...quando alla fine del Liceo decisi di partire per l'Africa per la prima volta.
Tramite un collaboratore di mia mamma, che era stato in Africa varie volte
per seguire un progetto sanitario in Togo, entrai in contatto con alcuni volontari di
Mani Tese a Faenza e chiesi loro di partire.
La mia richiesta fu accolta, ma fui invitato a partecipare all'attività dell'Associazione
per un periodo di preparazione alla partenza.
Fu così che iniziai il mio impegno di volontariato in Mani Tese.
Il primo viaggio insieme ad altri volontari fu in Benin, anche se -ricordo bene-
arrivammo con l'aereo a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso
e lì passammo la prima notte, per poi trasferirci in Benin nei giorni successivi,
per la realizzazione di una sala polivalente e di una banca dei cereali.
Non immaginavo, in quel momento, che sarei sempre ritornato negli anni a venire,
né che l'Africa avrebbe cambiato così profondamente la mia vita...
Il mio primo approccio all'Africa è stato attraverso i progetti di sviluppo e
di promozione umana che sosteniamo con l'Associazione Mani Tese.
Nel corso di questi anni abbiamo potuto realizzare centinaia di progetti,
che hanno cambiato la vita di centinaia di migliaia di persone: pozzi, scuole,
mulini, dighette, orti, allevamento....
Ogni anno però il viaggio è stato anche l'occasione per scoprire e conoscere
aspetti culturali e sociali che ignoravo, attraverso quello che oggi considero
il più potente strumento conoscitivo al mondo: la condivisione!
Nulla ti permette di capire i problemi della gente e le possibili soluzioni
a questi problemi quanto vivere al loro fianco, condividendo le difficoltà
del quotidiano, sognando insieme un domani migliore e battendosi per realizzarlo
concretamente.
E l'aver scelto di condividere questa esperienza anche con tanti altri ha permesso a
oltre 150 ragazzi di venire insieme a me a scoprire questo Paese, toccare con mano
i suoi problemi, impegnarsi per ottenere dei risultati a favore degli ultimi.
E sono sempre di più quelli che vogliono venire a scoprire personalmente,
a toccare con mano questa esperienza di solidarietà e i suoi frutti meravigliosi!
"Sedetevi, sediamoci": questo significa "Gorom Gorom" in lingua Songhay.
E' un carrefour di mille popoli che si incontrano qui ogni giovedì, il giorno del
grande mercato, per scambiare le proprie merci: ci sono peul, tuareg, songhay,
haussa provenienti dal Niger, commercianti dal Mali e addirittura dalla Mauritania...
E' un vero spettacolo di colori, un incontro pacifico di culture, un luogo di scambio
di merci ma anche di idee fra i tanti popoli del Sahel.
Andando ogni anno in Burkina Faso, anche Eleonora e Francesco hanno stretto legami,
fatto amicizie; amano certi luoghi, certi piatti, certe canzoni, sanno le filastrocche
e alcune preghiere in lingua mooré.
Conoscono i problemi dell'Africa e questo li aiuta
a dare il giusto peso ai nostri piccoli problemi quotidiani: sanno che per alcuni bambini
i problemi di ogni giorno non sono i cartoni animati o la merendina al cioccolato,
ma l'acqua, il cibo, le cure mediche.
Potreste chiedere loro di parlarvi dell'Africa e ne rimarreste stupiti!