Anche questo passerà...

Rubenvent.jpg

 

Sviluppando le idee del geniale fumettista statunitense Rube Goldberg, noto per i suoi incredibili "marchingegni", la band degli OK Go ha realizzato un video-clip davvero pazzesco per il brano "This too shall pass" ("Anche questo passerà"), tratto dal nuovo album "Of the Blue Colour of the Sky".

 

Il video, diretto da James Frost, OK Go e Syyn Labs, è prodotto da Shirley Moyers.

 

Il "marchingegno" è stato disegnato e costruito dai componenti stessi della band, insieme ai membri dei Syyn Labs nel corso di diversi mesi di lavoro.

 

Mi pare la dimostrazione esemplare di cosa si possa realizzare quando si crede davvero in un progetto e ci si impegna, insieme, per realizzarlo con passione!!!

 

A mio avviso potrebbe essere un prezioso strumento per la didattica; andrebbe mostrato a tutti gli alunni, per farli riflettere sulla meraviglia che ciascuno di noi custodisce dentro di sé, e sui propri talenti che occorre scoprire per poterla "liberare" dal guscio.