15/05/2010

Piccoli consiglieri crescono: i "virtuosi" di domani!

piccoli_consiglieri.jpgSi terrà venerdì 21 maggio, a Cervia, l'ultimo degli incontri di quest'anno del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi; una stupenda esperienza di partecipazione dei più piccoli che io sto seguendo come facilitatore già da tre anni.

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E' un'esperienza che mi sta lasciando moltissimo, una vera palestra di educazione civica per i bambini ma anche per me.

 

E' davvero incredibile vedere questi "piccoli consiglieri" discutere civilmente e ordinatamente fra loro, individuare dei temi, discuterli con calma e intelligenza, ordinarli per priorità e tradurli poi in proposte semplici ma concrete da presentare al "consiglio dei grandi", come lo chiamano loro.

 

Se n'è accorta anche Radio Rai3 che in aprile ha affidato loro ben tre pomeriggi di programmazione all'interno di "Radio 3 in festival", trasmesso proprio da Cervia.

 

Consiglio_bambini_Cervia.jpgE la cosa straordinaria è che il sindaco e la giunta hanno avuto la saggezza di ascoltare con attenzione queste proposte e tradurle in pratica, nella misura del possibile, contribuendo quindi a valorizzare il lavoro svolto dai bambini che hanno potuto vedere il proprio impegno tradursi in benefici per la propria città; che si tratti di nuovi spazi verdi, del piedibus, di interventi nelle loro scuole o di un cartello -da loro disegnato- che invita i genitori a spegnere i motori delle auto per non inquinare mentre aspettano i figli all'uscita dalla scuola.

 

E da quest'anno è possibile anche seguire l'evolversi di questo straordinario percorso attraverso un blog, ideato e curato dai bambini stessi, dal titolo emblematico: "piccoli consiglieri crescono".

 

Sono questi gli amministratori "virtuosi" di domani!

14/05/2010

Prossimi incontri in programma, per promuovere un po' di sano "realismo"...

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ponti_non_muri..jpg

Gli ultimi giorni sono stati per me ricchi di incontri in varie regioni: venerdì scorso a Pisa, per l'evento promosso dall'Associazione La limonaia "Dove sono e come si diventa Comuni virtuosi?", sabato a Padova sui "Nuovi stili di vita" all'interno del Festival della Cittadinanza e ieri sera  a Brescia per l'incontro "Ponti della speranza: un mondo diverso", promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e la Commissione scuola della Diocesi.

 

Vorrei ringraziare tutti per la calorosa accoglienza riservatami!!! Porto con me da questi incontri emozioni intense, volti illuminati e tante nuove idee...

 

E il viaggio continua.

 

IMG_4708.jpgMartedì 25 sarò a Ravenna per l'evento "L'Europa vista dai bambini", per riflettere insieme a educatori locali e a una delegazione di insegnanti e operatori della città di Mostar sulla "scuola delle differenze". L'incontro si terrà presso la Casa delle Culture.

 

Venerdì 4 giugno sarò a Massa Marittima per l'incontro "C'è un'Italia che funziona" promosso dalla Lista Civica Massa Comune.

 

Venerdì 11 presenterò "L'anticasta" alla Biblioteca Comunale di Colle Val d'Elsa, alle 21,15. L'evento è promosso dal Telaio, associazione culturale e di solidarietà sociale.

 

Venerdì 18 sarò a Treviso su invito del Meet-up locale "Fare Treviso".

 

Venerdì 25 e sabato 26 a Empoli interverrò per un seminario sulla "Comunicazione per la società civile", all'interno del Lentofestival 2010.

 

In tutti questi incontri, quello che io cerco sempre di promuovere con onestà e passione non è altro che un po' di sano "realismo"... così come inteso in questo video meraviglioso!!!

 

12/05/2010

Grande fratello: come mai 51 milioni di italiani non lo guardano?

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grandefratello2.jpgMolti si chiedono come facciano 6 milioni di italiani a guardare il “Grande Fratello”.


Io vorrei proporre di ribaltare la domanda e chiedersi invece: “Come mai gli altri 51 milioni non lo guardano?”

La mia non vuole essere una battuta, ma una riflessione seria sui valori, spesso invisibili, che animano la nostra società.


La comunicazione infatti non è mai neutra; in qualunque sua forma trasmette sempre -oltre ai contenuti- anche dei valori e una certa visione della società.

Ma la società di oggi è complessa e non riconducibile ad un unico sistema di valori e ad un'unica visione della vita.
I principali reality show diffusi oggi in Italia, invece, sono tutti espressione di una stessa visione della società, fondata su un insieme di valori che viene presentato come se fosse universale.

La competizione, l'isolamento, l'esclusione... che caratterizzano i reality show più diffusi oggi, non sono i valori in cui si riconosce tutta la popolazione italiana.

sambiiga.jpg
L'Italia è un paese con una grandissima sensibilità e attenzione alla solidarietà sociale.

 

Basti pensare che, secondo una recente indagine dell'IREF:

 

"il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati né minori, né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato: pressoché il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza".

 

Ecco perché a noi è sembrata assolutamente normale l'idea di realizzare un reality show diverso, fondato sui valori della cooperazione, dell'apertura, dell'inclusione!!!

 

sambiiga-10.jpgLa "condivisione", il valore su cui è stato incentrato tutto il viaggio, ci è parsa l'unica chiave che ci permettesse di entrare in contatto con realtà così lontane culturalmente e -mettendosi al loro fianco- di poterle capire in profondità, comprenderne i sogni, le paure, le speranze.

 

Per questo in “Sambiiga, L’altro fratello” non vi sono delle "prove" strutturate come nei tradizionali reality: perché per milioni di persone nel mondo le prove non c'è davvero bisogno di inventarle, arrivano da sole!

Ma d'altra parte noi non ci sono mai tirati indietro quando si è trattato di affrontare quelle prove quotidiane, imprevedibili, che un viaggio nel terzo paese più povero al mondo ci ha posto davanti, avendo scelto di condividere la vita delle persone locali: andare a cercare la legna a diversi km dal "campement" insieme alle donne del villaggio, partecipare ai lavori comunitari o alla battitura del miglio, andare ad attingere l'acqua al pozzo...

dotti_riprese.jpg“L’altro fratello” ha scelto quindi di usare un linguaggio pop, leggero e accessibile a tutti, per avvicinarsi a temi importanti quali la cooperazione internazionale, il commercio equo e solidale, l’intercultura, i diritti umani, la sostenibilità ambientale...

Un reality che non vuole solo raccontare il nostro viaggio, ma attraverso di esso dare voce a molte realtà straordinarie ma normalmente invisibili del “Burkina Faso” che in lingua moorè significa letteralmente “il paese degli uomini onesti”.

Ecco perché non si è trattato soltanto di un viaggio fisico, ma anche di un viaggio interiore, alla scoperta di sé attraverso l’incontro con l’altro.

 

11/05/2010

Una scuola diversa è possibile!

Abbiamo finalmente concluso il montaggio del video sull'esperienza straordinaria del Liceo Ariosto di Ferrara!

 

E' il frutto di un lungo lavoro partecipativo insieme agli alunni della scuola stessa, che sono stati coinvolti attivamente in tutte le fasi della realizzazione, dalla sceneggiatura alle riprese, fino al montaggio...

Questo è l'articolo che scrissi all'inizio del progetto, a novembre, sul mio blog.

 

L'attività ricchissima promossa da questo Istituto è la dimostrazione concreta che può esistere una scuola pubblica di qualità, che merita di essere sostenuta e raccontata onestamente per potere essere replicata ovunque!

Un po' con la stessa prospettiva che ci ha animato nella realizzazione del video sull'esperienza dei Comuni Virtuosi...

 

Sarebbe bello che qualche tv decidesse di estrarre una parte di questo video -in tutto sono 40 minuti!- come spunto da cui partire per avviare una riflessione sulla scuola in Italia, in una prospettiva più costruttiva di quanto spesso non avvenga.

 

Un grazie particolare a tutti quelli che hanno partecipato, insegnanti, alunni, volontari che seguono le attività pomeridiane dell'Istituto, e ad Andrea Bosi di FLATMIND, che ancora una volta mi ha accompagnato in questo "viaggio dentro alla scuola che funziona".

 

Ne carico oggi l'introduzione. Altre parti seguiranno nelle prossime settimane...

 

Buona visione.

 

28/04/2010

Diciamo la verità!!!

L'idea che è stata diffusa rispetto all'immigrazione è quella che gli stranieri siano per noi un costo e godano di privilegi a discapito degli italiani.

regalo_Mamadou.jpgSpecialmente in termini di spese sociali.

Invece, guardando ai dati ufficiali riferiti alla nostra economia si scopre che:

1) gli stranieri extracomunitari presenti nel nostro paese producono 134 miliardi di euro all'anno, pari al 9,5% del Pil; senza questo contributo non potremmo di fatto pagare tutte le pensioni!

 

2) pagano tasse e contributi per un totale di 19,5 miliardi di euro all'anno;

 

3) ricevono dallo Stato servizi per un ammontare di 10,3 miliardi di euro l'anno;


La verità è dunque che gli immigrati ricevono molto meno di quanto versano e portano 9,2 miliardi di beneficio all'Italia!


Ci regalano quindi 164 euro a testa, contando anche i neonati, ogni anno.

 

Per favore, diciamo la verità!!! Solo la verità può renderci liberi...

 

Il mio -sia chiaro- non è un appello morale, è proprio un invito esplicito ad ogni amante della sincerità ad un costante, inarrestabile, onesto, passaparola con tutti i nostri conoscenti.

23/04/2010

Sbagliando non si impara!

Ci hanno sempre detto che "sbagliando si impara" e alla fine ci siamo tutti convinti che sia davvero così.

in_bicicletta.jpgIo credo invece che si impari attraverso i successi.

Provo a spiegarmi con un esempio semplice, immediato: pensate un po' a quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta, da bambini.

Sembrava impossibile vero? Infatti siamo caduti tutti quanti cento volte prima di riuscirvi.

Ma non è grazie a quegli innumerevoli tentativi falliti che abbiamo imparato. Piuttosto è accaduto a un certo punto che, un po' per caso o anche un po' per fortuna, ci siamo ritrovati quasi magicamente in equilibrio. Certo un equilibrio instabile, ancora traballante, ma tanto è stato sufficiente per farci "memorizzare" quel successo e imparare a replicarlo.

Certo occorreva la pazienza di cadere e rialzarsi tutte quelle volte per arrivare al risultato voluto, ma non è stato dai numerosi errori che abbiamo imparato, quanto piuttosto da quel timido, precario, successo personale.

Credo che questo principio valga anche più in generale, nella nostra vita; occorre la pazienza di riprovare mille volte, di sapersi rialzare ad ogni errore, ma è soprattutto dai nostri successi, talvolta fortuiti, che impariamo a migliorarci.

Questa riflessione ha grandi ricadute in campo educativo, dove è soprattutto incoraggiando il piacere della scoperta che possiamo offrire ai ragazzi la possibilità -fra mille errori- di sperimentare anche i primi successi e scoprire così i propri talenti, quando ancora sono racchiusi dentro al guscio.

E anche a livello politico io non credo, purtroppo, che dagli errori si traggano grandi lezioni. Quanti sperano, specialmente nel centro-sinistra ma non solo, che a suon di sconfitte si possa arrivare, prima o poi, a fare autocritica credo che rimarranno a bocca asciutta.

Sono fiducioso invece che dai successi, dalla scoperta cioè dei vantaggi che le scelte virtuose possono portare, da tutti i punti di vista, si diffonderà e poi radicherà la consapevolezza del cambiamento possibile... non senza cadute da cui rialzarsi, ovviamente, proprio come quando abbiamo imparato ad andare in bicicletta da bambini.

21/04/2010

L'unica, originale, piadina romagnola!!! O per caso era un kebab?!?

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La piadina per noi romagnoli è quasi un simbolo. Oltre che una sana abitudine.

 

piadina.jpgDel resto, penso che nessuno in Italia avrebbe dubbi nell'identificare proprio in Romagna la zona d'origine della piadina, che i più pignoli indicano nell'Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, pur essendo molto diffusa anche nel ravennate e nel resto della Romagna, fino a sconfinare nel Montefeltro, nella provincia di Pesaro e Urbino e nella Repubblica di San Marino.

 

Eppure lo studio dell'etimologia del termine può riservarci simpatiche sorprese:

i più riconducono il termine piada (in dialetto piê, pièda, pìda) al greco πλακούς, focaccia. Originariamente, in effetti, è una schiacciata lievitata e ben condita cotta nel forno: come tale è citata nel 1371 nella Descriptio Romandiole.

In seguito (dal Cinquecento all'Ottocento), mentre assume la forma attuale, altro non è che un surrogato del pane confezionato con ingredienti per lo più vili e impanificabili (spelta, fava, ghianda, crusca, sarmenti, mais, ecc.).

La piadina di farina di grano è relativamente recente, così come le sue varianti ricche: la piadina unta, quella sfogliata e quella fritta.

 

Kebab.jpgAltri tuttavia hanno messo in evidenza la somiglianza con i termini utilizzati in altre lingue per indicare piatti simili, nell'ambito di tutti i paesi che ruotavano nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente (tra i quali anche la Romagna, ovviamente).

È facile pensare, nel caso della piadina, al pane in uso presso l'esercito bizantino, di stanza per secoli in Romagna, nel nord delle Marche e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.

 

Basti pensare all'ebraico פת (pat), che significa "pagnotta" o "pezzetto", o ancor più al termine "pita" (come פיתא), che esiste ancora nell'aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale.

 

E guarda caso è proprio il termine usato ancora oggi in diversi paesi per indicare il pane del kebab!

 

Se vuoi continuare questo viaggio dentro al cibo e approfondire il tema dell'incontro con altre culture attraverso di esso, puoi leggere questo post che scrissi qualche tempo fa.

15/04/2010

E' da distesi che si vede il cielo!

Un invito stupendo e appassionante a cambiare prospettiva... perché "la bellezza

è incominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere".

 

Tanto, per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto!

 

12/04/2010

Fraternità umana universale

Qualche  tempo fa avevo riportato in un post della sezione "strumenti per la didattica" le parole stupende di due astronauti che, osservando la terra dallo spazio, ci invitavano a riflettere sul valore della fraternità.

 

Abbè-Pierre.jpgOggi vorrei condividere con voi un brano che amo molto, di una figura straordinaria che ho anche avuto la fortuna di incontrare personalmente diverse volte, negli ultimi anni della sua vita: l'Abbé Pierre, fondatore del movimento Emmaus International.

Questo brano, tratto dal suo libro "Grido le ingiustizie del mondo" -che purtroppo è ora fuori catalogo- mi pare illuminante per la lucidità della riflessione.

 

"Libertà, uguaglianza, fraternità: la Repubblica francese ha scelto queste tre parole come divisa. La loro associazione è apportatrice di una grande saggezza.

Sfortunatamente la storia contemporanea è stata teatro di un incessante conflitto tra i princìpi di libertà e di uguaglianza.

 

L'uguaglianza senza libertà ha dato vita alla società comunista ugualitaria, vale a adire al totalitarismo di Stato. La libertà senza uguaglianza non è altro che il liberalismo che -se lasciato a sé stesso- non può che produrre una società individualista ed ingiusta. In fondo ciò che permette di legare libertà ed uguaglianza, due estremi che hanno tanta difficoltà a coabitare, è proprio il terzo termine della divisa: la fraternità.

Grande dimenticata della storia contemporanea è ai miei occhi la pietra d'angolo sulla quale si può costruire un nuovo patto sociale, che unisca credenti ed atei, e che colleghi tra loro l'imperativo della libertà e l'aspirazione all'uguaglianza.

 

La fraternità implica un libero impegno degli individui in vista di un'autentica equità sociale; mentre l'ideologia ugualitaria impone l'uguaglianza in modo autoritario a detrimento delle libertà individuali, la fraternità si fonda sulla partecipazione volontaria di ognuno al bene comune. La fraternità è una scelta sia personale che collettiva che si fonda sulla ragione e rispetta la libertà di ciascuno per creare una società giusta ed armonica.

Di fronte agli effetti della mondializzazione e di un liberismo selvaggio che produce sempre più esclusione; di fronte ad una società che si divide in due, in cui i poveri sono sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi; di fronte al dramma rappresentato dalla disoccupazione strutturale di massa e alla perdita di dignità che l'accompagna (...) possiamo decidere insieme di costruire una società fraterna, accettando liberamente una nuova distribuzione dei beni che tale scelta esige.

 

Ora più che mai la fraternità deve estendersi al di là della famiglia, del clan o della nazione. La fraternità umana è universale. Nel momento in cui, per la prima volta nella storia dell’umanità, la Terra diviene un villaggio, siamo condannati e chiamati a nuove forme di condivisione.

Dobbiamo imparare a vivere insieme, fraternamente, qualunque sia il colore della nostra pelle e la religione. E questa scelta impegna ciascuno di noi.”

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Abbé Pierre

 

 

10/04/2010

La valigia magica

Sono appena rientrato da Roma, dove ero arrivato direttamente da Castiglione del Lago, e porto con me tante emozioni, idee e soprattutto persone splendide che ho conosciuto in questi giorni!

 

incontro_castiglione.jpg

A Castiglione l'incontro "Non è un paese

per giovani", sulle difficoltà dei giovani a far valere il proprio merito, è stato ricco e interessante, perché impostato in maniera costruttiva, dando voce a vari giovani con esperienze diverse: un imprenditore, alcuni volontari, un sindacalista, una giovane impegnata in politica...

 

Ne è emerso un quadro sicuramente difficile, ma si è riflettuto in modo davvero propositivo sugli interventi possibili per favorire un ricambio generazionale fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco, attraverso percorsi di formazione e un'educazione che sappia vincere le paure infondate che spesso ostacolano questi processi.

 

A Roma ho incontrato le classi del Liceo Carducci, dove è stato proiettato il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle" allegato al libro "L'anticasta", per riflettere insieme a loro su quali percorsi possano riportare la politica al ruolo che

le spetta: l'arte di gestire il bene comune, in maniera partecipata e trasparente.

 

viaggio_comuni_5_stelle.jpg

 

Questi ragazzi avevano già visto, nei mesi precedenti, altri video su alcuni temi importanti come la privatizzazione dell'acqua, il cibo contraffatto, l'inquinamento.

La visione del nostro video, e delle tante esperienze dei Comuni Virtuosi, intendeva presentare loro alcune risposte concrete a quei problemi e ha risvegliato interesse e grande curiosità nei ragazzi.

 

Sempre in mattinata sono stato intervistato telefonicamente da Gianfranco Bongiovanni di Radio Città Aperta, e nel pomeriggio al Parco di Villa Borghese

da Massimo Proietto di "UnoMattina", per una puntata sui Comuni virtuosi che

andrà in onda su Rai1 nelle prossime settimane.

Ringrazio entrambi per la squisita disponibilità!!!

 

La sera stessa, al Teatro India ho presentato l'Anticasta in compagnia degli amici del Movimento per la Decrescita Felice, della Rete Regionale Rifiuti del Lazio e del sindaco di Corchiano, uno degli ultimi Comuni ad essere entrati nella Rete dei Comuni Virtuosi.

 

incontro_roma.jpgBengasi Battisti, questo è il nome del sindaco, ci ha raccontato quella che potremmo definire la "fiaba di Corchiano".

 

Una fiaba affascinante e commovente, che parte dal coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi del paese, per arrivare nel giro di pochi anni a promuovere iniziative straordinarie nel campo della sostenibilità ambientale.

 

Iniziative che hanno anche fatto rinascere il senso di appartenenza ad una comunità: "l'orgoglio di una città pulita" è lo slogan che i ragazzi hanno scelto e in nome del quale hanno saputo coinvolgere tutti i loro concittadini adulti, ricreando una coesione sociale che ha portato grandi miglioramenti nella qualità di vita.

Un esempio fra tutti: nel fare la coda al distributore di acqua pubblica, naturale o frizzante -che è stato installato in paese- i cittadini non si lamentano, non

sbuffano come in quasi tutte le code nel nostro Paese, ma socializzano, chiacchierano, riflettono insieme sul dono prezioso dell'acqua come bene comune

e diritto universale.

 

Insomma, ancora una volta ero partito con una valigia piena di libri e dei valori

che li animano, e ritorno -come per magia- con una valigia piena di esperienze ricche e appassionanti e di persone stupende che con il loro impegno mi fanno sperare sempre più convintamente nel cambiamento possibile!

28/03/2010

Regala un libro ad uno sconosciuto, insieme faremo tremare la terra!

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Respiro una grande voglia di cambiamento nell'aria.

 

I giovani vogliono credere che possa esistere un mondo migliore, senza ipocrisie, soprusi, rassegnazione alla mediocrità. E stanno ricominciando a cercare i canali per esprimere questa voglia di cambiamento!

 

libri_sugli_alberi.jpg

Un esempio straordinario in questo senso mi è parsa l'iniziativa “Leggere Leggere Leggere”, il primo esperimento nazionale di lettura condivisa e creazione di una rete cosmica di cordialita', che si è svolto appena pochi giorni fa, il 26 marzo. Se l'avessi scoperto prima, certamente l'avrei promosso su questo blog!

 

L'iniziativa parte da un'idea di un ragazzo di Empoli che ha appena 22 anni, Alberto Schiariti, il quale e' riuscito a radunare ben 245mila fan in un gruppo di Facebook e decine tra associazioni ed enti pubblici con questo semplice appello:

 

leggere_leggere_leggere.jpg“Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avra' in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avra' cio' in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Si', proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte.
Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete a un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.”

 

Regalare qualcosa ad uno sconosciuto, nella sua semplicità, è un gesto così rivoluzionario che molti non riescono neppure a concepire. Qualcuno ha persino malignato che Alberto avesse dietro qualche "sponsor"...

Non mi stupisco, anch'io ho ricevuto commenti di questo genere al mio video sulle energie alternative.

 

E se ben ricordo già il figlio di un falegname in Palestina, 2 mila anni fa, ebbe grossi problemi per questa sua strana idea della "gratuità"!

 

Molti non riescono proprio a credere che nella vita si possa fare qualcosa per pura passione, perché ci si crede davvero, per il piacere della relazione e l'emozione della scoperta, più che per il potere e il denaro. Poveretti, non vanno accusati, andrebbero invece aiutati a scoprire che la felicità non sta dove l'hanno cercata così a lungo, e con tanti sacrifici, sempre invano.

 

ho_fame_di_cultura.jpgPer fortuna però, in questo periodo sembra che i giovani stiano finalmente iniziando a "sentire" quello che stanno cercando. Dico "sentire" di proposito, perché questo viene ancora prima del "capire".


E quando qualcuno, come ha fatto Alberto, lancia un appello che fa leva sulle note giuste, le corde iniziano a vibrare tutte insieme.

E' un qualcosa di magico che io avverto spesso, ultimamente, nei miei tanti incontri pubblici.

 

E' la consapevolezza, che si fa sempre più nitida, di condividere i nostri sogni con tanti altri!!!

Fu così che iniziò il '68.

 

"Perché lo stesso giorno? Perché tutti assieme? Perché saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra. Ho bisogno del vostro aiuto. Ho bisogno che diffondiate questo messaggio. Ho bisogno che condividiate quest’evento dovunque. Ho bisogno che trasmettiate agli altri l’importanza di questo gesto. Ho bisogno che voi siate i primi a capire cosa c’è dietro. Ho bisogno che la fiamma si accenda oggi e arda fino a quella data. Ho bisogno di un segnale di vita da parte di tutti. Non voglio credere che uno stupidissimo film di natale o un’ignorante tettona possa attirare e smuovere più gambe di questo messaggio. Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l’ignoranza.


Voglio credere.


Credere di poter cambiar qualcosa."

 

Sono sempre parole di questo ragazzo di 22 anni, che esprimono in modo semplice e chiaro quello che milioni di suoi coetanei sentono e vorrebbero gridare al mondo. Stanno solo cercando le parole per farlo.

Continua...

26/03/2010

Il viaggio continua...

gmg2010.jpgMentre proseguono numerosi i laboratori didattici che porto nelle scuole e in parallelo il Corso per genitori "Ma tu come fai?"  entrambi promossi, con grande soddisfazione, insieme alla Cooperativa Kaleidos, non si interrompe il mio viaggio nell'Italia che si impegna per un domani migliore, sempre ospite dei settori più attivi della società civile, per portare un contributo di idee e una testimonianza delle alternative concrete possibili!

 

Questi sono gli incontri che ho in programma nelle prossime settimane:

 

Sabato 27 marzo giocherò in casa. Insieme ad alcuni dei compagni di viaggio che sono venuti in Burkina Faso a dicembre-gennaio presenteremo il progetto "Sambiiga - Altro fratello" al Teatro di S.M.Maddalena di Faenza, all'interno di un evento organizzato per la XXV Giornata Mondiale per la Gioventù.

 

Giovedì 8 aprileCastiglione del Lago, vicino a Perugia, sarò ospite del Circolo del PD, per un incontro nato da una riflessione (Non è un paese per giovani...) che avevo presentato proprio su questo blog. Il tema sarà quello del rapporto fra le generazioni, delle sfide e delle opportunità connesse a questo argomento.

 

anticasta_roma.jpgVenerdì 9 aprile sarò a Roma, per una giornata all'insegna delle buone pratiche amministrative.

 

Al mattino presso il Liceo delle Scienze Sociali "Carducci", per presentare e commentare il video "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle".

 

Di sera invece al Teatro India in una serata organizzata dal Circolo di Roma del Movimento della Decrescita Felice e dalla Rete Regionale Rifiuti del Lazio per presentare il libro L'anticasta insieme all'amico Marco Boschini e riflettere sulle buone prassi dei Comuni Virtuosi.

 

ponti_non_muri..jpgSabato 8 maggio a Padova interverrò sul tema dei Nuovi Stili di Vita all'interno del Festival della Cittadinanza.

Il Festival è nato nel 2009 come prosecuzione di CIVITAS il salone del terzo settore, che dopo oltre 15 anni esce dalla sede della Fiera di Padova ed invade il centro storico cittadino. Nella scorsa edizione ha riunito cittadini, professionisti, istituzioni, imprese profit e non profit, associazioni, con oltre 200.000 presenze e più di 70 appuntamenti tra convegni, seminari, spettacoli, laboratori...

 

Giovedì 13 maggio a Brescia parteciperò all'incontro "Ponti della speranza: un mondo diverso", promosso dai Missionari Comboniani in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano e la Commissione scuola della Diocesi.

 

La cosa meravigliosa è scoprire ogni volta, lungo il cammino, quante persone stupende ci sono!

 

24/03/2010

A volte basta poco...

Nel post precedente abbiamo visto un'opera straordinaria, il videoclip degli OK Go, che dimostra cosa sia possibile realizzare quando ci si impegna davvero, con passione, in un progetto.

Qualcuno però, giustamente, potrebbe pensare fra sè e sè che non tutti abbiamo tempo e mezzi simili per realizzare un'opera così faraonica.

 

Vorrei mostrare allora che a volte questo non occorre affatto. A volte basta poco, persino pochissimo, per esprimersi artisticamente attraverso idee semplici e capaci di mantenere fresca la nostra mente, promuovendo la creatività.

 

Mi pare il caso delle opere di un concorso un po' speciale, che sono state esposte in una galleria d'arte a Washington.

L'unica regola imposta agli artisti è stata quella di usare un solo foglio di carta bianca per il proprio lavoro.

 

Guardate un po' cosa sono riusciti ad inventare!

Per sfogliare l'album cliccate nell'angolo in basso a destra, dove si alza il foglio.

21/03/2010

Anche questo passerà...

Rubenvent.jpg

 

Sviluppando le idee del geniale fumettista statunitense Rube Goldberg, noto per i suoi incredibili "marchingegni", la band degli OK Go ha realizzato un video-clip davvero pazzesco per il brano "This too shall pass" ("Anche questo passerà"), tratto dal nuovo album "Of the Blue Colour of the Sky".

 

Il video, diretto da James Frost, OK Go e Syyn Labs, è prodotto da Shirley Moyers.

 

Il "marchingegno" è stato disegnato e costruito dai componenti stessi della band, insieme ai membri dei Syyn Labs nel corso di diversi mesi di lavoro.

 

Mi pare la dimostrazione esemplare di cosa si possa realizzare quando si crede davvero in un progetto e ci si impegna, insieme, per realizzarlo con passione!!!

 

A mio avviso potrebbe essere un prezioso strumento per la didattica; andrebbe mostrato a tutti gli alunni, per farli riflettere sulla meraviglia che ciascuno di noi custodisce dentro di sé, e sui propri talenti che occorre scoprire per poterla "liberare" dal guscio.