29/06/2011
Affinché le leggi possano essere "rispettabili"
Uno dei grandi problemi del nostro paese è indiscutibilmente quello della mancanza di legalità.
Se le leggi che già ci sono venissero rispettate certamente il paese avrebbe un altro volto e non conosceremmo molte delle assurdità che oggi ci circondano.
Ma forse c'è anche qualcosa di più.
Molto spesso, purtroppo, le leggi e i decreti vengono fatti semplicemente per tutelare i privilegi dei potenti e allora viene da chiedersi se rispettino davvero lo spirito della Costituzione e la volontà del popolo.
In un rigidissimo inverno francese l'Abbè Pierre, il frate partigiano fondatore del Movimento Emmaus International, stava lavorando insieme ad alcuni dei suoi compagni alla costruzione di alloggi -abusivi- per dare riparo alle famiglie più povere, ai clochard, a tutti quei diseredati costretti a dormire all'addiaccio.
Alle autorità prontamente accorse per bloccare i lavori lui rispose, indicando un neonato: "Preferisco che questo bambino sopravviva illegalemente, piuttosto che muoia legalmente".
Qualche tempo più tardi, ritornando su questo tema aggiunse una riflessione che trovo particolarmente illuminante al proposito:
"Noi crediamo che in un paese civile le leggi debbano essere rispettate.
Per questo noi ci battiamo affinché essere possano essere rispettabili."
Oggi nel nostro paese, chi si ritrova nel posto sbagliato al momento sbagliato, a contestare -anche pacificamente- l'assurdità di scelte promosse contro il benessere, l'ambiente, la dignità e la salute dei cittadini, ad esclusivo interesse privato di pochi, rischia di essere considerato un criminale sovversivo.
Questo anche quando dimostra una ferma e paziente volontà di ricercare con spirito costruttivo e dialogante le alternative possibili.
Dalle mamme vulcaniche di Terzigno, ai comitati contro il ponte sullo stretto, dai manifestanti contro la TAV, a
i tanti attivisti che si battono nel proprio territorio contro scelte deliranti promosse dalle varie lobby di turno... passa l'impressione (creata ad arte dai mass-media) che si tratti di contestatori capaci soltanto di dire di no a tutto, specie quando si parla del proprio territorio (la cosiddetta sindrone "NIMBY", Not In My Back Yard, lett. "Non nel mio cortile").
Ora, paradossalmente, io penso di poter parlare di queste battaglie proprio per la distanza che mi separa da esse. Vivo a quasi 500 km dalla Val di Susa, 600 da Terzigno e 1000 da Messina.
E' altamente improbabile che la linea Torino-Lione potrà mai passare da Faenza... così come il ponte sullo stretto. ;-)
Insomma io non difendo il mio cortile, ma la salute, l'ambiente, i diritti e la dignità di tutti, ovunque si trovino!!!
Prendiamoci il tempo allora -lo dico per chi già non l'avesse fatto- di visitare i siti internet di questi movimenti, capire le loro ragioni, ascoltare le loro voci e scopriremo quanto abbiano già colto lo spirito di quella frase di Buckminster Fuller che riassume un po' tutto il nostro libro "L'anticasta":
"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo
che renda la realtà obsoleta."
Con i referendum su acqua e nucleare gli italiani hanno dato, a mio avviso, un'indicazione molto chiara rispetto alla società che vogliono, fondata sul principio dei beni comuni -per tutti- più che sugli interessi privati -di pochi- e su un sano principio di precauzione rispetto ai rischi assurdi che le grandi opere possono comportare!
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi al proposito, può rileggere il mio articolo su nucleare e grandi opere; qui invece potete trovare non una o dieci, ma addirittura 150 buone ragioni per dire di no alla TAV, scritte da Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura Piemonte e master di ingegneria ambientale.
Risuonano forti le parole di Don Milani: "L'obbedienza non è più una virtù".
Grazie allora di cuore a chi dimostra il coraggio e la sana follia di andare incontro alle ruspe con un mazzo d'aglio!
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25/06/2011
Per quando saremo bambini
Il tempo passa e la politica non cambia.
Per quando saremo bambini voglio una città che parli di futuro, dove le classi dirigenti non si facciano dettare l'agenda politica e la programmazione del territorio dal consiglio di amministrazione di una qualche cooperativa rossa, bianca, gialla o nera.
Per quando saremo bambini voglio una città in cui le cose buone e giuste si possano fare non più soltanto nonostante la politica, ma grazie ad essa.
Dove le persone per bene e le scelte di buonsenso non siano una rincorsa, un affanno, un gesto eroico, ma la razionale e sana quotidianità.
Il tempo passa, continua a passare, ma la politica non cambia.
Per quando saremo bambini voglio una città che si tenga stretta i beni comuni, l'acqua, l'aria, la terra, e li difenda, valorizzandoli e consentendone un utilizzo per l'intera comunità, per chi ha meno, soprattutto.
Per quando saremo bambini voglio una città fatta di case che si producono l'energia di cui hanno bisogno, fatta di uffici a basso impatto ambientale, fatta di edifici verdi e spazi aperti dove ci passi in mezzo il sole, e dentro le persone. Senza telecamere, barriere, recinzioni.
Il tempo passa, inesorabile, e la politica non cambia.
Per quando saremo bambini voglio una città libera, da attraversare a piedi, o in bicicletta, senza l'osceno spettacolo di capannoni vuoti e grigi, di auto ammassate come tanti bufali affamati di asfalto ai bordi delle strade, sui marciapiedi.
Il tempo passa, un secondo in fila all'altro, ma la politica si ostina a non cambiare.
Per quando saremo bambini voglio una città in cui i bambini, finalmente, potranno spiegare come si fa politica a questo mondo folle di adulti, maschi, idioti. Dove a spuntarla, sempre, non sia la legge del più forte, ma la solidarietà dell'onesto, la condivisione del buon padre o madre di famiglia, l'atto rivoluzionario di una stretta di mano, di un sorriso dolce.
Il tempo passa, guardalo come corre veloce in questo crepuscolo di società infinita nel Pianeta finito, e la politica non cambia.
Oppure sì, se passerà la convinzione che un giorno, oggi, potremo essere di nuovo bambini, e usciremo dalle sale per convegni e dai profili di facebook, per ritornare in piazza, nei luoghi di un ritrovato gusto di democrazia partecipata, sobria e inclusiva.
Per quando saremo bambini avremo staccato l'ombra delle città dalla loro terra, e potremo portare in dono ai nostri vecchi genitori ciò che loro non hanno saputo nemmeno immaginare, agire.
Per quando saremo bambini vorrò questa città, questa comunità.
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22/06/2011
Torna "Il grido della farfalla"
Dopo la bellissima edizione dello scorso anno, torna per il terzo anno consecutivo "Il grido della Farfalla", il meeting dell’informazione libera organizzato dal Gruppo dello zuccherificio dal 7 al 9 luglio al parco Primeri di Fusignano, in provincia di Ravenna.

Questo è il programma di quest'anno, al quale io avrò ancora una volta il piacere di portare un mio contributo:
giovedì 7 luglio
ore 20.30 – “Dossier: le Mafie in Emilia Romagna”
ore 21.15 – “Segni particolari: antimafia” con Pino Maniaci (giornalista e fondatore di Telejato), Gaetano Saffioti (imprenditore calabrese, sotto scorta per essersi opposto alla ‘ndrangheta) e Gaetano Alessi (giornalista, vincitore del Premio Pippo Fava 2011)
venerdì 8 luglio
ore 20.30 – "Dudal Jam, a scuola di pace" con Michele Dotti
ore 21.15 – “Un Mondo di informazione” con Maso Notarianni (direttore di Peace Reporter e della rivista di Emergency E-il mensile), Michele Dotti (autore de “L’Anticasta, l’Italia che Funziona”) e Giorgio Fornoni (collaboratore di Report e autore di “Ai confini del mondo”)
sabato 9 luglio
ore 20.30 – “L’Aids non va più di moda”
ore 21.15 – “Potere e contropotere” con Anna Vinci (autrice di “La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi”), Loris Mazzetti (capostruttura Rai3 e autore di “Che tempo che fa”) e Giuliano Turone (magistrato, ha scoperto gli elenchi della P2 insieme a Gherardo Colombo)
Non mancate, saranno altri interessanti momenti di approfondimento e di confronto, in una cornice davvero splendida!!!
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14/06/2011
Mi tolgo il cappello
Molti stanno cercando di mettere il proprio cappello sui referendum. Io invece il cappello me lo tolgo di fronte agli italiani che -stupendo molti- hanno dimostrato il proprio valore in questo straordinario momento di partecipazione democratica diretta, che certamente verrà ricordato nei libri di storia.
L'Italia ha scelto di voltare pagina, in maniera chiara e trasversale rispetto ai diversi orientamenti politici. E' un giorno di grande festa per tutti noi, che apre uno scenario di grandi prospettive per il futuro.
Con questo voto gli italiani hanno riportato con forza i temi dell'ecologismo al centro del dibattito politico, dimostrandosi più attenti e sensibili di quanto molti si aspettassero su questioni decisive come l'acqua pubblica e il nucleare.
Questo voto dimostra in maniera inequivocabile il valore straordinario della società civile, il vero attore della mobilitazione popolare di questi referendum.
Proprio quella società civile nella quale io ho sempre creduto e alla quale stiamo cercando, con tanta umiltà e passione, di ridare voce attraverso il percorso partecipato di “Ecologisti e Civici”; un processo che abbiamo avviato per costruire dal basso un nuovo soggetto politico nel nostro paese.
Come ha dimostrato Paolo Bottazzini in un bell’articolo, analizzando i flussi sulla rete, una grande importanza in questo risultato l’hanno giocata anche i Comuni Virtuosi nel tracciare profeticamente la rotta di un’altra Italia possibile.
Quella rotta credibile che oggi gli italiani hanno scelto di voler seguire con ritrovata fiducia in se stessi e speranza nel proprio futuro!
Tanto di cappello dunque e un brindisi all’Italia che sta nascendo grazie all’impegno di moltissimi cittadini di buona volontà.
Voglio concludere con un aneddoto africano, che dedico a quelle migliaia e migliaia di volontari che si sono impegnati strenuamente in queste settimane per promuovere i referendum:
“Un giorno, in un villaggio, tutta la popolazione si incontrò ai piedi di un grande albero per decidere chi eleggere come nuovo capo del villaggio.
Tutti si sedettero all’ombra del grande mango, a parte un anziano che andò a sedersi al sole.
La discussione, com’era prevedibile, andò per le lunghe e nel frattempo il sole girò nel cielo e con lui anche l’ombra dell’albero, che un poco per volta raggiunse quell’anziano, il quale finì per ritrovarsi all’ombra nel momento della canicola e vi rimase più a lungo degli altri.
Tutti riconobbero così la sua saggezza ed egli venne eletto capo del villaggio.”
Ho la sensazione che noi siamo un po’ come quell’anziano. Precorriamo i tempi e in un certo senso li prepariamo. Siamo già ora dove l’ombra sta arrivando, su quei temi ecologici e con la prospettiva civica e partecipativa che diventeranno nei prossimi anni sempre più centrali e condivisi da tutta la popolazione.
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13/06/2011
Coraggio, possiamo farcela!!!
Non voglio scrivere nulla. Per scaramanzia, ma anche per l'emozione che in queste ore mi toglie il fiato e mi fa sognare un domani diverso per il nostro paese. Lascio la parola alle immagini... ci ritroviamo domani sera.
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02/06/2011
E' un viaggio bellissimo!
Un altro anno scolastico volge al termine. E l'estate incomincia.
E' stato un anno ricco ed intenso, fra i tanti Laboratori didattici sulla pace, sui diritti umani, sull'intercultura... e i Corsi di formazione con gli insegnanti, i genitori, gli educatori, i mediatori culturali.
Con grande soddisfazione ho portato avanti anche l'esperienza stupenda del Consiglio Comunale dei bambini e delle bambine a Cervia e in parallelo il percorso di progettazione partecipata del Festival della Cittadinanza di Padova, senza mai smettere di girare per i numerosi incontri pubblici.
Ma il viaggio non si ferma con l'estate e così nelle prossime settimane avrò ancora diversi appuntamenti in giro per l'Italia.
Questo sabato 4 giugno sarò a Lomazzo, per una bellissima iniziativa, una Festa promossa dall'Associazione culturale "Immagina Lomazzo" e dal Gruppo d'Acquisto Solidale SottoSopra.
L'11 giugno sarò a Mantova per una testimonianza in notturna all'interno della Veglia di Pentecoste promossa dalla Diocesi.
Il 18 sarò a Caltanissetta in un incontro su "Ecologia e solidarietà" promosso da Intesa Civica Solidale, una delle tante realtà promotrici dell'esperienza dei Movimenti Civici Siciliani.
Il 19 ritornerò ad Agrigento per un momento di formazione sul tema "Nostalgia di futuro: è tempo di nuovi stili di vita" all'interno del Meeting Missionario di Fraternità promosso dalla Diocesi.
Il 21 giugno sarò ad Alfonsine per proporre il mio incontro-spettacolo "Sogno e son desto!".
Il 7 luglio sarò a Jesi per presentare "L'anticasta" ad "Equa la festa" insieme a due amici: Luca Fioretti, presidente nazionale dell'Associazione dei Comuni Virtuosi e ad Alessio Ciacci, Assessore all'ambiente di Capannori.
L'8 luglio ritornerò a Fusignano per presentare il mio ultimo libro "Dudal Jam, a scuola di pace" all'interno del "Grido della farfalla", il Meeting dell'Informazione Indipendente, al quale ho partecipato anche lo scorso anno, promosso dal Gruppo dello Zuccherificio.
E' un viaggio bellissimo, che mi permette di incontrare sempre nuovi amici e scoprire tante realtà stupende -e spesso invisibili- del nostro Paese.
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