29/08/2010
AAA: folli cercansi per cambiare il nostro paese
"You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one."__
John Lennon__
Queste sono state settimane incredibilmente intense per noi!!!
Abbiamo lavorato sodo, in tanti, per iniziare a tessere quella tela che renderà concreto il nostro "sogno" di un partito del buonsenso e dell'onestà.
Stiamo raccogliendo un sostegno entusiasta da ogni parte -oltre ogni più ottimistica previsione- e questo ci incoraggia ad andare avanti in quella che altrimenti potrebbe apparire una pura follia.
Io sono democratico, rispetto il volere della maggioranza, e proprio per questo - siccome ritengo che la maggioranza degli italiani sia gente onesta (anche se magari inconsapevole e manipolata) - credo che sia ora di cambiare e riprenderci ciò che ci spetta di diritto.
Per fare questo però occorre quella credibilità che solo l'associazionismo, il volontariato, i movimenti ancora conservano nel nostro paese.
Ecco perché stiamo partendo da questi, dal basso, per costruire l'alternativa vera a tutti i soggetti sullo scacchiere politico attuale.
Stiamo lavorando per essere pronti a primavera prossima.
Nelle prossime settimane usciremo da questo "limbo" lanciando un sito in cui raccoglieremo le adesioni di quanti condividono il nostro sogno e sono pronti a sostenerlo. Occorre infatti "contarsi per contare"!!! Sono certo che sarà un onda travolgente di adesioni. Ci sarà da divertirsi un mondo.
Noi vorremmo che tutti fossero coinvolti attivamente prima di uscire pubblicamente. Nessuno deve sentirsi escluso.
Il treno deve partire dalla stazione solo quando tutti i passeggeri saranno a bordo!
Ma coinvolgere decine di migliaia di Associazioni, gruppi, movimenti, ONG, Liste civiche, Comitati... non è semplice. Specie in termini di tempo.
Per questo invito chiunque condivida questo sogno a contattarci per collaborare attivamente ad estendere la rete!
Intanto voglio ringraziare di cuore tutti gli amici che hanno già ripreso l'appello "I have a dream: il partito del buonsenso e dell'onestà", a incominciare da Marco Boschini che l'ha subito rilanciato nel suo blog, poi Giovanna Giugni, TrentinoWeb, BNotizie, Uomo planetario, ResetRadio, Io ho un sogno, DonGiorgio, Blogosfere, La parte migliore, Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma, Galatown, Procida Blog, Mi muovo faccio cose, Diretta News, Domenico Finiguerra, Medicina Alternativa, i Grilli Versiliesi, Giuseppe Resta, Rimini5stelle, Ains Onlus, Lista Civica Massa Comune, Palazzo dell'Abbondanza, Ciacci Magazine, ProcidAttiva, Libera-mente, PoliticaOggi, Andrea Morolli, CityCool, Rovagnate5stelle, Altri tasti e molti altri...
L'appello, rilanciato dal grande Jacopo Fo prima sul suo blog e poi sul Fatto Quotidiano, è stato poi ripreso da Informare per resistere, Partecipazione e Libertà, SiciliaNews24, Oliviero Oldani, mentre il suo seguito "L'Italia merita ben altro" che ho scritto sul Fatto Quotidiano è stato rilanciato dal MeetUp 882 dei Grilli su Milano, Il diritto di saltare le pagine, Darsch, Scritto con Perlana, Vincenzo007, Le strade del fresco, Mauro Magnani, SiciliaNews24...
A tutti questi folli sognatori un invito a rimanere uniti per costruire insieme il futuro del nostro Paese!
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24/08/2010
Noi non abbiamo avversari
Siamo così abituati ad assistere all’eterna contesa fra avversari politici, che rischiamo di ricadere in quella vecchia logica, perdendo così di vista il vero cuore della sfida che io ho immaginato nel mio “sogno”; un sogno che proprio in queste settimane sta iniziando a concretizzarsi nel nostro paese.
Noi non abbiamo avversari intorno a noi e men che meno nemici.
I nostri unici avversari sono interni a noi stessi e coincidono con le principali sfide che dobbiamo affrontare (e vincere) per realizzare il nostro “sogno”: orgoglio, personalismi, rigidità, chiusura al dialogo.
Se sapremo, ciascuno di noi, mettere da parte ogni orgoglio, offrendoci al servizio degli altri con pazienza, umiltà e tanta passione civile, coinvolgendo sempre tutti in un processo trasparente, con la fiducia assoluta che nel dialogo si può costruire il futuro migliore che stiamo sognando insieme, se sapremo fare questo, allora la nostra proposta sarà inarrestabile e travolgerà le vecchie logiche spazzandole via come una valanga.
Continua a leggere sul mio blog de "Il Fatto Quotidiano"...
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07/08/2010
Il bavaglio alla scuola
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
"e fui contento, perché rubacchiavano.
"Poi vennero a prendere gli ebrei
"e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
"Poi vennero a prendere gli omosessuali,
"e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
"Poi vennero a prendere i comunisti,
"ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
"Un giorno vennero a prendere me,
"e non c’era rimasto nessuno a protestare".
"Bertolt Brecht
Non possiamo più tacere di fronte a questa situazione!!!
Se anche avete finito la scuola da qualche anno e magari non avete figli o nipoti in età da studio, parlatene comunque con amici, parenti, colleghi, anche sconosciuti, parlatene ovunque, in strada, in piazza, al mercato, in posta, dal pediatra, in spiaggia, al parco giochi...

E soprattutto parlatene con gli anziani che non hanno altro mezzo di informazione che la tv (è tutto un programma...) e chiedete loro se questi modi non ricordino per caso qualcosa che purtroppo si è già visto in Italia, quando loro erano giovani.
L'Italia merita ben altro!
E' ora di prendercelo.
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06/08/2010
L’Italia merita ben altro
La rassegnazione di milioni di italiani ad uno stato di cose assurdo – che a molti osservatori internazionali appare assolutamente incomprensibile – è in larga parte il frutto dell’immagine distorta che il nostro paese ha di sé.
Un’immagine che i mass media asserviti al potere hanno prodotto e alimentato in questi ultimi decenni per legittimare la cosiddetta “Casta” facendoci credere che l’intero paese sia malato, corrotto, viziato, in cerca di facili privilegi, raccomandazioni, scorciatoie. In questo modo i nostri rappresentanti sono apparsi come “rappresentativi” del popolo, fedele espressione dei suoi valori, dei suoi sentimenti, della sua morale.
E così milioni di italiani onesti si sono sentiti un poco per volta sempre più soli, come gli ultimi esemplari di una specie in via di estinzione e, guarda caso, i panda non hanno mai fatto alcuna rivoluzione.
Ma la realtà corrisponde davvero all’immagine diffusa a reti unificate?
A me, in tutta sincerità, non pare proprio.
Basti pensare ai 4 milioni e 400 mila volontari (600 mila in più rispetto al 1996) che ogni giorno si impegnano silenziosamente per il bene comune senza chiedere nulla in cambio.
(Altro che quei miserabili della “cricca” che ridevano la mattina del terremoto all’Aquila…)
O al fatto che gli italiani, nonostante la grave crisi economica, si riconfermano un popolo straordinariamente solidale, capace addirittura di aumentare le donazioni alle associazioni, prevalentemente per la ricerca scientifica (49%, +10) e per l’aiuto ai Paesi poveri (41%, +14).
Entrambi settori in cui il nostro amato Governo ha invece tagliato pesantemente.
In particolare per quanto riguarda gli aiuti ai Paesi poveri, che sono stati dimezzati, e per il fondo per lo sminamento delle mine anti-uomo addirittura cancellato.

Tutto questo vi sembra rappresentativo del sentire e dell’agire popolare?
Oppure pensiamo al recente sondaggio che mostra una larghissima maggioranza (80%) favorevole alle cure sanitarie anche per gli immigrati irregolari.
Vi sembra che la Lega e le sue politiche rappresentino degnamente questo sentire comune?
Continua a leggere l'articolo sul mio blog de "Il Fatto Quotidiano"...
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03/08/2010
L'altra Italia esiste
Gli interventi di Marco Boschini, coordinatore dell'Associazione dei Comuni Virtuosi e Assessore all'ambiente del Comune di Colorno (PR) e di Antonio Tavani, Sindaco di Fara San Martino (CH), alla trasmissione televisiva "Cominciamo bene estate" di RAI 3.
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02/08/2010
Mentre Fini rompe con Berlusconi, l'ONU dichiara l'acqua diritto umano!
Questo 28 luglio sarà ricordato come una data storica, molto più importante delle fuggevoli vicende politiche su cui si è concentrata tutta l'attenzione in questi giorni nel nostro paese.
Dopo 15 anni di discussioni, infatti, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, con 122 voti a favore e 41 astensioni, un documento proposto dal Governo Boliviano che dichiara "L'accesso all'acqua come diritto umano".
La dichiarazione, pur non vincolante dal punto di vista normativo, sostiene e rafforza le mobilitazioni sociali che in ogni angolo del pianeta contrastano la privatizzazione dell'acqua e la sua consegna nelle mani delle multinazionali.
Appare paradossale, tuttavia, che il nostro "amatissimo" Governo abbia votato a favore di questa dichiarazione all'ONU, mentre in Italia sta adottando normative che vanno esattamente nella direzione opposta!
Proprio in opposizione a queste normative, infatti, 1.400.000 donne e uomini hanno sottoscritto i tre referendum per l'acqua pubblica.
Uno straordinario successo che da oggi può contare anche su questa nuova autorevolissima presa di posizione all'ONU.
Se il Governo volesse dare un segnale positivo ed invertire la rotta potrebbe approvare una moratoria che blocchi tutti i processi di privatizzazione.
In caso contrario saranno i milioni di "SI" ai referendum della prossima primavera a ridare coerenza tra ciò che si declama all'estero e ciò che si produce in Italia.
Per saperne di più visita il sito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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18/07/2010
I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà
Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.
Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…
Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!
Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.
Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.
E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.
Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.
Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!
Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.
E sarà così che in un solo giorno “scompariranno” -per fondersi tutti insieme, invincibili- i Comuni Virtuosi, il Movimento per la Decrescita Felice, le Città della Transizione, i Comuni solidali, le Città del Bio, tutto il mondo del Commercio Equo e Solidale, della Finanza Etica, del Consumo Critico, tutti i Gruppi di Acquisto Solidale, le Associazioni di Volontariato, le ONG, tutte le Liste Civiche e i Comitati spontanei, tutto il Movimento per l’acqua pubblica, gli ambientalisti, quanti si battono contro le mafie, per fondersi in uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro paese!!!
E tutti insieme creeranno il “Partito del buonsenso e dell’onestà”, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.
I sondaggi daranno questo partito al 45%, per cui presto anche le tv non potranno più ignorarlo e la visibilità sarà così moltiplicata.
I tentativi di screditarlo -e ve ne saranno diversi- falliranno miseramente, perché la credibilità delle persone che lo rappresentano è tale che non potrà essere smontata così facilmente.
I migliori esponenti della società civile, infatti, si impegneranno in questa sfida che la storia ha posto sul loro cammino; da padre Zanotelli a Francuccio Gesualdi, da Maurizio Pallante a Marco Boschini, da Riccardo Petrella fino ad arrivare a Don Luigi Ciotti, che verrà scelto all’unanimità come candidato premier.
Il nome di Don Ciotti raccoglierà subito la fiducia di milioni di cittadini del Sud d’Italia, da decenni esasperati dai ricatti delle mafie, che vedranno in lui finalmente la speranza concreta di liberarsi dalla criminalità organizzata, e così i sondaggi saliranno ulteriormente portando il partito del buonsenso oltre il 53%.
Gli altri partiti, terrorizzati, reagiranno come possono, alla vecchia maniera, facendo mirabolanti promesse a cui nessun italiano ormai crede più e insinuando che i rappresentanti del nuovo “partito” non possono essere all’altezza della sfida, troppo inesperti dei meccanismi della politica e dell’economia…
A quel punto però nessuno li ascolterà, né replicherà, perché il “programma di governo” della nuova realtà è ormai chiaro a tutti e soprattutto pare scritto dalla gente, finalmente.
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09/07/2010
Il bavaglio è il segnale chiaro che il potere scricchiola!!! Musica per le nostre orecchie...
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Dopo la meravigliosa serata di mercoledì al "Grido della farfalla", il 2° Meeting dell'informazione libera, in un clima di grande partecipazione e con un profumo di libertà straordinario che aleggiava fra le 2.000 persone presenti nel parco Primeri di Fusignano, oggi è il giorno del silenzio di tutta la stampa.
Un silenzio che grida contro il tentativo di imbavagliare la libertà, proprio da parte di chi se ne proclama paladino.
Tutte le limitazioni alla libertà di espressione e di informazione, comunque, mi paiono dei segni di debolezza e non di forza, reazioni scomposte che mettono a nudo la paura che attanaglia il potere, il quale si sente vacillare di fronte alla crescente sete di libertà e informazione dei cittadini.
Una moltitudine crescente di persone, infatti, si sta svegliando e non aspetta più passivamente le informazioni, ma se le va a cercare su internet, libri, riviste o canali satellitari alternativi.
E’ in corso una grande decentralizzazione dell’informazione, guidata principalmente -ma non esclusivamente- da internet, il cui potere democratizzante è sempre più evidente tanto che tutte le dittature nel mondo lo vietano o ne limitano fortemente l’utilizzo.
Ma la storia ci insegna che quando inizia questo processo, quando cioè il potere sente il bisogno di censurare, occultare, mistificare -o più semplicemente e subdolamente “distrarre”- è molto vicino alla fine del suo ciclo. E’ qualcosa di inarrestabile, valido anche per le dittature e a maggior ragione per i paesi democratici.
Ecco perché sono ottimista, perché girando l’Italia per i miei numerosi incontri respiro una crescente sete di verità. La stanchezza e lo scoraggiamento che hanno paralizzato il nostro paese negli ultimi anni si stanno rapidamente traformando in una straordinaria energia di rinnovamento dal basso, capace di mobilitare le parti più attente e sensibili della nostra società e anche di coagulare ampi consensi quando sa mostrarsi credibile nelle proposte.
Basti pensare, a titolo di esempio, allo straordinario successo della campagna di raccolta firme per l’acqua pubblica, che ha superato 1 milione di firme raccolte nonostante l’assordante silenzio delle tv al proposito!
Mi sembra la dimostrazione evidente del fatto che si sono creati e si stanno consolidando canali di informazione e comunicazione alternativi e non meno efficaci di quelli tradizionali.
Ciò non di meno credo che occorra vigilare con attenzione e contrastare con forza ogni tentativo -vergognoso- di ridurre la libertà di espressione e di informazione nel nostro paese e più in generale in ogni parte del pianeta!
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21/06/2010
Non importa da dove veniamo, importa dove stiamo andando!
Dopo gli ultimi incontri a Massa Marittima, ospite della Lista Civica "Massa Comune" e a Colle Val d'Elsa con l'Associazione "il Telaio", venerdì sono stato a Treviso, su invito del Meet-Up locale "Fare Treviso" sempre per presentare "L'anticasta".
E' stata per me l'occasione per scoprire, ancora una volta, tante esperienze straordinarie, fra cui il più grande Gruppo di Acquisto di fotovoltaico d'Italia, che è arrivato a raccogliere, un poco per volta, oltre 700 famiglie!!!
Questo sabato, 26 giugno, mi preparo a partire per Empoli, dove condurrò un Laboratorio sulla comunicazione ecologica ed efficace all'interno del mitico Lentofestival.
Mercoledì 7 luglio alle 20,30 sarò a Fusignano, per presentare "L'anticasta" in apertura del secondo Meeting dell'informazione libera "Il grido della farfalla"; dopo di me, sullo stesso palco, Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Peter Gomez parleranno de Il Fatto Quotidiano in un incontro dal titolo "Buona editoria o giornale farabutto?"
Venerdì 9 luglio sarò a Castagneto Carducci, ospite di "La Sinistra per Castagneto", che sta cercando di promuovere sul proprio territorio percorsi partecipativi virtuosi. Negli stessi giorni andranno a Castagneto anche gli amici Domenico Finiguerra e Alessio Ciacci.
Lunedì 26, insieme a Marco Boschini, saremo alla Festa de l'Unità di S.Lucia di Faenza per riflettere insieme sulle prospettive future dei Comuni virtuosi.
Lunedì 9 agosto sarò a Viserba per l'incontro "Ponti della speranza: un mondo diverso", presso il Teatro della Parrocchia "Santa Maria".
L'estrema varietà degli ambiti nei quali sono invitato per portare un contributo di idee mi rallegra e mi fa pensare che al di la dei percorsi diversi che ciascuno ha alle proprie spalle si stia definendo poco per volta un orizzonte ampiamente condiviso, un medesimo sogno di società che vorremmo.
Avere una stessa meta permette di immaginare un cammino comune, perché -come cantano i Modena City Ramblers riprendendo le parole del grande poeta Luis Sepulveda- "i sentieri giusti vanno percorsi insieme".
E soprattutto "alla meta arriviamo cantando, o non arriva nessuno..."
Insomma, non importa da dove veniamo, importa dove stiamo andando.
Questo è fondamentale perché il sogno possa diventare realtà!
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13/06/2010
"Che prezzo dare alla vita? Più o meno, pagandola bene, 6 bottiglie di acqua minerale..."
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Non ho nulla da aggiungere a questo brano commovente di Marco Paolini con i Mercanti di Liquore. Se non che ho la pelle d'oca e sto per piangere...
E intanto le firme per l'acqua pubblica sono quasi giunte a quota 900 mila!!!
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02/06/2010
"Io le leggi le rispetto..."
In questa importante ricorrenza della Festa della Repubblica, voglio pubblicare questa scena geniale e profetica tratta dal film "Signore e signori, buona notte" del 1976, che fu a lungo censurato in tv.
(E' curioso notare il fatto che il tg3 non esisteva ancora quando uscì il film.)
Se 34 anni fa considerare i privilegi come un "dovere verso l'elettorato" era ancora satira politica, oggi sarebbe quasi cronaca...
Ecco perché se vogliamo cambiare gli eletti, oggi più che mai, bisogna prima cambiare gli elettori!
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26/05/2010
Il freddo non esiste!
Perché c'è il Male nel mondo? Questa domanda può sembrare più grande di noi, certamente, ma è praticamente impossibile vivere senza darvi, in qualche modo, una risposta.
Anche la scelta di non pensarvi è già una risposta, pur se inconsapevole...
Voglio allora condividere con voi questo video meraviglioso e una mia breve riflessione tratta dal libro "Non è vero che tutto va peggio".
"Se Dio non esistesse ci farebbe una figura migliore", mi ha detto una volta il mio amico Daris, esprimendo in maniera essenziale il rifiuto, condiviso da molti giovani, dell’immagine di un Dio onnipotente che tollera tante ingiustizie e sofferenze.
"Dio, se c’è, deve essere buono! Come può ignorare tanti problemi?" E’ questa l’idea che porta molti ragazzi all’ateismo oggi.
E’ curioso notare come l’ateismo, nato molto recentemente nella storia umana, solo con l’illuminismo, coinvolga ancora oggi meno del 5% della popolazione mondiale, tutto concentrato nel mondo occidentale. Qualcuno potrebbe interpretare questo dato come frutto di una moderna consapevolezza che sta portando alla liberazione da quella religione che Marx definiva "l’oppio dei popoli".
Ma forse per i Cristiani c’è anche dell’altro.
Padre Zanotelli ha detto che "forse Dio non è un padre onnipotente come ce lo siamo sempre immaginato per rispondere ai nostri bisogni, forse è come una madre impotente che assiste il suo figlio ammalato senza potervi fare niente. Cristo in croce rappresenta proprio questo, un Dio che si è fatto uomo per entrare nella storia…."
Madre Teresa di Calcutta diceva che "Dio non ha mani per aiutare chi soffre, siamo noi le sue mani."
Penso che forse siamo in una fase nuova della fede cristiana, in cui ci si sta finalmente liberando da molte proiezioni false che ci siamo trascinati per secoli. Come diceva giustamente il pazzo del villaggio nel film “Train de vie”: "Dio forse ha creato l’uomo, ma l’uomo di sicuro ha creato Dio".
Ci stiamo avvicinando all’essenza del messaggio di Cristo, ben riassunto dal detto di S.Agostino "ama e fa ciò che vuoi". Dopo secoli in cui la religione (o farei meglio a dire le religioni) si è prestata a legittimare il potere, divenendone di fatto uno strumento, oggi le cose sembrano cambiare molto rapidamente.
Non attecchisce più la visione medioevale che suggeriva: "porta pazienza, sopporta le bastonate e poi andrai in paradiso…"; come ha detto molto chiaramente padre Raniero Cantalamessa "Noi non siamo qui per andare in paradiso, ma per crearlo!" e questa è una vera rivoluzione copernicana.
La fede cristiana si libera così dalla distorsione intimistica funzionale al potere, e recupera la sua originaria forza di cambiamento sociale e di protagonismo storico, che aveva contraddistinto l’azione rivoluzionaria delle prime comunità cristiane, realmente capaci di condividere, rifiutare la violenza delegittimando così il potere di Roma, superare i pregiudizi e le discriminazioni consolidate nella tradizione...
Molti atei sono oggi nei fatti, paradossalmente, più cristiani della maggioranza dei fedeli lungo il corso della storia!
Peccato soltanto che non possano vivere il loro impegno con la serenità di sentirsi figli fra le braccia di un padre buono.
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14/05/2010
Prossimi incontri in programma, per promuovere un po' di sano "realismo"...
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Gli ultimi giorni sono stati per me ricchi di incontri in varie regioni: venerdì scorso a Pisa, per l'evento promosso dall'Associazione La limonaia "Dove sono e come si diventa Comuni virtuosi?", sabato a Padova sui "Nuovi stili di vita" all'interno del Festival della Cittadinanza e ieri sera a Brescia per l'incontro "Ponti della speranza: un mondo diverso", promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e la Commissione scuola della Diocesi.
Vorrei ringraziare tutti per la calorosa accoglienza riservatami!!! Porto con me da questi incontri emozioni intense, volti illuminati e tante nuove idee...
E il viaggio continua.
Martedì 25 sarò a Ravenna per l'evento "L'Europa vista dai bambini", per riflettere insieme a educatori locali e a una delegazione di insegnanti e operatori della città di Mostar sulla "scuola delle differenze". L'incontro si terrà presso la Casa delle Culture.
Venerdì 4 giugno sarò a Massa Marittima per l'incontro "C'è un'Italia che funziona" promosso dalla Lista Civica Massa Comune.
Venerdì 11 presenterò "L'anticasta" alla Biblioteca Comunale di Colle Val d'Elsa, alle 21,15. L'evento è promosso dal Telaio, associazione culturale e di solidarietà sociale.
Venerdì 18 sarò a Treviso su invito del Meet-up locale "Fare Treviso".
Venerdì 25 e sabato 26 a Empoli interverrò per un seminario sulla "Comunicazione per la società civile", all'interno del Lentofestival 2010.
In tutti questi incontri, quello che io cerco sempre di promuovere con onestà e passione non è altro che un po' di sano "realismo"... così come inteso in questo video meraviglioso!!!
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12/05/2010
Grande fratello: come mai 51 milioni di italiani non lo guardano?
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Molti si chiedono come facciano 6 milioni di italiani a guardare il “Grande Fratello”.
Io vorrei proporre di ribaltare la domanda e chiedersi invece: “Come mai gli altri 51 milioni non lo guardano?”
La mia non vuole essere una battuta, ma una riflessione seria sui valori, spesso invisibili, che animano la nostra società.
La comunicazione infatti non è mai neutra; in qualunque sua forma trasmette sempre -oltre ai contenuti- anche dei valori e una certa visione della società.
Ma la società di oggi è complessa e non riconducibile ad un unico sistema di valori e ad un'unica visione della vita.
I principali reality show diffusi oggi in Italia, invece, sono tutti espressione di una stessa visione della società, fondata su un insieme di valori che viene presentato come se fosse universale.
La competizione, l'isolamento, l'esclusione... che caratterizzano i reality show più diffusi oggi, non sono i valori in cui si riconosce tutta la popolazione italiana.

L'Italia è un paese con una grandissima sensibilità e attenzione alla solidarietà sociale.
Basti pensare che, secondo una recente indagine dell'IREF:
"il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati né minori, né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato: pressoché il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza".
Ecco perché a noi è sembrata assolutamente normale l'idea di realizzare un reality show diverso, fondato sui valori della cooperazione, dell'apertura, dell'inclusione!!!
La "condivisione", il valore su cui è stato incentrato tutto il viaggio, ci è parsa l'unica chiave che ci permettesse di entrare in contatto con realtà così lontane culturalmente e -mettendosi al loro fianco- di poterle capire in profondità, comprenderne i sogni, le paure, le speranze.
Per questo in “Sambiiga, L’altro fratello” non vi sono delle "prove" strutturate come nei tradizionali reality: perché per milioni di persone nel mondo le prove non c'è davvero bisogno di inventarle, arrivano da sole!
Ma d'altra parte noi non ci sono mai tirati indietro quando si è trattato di affrontare quelle prove quotidiane, imprevedibili, che un viaggio nel terzo paese più povero al mondo ci ha posto davanti, avendo scelto di condividere la vita delle persone locali: andare a cercare la legna a diversi km dal "campement" insieme alle donne del villaggio, partecipare ai lavori comunitari o alla battitura del miglio, andare ad attingere l'acqua al pozzo...
“L’altro fratello” ha scelto quindi di usare un linguaggio pop, leggero e accessibile a tutti, per avvicinarsi a temi importanti quali la cooperazione internazionale, il commercio equo e solidale, l’intercultura, i diritti umani, la sostenibilità ambientale...
Un reality che non vuole solo raccontare il nostro viaggio, ma attraverso di esso dare voce a molte realtà straordinarie ma normalmente invisibili del “Burkina Faso” che in lingua moorè significa letteralmente “il paese degli uomini onesti”.
Ecco perché non si è trattato soltanto di un viaggio fisico, ma anche di un viaggio interiore, alla scoperta di sé attraverso l’incontro con l’altro.
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