26/10/2009

La guerra dei Roses, da "Illogica allegria"

Dal sito di LifeGate Radio, riprendo quest'oggi un'altra splendida puntata di "Illogica allegria", prodotta da Basilio Santoro con un riadattamento dei testi tratti dal magnifico paragrafo "Vincere la Paura del Cambiamento" scritto dall'amico Jacopo Fo per il libro "L’anticasta".

 

Amo la poesia che Basilio riesce a infondere a queste riflessioni itineranti...


22/10/2009

La teologia del vento

Michele_Checco.jpgSecoli, anzi millenni di teologia e filosofia, fra simposi, concili, seminari...

Ignaro di tutto questo, mio figlio Francesco oggi mi guarda e mi chiede: "Babbo, ma perché il vento non vuole farsi vedere?"


Un attimo di stupore e silenzio -siamo frammenti di stelle dinanzi all'Universo- poi umilmente gli rispondo: "Non lo so Checco, secondo te?"

Francesco riprende la parola: "Mi sa che è fatto così. Come l'uomo invisibile."

"Ma allora come facciamo a sapere che esiste?" gli ribatto io.

"Perché si sente! E' per questo che lo sappiamo."


E nonostante tutto qualcuno ancora si ostina a credere che debbano essere i grandi ad educare i bambini...

20/10/2009

Gli interventi di alcuni "compagni di viaggio"

Pubblico oggi i contributi di alcuni volti noti, estratti dalla video-inchiesta "Viaggio nell'Italia dei Comuni a 5 stelle", che ho realizzato insieme a FLATMIND, uscita dapprima in allegato al libro "L'ANTICASTA" e da poco inviata in DVD a tutti gli 8.102 sindaci d'Italia con un'importante operazione culturale promossa dall'Associazione dei Comuni Virtuosi!

 

Grazie ancora a Maurizio, Beppe, Jacopo e Dario per la loro disponibilità e una buona visione a tutti.

 

 

 

 

18/10/2009

EFFECORTA: il "supermercato" del futuro!

Presentando l'esperienza virtuosa di Capannori nel libro L'anticasta abbiamo parlato diffusamente della strategia "Rifiuti Zero" come alternativa concreta a discariche e inceneritori.

Questa strategia non si fonda soltanto sulla crescita della raccolta differenziata -attraverso il modello "porta a porta"- ma soprattutto su una serie di progettualità volte a prevenire la produzione dei rifiuti.

 

Fra queste una in particolare merita grande attenzione, affinché possa diffondersi sempre più nel nostro Paese: si tratta del progetto Effecorta messo in campo, guarda caso, proprio nel Comune di Capannori.

 

Effecorta è il primo punto in Toscana con oltre 100 prodotti completamente alla spina, disimballati e provenienti da una filiera corta!

 

 

Secondo un’ indagine di Federconsumatori, scegliendo i prodotti alla spina al posto di quelli confezionati una famiglia italiana può arrivare a risparmiare fino a 64 euro al mese, cioé oltre 770 euro all’anno.

 

Inoltre, eliminando gli imballaggi, che occupano il 50% dello spazio nella nostra spazzatura, non solo il prodotto ha un prezzo notevolmente inferiore, ma si inquina anche di meno.

 

Questa mattina l’esperienza del progetto Effecorta è stata ospite della trasmissione "Uno mattina" in onda su RAI 1 e nella stessa sera intorno alle ore 20,40 a “Striscia la notizia” in onda su Canale 5 all’interno della rubrica "Occhio allo spreco".

 

Prosegue così la collaborazione dell’Associazione dei Comuni Virtuosi con le due trasmissioni televisive di RAI 1 e CANALE 5, volta a segnalare settimanalmente alcune delle più significative esperienze nel campo della tutela ambientale e dei nuovi stili di vita, sperimentate ogni giorno da centinaia di realtà locali sparse in tutta Italia.

 

L’attenzione dei mass media nazionali nei confronti di queste esperienze non sembra attenuarsi; proprio oggi il nuovo quotidiano “Il fatto” ha dedicato un articolo al piano a crescita zero del Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), e più in generale ai Comuni Virtuosi.

ILLOGICA ALLEGRIA: su LifeGate Radio un viaggio interiore e alla scoperta delle esperienze virtuose

 

 

Sabato 24 ottobre su LifeGate Radio, alle 7 di mattina circa, inizierà "Illogica Allegria" un programma di Basilio Santoro e Marcello Cantoni, che sarà per alcune puntate ispirato al libro "L'anticasta".

 

La prima puntata sarà dedicata al Comune di Cassinetta di Lugagnano e alla sua ormai celebre esperienza di gestione del territoro a crescita zero.

 

Sono in programma diverse puntate, dedicate ad altri Comuni virtuosi, che verranno anche inserite nel sito della radio.

 

Buon viaggio a tutti!

16/10/2009

Autarchia energetica

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di Miriam Giudici dal sito Terranauta.it


Quest’anno i Colloqui di Dobbiaco del 2 e 3 ottobre, storico convegno sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, si sono aperti con lo slogan “Osare più autarchia”: una riflessione sulla necessità impellente di eliminare i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, anche nell’ottica di abbandonare certe strutture economiche a favore di altre che privilegiano il decentramento e le autonomie locali.

 

Il concetto è: l’energia deve essere prodotta là dove viene consumata. Molto semplice. Ma è fattibile? Evidentemente sì, se l’intera Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di crederci. Proprio ai Colloqui di Dobbiaco, infatti, è arrivata la dichiarazione ufficiale dell’Alto Adige che ha deciso di eliminare la sua dipendenza dai combustibili fossili entro il 2020.

L’Assessore all’Ambiente e all’Energia, Michl Laimer, ha dichiarato che “le fonti energetiche rinnovabili sono disponibili in loco, la capacità di sfruttamento è in fase di sviluppo, garantiscono la continuità dell’approvvigionamento, consentono di creare nuovi posti di lavoro, hanno prezzi stabili, sono eco-sostenibili, non danneggiano l’ambiente ed hanno emissioni molto basse o pari a zero”. E gli amministratori locali sono convinti che già entro il 2013 l’Alto Adige potrà dipendere al 75% da fonti rinnovabili, e completare il processo in altri sette anni.

 

La centrale di biomasse a Dobbiaco è gestita da una cooperativa di cui fanno parte 700 famiglie e il Comune. Questo in un territorio che in termini ambientali è già un’isola felice: ad oggi il ricorso a fonti energetiche rinnovabili è al 56%.

Un dato strabiliante se si confronta con quello italiano (5,2% la quota delle rinnovabili nel 2005) ed eccellente anche nel raffronto con la performance nazionale migliore d’Europa, quella della Svezia (39,8% nel 2005). L’elettricità altoatesina è attualmente prodotta integralmente da centrali idroelettriche che forniscono un’energia che eccede del 50% i bisogni locali. È la domanda termica ad essere coperta, per ora, al 44% con combustibili fossili, e sono appunto questi che gli amministratori locali intendono rimpiazzare nel 2020.

 

Con quali fonti? Si punta sull’eolico, ma soprattutto sulle centrali solari (sia per l’energia elettrica che per quella termica) e a biomasse. Sul fronte del fotovoltaico, in Alto Adige si concentra già il 50% degli impianti presenti in Italia, e si è scelto con decisione di proseguire su questa strada con l’intenzione di arrivare ad installare un impianto sul tetto di ogni casa.

Sul fronte delle centrali a biomasse e biogas, invece, – che si avvalgono del patrimonio boschivo, degli scarti della lavorazione del legno, delle deiezioni animali e dei rifiuti organici – la Provincia ha predisposto nuovi piani di taglio delle piante vecchie e di riforestazione, anche in un’ottica di cura continua e meticolosa del territorio e delle foreste.

 

In tutto questo è molto forte l’intenzione di insegnare ai cittadini ad amministrare meglio, e direttamente, l’energia che producono e utilizzano. L’esempio trainante è quello della centrale a biomasse di Dobbiaco-San Candido, grazie alla quale Dobbiaco ha vinto per il secondo anno consecutivo il premio “Comuni rinnovabili” di Legambiente. Questa centrale non è nelle mani dei privati, ma è gestita da una cooperativa di cui fanno parte 700 famiglie e il Comune, e beneficiano di 600mila euro di utili l’anno. Come li useranno? La loro idea è di comprare la vicina centrale idroelettrica, di proprietà privata.

Infine, in Alto Adige non si tralasceranno il geotermico e l’idrogeno: i 291 piccoli impianti geotermici attuali aumenteranno di numero, mentre stazioni di servizio che distribuiranno l’idrogeno come carburante per l’autotrazione saranno installate sul tratto dell’Autobrennero che va da Verona a Monaco di Baviera. Questo nuovo combustibile sarà prodotto da impianti eolici al valico di frontiera (con la partecipazione di Austria e Baviera), idroelettrici a Bolzano e fotovoltaici a Rovereto.

 

Tutto questo è considerato dall’assessore Laimer come un obiettivo “assolutamente realistico”: battere la strada delle rinnovabili e presentarsi alla prossima Conferenza sul clima di Copenaghen con un progetto realizzabile si può. L’Alto Adige dimostra così che l’autarchia energetica non è un risultato alla portata solo di comunità isolane o piccoli centri abitati.

 

Un esempio che ha molto da dire in un Paese come il nostro dove soffiano sempre più forti i venti del nucleare.

15/10/2009

IO MANGIO LOCALE... senza speculazioni aggiunte!

Domani, in occasione della Giornata Mondiale per l’Alimentazione, Mani Tese lancia la campagna: Io mangio locale. Senza speculazioni aggiunte.

 

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Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.
IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).
Gli obiettivi della campagna:
- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;
- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;
- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE
- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;
- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;
- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;
- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;
- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.
Mani Tese e il diritto al cibo
Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.
Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.
Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Per saperne di più
Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.
Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.
Obiettivi oggi sempre più lontani.
A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.
Le cause della crisi alimentare
La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.
Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.
Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo questo testo di Valeria Sodano: http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf
La sovranità alimentare come soluzione
Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.
• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.
• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.
• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.
• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.
• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.
A breve maggiori informazioni sugli appuntamenti di ottobre, le iniziative in piazza, le modalità di adesione!

 

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte che spesso partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.

 

IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.

 

Proprio nel momento in cui la FAO lancia l'allarme per il drammatico aumento della fame nel mondo, Mani Tese attraverso questa campagna intende sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.

 

Occorre ricordare infatti che la crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei loro derivati come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.

 

Non basta l'elemosina, occorre cambiare le regole del gioco, riportando tutti i paesi all'autonomia alimentare. Noi siamo testimoni che questo si può fare; i progetti che abbiamo realizzato in questi anni lo dimostrano concretamente, ma occorre promuovere una diffusa consapevolezza al riguardo e pretendere una reale volontà politica di cancellare la fame dalla storia.

Questa deve diventare una delle priorità assolute da considerare in futuro, altro che il Ponte sullo stretto...

 

Clicca QUI per scoprire le proposte della Campagna "IO MANGIO LOCALE".


Mani Tese: dall' aiuto alla cooperazione from Mani Tese on Vimeo.

12/10/2009

Altro che il 68,7% di consensi... con Berlusconi meno del 6% degli italiani!


Berlusconi_faraone.jpg

Negli ultimi tempi Berlusconi va ripetendo con insistenza che non saranno i disegni eversivi della sinistra -attraverso tutti i suoi "infiltrati" nelle varie cariche istituzionali- a piegarlo, perché lui è forte del consenso del popolo.

 

Sostiene infatti il premier che il 68,7% degli italiani sta con lui!

 

E così scende lo sconforto in tutti quelli che vorrebbero un paese migliore -e potrebbero anche impegnarsi in tale senso- ma si sentono soli e impotenti e si chiedono ormai da tempo: "ma come fanno gli Italiani a non rendersene conto?!?"


Ma prima di credere ingenuamente a questa "narrazione" della realtà, sarebbe meglio chiedersi se essa corrisponda al vero!!!


E' sufficiente fare due conti per accorgersi che alle ultime elezioni politiche
i non votanti sono stati il 19,5%.

 

Le schede bianche o nulle sono state il 3,65% e se consideriamo anche tutti quelli che hanno votato per i vari partitini che non hanno raggiunto l'1% arriviamo quasi al 30% di elettori.

 

Se dall'80% (i votanti) togliamo questo 30% resta il 50% che deve poi essere ancora diviso tra i due schieramenti principali, più Di Pietro, Lega e Udc, e già qui la pretesa di Berlusconi di avere il 68,7% dei consensi diventa grottesca, ma andiamo avanti con i conti...

 

Alla Camera il Pd ha preso 12.092.998 voti, il Pdl 13.628.865, Lega Nord 3.024.522, Udc 2.050.319, Di Pietro 1.593.675.


Dunque il Pdl ha avuto il 28,8% dei voti potenziali, altro che 68,7%.


Ma anche questa cifra non è tutta a sostegno di Berlusconi; il 28,8% di chi ha votato ha votato il Pdl è formato da vari partiti.

 

Personalmente Berlusconi ha ottenuto solo 2.700.000 preferenze, dunque è stato scelto personalmente dal 5,7% degli elettori.

 

Pertanto mi rivolgo in modo chiaro ed esplicito a quanti si sentono ormai rassegnati a convivere con Berlusconi in eterno, e hanno tirato i remi in barca, pensando di essere in un paese di pecoroni: non è proprio così, svegliatevi.

 

Domattina, uscendo di casa, provate a pensare che incontrerete camminando persone che magari la pensano diversamente da voi e esprimono la propria insoddisfazione in altro modo (dall'astensionismo alla Lega, passando attraverso tutti gli altri partiti e partitini vari...) ma non siete circondati -per il 68%- da un esercito di kamikaze disposti a sacrificarsi per Berlusconi.

 

Mettetela così: ogni 100 persone che incrociate, neppure 6 ha accordato la propria fiducia al "faraone".

 

Mi rendo conto, è già troppo, ma considerando che abbiamo rischiato di ritrovarcelo Nobel per la Pace, per usare un'espressione tratta dal film Frankenstein Junior: "Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere..."


11/10/2009

Il 75% degli italiani è contro il nucleare!

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Tre italiani su quattro non vogliono nemmeno prendere in considerazione l’idea di una centrale nucleare nella propria provincia. E il 72 per cento non crede che le attuali tecnologie nucleari garantiscano elevati standard di sicurezza.

 

E’ il verdetto che esce dall’indagine sulla democrazia energetica condotta dall’Istituto Format per conto di Somedia su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (sono state effettuate 1.000 interviste con il sistema Cati dal 14 al 17 settembre 2009).

 

L’atomo esce bocciato in modo netto, nonostante il lungo pressing del governo che ha aperto all’industria francese del settore, in forte difficoltà di bilancio e alle prese con l’aspro contenzioso giudiziario per l’impianto di nuova generazione che sta subendo un rinvio dopo l’altro in Finlandia.

 

Che il nucleare non piaccia agli italiani del resto sembra essere una conclusione alla quale è arrivato anche Palazzo Chigi: il governo ha deciso di rinviare la definizione dei siti per le quattro centrali che intende costruire a un periodo successivo alle elezioni regionali di primavera.

 

Ricordate quando -oltre un anno fa- io mettevo in discussione un sondaggio di SWG per Confesercenti che pareva dimostrare il contrario, sostenendo che il loro modo di porre le domande avesse orientato le risposte?

 

Ha proprio ragione Francesco De Gregori quando canta:

"La storia da torto o da ragione."

 

10/10/2009

La pace è una bambina...

Voglio condividere oggi un po' del materiale che utilizzo nei miei Laboratori sui temi della Pace e della Nonviolenza, mettendolo a disposizione degli insegnanti o educatori che intendano trattare questa prospettiva a scuola in occasione della Marcia mondiale per la Pace.

 

SI ALLA GIOIA E ALLA PACE di Manuel 5D-1.jpg

Questo materiale va ad aggiungersi a tutto quello che ho già caricato fino ad ora nella sezione Strumenti per la didattica.

 

Iniziamo con le parole splendide scritte qualche anno fa da una bambina delle elementari, che per la loro purezza e semplicità sono assolutamente spiazzanti...

 

 

 

La pace

La pace è una bambina
che non chiede cose matte:

svegliarsi ogni mattina,
non col sangue, ma col latte.


Valentina, 8 anni

 

 

 

Continuiamo ora con una geniale vignetta del grande Quino che io uso sempre per invitare a riflettere sulla assoluta inutilità della violenza e delle prepotenza.

 

nonviolenza.jpg

Qui potete scaricarla in alta definizione, gà pronta per la stampa.

 

 

Anche la poesia può darci spunti profondi, come nel caso di queste due splendide liriche di uno dei più grandi poeti di sempre, Bertold Brecht:

 

 

La guerra che verrà


La guerra che verrà

non è la prima. Prima

ci sono state altre guerre.

Alla fine dell'ultima

c'erano vincitori e vinti.

Fra i vinti la povera gente

faceva la fame. Fra i vincitori

faceva la fame la povera gente egualmente.

 

 

 

Mio fratello aviatore


Avevo un fratello aviatore.

Un giorno, la cartolina.

Fece i bagagli, e via,

lungo la rotta del sud.

Mio fratello è un conquistatore.

Il popolo nostro ha bisogno

di spazio; e prendersi terre su terre,

da noi, è un vecchio sogno.

E lo spazio che s'è conquistato

è sui monti del Guadarrama.

E' di lunghezza un metro e ottanta,

uno e cinquanta di profondità.

 

 

Per chi volesse sviluppare una riflessione sulla pace in prospettiva interculturale attraverso il linguaggio della poesia consiglio di leggere il ricchissimo libro "Poesia e intercultura" dell'amico padre Arnaldo De Vidi, edito dalla EMI.

 

Gandhi_1.jpg




 

"Io non ho inventato niente di nuovo. _

La nonviolenza è antica come le montagne" _


M.K.Gandhi__

01/10/2009

La politica "vietata ai maggiori"

Sono ripresi questa mattina, sempre al Centro Risorse Cervese, i lavori del Consiglio comunale delle Bambine e dei Bambini del Comune di Cervia.


Consiglio_bambini_Cervia.jpgIn "apertura" dei lavori, i ragazzi hanno ricevuto la visita del sindaco Roberto Zoffoli (che nel 2004 è stato nominato dall'Unicef Difensore dell'Infanzia) e dell'assessore alle Politiche giovanili Marco Zatti che hanno augurato loro buon lavoro.

 

Nell'occasione, il primo cittadino ha ricordato ai consiglieri di aver istituito in  questa sua seconda legislatura la delega "Cervia città dei bambini" - che il sindaco ha mantenuto nelle sue mani  - e che ha lo scopo di valorizzare il rapporto con i cittadini più giovani e di potenziare l'ascolto e il contatto tra le istituzioni e loro. Inoltre sia Zoffoli sia Zatti hanno sottolineato l'importanza del Consiglio per la città, "in quanto - hanno detto - dà a noi adulti la possibilità di sapere direttamente da voi che cosa ci chiedete".

 

A questo proposito, a titolo di esempio, io che seguo ormai da tre anni il lavoro dei ragazzi, ho voluto ricordare il parco di Montaletto realizzato proprio su idea dei bambini e ho mostrato il cartello che, frutto del lavoro del Consiglio delle Bambine e dei Bambini, l'Amministrazione comunale ha realizzato e che verrà posizionato all'esterno della scuola media, per sensibilizzare i genitori a spegnere le auto quando portano i figli a scuola.  

CartelloAuto.jpgI 30 ragazzi che fanno parte del Consiglio Comunale dei Bambini e delle Bambine, di un'età compresa fra la terza elementare la terza media, sono nominati (2 per plesso scolastico) dai loro compagni e si incontrano al Centro Risorse Cervese la mattina, una volta al mese, fino a maggio.


Qui, affiancati da educatori, discutono dei loro problemi  e delle esigenze che sentono in città. Lo scopo del Consiglio dei giovanissimi è quello di promuovere tra i ragazzi percorsi di "cittadinanza attiva", ovvero costruire ponti di comunicazione tra le esigenze e le proposte delle scuole e il Consiglio Comunale degli adulti poiché i ragazzi si rendano via via consapevoli dei propri diritti, ma anche dei doveri, di futuri cittadini.

Anche quest'anno, i ragazzi si ritroveranno nella Sala del Consiglio Comunale con i loro colleghi adulti, nella seconda metà di novembre, in occasione delle iniziative organizzate dall'Amministrazione comunale per celebrare l'anniversario dell'approvazione, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, della Convenzione internazionale sui Diritti dell'Infanzia, avvenuta a New York il 20 novembre 1989, e di cui ricorre quest'anno il ventennale.

Quattro serate per pace e nonviolenza

Domani, 2 ottobre, in occasione del 140° anniversario della nascita di Gandhi e del 100° anniversario della sua incarcerazione in Sud Africa, parte  a livello globale la Marcia Mondiale per la Pace e la Non-Violenza che attraverserà 5 continenti, 90 paesi e 160.000 km di strada.

 

marcia_pace.jpgMilioni di persone in tutto il mondo saranno in cammino in quella che si prevede essere la più grande marcia della storia, per creare un futuro di Pace.


La Marcia passerà anche dall'Italia, dove sono in programma molte iniziative pubbliche a cui hanno già aderito numerose personalità dello spettacolo e della cultura.

 

Anche la società civile faentina farà sentire la sua voce con 4 serate (un film, un documentario, una conferenza e uno spettacolo) dedicate alla promozione della cultura nonviolenta e al tema della pace.


Il 2 ottobre alle 20.45 verrà proiettato il film "Joeux Noel" presso la Sala delle Associazioni (via Laderchi 3/A). Io sono stato invitato a introdurre il film,

 

Il 7 ottobre alle 20.30 presso il circolo Anspi di Fognano verrà proiettato il filmato "Una forza più potente: esperienze di resistenza nonviolenta nel XX secolo".

 

Il 9 ottobre alle 20.45 presso la Sala San Carlo si terrà una conferenza del prof. Fulvio Manara (Università di Bergamo) sul tema "Economia e Nonviolenza".

 

Il 16 ottobre alle 20.45 presso il cinema Fellini si terrà una serata sul tema "Giustizia e Nonviolenza" con musiche di De Andrè (a cura del Gruppo di Continuità) e letture di testi di Gandhi e altri autori nonviolenti.

Le serate sono organizzate e promosse da Comitato Spontaneo per la Pace Faenza, Centro Documentazione don Tonino Bello, Centro Diocesano Pastorale Sociale, Caritas, Mani Tese, Amici Mondo Indiviso, Pax Christi, Teatro Due Mondi, Parrocchia di Fognano - Circolo Anspi.